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24/02/2023

Nuovo Codice appalti: Parere delle Commissioni parlamentari su revisione prezzi

Le Commissioni del Senato e della Camera dei deputati hanno approvato, in data 21/02/2023, i pareri sullo schema del nuovo Codice dei contratti pubblici. Tali pareri contengono, tra l'altro, proposte per potenziare il meccanismo della revisione dei prezzi.

Come noto, lo schema del nuovo Codice dei contratti pubblici introduce l'obbligo di inserimento di clausole di revisione dei prezzi in tutti i documenti di gara e stabilisce le condizioni per l'attivazione di tali clausole (si veda Clausole di revisione prezzi obbligatorie nel nuovo Codice dei contratti pubblici).

In data 21/02/2023 le Commissioni del Senato e della Camera dei deputati hanno approvato i pareri (qui allegati) sullo schema del Codice.

Per quanto riguarda in particolare, la revisione dei prezzi dei contratti pubblici, nel parere della Commissione della Camera dei deputati (e in modo simile in quello del Senato) si formulano delle proposte per potenziarne i meccanismi. In particolare, si propone al Governo di:
- ridurre la soglia del 5% oltre la quale scatta la revisione dei prezzi dell’importo complessivo del contratto;
- innalzare la soglia dell’80% per la misura della variazione dei prezzi che viene riconosciuta all’impresa;
- ridefinire le modalità di individuazione e pubblicazione degli indici sintetici delle variazioni dei costi e dei prezzi, distinguendo tra contratti di lavori e contratti di servizi e forniture e garantendo un aggiornamento almeno semestrale di tali indici;
- prevedere espressamente l’applicazione delle clausole di revisione dei prezzi al verificarsi di variazioni dei costi derivanti dal rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro;
- garantire una ridefinizione delle modalità di utilizzo delle risorse accantonate per imprevisti nel quadro economico e la capacità delle stazioni appaltanti di far fronte agli eventuali maggiori oneri derivanti dall’attivazione delle clausole di revisione dei prezzi.

Con riferimento all'aggiornamento dei prezzari, viene chiesto al Governo di valutare l'opportunità di:
- promuovere una omogeneizzazione nei metodi di rilevazione del costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni utilizzati dalle regioni e dalle province autonome ai fini della predisposizione dei prezzari regionali;
- prevedere, dalla validazione del progetto, un limite temporale di 3 mesi per bandire la gara, in modo da assicurare che il costo dei prodotti venga determinato facendo riferimento ai prezzi correnti sul mercato;
- garantire che abbia luogo, da parte della stazione appaltante, la verifica effettiva dell’aderenza dei prezzi indicati nel prezzario a quelli di mercato.

Dalla redazione