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Ultimo aggiornamento
15/03/2018

Rifiuto o ritardo della P.A. nei procedimenti edilizi: disciplina e conseguenze

Omesso provvedimento - Silenzio-inadempimento; Ritardo nella conclusione del procedimento - Risarcimento dei danni; Lesione del legittimo affidamento del privato su una situazione determinata dalla P.A.; Illegittimità dell’atto amministrativo; Arbitraria richiesta di dichiarazioni o produzioni documentali; Inerzia della P.A. di fronte a SCIA illegittima; Inerzia della P.A. nell’esecuzione forzata di provvedimenti di demolizione e restituzione in pristino; La responsabilità civile, amministrativa e disciplinare del pubblico dipendente; Abuso d’ufficio - Rifiuto ed omissione dolosi di atti d'ufficio.
A cura di:
  • Studio Groenlandia
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OMESSO PROVVEDIMENTO - SILENZIO-INADEMPIMENTO

Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad un’istanza, ovvero debba essere iniziato d’ufficio, le Pubbliche Amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante l’adozione di un provvedimento espresso (art. 2 della L. 241/1990) ciò che deve avvenire, se la legge, i regolamenti o provvedimenti a ciò autorizzati non prevedono un termine diverso (cosa, peraltro frequente) N1, entro trenta giorni.

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Ricorso

Il ricorso avverso il silenzio è proposto, anche senza previa diffida, con atto notificato all’Amministrazione e ad almeno un controinteressato fintanto che perdura l’inadempimento e, comunque, non oltre un anno dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento (combinato disposto artt. 117 e 31 del D. Leg.vo 104/2010, comma 2). Esso ha ad oggetto l’accertamento dell’obbligo dell’Amministrazione di provvedere N3.

Non è una giurisdizione estesa al merito, né il giudice si sostituisce alla Pubblica Amministraz

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Casistica
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A) Omesso provvedimento a seguito di accertamento di abuso edilizio

Il proprietario di un’area o di un fabbricato, nella cui sfera giuridica incide negativamente il mancato esercizio dei poteri ripristinatori

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B) Obbligo di provvedere su richiesta di variante urbanistica - Esclusione

L’interesse edificatorio del privato nell’ipotesi in cui sia contrastante con le norme del Piano strutturale e soprattutto con quelle del Regolamento urbanistico è un mero interesse di fatto e non dà, pertanto, luogo ad un interesse pretensivo ad ott

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C) Omesso provvedimento sulla richiesta di stipula di Convenzione di lottizzazione

Il Comune deve pronunciarsi a fronte dell’istanza del privato in merito alla richiesta di stipulazione di una Conven

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D) Omesso provvedimento sulla richiesta di condono edilizio

Il ricorso sul silenzio-inadempimento è ammesso se la domanda è proposta al fine di accertare se l’inattività della Pubblica Amministrazione sull’istanza di un privato ad adot

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E) Omesso provvedimento su istanza di rilascio del titolo abilitativo edilizio

Prima della previsione del silenzio-accoglimento in materia (D.L. 21/06/2013, n. 69) era stato af

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Azione per il silenzio-inadempimento e azione per il risarcimento del danno

Insieme all’azione di risarcimento del danno, o separatamente da essa, può essere proposta quella per:

- la condanna al risarcimento del danno ingiusto derivante dall’illegittimo esercizio dell’attività amministrativa o dal mancato esercizio di quella obbligatoria. Tale danno si qualifica, secondo i casi, come danno per lesione di diritti soggettivi e danno per lesione di interessi legittimi. Dei primi conosce il giudice amministrativ

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Risarcimento per lesione di interessi legittimi

La domanda di risarcimento per lesione di interessi legittimi è proposta entro il termine di decadenza di centoventi giorni decorrente dal giorno in cui il fatto si è verificato ovvero dalla conoscenza del provvedimento se il danno deriva direttamente da questo. Il termine predetto inizia comunque a decorrere dopo un anno dalla scadenza del termine per provvedere (art. 30 del D. Leg.vo 104/2010).

Per

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RITARDO NELLA CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO - RISARCIMENTO DANNI

Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad un’istanza, ovvero debba essere iniziato d’ufficio, le Pubbliche Amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante l’adozione di un provvedimento espresso (art. 2 della L. 241/1990); ciò che deve avvenire, se la legge, i regolamenti o provvedimenti a ciò autorizzati non prevedono un termine diverso (cosa, peraltro frequente N6) entro trenta giorni).

I termini per la conclusione del procedimento decorrono dall’inizio del procedimento d’ufficio o dal ricevimento della domanda, se il procedimento è ad iniziativa di parte. Essi, in linea generale - e salvo le disposizioni che regolano lo specifico procedimento - possono essere sospesi, per una sola volta e per un periodo non superiore a trenta giorni, per l’acquisizione di informazioni o di certificazioni relative a fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso dell’Amministrazione stes

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Norme per il controllo dei tempi dei procedimenti e la repressione dei ritardi
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Informativa obbligatoria sui tempi dei procedimenti

Entro il 30 gennaio di ogni anno, sono comunicati all'organo di governo, i procedimenti, suddivisi per tipologia e strutture amministrative competenti, nei

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Responsabilità disciplinare del funzionario per ritardo

Vedi paragrafo successivo in materia di responsabilità del dipendente pubblico.

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LESIONE DEL LEGITTIMO AFFIDAMENTO DEL PRIVATO SU UNA SITUAZIONE DETERMINATA DALLA P.A.

La Pubblica Amministrazione è responsabile anche per la condotta assunta con l’adozione di atti in sé legittimi ma che sono espressione di un’azione amministrativa complessivamente negligente e scoordinata a danno di interessi dei privati corrispondenti a comportamenti o atti che la stessa Amministrazione ha, in altro tempo o luogo, tenuto o adottato. In questo caso si dà al privato azione per la tutela risarcitoria del c.d. danno da lesione del suo legittimo affidamento.

I casi più frequenti sono quelli dell’adozione di strumenti urbanistici che, senza adeguata motivazione, sconvolga le previsioni urbanistiche già oggetto di Convenzioni urbanistiche stipulate tra Comune e privati e quello della rinuncia alla stipulazione di contratti pubblici con soggetti vincitori della

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ILLEGITTIMITÀ DELL’ATTO AMMINISTRATIVO (CENNI)

L’eventuale illegittimità degli atti amministrativi in materia, tra l’altro, di edilizia ed urbanistica (illegittimi dinieghi di Permessi di costruire o di altri atti di assenso, anche risultanti in Conferenze di servizi; illegittimi annullamenti o revoche di provvedimenti amministrativi; Permessi di costruire o Piani di lottizzazione, rispettivamente, illegittimamente rilasciati o approvati contestati dai vicini; illegittima formazione di strumento urbanistico o di una sua variante; illegittimi atti di ammissione alla regolarizzazione a seguito di accertamento di abuso; etc.) può essere fatta valere, nelle ordinarie forme d’impugnazione degli atti amministrativi:

- secondo le disposizioni del codice del processo amministrativo e cioè entro sessanta giorni dalla notificazione, comunicazione

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Annullamento di atti illegittimi e richiesta di risarcimento di danni alla P.A

Nel caso in cui sia stata proposta azione di annullamento, la domanda risarcitoria può essere formulata nel corso del giudizio o, comunque, sino a centoventi giorni dal passaggio in giudicato della relativa sentenza (art. 30 del D. Leg.vo 104/2010).

Quando, nel corso del giudizio, l’annullamento del provvedimento impugnato non risulta più utile per il ricorrente, il giudice accerta l’illegittimità

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Limiti alla responsabilità penale del dirigente che abbia erroneamente rilasciato un permesso di costruire

Nonostante un risalente orientamento interpretativo difforme (Cass. 28/04/2004, n. 19566), la giurisprudenza della Corte di Cassazione è consolidata nel ritenere che la funzione di di

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ARBITRARIA RICHIESTA DI DICHIARAZIONI O PRODUZIONI DOCUMENTALI

L’arbitraria richiesta di dichiarazioni o produzioni documentali nel corso dei procedimenti amministrativi rifluisce sulla legittimità dell’azione amministrativa, specie in caso di diniego dell’atto richiesto motivato dalla omessa o carente riposta alle richieste della Pubblica Amministrazione. Espone perciò:

- la Pubblica Amministrazione alla responsabilità per danni da illegittimo provvedimento;

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INERZIA DELLA P.A. DI FRONTE A scia ILLEGITTIMA

Il privato non può impugnare direttamente la SCIA che assuma illegittima. Gli interessati possono:

- sollecitare l'esercizio delle verifiche spettanti all'Amministrazione e, in caso di inerzia, esperire nel termine decadenziale annuale di cui all’

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INERZIA DELLA P.A. NELL’ESECUZIONE FORZATA DI PROVVEDIMENTI DI DEMOLIZIONE E RESTITUZIONE IN PRISTINO

Fatte salve le eventuali responsabilità derivati dall'omissione dolosa d’atti d’ufficio, il proprietario limitrofo è sempre titolare di un interesse qualificato alla salvaguardia delle caratteristiche urbanistiche della zona e, dunque, può non solo spiegare le azioni c

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LA RESPONSABILITÀ CIVILE, AMMINISTRATIVA E DISCIPLINARE DEL PUBBLICO DIPENDENTE

Ai sensi dell’art. 28 della Costituzione “i funzionari ed i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici”.


Con il D.P.R. 10/01/1957, n. 3 (Testo unico delle disposizioni concernenti lo Statuto degli impiegati civili dello Stato) il legislatore ha dato attuazione al predetto principio costituzionale. L’art. 18, infatti, prevede la responsabilità ammin

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Responsabilità disciplinare e valutazione della performance - Tempi di conclusione del procedimento

La mancata o tardiva emanazione del provvedimento costituisce elemento di valutazione della performance individuale, nonch

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ABUSO D’UFFICIO - RIFIUTO ED OMISSIONE DOLOSI Di ATTI D'UFFICIO

Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale, ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno a quattro anni (la pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità; diminuita, al contrario, in caso di tenuità del fatto) (

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