Uno studio realizzato nel 2002 dall’EURIMA (European Insulation Manufactoring Association), nel quale sono state analizzate le caratteristiche dell’isolamento delle pareti e delle coperture nei diversi Paesi UE, ha confermato il livello molto modesto dell’impiego di isolanti in Italia. A livello nazionale, infatti, la vendita di isolanti risulta pari a circa 7 milioni di metri cubi all’anno, con un tasso di crescita annuo del 3,5%. Ciò corrisponde a 0,1 metri cubi per abitante, che è la metà del valore espresso dalla Spagna e addirittura un quarto di quello francese. Un divario ancora più marcato si evidenzia se si analizzano le caratteristiche delle superficie vetrate, attraverso le quali si stima che avvenga circa il 20-25% delle perdite termiche degli edifici.

In questo settore molti Paesi europei a partire dagli anni ‘90 hanno migliorato significativamente il proprio patrimonio edilizio: in Germania, ad esempio, il 90% dei nuovi edifici e degli edifici ristrutturati è stato dotato di vetri a bassa emissività. In Italia, invece, si è rimasti praticamente fermi: dei 410 milioni di metri quadrati vetrati presenti nell’edilizia nazionale, il 75% è oggi rappresentato da superfici a singolo vetro, mentre l’impiego dei vetri a bassa emissività è limitato all’1% del totale.

Dalla redazione