FAST FIND : NN17107

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 15/04/2019, n. 95

Regolamento recante le modalità per la redazione della relazione di riferimento di cui all'articolo 5, comma 1, lettera v-bis) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
Scarica il pdf completo
5781170 5781233
[Premessa]

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE


Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto l’articolo 29-sexies, comma 9-sexies, del

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
5781170 5781234
Art. 1. - Oggetto, ambito di applicazione ed esclusioni

1. Il presente decreto, in attuazione dell’articolo 29-sexies, comma 9-sexies, del

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
5781170 5781235
Art. 2. - Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si applicano le definizioni di cui all’articolo 5, comma 1, e quella di cui all&rsqu

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
5781170 5781236
Art. 3. - Obbligo di presentazione della relazione di riferimento

1. Ai sensi dell’articolo 29-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, unitamente alla domanda di autor

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
5781170 5781237
Art. 4. - Verifica della sussistenza dell’obbligo di presentazione della relazione di riferimento

1. Fuori dai casi in cui la presentazione della relazione di riferimento è obbligatoria ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettere a) e b), la sussistenza dell’obbligo di presentazione della relazione di riferimento è verificata applicando la procedura di cui all’Allegato 1. È fatta salva la facoltà del gestore di presentare comunque la relazione di riferimento.

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
5781170 5781238
Art. 5. - Contenuti minimi della relazione di riferimento

1. La relazione di riferimento è redatta tenendo conto delle Linee guida emanate ai sensi dell’articolo 22, paragrafo 2, della

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
5781170 5781239
Allegato 1 - Procedura per l’individuazione di sostanze pericolose pertinenti

(Articolo 4)


Al fine di individuare le sostanze pericolose pertinenti è effettuata la presente procedura, che si articola nelle seguenti fasi:

Fase 1: nella quale si valuta la presenza di sostanze pericolose usate, prodotte o rilasciate dall’installazione, determinandone la classe di pericolosità;

Fase 2: nella quale si valuta l’eventuale superamento di specifiche soglie di rilevanza in relazione alla quantità di sostanze pericolose individuate nella Fase 1;

Fase 3: nella quale, se le specifiche soglie di rilevanza risultano superate all’esito della Fase 2, si valuta la possibilità di contaminazione del suolo o delle acque sotterranee in base alle proprietà chimico-fisiche delle sostanze, alle caratteristiche idrogeologiche del sito ed (eventualmente) alla sicurezza dell’impianto.

All’esito della Fase 3, se risulta la possibilità di contaminazione del suolo o delle acque sotterranee, si intende con ciò verificata la presenza di sostanze pericolose pertinenti e la sussistenza dell’obbligo di procedere alla redazione della relazione di riferimento, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera c), in relazione a tali sostanze.

Di seguito la compiuta descrizione di ogni fase.

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
5781170 5781240
Allegato 2 - Contenuti minimi della relazione di riferimento

(Articolo 5, comma 1)


La relazione di riferimento deve contenere informazioni sullo stato di qualità del suolo e delle acque sotterranee, con riferimento alla presenza delle specifiche sostanze individuate come pericolose pertinenti, all’esito della procedura di cui all’Allegato 1.

Le informazioni necessarie da fornire al fine di effettuare un raffronto in termini quantitativi con lo stato al momento della cessazione definitiva delle attività riguardano almeno:

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
5781170 5781241
Allegato 3 - Criteri per l’acquisizione di informazioni sullo stato di qualità del suolo e delle acque sotterranee con riferimento alla presenza di sostanze pericolose pertinenti

(Articolo 5, comma 2)


1. Criteri generali per la caratterizzazione del suolo

1.1. Indicazioni generali sulle strategie di campionamento

La strategia di campionamento è scelta sulla base delle caratteristiche del sito e delle attività condotte, tenendo altresì conto delle informazioni già disponibili sullo stato del suolo e delle acque sotterranee, come specificato nei seguenti paragrafi.

Sono ammesse le seguenti strategie di campionamento:

a) strategia di campionamento ad «ubicazione sistematica» basata su campioni compositi;

b) strategia di campionamento ad «ubicazione sistematica» basata su campioni puntuali;

c) strategia di campionamento «ragionata»;

d) strategia mista.


1.1.1. Strategie a «ubicazione sistematica» [lettere a) e b)].

Ove si adotti una delle strategie ad «ubicazione sistematica» (lettere a o b) per il campionamento del suolo insaturo, la scelta della localizzazione dei punti è effettuata sulla base di un criterio di tipo casuale o statistico, ad esempio mediante campionamento effettuato sulla base di una griglia predefinita o casuale; queste strategie sono particolarmente indicate nei casi in cui le dimensioni dell’area o la scarsità di informazioni storiche e impiantistiche sul sito non permettano di ottenere una caratterizzazione preliminare soddisfacente e di prevedere la localizzazione delle più probabili fonti di contaminazione.

In particolare, nell’applicazione di tali strategie, fatta salva la facoltà per l’Autorità competente di accettare diversi criteri in considerazione di specificità del sito, sono utilizzati i seguenti criteri:

il sito è suddiviso secondo una maglia regolare in aree di dimensione massima pari a 100 m × 100 m;

in prossimità dei centri di pericolo la maglia è opportunamente raffittita riducendo la dimensione delle aree, al fine di garantire una maggiore densità di campionamento;

in ciascuna area della maglia sono prelevati campioni di suolo rappresentativi almeno degli intervalli di profondità (0 ÷ 0,2) m e [0,2 ÷ 1] m;

in caso siano già disponibili (ad esempio perché effettuate in attuazione di altra normativa) caratterizzazioni di più ampi spessori di suolo (ad esempio compresi tra il piano campagna e 1 m di profondità), esse sono considerate rappresentative dello strato [0,2 ÷ 1] m, ove tali più ampi spessori ricomprendano anche tale intervallo. In tal caso, pertanto, è sufficiente integrare il campionamento con prelievi nell’intervallo di profondità (0 ÷ 0,2) m.


1.1.2. Ulteriori indicazioni per la strategia ad «ubicazione sistematica» basata su campioni compositi (lettera a).

Con specifico riferimento alla strategia di campionamento ad «ubicazione sistematica» basata su campioni compositi (lettera a), oltre a quelli di cui al paragrafo 1.1.1, si applicano anche i seguenti criteri aggiuntivi:

per ciascun intervallo di profondità, un campione composito ottenuto da almeno 10 punti di campionamento per ciascuna maglia costituisce un campione rappresentativo del suolo in tale area per tale intervallo di profondità;

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.

Dalla redazione

  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Impatto ambientale - Autorizzazioni e procedure
  • Tutela ambientale

L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)

COSA È L’ AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (AIA) (Finalità dell’AIA e normativa di riferimento; Autorizzazioni e provvedimenti sostituiti dall’AIA; Rapporti tra AIA e Valutazione di impatto ambientale (VIA); Rapporti tra AIA e altre autorizzazioni non ambientali e/o edilizie) - INTERVENTI SOGGETTI AD AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (AIA) (Campo di applicazione dell’AIA; Esclusioni; Competenza al rilascio dell’AIA; Tabella completa impianti soggetti ad Autorizzazione integrata ambientale) - DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (Contenuti della domanda di AIA in sede statale; Modulistica per la domanda di AIA in sede statale; Domanda di AIA in sede regionale o delle Province autonome; La relazione di riferimento per le attività che utilizzano sostanze pericolose; Oneri istruttori e spese per rilievi, accertamenti e sopralluoghi) - PROCEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (Presentazione della domanda e verifica; Pubblicazione dei dati sulla domanda e osservazioni del pubblico; Istruttoria e acquisizione di atti e prescrizioni; Coordinamento autorizzazioni su parti diverse della stessa installazione; Conclusione del procedimento; Accordi tra gestore ed enti pubblici per impianti di preminente interesse nazionale; Direttiva per la conduzione dei procedimenti di AIA) - PROVVEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (Condizioni per il rilascio dell’AIA; Contenuto dell’AIA) - RINNOVO O RIESAME DELL’AIA, MODIFICHE AGLI IMPIANTI (Rinnovo o riesame dell’AIA; Modifiche degli impianti sottoposti ad Autorizzazione integrata ambientale) - SANZIONI (Diffida, sospensione attività e chiusura installazione; Sanzioni penali e amministrative.
A cura di:
  • Alfonso Mancini
  • Studio Groenlandia
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Rifiuti
  • Tutela ambientale

Classificazione dei rifiuti in base all'origine e in base alla pericolosità

A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica
  • Rifiuti
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali

Rifiuti, non rifiuti e sottoprodotti: definizione, classificazione, normativa di riferimento

RIFIUTI, NON RIFIUTI E SOTTOPRODOTTI (Rifiuti; Non rifiuti (esclusioni dal campo di applicazione della parte IV del D. Leg.vo 152/2006); Sottoprodotti) - CESSAZIONE DELLA QUALITÀ DI RIFIUTO (END OF WASTE) E ATTIVITÀ DI RECUPERO (Condizioni da rispettare per la cessazione della qualità di rifiuto; Criteri end of waste e decreti emanati; Autorizzazioni a impianti di recupero in assenza di criteri end of waste; Controllo dei provvedimenti autorizzatori adottati; Aggiornamento autorizzazioni rilasciate all’uscita di criteri end of waste; Disposizioni transitorie per le autorizzazioni in essere al 03/11/2019) - CONDIZIONI PER LA QUALIFICAZIONE COME SOTTOPRODOTTO (Condizioni per la qualifica di sottoprodotto; Dimostrazione dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti) - CRITERI PER LA QUALIFICAZIONE COME SOTTOPRODOTTO DI SPECIFICHE TIPOLOGIE DI SOSTANZE.
A cura di:
  • Alfonso Mancini
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Albo nazionale dei gestori ambientali
  • Rifiuti

Albo gestori ambientali, normativa, categorie, iscrizione, responsabile tecnico, modulistica

A cura di:
  • Alfonso Mancini
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Rifiuti
  • Tracciabilità

Tracciabilità dei rifiuti (formulari trasporto, registri carico e scarico, modello unico dichiarazione ambientale - MUD)

A cura di:
  • Alfonso Mancini
  • Albo nazionale dei gestori ambientali
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Rifiuti

Regime transitorio responsabili tecnici imprese iscritte Albo gestori ambientali

  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Inquinamento atmosferico

Autorizzazione impianti di combustione medi con potenza superiore a 5MW

  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Inquinamento atmosferico

Limiti di emissione impianti di combustione medi con potenza superiore a 5MW