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Sent. C. Cass. civ. 20/08/2015, n. 17043

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Edilizia e immobili - Attività edilizia - Ristrutturazione, ricostruzione e nuova costruzione - Le disposizioni dei regolamenti urbanistici locali non possono incidere sulle nozioni normative.

La ristrutturazione edilizia mediante ricostruzione di un edificio preesistente, venuto meno per evento naturale o per volontaria demolizione, si attua, nel rispetto de

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SENTENZA

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE

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SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con citazione notificata il 20.9.2002 I.V. e E. L., comproprietari di un fabbricato sito in Ronco di Omegna, convenivano in giudizio, innanzi al Tribunale di Verbania, A.A., per sentirlo condannare a demolire il fabbricato che egli aveva costruito in appoggio al loro, in forza di una concessione che sostenevano essere illegittima. Deducevano, a sostegno, che tale opera, assentita nel 1998 come demolizione e ricostruzione di un preesistente fabbricato rustico in disuso, integrava, in realtà, una nuova costruzione, che a sua volta violava la distanza prescritta dall'art. 21 delle norme tecniche d'attuazione (NTA) del piano regolatore generale (PRG) del comune. Col medesimo arto convenivano in giudizio, altresì, A.S. e A.AG per sentirli condannare a rimuovere u

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MOTIVI DELLA DECISIONE

1. - Col primo motivo, assistito da quesito di diritto ex art. 366- bis c.p.c., applicabile ratione temporis, i ricorrenti lamentano la violazione della L. n. 457 del 1978, art. 31, dei punti 3.2.3. delle NTA del PRG del comune di Omegna del 1989 e dell'art. 21 delle NTA del PRG del 2001. Deducono al riguardo che la costruzione in oggetto, essendo stata realizzata con un'eccedenza volumetrica del 30% rispetto al pregresso, non è qualificabile né come demolizione e ricostruzione, ai sensi delle NTA del 1989, né come ristrutturazione edilizia, ai sensi dell'art. 21 NTA del 2001, sicché essa non va esente dal rispetto delle distanze dal confine, previsto per le nuove costruzioni in cinque metri tanto dalla precedente, quanto dall'attuale disciplina urbanistica locale. Richiama, a sostegno, la giurisprudenza amministrativa sul concetto di ristrutturazione edilizia ai sensi della L. n. 457 del 1978, art. 31, comma 1, lett. d), e ad ulteriore conforto il D.P.R. n. 380 del 2001, art. 3, comma 1, lett. d) recante il T.U. delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia.

2. - Il secondo motivo, anch'esso corredato da quesito di diritto ex art. 366-bis c.p.c., espone la violazione dell'art. 877 c.c.. Poiché nessuna delle parti aveva mai sostenuto che le due costruzioni erano divise da un muro, sia pure solo presuntivamente comune, la Corte territoriale, una volta accertata la non autonomia statica del fabbricato di proprietà A., avrebbe da ciò dovuto ricavare la violazione del divieto di appoggio e disporre, di conseguenza, le demolizioni del caso.

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P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo, assorbito il secondo, e cassa la sentenza impugnata con rinvio ad

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Sicilia, recepimento del Testo Unico dell’edilizia

Con la legge 10/08/2016, n. 16, pubblicata sulla G.U. 19/08/2016, n. 36 Suppl. Ord., la Regione Sicilia ha recepito il Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (D.P.R. 06/06/2001, n. 380). Disponibile il Testo Unico dell'edilizia per la Regione Sicilia elaborato da Legislazione Tecnica.
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