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Deliberaz. G.R. Abruzzo 23/12/2019, n. 850

Art. 126 del D.Lgs. 152/2006 - Aggiornamento della D.G.R. 227/2013 e Indirizzi per l’aggiornamento della normativa regionale in materia di approvazione dei progetti degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane.
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Testo del provvedimento


LA GIUNTA REGIONALE


VISTA la Direttiva Comunitaria 2000/60/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque e stabilisce l’obbligo per gli Stati membri di raggiungimento dell’obiettivo di qualità ambientale buono sui corpi idrici superficiali e sotterranei;

VISTO il D.Lgs. 3 Aprile 2006 n. 152 e s.m.i. "Norme in materia ambientale" (Decreto), che, alla parte Terza, Sezione Il, definisce "la disciplina generale per la tutela delle acque superficiali e sotterranee perseguendo i seguenti obiettivi

- prevenire e ridurre l’inquinamento ed attuare il risanamento dei corpi idrici inquinati;

- conseguire il miglioramento dello stato delle acque ed adeguate protezioni di quelle destinate a particolari usi;

- perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche, con priorità per quelle potabili;

- mantenere la capacità naturale di autodepurazione dei corpi idrici, nonché la capacità di sostenere comunità animali e vegetali ben diversificare;

- mitigare gli effetti delle inondazioni e della siccità [...];

- impedire un ulteriore deterioramento, proteggere e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici, degli ecosistemi terrestri e delle zone umide direttamente dipendenti dagli ecosistemi acquatici sotto il profilo del fabbisogno idrico".

VISTO l’art. 126 del D.Lgs. 152/2006 "approvazione dei progetti degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane", che attribuisce alle Regioni la competenza a disciplinare le modalità di approvazione dei progetti degli impianti dì trattamento delle acque reflue urbane, tenendo conto "dei criteri di cui all’Allegato 5 alla parte Terza del citato decreto e della corrispondenza tra la capacità di trattamento dell’impianto e le esigenze delle aree asservite, nonché delle modalità della gestione che deve assicurare il rispetto dei valori limite degli scarichi. Le regioni disciplinano altresì le modalità di autorizzazione provvisoria necessaria all’avvio dell’impianto anche in caso di realizzazione per lotti funzionali ";

RICHIAMATA la legge regionale n. 31 del 29 luglio 2010 "Norme Regionali contenenti la prima attuazione del D.Lgs. 152/06 - Norme in materia ambientale" emanata a seguito della declaratoria di incostituzionalità, per motivi puramente formali, della precedente legge regionale n. 17 del 24 novembre 2008, di pari oggetto, con la quale, specificatamente all’art. 20, sono state recepite le disposizioni di cui al succitato art. 126 del Decreto;

VISTO in particolare l’art. 21, comma 4, della stessa Legge regionale che prevede quanto segue: "con Delibera di Giunta Regionale sono definiti i criteri tecnici specifici per la valutazione dei progetti degli impianti d

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ALLEGATO 1

Con riferimento al punto 1.2 del documento "Iter e linee guida per l’approvazione di progetti di impianti di depurazione di acque reflue urbane", approvato con la D.G.R. n. 227/2013 si specifica che:

a) per variazione della tipologia del processo di ossidazione si intende qualsiasi modifica al processo ossidativo che comporti una variazione della tecnologia depurativa tra le seguenti macro-categorie, indicate a titolo non esaustivo:

- chimico-fisico;

- fanghi attivi;

- biodischi, filtri percolatori, letto mobile;

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