FAST FIND : NR41746

Regolam. R. Puglia 31/03/2020, n. 6

Definizione dei requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici delle Unità Operative di Ostetricia e Ginecologia e di Pediatria/Neonatologia ai sensi dell'Accordo Stato - Regioni n. 137/CU del 16 dicembre 2010.
Scarica il pdf completo
6334385 6343112
Art. 1 - Finalità

1. Con il presente Regolamento vengono definiti i requisiti organizzativi, strutturali e tecnologici delle Unità Operative di Ostetricia e Ginecologia e di Pediatria/Neonatologia ai sensi dell'Accordo Stato - Regioni n. 137/CU del 16 dicembre 2010, necessari ai fini del rilascio dell'autorizzazione all'esercizio e dell'accreditamento istituzionale.

2. In coerenza con l'Accordo Stato - Regioni rep. atti n. 137/CU del 16 dicembre 2010, concernente "Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo", recepito con la Delib.G.R. n. 136 del 23

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
6334385 6343113
Art. 2 - Requisiti U.O. di Ostetricia e Ginecologia di I Livello


1. Requisiti strutturali

1. L'Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia di I livello deve disporre di locali atti a garantire l'idoneità all'uso previsto ed in particolare le aree per l'assistenza ostetrica e neonatale devono essere funzionalmente collegate fra loro in modo agevole.

1.2 Devono essere istituiti:

1.2.1 un blocco travaglio - parto (area travaglio - parto - sala operatoria ostetrica);

1.2.2 aree di degenza puerperale - nido - rooming-in - degenza neonatale. Tali aree devono essere istituite sullo stesso piano dell'edificio o almeno allocate in piani differenti del medesimo edificio purché ben collegati attraverso ascensori dedicati. Tali requisiti devono essere soddisfatti ogniqualvolta si proceda ad interventi di ristrutturazione o di nuova progettazione di servizi ospedalieri per l'assistenza perinatale.

2. Devono essere presenti due sale travaglio - parto. Ogni sala travaglio - parto deve essere autosufficiente per: arredamento, attrezzatura (un cardiotocografo per posto letto) e dotazione impiantistica, in modo da rendere possibile l'espletamento di due parti contemporaneamente (riferimento LG ISPESL). Nel blocco travaglio-parto deve essere, inoltre, presente una sala operatoria sempre pronta e disponibile per le emergenze h24.

3. Ulteriori standard di sicurezza necessari sono:

a. devono essere presenti punti/aree dedicati all'accettazione ostetrica;

b. deve esserci disponibilità di aree utili alla gestione dell'assistenza al travaglio-parto fisiologico/naturale anche con l'ausilio di metodiche non farmacologiche per il controllo del dolore;

c. una zona deve essere dedicata all'osservazione post-partum;

d. devono essere presenti aree per le degenze ostetriche separate da quelle ginecologiche e di Day Surgery e Day - Service;

e. devono essere presenti ambulatori per la gravidanza a termine e per la gravidanza a rischio ed ambulatori di diagnostica per immagini in acc

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
6334385 6343114
Art. 3 - Requisiti U.O. di Ostetricia e Ginecologia di II Livello


1. Requisiti strutturali

1 Le aree per l'assistenza ostetrica e neonatale devono essere funzionalmente collegate fra loro in modo agevole.

2 Devono essere istituiti:

a) un blocco travaglio-parto (area travaglio - parto - sala operatoria ostetrica);

b) aree di degenza puerperale - nido - rooming-in - degenza neonatale.

Tali aree devono essere istituite sullo stesso piano dell'edificio o almeno allocate in piani differenti del medesimo edificio purché ben collegati attraverso ascensori dedicati. Tali requisiti devono essere soddisfatti ogniqualvolta si proceda ad interventi di ristrutturazione o di nuova progettazione di servizi ospedalieri per l'assistenza perinatale.

c) Devono essere presenti tre sale travaglio - parto. Ogni sala travaglio-parto deve essere autosufficiente per: arredamento, attrezzatura (un cardiotocografo per posto letto) e dotazione impiantistica tali da rendere possibile l'espletamento di almeno tre parti contemporaneamente (riferimento LG ISPESL) nonché consentire l'accesso a persona indicata dalle partorienti.

d) Deve essere presente una sala operatoria sempre pronta e disponibile h24 per le emergenze ostetriche nel blocco travaglio-parto (riferimento LG ISPESL), salvo quanto previsto al punto 2.1.5.1.

e) Ulteriori standard di sicurezza necessari sono:

1. per un numero di parti > 1200/anno deve essere garantita una seconda sala operatoria d'emergenza nella struttura ospedaliera;

2. devono essere presenti aree dedicate al pronto soccorso ostetrico;

3. deve esserci disponibilità di aree utili alla gestione dell'assistenza al travaglio-parto fisiologico/naturale anche con l'ausilio di metodiche non farmacologiche

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
6334385 6343115
Art. 4 - Requisiti U.O. di Neonatologia/Pediatria di I Livello


1. Requisiti strutturali

1. Le aree per l'assistenza ostetrica e neonatale devono essere funzionalmente collegate fra loro in modo agevole.

2. Devono essere istituiti:

a) un blocco travaglio - parto (area travaglio - parto - sala operatoria ostetrica);

b) aree di degenza puerperale - nido - rooming-in - degenza neonatale.

Tali aree devono essere istituite sullo stesso piano dell'edificio o almeno allocate in piani differenti del medesimo edificio purché ben collegati attraverso ascensori dedicati. Tali requisiti devono essere soddisfatti ogniqualvolta si proceda ad interventi di ristrutturazione o di nuova progettazione di servizi ospedalieri per l'assistenza perinatale.

c) Nell'area travaglio-parto deve essere possibile assistere contemporaneamente almeno due neonati in area dedicata (con "isole neonatali"), chiaramente identificata e facilmente accessibile, opportunamente attrezzata per la rianimazione neonatale.

d) In ciascuna isola neonatale l'impiantistica tecnica deve essere adeguata al carico ed alla tipologia di lavoro sostenuto dal servizio neonatologico.

e) Le UU. OO. di neonatologia devono avere:

1. aree ben distinte per assistenza al neonato sano e per assistenza alla patologia intermedia, con possibilità di attuare misure di isolamento nel sospetto di infezione;

2. area per la pulizia e sterilizzazione delle culle e delle incubatrici;

3. ambulatori e area D.H. per il follow-up, indagini strumentali di controllo post dimissione, ecc.;

f) Ulteriori standard di sicurezza necessari sono:

1. possibilità di accogliere i genitori senza limitazioni di orario;

2. la distribuzione degli spazi di degenza puerperale deve tener conto delle esigenze minime strutturali che favoriscono la pratica del rooming-in e la promozione dell'allattamento al seno;

3. nell'area di degenza, anche in regime di rooming-in integrale, dovranno essere predisposti spazi di degenza per neonati in osservazione e per l'allattamento;

4. devono essere p

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
6334385 6343116
Art. 5 - Requisiti U.O. di Ostetricia e Ginecologia Neonatologia/Pediatria di II Livello dotate di T.I.N.


1. Requisiti strutturali

1. Le aree per l'assistenza ostetrica e neonatale devono essere funzionalmente collegate fra loro in modo agevole.

2. Devono essere istituiti:

a) un blocco travaglio-parto (area travaglio - parto - sala operatoria ostetrica) e aree di degenza puerperale - nido-rooming-in - degenza neonatale.

Tali aree devono essere istituite sullo stesso piano dell'edificio o almeno allocate in piani differenti del medesimo edificio purché ben collegati attraverso ascensori dedicati. Tali requisiti devono essere soddisfatti ogniqualvolta si proceda ad interventi di ristrutturazione o di nuova progettazione di servizi ospedalieri per l'assistenza perinatale.

3. Ulteriori standard di sicurezza necessari sono:

a) nell'area travaglio-parto deve essere possibile assistere contemporaneamente almeno due neonati in area dedicata (isola neonatale) chiaramente identificata e facilmente accessibile, opportunamente attrezzata per la rianimazione neonatale;

b) nell'isola neonatale l'impiantistica tecnica deve essere adeguata al carico e alla tipologia di lavoro sostenuto dal servizio neonatologico;

c) la distribuzione degli spazi di degenza puerperale deve tener conto delle esigenze minime strutturali che favoriscono la pratica del rooming-in e la promozione dell'allattamento al seno;

d) nell'area di degenza, anche in regime di rooming-in integrale, dovranno essere predisposti spazi di degenza per neonati in osservazione e per l'allattamento;

e) devono essere predisposti spazi funzionali per lo stoccaggio del latte materno, per la preparazione, conservazione e distribuzione dei nutrienti e per il successivo ripristino; se presente la banca del latte, questa dovrà avere locali specificamente dedicati;

f) aree di degenza secondo standard specifici con possibilità di distinzioni di aree funzionali (terapia sub-intensiva, ecc.);

g) ambulatori per follow-up e controlli specialistici post-dimissione ed eventualmente D.H.;

h) aree per laboratori dedicati;

i) aree sufficienti per effettuare procedure specialistiche quali: diagnostica per immagini, chirurgia, oculistica, ecc.;

j) aree di servizio quali: spogliatoio e filtro, depositi vari, spazio destinato a genitori e parenti, zona di ristoro per il personale, lavaggio incubatrici;

k) area di coordinamento dello S.T.E.N., qualora presente.


IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
6334385 6343117
Art. 6 - Criteri per l'autorizzazione all'esercizio delle UU.OO. di Ostetricia e Ginecologia e di Pediatria/Neonatologia

1. I Punti nascita (Unità Operative di Ostetricia e Ginecologia e di Pediatria/Neonatologia) delle strutture pubbliche e private, gli IRCCS privati e gli Enti Ecclesiastici devono rispettare i requisiti di cui al presente regolamento, nonché quelli del Reg. reg. n. 3/2005 e del Reg. reg. n. 23/2019, purché non siano in contrasto con il presente regolamento.

2. Le strutture pubbliche e private, gli IRCCS privati e gli Enti Ecclesiastici possono richiedere, congiuntamente, il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio e dell'accreditamento istituzionale con unico procedimento, nel rispetto di quanto stabilito all'articolo 24, comma 2 della legge regionale 2 maggio 2017, n. 9 e ss.mm.ii..

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
6334385 6343118
Art. 7 - Abrogazione dei punti C.01.03 e C.01.04 del Reg. reg. n. 3/2005.

6.1 Sono abrogati i punti C.01.03 "Reparto Operatorio" - Sezione "Blocco Parto" e C.01.04 "Punto nascita - Blocco Parto" del Regolamento n. 3/2005 relativo alle

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.

Dalla redazione

  • Infrastrutture e opere pubbliche
  • Distributori di carburanti
  • Impianti alimentati da fonti rinnovabili
  • Trasporti
  • Provvidenze
  • Ospedali e strutture sanitarie
  • Finanza pubblica
  • Edilizia e immobili
  • Energia e risparmio energetico
  • Impiantistica
  • Fonti alternative

Emilia Romagna: 6,2 milioni di euro per sanità green e mobilità elettrica

Riqualificazione energetica degli edifici pubblici delle aziende sanitarie regionali e di infrastrutture di ricarica per la mobilità elettrica dei veicoli aziendali. La Regione Emilia-Romagna sostiene le Aziende sanitarie pubbliche regionali affinché vengano conseguiti obiettivi di risparmio energetico, uso razionale dell’energia, valorizzazione delle fonti rinnovabili, riduzione delle emissioni di gas serra, con particolare riferimento allo sviluppo di misure di miglioramento della efficienza energetica negli edifici pubblici e ad incentivare politiche di mobilità elettrica.
A cura di:
  • Anna Petricca
  • Edilizia e immobili
  • Finanza pubblica
  • Provvidenze
  • Edilizia scolastica
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Amianto - Dismissione e bonifica

Emilia Romagna: contributi per rimozione e smaltimento amianto nelle scuole

Con il Bando la Regione Emilia Romagna mette a disposizione le risorse assegnate nell'ambito del Piano di Bonifica Amianto - FSC 2014-2020 per sostenere, attraverso la concessione di contributi economici, i progetti di rimozione e smaltimento amianto negli edifici scolastici di proprietà pubblica. Le risorse finanziarie disponibili ammontano a circa 9 milioni di euro e il contributo massimo è del 100% del costo ammissibile a finanziamento, senza limite di importo.
A cura di:
  • Anna Petricca
  • Edilizia e immobili
  • Abusi e reati edilizi - Condono e sanatoria

La sanatoria degli abusi edilizi

ABUSO EDILIZIO SOSTANZIALE E FORMALE - PERMESSO DI COSTRUIRE IN SANATORIA, ACCERTAMENTO DI CONFORMITÀ (Prima condizione - Tempestività della richiesta di sanatoria; Seconda condizione - Conformità alla normativa; Terza condizione - Pagamento della somma per oblazione; Schema grafico su presupposti ed effetti della sanatoria; Interventi realizzati in assenza di SCIA alternativa al permesso di costruire ed ex super DIA; Interventi realizzati a seguito di SCIA che invece necessitavano un permesso di costruire; Sanatoria parziale; Sanatoria condizionata) - CONTENUTO ED EFFETTI DELL’ISTANZA DI SANATORIA (Necessità di istanza dell’interessato; Legittimazione a presentare l’istanza di sanatoria; Contenuti dell’istanza di sanatoria; Effetti della presentazione dell’istanza di sanatoria; Inerzia dell’amministrazione nella risposta alla domanda di sanatoria - Silenzio-rigetto; Provvedimento di sanatoria con prescrizioni) - EFFETTI DELLA SANATORIA (Effetti sulle violazioni previste dalle norme edilizie; Effetti sulle violazioni previste da altre normative) - EFFETTI TRIBUTARI DELLA SANATORIA E RECUPERO DELLE AGEVOLAZIONI - SCIA TARDIVA E SCIA IN SANATORIA (Inapplicabilità agli interventi realizzati tramite SCIA alternativa al permesso di costruire) - TOLLERANZA DI DIFFORMITÀ MARGINALI (C.D. SANATORIA “EX LEGE”) - SANATORIA DI OPERE REALIZZATE IN BASE AL TITOLO EDILIZIO ANNULLATO (Orientamenti giurisprudenziali; Rimessione all’Adunanza Plenaria).
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica
  • Studio Groenlandia
  • Provvidenze
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Appalti e contratti pubblici
  • Finanza pubblica
  • Edilizia e immobili
  • Beni culturali e paesaggio

Finanziamento per la valorizzazione di borghi e centri storici nel sud d’Italia

Vengono finanziati interventi per il rafforzamento dell’attrattività dei borghi e dei centri storici di piccola e media dimensione nei comuni delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, attraverso il restauro e recupero di spazi urbani, edifici storici o culturali. La dotazione finanziaria complessiva è di 30 milioni di euro.
A cura di:
  • Emanuela Greco
  • Edilizia e immobili
  • Fisco e Previdenza
  • Agevolazioni per interventi di ristrutturazione e antisismici
  • Catasto e registri immobiliari
  • Fiscalità immobiliare locale (IMU-TARI-TASI)
  • Imposte sul reddito
  • Edilizia privata e titoli abilitativi
  • Agevolazioni per interventi di risparmio energetico

Fabbricati “collabenti” (ruderi): disciplina catastale, edilizia e fiscale

COSA SONO LE UNITÀ IMMOBILIARI “COLLABENTI” - DISCIPLINA CATASTALE SUI FABBRICATI COLLABENTI (Riferimenti normativi; Presupposti per l’iscrizione in catasto; Modalità per l’accatastamento; Compravendita e dichiarazioni catastali) - INTERVENTI EDILIZI SUI FABBRICATI COLLABENTI - AGEVOLAZIONI PER RISTRUTTURAZIONI E RISPARMIO ENERGETICO - IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA (IMU) - AGEVOLAZIONI PRIMA CASA SUI FABBRICATI COLLABENTI.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica
  • Terremoto Centro Italia 2016
  • Calamità/Terremoti
  • Edilizia privata e titoli abilitativi
  • Edilizia e immobili
  • Costruzioni in zone sismiche
  • Protezione civile
  • Norme tecniche

Contributi per la ripresa delle attività economiche e produttive nei territori colpiti dal sisma a far data dal 24/08/2016