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Sent.C. Cass. 25/05/1999, n. 287

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1. Opere pubbliche - Concessione di sola costruzione - Equiparazione agli appalti ex L. "Merloni" - Controversie - Giurisdizione - Criteri.
1. A seguito dell'entrata in vigore dell'art. 31 bis L. 11 febbraio 1994 n. 109 - il cui comma 4 dispone che, ai fini della tutela giurisdizionale, le concessioni in materia di lavori pubblici "sono equiparate agli appalti" -, anche le controversie relative alle concessioni cosiddette "di sola costruzione" di opere pubbliche (concessioni per le quali si richiede, cioè, che il concessionario si obblighi ad eseguire, oltre all'opera convenuta, anche una serie di ulteriori attività - progettazione, direzione dei lavori, sorveglianza, espletamento di procedure espropriative - il cui esercizio postula il trasferimento delle necessarie funzioni pubbliche da parte dell'Autorità concedente) risultano assoggettate agli ordinari criteri di riparto giurisdizionale in tema di appalti di opere pubbliche, con conseguente devoluzione delle controversie stesse alla cognizione del giudice ordinario, ricorrendone i presupposti (disputandosi, cioè, in materia di diritti soggettivi), anche nel caso di giudizi che, alla data di entrata in vigore della citata legge n. 109 del 1994, pendevano innanzi al giudice amministrativo; non può, difatti, legittimamente invocarsi, in contrario, il disposto dell'art. 5 Cod. proc. civ. nuovo testo (a mente del quale la giurisdizione si determina in base alla legge vigente al momento della domanda, e non hanno rilievo i successivi mutamenti legislativi), poiché la norma di cui all'art. 31 bis L. 11 febbraio 1994 n. 109 ha evidente natura derogatoria rispetto alla lex generalis costituita dal citato art. 5 del codice di rito in tema di determinazione della competenza giurisdizionale, e si applica, pertanto, anche ai giudizi già in precedenza pendenti. (Nella specie, in epoca anteriore all'entrata in vigore della legge n. 109 del 1994 cit. si era instaurato, tra il privato e la Pubblica amministrazione, un rapporto di concessione di sola costruzione, e la relativa controversi era stata, da principio, correttamente devoluta alla cognizione del giudice amministrativo, giusta disposto dell'art. 5 L. 6 dicembre 1971 n. 1034 nella sua legittima interpretazione estensiva, nonostante l'entrata in vigore della legge n. 109, il Consiglio di Stato, ritenendone inapplicabile il citato art. 31 bis, aveva ribadito la competenza del giudice amministrativo, fondando il suo convincimento sul disposto dell'art. 5 Cod. proc. civ., mentre la Corte suprema, nel cassare senza rinvio tale pronuncia, ha enunciato il diverso principio di diritto di cui in massima).

1a. (CONC.2/1+1s) Sulla giurisdizione in caso di controversie riguardanti le concessioni ved. Cass. S.U. 17 dicembre 1998 n. 12622R (Giurisdizione come per gli appalti, ex art. 31 bis, 4° comma, L. 11 febbraio 1994 n. 109R, anche se comprendente attività tecniche ed amministrative oltre alla costruzione); Cass. S.U. 12 giugno 1997 n. 5299R e S.U. 9 dicembre 1996 n. 10955R (Sul criterio di ripartizione fra giurisdizione del giudice ordinario ed amministrativo), C. Stato IV 31 ottobre 1996 n. 1174R (Il ricorso contro il provvedimento con cui la P.A. revoca la concessione di sola costruzione rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo); C. Stato V 13 febbraio 1996 n. 148R (Per controversie sulla concessione di sola costruzione è esclusa la giurisdizione arbitrale).
(Cod. proc. civ. art. 5; L. 6 dicembre 1971 n. 1034, art. 5[R=L103471,A=5]; L. 11 febbraio 1994 n. 109, art. 31 bis)R

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