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D. P.C.M. 14/11/1997

Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore.
Con le modifiche introdotte da:
- D.L. 21/06/2013, n. 69 (L. 09/08/2013, n. 98)
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[Premessa]



Il Presidente del Consiglio dei Ministri

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Art. 1. - Campo di applicazione

1. Il presente decreto, in attuazione dell'art. 3, comma 1, lettera a), della L. 26 ottobre 1995, n. 447,

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Art. 2. - Valori limite di emissione

1. I valori limite di emissione, definiti all'art. 2, comma 1, lettera e), della L. 26 ottobre 1995, n. 447, R sono riferiti alle sorgenti fiss

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Art. 3. - Valori limite assoluti di immissione

1. I valori limite assoluti di immissione come definiti all'art. 2, comma 3, lettera a), della L. 26 ottobre 1995, n. 447, Rriferiti al rumore immesso nell'amb

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Art. 4. - Valori limite differenziali di immissione

1. I valori limite differenziali di immissione, definiti all'art. 2, comma 3, lettera b), della L. 26 ottobre 1995, n. 447, sono: 5 dB per il periodo diurno e 3 dB per il periodo notturno, all'interno degli ambienti abitativi. Tali valori non si applicano nelle aree classificate nella classe VI della tabella A allegata al presente decreto.

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Art. 5. - Infrastrutture dei trasporti

1. I valori limite assoluti di immissione e di emissione relativi alle singole infrastrutture dei tra

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Art. 6. - Valori di attenzione

1. I valori di attenzione espressi come livelli continui equivalenti di pressione sonora ponderata "A", riferiti al tempo a lungo termine (Tl) sono:

a) se riferiti ad un'ora, i valori della tabella C allegata al

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Art. 7. - Valori di qualità

1. I valori di qualità di cui all'art. 2, comma 1, lettera h), della L. 26 ottobre 1995, n. 44

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Art. 8. - Norme transitorie

1. In attesa che i Comuni provvedano agli adempimenti previsti dall'art. 6, comma 1, lettera a), della L. 26 ottobre 1995, n. 447,

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Art. 9. - Abrogazioni

1. Con effetto dall'entrata in vigore del presente decreto sono aboliti i commi 1 e 3 dell'art. 1, de

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Art. 10. - Entrata in vigore

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed entr

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Allegato


TABELLA A: CLASSIFICAZIONE DEL TERRITORIO COMUNALE (ART. 1)


Classe I - aree particolarmente protette:

rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo ed allo svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc.


Classe II - aree destinate ad uso prevalentemente residenziale:

rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali e artigianali;


Classe III - aree di tipo misto:

rientrano in questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali, uffici, con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali; aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici


Classe IV - aree di intensa attività umana:

rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali; le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie, le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie


Classe V - aree prevalentemente industriali:

rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni


Classe VI - aree esclusivamente industriali:

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