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L.R. Abruzzo 29/07/2010, n. 31

Norme regionali contenenti la prima attuazione del D. Leg.vo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale).
Testo coordinato con le modifiche introdotte da:
- L.R. 14/01/2020, n. 1
- L.R. 03/11/2015, n. 36
- L.R. 22/12/2010, n. 62
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Capo I - Definizioni
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Art. 1 - Definizioni

1. Ai fini della presente legge si intende per:

a) acque reflue domestiche: acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche ai sensi dell'articolo 74, lettera g), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) come modificato dal decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4 (Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del

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Capo II - Acque reflue assimilabili alle domestiche
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Art. 2 - Categorie di acque assimilabili alle domestiche

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Art. 3 - Autorizzazioni per lo scarico in rete fognaria

1. Nel Regolamento emanato dal Gestore del Servizio Idrico Integrato ed approvato dall'Autorità Territoriale Ottimale (ATO) ai sensi dell'articolo 124, comma 4 del decreto legislativo n. 152/2006 vengono definite le procedure per l'assimilazione dell

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Art. 4 - Autorizzazioni allo scarico sul suolo, su strati superficiali del sottosuolo o in corpi idrici superficiali

1. Gli scarichi di acque reflue domestiche e assimilate sul suolo o su strati superficiali del sottosuolo o in corpi idrici superficiali sono preventivamente autorizzati dall'Ammi-nistrazione Provinciale competente per territorio.

2. I titolari di scarichi sul suo

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Art. 4 bis - (Applicazione dei criteri di assimilazione alle acque reflue domestiche)

N4

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Capo III - Limiti e indirizzi tecnici per gli scarichi di acque reflue urbane provenienti da agglomerati con un numero di abitanti equivalenti (a.e.) inferiore a duemila e per scarichi di acque reflue domestiche ed assimilabili
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Art. 5 - Limiti e indirizzi tecnici per lo scarico sul suolo o strati superficiali del sottosuolo di acque reflue urbane, domestiche ed assimilabili alle domestiche

1. Tenuto conto dei casi previsti dall'articolo 103, comma 1, del decreto legislativo n. 152/2006, ove la Provincia competente per territorio accerti l'impossibilità di recapito in acque superficiali o di allaccio alla rete fognaria, lo scarico deve essere disciplinato come da Tabella B dell'Allegato alla presente legge.

2. La Regione, nell'ambito della gestione del Piano di Tutela delle Acque (PTA) redatto ai sensi del decreto legislativo n. 152/2006, può stabilire prescrizioni e limiti più restrittivi al fine di tutelare i corpi idrici e di perseguire gli obiettivi di qualità ambientale fissati dal decreto legislativo n. 152/2006.

3. Resta comunque vietato lo scari

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Art. 6 - Scarico in corpi idrici superficiali di acque reflue urbane, domestiche ed assimilabili alle domestiche

1. Gli scarichi in corpi idrici superficiali di acque reflue urbane provenienti da agglomerati con un numero di abitanti equivalenti (a.e.) inferiore a duemila e di acque reflue domestiche, ed assimilabili, provenienti da insediamenti, installazioni o edifici isolati, sono conformi all'allegata Tabella C.

2. Qualora lo scarico finale delle acque reflue urbane di cui al comma 1 sia costituito anche da scarichi di acque reflue industriali, devono essere rispettati altresì i limiti della tabella 3 dell’Allegato 5 alla parte terza del D.Lgs. n. 152/2006, per i parametri della tabella 5 dello stesso Allegato. N1

3. I limiti previsti al comma 2 si applicano qualora il Gestore del Servizio Idrico Integrato o il Comune, nei casi previsti dal comma 5, art. 148 D.Lgs. n. 152/06, abbiano adeguato il sistema regolament

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Art. 7 - Disposizioni generali, modifiche ed abrogazioni

1. Per gli scarichi di abitazioni civili, per i quali l'autorizzazione allo scarico si intende tacitamente rinnovata ai sensi dell'articolo 4, comma 1, numero1.8 della legge regionale n. 60/2001, restano valide le disposizioni previgenti.

2. I trattamenti appropriati ed i limiti da rispettare per gli scarichi provenienti da agglomerati minori di duemila a.e. sono quelli indicati nella presente legge.

3. I numeri 1.6 e 2.1 del comma 1 dell’articolo 4 della legge regionale n. 60/2001, sono abrogati.

4. Il comma 4, dell'articolo 5 della legge regionale n. 60/2001 è abrogato. Si applicano, in materia di scarichi, le sanzioni amministrative previste dall'articolo 133 del decreto legislativo n. 152/2006.

5. Il comma 1 dell'

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Capo IV - Scarichi di reti fognarie a forte fluttuazione stagionale
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Art. 8 - Definizioni

1. Ai fini del presente capo si intende per:

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Art. 9 - Disciplina degli scarichi di reti fognarie a forte fluttuazione stagionale - Prescrizioni generali

1. Se la fluttuazione stagionale è tale che, nei diversi periodi dell'anno, il carico dell'impianto rimane sempre nell'ambito della stessa classe tra quelle individuate dalla Tabella 1 e dalle Tabelle relative al numero di campionamenti e controlli riportate al paragrafo 1.1 dell'Allegato 5 alla Parte Terza del decreto legislativo n. 152/2006, nonché della Tabella A della

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Art. 10 - Adeguamento degli impianti di depurazione. Nuovi impianti

1. Si rimanda al Capo VI per gli aspetti relativi all'approvazione dei progetti di nu

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Art. 11 - Adeguamento degli impianti di depurazione. Impianti esistenti

1. Il Gestore del Servizio Idrico Integrato in relazione agli impianti di depurazione esistenti, entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge, fornisce alla Provincia competente per territorio una dettagliata relazione sugli impianti di depurazione, contenente:

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Capo V - Acque meteoriche di dilavamento e acque di prima pioggia
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Art. 12 - Definizioni

1. Ai fini del presente Capo si intende per:

a) acque di prima pioggia: primi

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Art. 13 - Disciplina degli scarichi di acque meteoriche di aree non a rischio di dilavamento di sostanze pericolose o di sostanze che creano pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici

1. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 14, 15 e 16 per lo scarico di acque

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Art. 14 - Disciplina degli scarichi di acque meteoriche di dilavamento derivanti da reti fognarie separate e da altre condotte separate. Campo di applicazione

1. Ai sensi dell'articolo 113, comma 1, del decreto legislativo n. 152/2006 sono oggetto di disciplina regionale:

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Art. 15 - Disciplina degli scarichi di acque meteoriche di dilavamento derivanti da reti fognarie separate e da altre condotte separate. Censimento

1. Gli scarichi delle acque meteoriche di dilavamento da fognature separate e da altre condotte separate di cui all'articolo 14 comma 2, sono soggetti a comunicazione alla Provincia competente per territorio, nel caso di scarichi in acque superficiali, su suolo o strati superficiali del sottosuolo, al Gestore della rete fognaria in caso di recapito in rete fognaria o all’Autorità competente individuata ai sensi del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59 – Attuazione integrale della Direttiva 96/61/CE relative alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento, per le attivit&

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Art. 16 - Disciplina degli scarichi di acque meteoriche di dilavamento derivanti da reti fognarie separate e da altre condotte separate. Adeguamento.

1. Per i nuovi scarichi di acque meteoriche di dilavamento da reti fognarie separate e

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Art. 17 - Disciplina delle acque di prima pioggia o di lavaggio di aree esterne a rischio di dilavamento di sostanze pericolose o di sostanze che creano pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici. Campo di applicazione

1. Le casistiche generali per le quali il dilavamento delle superfici esterne dalle acque meteoriche possono costituire un fattore di inquinamento, sono individuate nelle seguenti:

a) svolgimento all'aperto di fasi di attività o di particolari lavorazioni che non possono essere svolte di norma in ambienti chiusi, operazioni di spillamento, sfiati e condense di alcune installazioni o impianti che non possono essere raccolti puntualmente;

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Art. 18 - Disciplina delle acque di prima pioggia o di lavaggio di aree esterne a rischio di dilavamento di sostanze pericolose o che creano pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici. Prescrizioni ed esenzioni

1. Le superfici scolanti dei settori produttivi o attività di cui all'articolo 17 commi 1 e 2, interessate da operazioni e attività dalle quali possa derivare un rischio di inquinamento devono essere rese impermeabili. Devono inoltre essere realizzati:

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Art. 19 - Disciplina delle acque di prima pioggia o di lavaggio di aree esterne a rischio di dilavamento di sostanze pericolose o di sostanze che creano pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici. Adeguamento

1. I titolari delle attività commerciali ed industriali le cui aree esterne sono a rischio di dilavamento di sostanze pericolose o che creano pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici, secondo i criteri di cui all'articolo 17, presentano alla Provincia competente per territorio, in caso di scarico in acque superficiali, su suolo o strati superficiali del sottosuolo; al Gestore della rete fognaria in caso di recapito in rete fognaria o all’Autorità competente individuata ai sensi del

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Capo VI - Disciplina dell'approvazione dei progetti degli impianti di depurazione delle acque reflue urbane
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Art. 20 - Campo di applicazione e fasi autorizzative

1. Fermo restando quanto previsto all’articolo 158 bis del d.lgs. 152/2006 e s.m.i., sono soggetti ad approvazione da parte della Regione:

a) i progetti di fattibilità tecnica ed economica relativi a nuovi impianti di depurazione di acque reflue urbane, ad esclusione di:

1) impianti a servizio di agglomerati con carico generato inferiore o uguale a 250 abitanti equivalenti, il cui scarico ha recapito in corpo idrico superficiale;

2) impianti a servizio di agglomerati con carico generato inferiore o uguale a 100 abitanti equivalenti, il cui scarico ha recapito nel suolo o negli strati superficiali del sottosuolo.

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Art. 21 - Documentazione

1. I progetti dei nuovi impianti o delle modifiche sostanziali di impianti esistenti, presentati per l'approvazione, includono la documentazione relativa ai punti di seguito elencati:

a) Area servita: il progetto dell'impianto di depurazione deve dare evidenza di un'analisi puntuale effettuata sull'area da servire, rispetto alla situazione attuale e a sviluppi futuri. In particolare sono forniti dati relativi a:

1. Insediamenti abitativi: carico totale espresso in Abitanti Equivalenti calcolato come somma della popolazione residente, della popolazione fluttuante e degli eventuali abitanti equivalenti allacciati alla rete fognaria. Le modalità di calcolo di tale carico, per ognuna delle tre componenti richiamate, deve

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Art. 22 - Trasparenza e informazione pubblica

1. In ottemperanza a quanto previsto dal de

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Capo VII - Acque superficiali destinate ad uso potabile
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Art. 23 - Classificazione delle acque superficiali destinate ad uso potabile

1. Ai sensi dell'articolo 79, comma1, del decreto legislativo n. 152/2006, sono acque a specifica destinazione funzionale:

a) le acque dolci superficiali destinate alla produzione di acqua potabile;

b) le acque destinate alla balneazione;

c) le acque dolci che richiedono protezione e miglioramento per essere idonee alla vita dei pesci;

d) le acque destinate alla vita dei molluschi.

2. Le acque superficiali destinate al consumo umano sono classificate dalla Regione sulla base delle caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche di cui all'Allegato 2 alla Parte Terza, del decreto legislativo n. 152/2006.

3. La Direzione Sanità procede alla clas

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Capo VIII - Disposizioni finali
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Art. 24 - Norma finanziaria

1. L'applicazione della presente legge non comporta oneri finanziari a carico della l

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Art. 25 - Norme transitorie

1. Le comunicazioni, le richieste di autorizzazioni nonché gli atti, emanati d

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Art. 26 - Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblica

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Allegato

Tabella A - Requisiti qualitativi ai fini dell'assimilabilità delle acque reflue domestiche allegata all'art. 2 - Categorie di acque assimilabili alle domestiche

N3


Tabella B - Trattamenti appropriati per lo scarico di acque reflue domestiche ed assimilabili alle domestiche su suolo o strati superficiali del sottosuolo, trattamenti appropriati e limiti per lo scarico di acque reflue urbane su suolo o strati superficiali del sottosuolo, allegata all’art. 5 - Scarico sul suolo o strati superficiali del sottosuolo di acque reflue urbane, domestiche ed assimilabili


Tabella B

Trattamenti appropriati per lo scarico di acque reflue domestiche ed assimilabili alle domestiche su suolo o strati superficiali del sottosuolo:

Scarichi di acque reflue domestiche ed assimilabili alle domestiche fino a 50 A.E.

Scarichi di acque reflue domestiche ed assimilabili alle domestiche da 51 a 100 A.E.

Altri scarichi acque reflue domestiche ed assimilabili alle domestiche superiori a 100 A.E.

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