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NotaMin. Interno 01/07/2003

Linee guida di prevenzione incendi da applicarsi agli stabilimenti ed officine individuati ai punti 69, 70, 71 e 72 dell’elenco allegato al D.M. 16.02.82.
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[Premessa]



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TITOLO I
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1 - Oggetto

Le presenti linee guida di prevenzione incendi hanno lo scopo di tutelare l'incolumità delle persone e salvaguardare i beni contro i rischi dell'

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2 - Campo di applicazione

Le prescrizioni di seguito enunciate si applicano a tutte le attività il cui progetto, per la preventiva approvazione, sia stato protocollato presso il Comando dopo la data d

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3 - Termini e definizioni

Per i termini, le definizioni e le tolleranze dimensionali si rimanda a quanto emanato con D.M. 30.11

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4 - Classificazione

Gli stabilimenti e le industrie in argomento possono essere di tipo:

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5 - Scelta dell'area

Le strutture oggetto delle presenti linee guida devono essere ubicate nel rispetto delle distanze di

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6 - Ubicazione

Le attività di che trattasi possono essere ubicate:

- in edifici indipendenti, costruiti per una destinazione d'uso di tipo artigianale o industriale;

- in edifici o locali, anche contigui ad altri aventi destinazioni diverse, purché fatta salva l'osservanza di quanto disposto nelle specifiche normative.

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7 - Accesso all'area

Per consentire l'intervento dei mezzi di soccorso dei Vigili del Fuoco, gli accessi alle aree dove so

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TITOLO II - CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE
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8 - Resistenza al fuoco delle strutture

I requisiti di resistenza al fuoco degli elementi strutturali devono, di norma, essere valutati secon

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Edifici isolati

Le strutture portanti orizzontali e verticali e quelle di compartimentazione devono essere incombustibili e tali da garantire una resistenza al fuoco commisurata alla classe dell'edificio, determinata con il calcolo del cari

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Edifici misti

Le strutture portanti orizzontali e verticali e quelle di separazione e compartimentazione devono ess

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Tettoie

Agli stabilimenti ed officine possono essere annesse tettoie. Per tettoia si intende struttura leggera a livello, aperta almeno su due lati.

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Tabella I - Resistenza al fuoco delle strutture - Separazioni e compartimentazioni


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9 - Compartimentazione

I locali dell'attività devono essere compartimentati secondo criteri di funzionalità:

- reparto deposito materie prime (deposito di legname, deposito di plastica, liquidi infiammabili, depositi di resine, depositi di sostanze combustibili, depositi di gas combustibili, depositi di gas comburenti, deposito di gomme, ecc.)

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Edifici isolati

Superficie max compartimento: 2.500 mq

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Edifici misti

Superficie max compartimento: 500 mq

La superficie del compart

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Tabella II - Compartimentazione


Misure di protezione

Edifici isolati

Edifici misti

Misure di protezione

Di norma

(mq)

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10 - Accesso

Gli accessi alle attività di cui alle presenti linee guida devono essere ricavati su pareti attestate su vie, piazze pubbliche o private, comunque sempre a cielo scoperto o su spazi a cielo scoperto.

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11 - Ventilazione naturale

Gli stabilimenti devono essere muniti di un sistema di aerazione naturale costituito da aperture ricavate nelle pareti e/o nei soffitti e distribuite sul perimetro in modo da consentire un efficace ricambio dell'aria ambiente, nonché lo smaltimento del ca

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MISURE PER L'ESODO DELLE PERSONE IN CASO DI EMERGENZA
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12 - Vie di uscita

Gli stabilimenti in oggetto devono essere provvisti di un sistema organizzato di vie di uscita per il deflusso rapido ed ordinato degli occupanti verso l'esterno o in luogo sicuro dinamico (così come definito dal punto 3.4 del D.M. 30.11.83) in caso d'incendio o di pericolo di altra natura.

Le porte utilizzate come uscite di emergenza devono avere altezza minima di 2,

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13 - Numero e larghezza delle uscite che immettono all'esterno e lunghezza delle vie di esodo

Le uscite dai luoghi di lavoro e di deposito di cui al precedente punto devono essere dimensionate in base al numero di persone contemporaneamente presenti e dichiarato responsabilmente dal titolare dell'attività ovvero, nella generalità, considerando per il calcolo una densità di affollamento pari a 0,01 persone/mq.

Il numero delle uscite dai locali che compongono l'attività non deve essere inferiore a due, da ubicarsi in posizione, per quanto possibile, contrapposta. Nel caso di attività con superficie inferiore a 250 mq è ammessa una sola

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Tabella IV - Lunghezze delle vie di esodo



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14 - Scale

Per attività che si sviluppano su più piani fuori terra, le scale devono essere racchiuse in appositi vani di resistenza al fuoco non inferiore a quanto richiesto per le strutture portanti e di compartimentazione di cui al precedente punto 8, quando l'edificio è a più di due piani fuori terra. Analoghe caratteristiche di resistenza al fuoco dovranno essere possedute dalle scale di edifici fino a due piani fuori terra (inclusi eventuali sopp

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Tabella V - Scale


Piani fuori

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15 - Porte e portoni dei luoghi di lavoro che compongono l'attività

I luoghi di lavoro (ambienti) che costituiscono l'attività devono possedere porte, in numero, dimensioni, posizione e materiali di realizzazione tali da consentire una rapida uscita delle persone e, in funzione della specifica destinazione d'uso, anche una congrua compartimentazione. In particolare viene stabilito che per numero di persone occupate e per entità del rischio specifico di incendio si debbano assumere i seguenti valori:

- locali che comportano pericoli di esplosione o specifici rischi di incendio:

- una porta di larghezza minima di 0,80 m fino a 5 lavoratori, apribile in qualsiasi verso;

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16 - Montacarichi

I montacarichi devono essere installati in appositi vani corsa di tipo chiuso e di resistenza al fuoco non inferiore a quanto richiesto per le strutture portanti e di compartimentazione di cui al precedente punto 8, qualora collegano tra loro distinti compartimenti.

Gli accessi di piano devo

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AREE ED IMPIANTI A RISCHIO SPECIFICO - SERVIZI TECNOLOGICI
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17 - Depositi di sostanze infiammabili

Il deposito di liquidi e resine infiammabili, nonché i reparti mescole, devono essere effettuati nel rispetto delle norme di sicurezza e prevenzione incendi contenute nel D.M. 31.07.34 e successive modificazioni.

Tali depositi ed i reparti mescole possono essere realizzati solo al piano terra.

In caso di sostanze infiammabili contenute in appositi contenitori originali per un quantitativo totale non superiore a 500 l, i locali deposito e mescole devono avere le seguenti caratteristiche:

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18 - Depositi di gas combustibili e comburenti

Per i depositi di gas combustibili e comburenti in serbatoi fissi o mobili si applicano le specifiche

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19 - Impiego di gas combustibili

Per l'impiego di gas combustibili devono essere osservate le vigenti norme UNI-CIG.

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20 - Impianti di produzione calore

Gli impianti termici devono essere realizzati a regola d'arte ed installati nel rispetto delle specifiche

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21 - Impianti di condizionamento e di ventilazione

Gli impianti di condizionamento e/o ventilazione possono essere di tipo centralizzato o localizzato.

Gli impianti devono possedere i requisiti che garantiscano il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

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22 - Condotte

Le condotte a servizio degli impianti di ventilazione e/o condizionamento devono essere realizzate, di norma, con materiali incombustibili (classe 0 di reazione al fuoco) ed anche con materiali di classe 0-1 in caso di presenza di idoneo impianto di rivelazione di incendio o di classe 0-2 in presenza di impianto di spegnimento automatico, con event

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23 - Prescrizioni particolari

Le aree destinate alla ricarica accumulatori di carrelli elevatori e simili, nonché le eventuali officine per la manutenzione macchinari siano ubicate solo ed esclusivamente al piano terra, abbiano accesso diretto preferibilmente dall'esterno, siano separate dagli altri ambienti mediante strutture aventi caratteristiche di resistenza al fuoco non inferiori a REI 120 ed abbiano aperture d'areazione nella parte più alta del locale, anche mediante camini a tiraggio naturale. Le eventuali comunicazioni con ambienti di attività pertinente siano munite di porte di tipo REI 120.

Eventuali scaffalature, comunque di tipo metallico, siano disposte in maniera tale da lasciare corridoi di larghezza non

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TITOLO III - UTENZE DI SICURE ZZA
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24 - Impianti elettrici

Gli impianti elettrici devono essere realizzati nel rispetto della Legge n. 186/68 e specificatamente facendo riferimento alle norme ex CEI 64-2 e CEI 64-8 nei casi in cui le attività di cui alle presenti linee guida abbiano luoghi pericolosi di classe 1, 2 o 3, con presenza di sostanze infiammabili nei quantitativi previsti dal D.M. 22.12.58 o polveri infiammabili (di plastica, di legno, di carta, ecc.). In particolare, ai fini della prevenzione degli incendi, gli impianti elettrici:

- non dovranno costituire causa primaria di incendio o di esplosione;

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25 - Illuminazione di sicurezza

In caso di emergenza l'attività deve essere protetta da un sistema di illuminazione di sicurezza tale da

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IMPIANTI SPECIALI DI PROTEZIONE ATTIVA
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26 - Generalità

Gli impianti di allarme, rivelazione ed estinzione incendi (le cui caratteristiche saranno successiva

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Tabella VI - Impianti di protezione


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Tabella VII


Impianti di protezione

Casi nei quali sono previsti o prescritti,

indipendentemente dalla superfic

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27 - Impianto automatico di rivelazione ed allarme incendio

Nei casi in cui è richiesta la realizzazione di un impianto automatico di rivelazione ed allarme incendio, questo dovrà essere in grado di rivelare e segnalare a distanza un principio di incendio e dovrà essere progettato e realizzato a regola d'arte, secondo le norme di buona tecnica (ad es. UNI-VV.F 9795 o equivalenti).

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28 - Segnalatori di allarme

I segnalatori di allarme devono correttamente essere posizionati e segnalati in modo da essere sempre

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MEZZI ED IMPIANTI DI ESTINZIONE INCENDI
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29 - Estintori

Gli estintori, di tipo approvato dal Ministero dell'Interno ai sensi del D.M. 20.12.82 e successive modifiche ed integr

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30 - Impianto idrico antincendio

Le attività con superficie complessiva superiore a 800 mq (se di tipo misto) e 1.000 mq (se di tipo isolato) devono essere dotate di un impianto idrico antincendio ed anche del tipo a "doppia alimentazione" nei casi previsti dal presente titolo.

I naspi DN 20 o gli idranti DN 45, correttamente corredati, devono essere:

- distribuiti in modo da consentire l'intervento in tutte le aree dell'attività;

- collocati in ciascun piano;

- dislocati in posizione facilmente accessibile e visibile.

Per le attività con superficie complessiva fino a 1.200 mq (se di tipo misto) e 1.400 mq (se di tipo isolato) e comunque, indipendentemente dalla superficie, in tutte le situazioni in cui sia possibile dimostrare, con apposita relazione scritta, che il carico

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Requisiti generali

Le alimentazioni idriche devono essere in grado, come minimo, di garantire la portata e la pressione richiesta dell'impianto, nonché avere la capacità di assicurare i tempi di intervento previsti.

Le alimentazioni idriche devono

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Interconnessioni

Le reti di idranti devono avere alimentazioni idriche adibite al loro esclusivo servizio con le eccez

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31 - Impianto di spegnimento automatico a pioggia

In tutti i casi già indicati nei punti precedenti, in cui sia prevista l'installazione di un i

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32 - Segnaletica di sicurezza

La segnaletica di sicurezza deve essere conforme al D.Lgs. 14.08.96, n. 493.

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33 - Gestione della sicurezza

Il responsabile dell'attività deve provvedere affinché nel corso della gestione non vengano alterate le condizione di sicurezza, ed in particolare che:

- sui sistemi di vie di uscita non siano coll

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Addestramento del personale

Il responsabile dell'attività deve provvedere affinché, in caso di incendio, il persona

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Registro dei controlli

Deve essere predisposto un registro dei controlli periodici, dove saranno annotati tutti gli interven

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34 - Divieti e limitazioni

All'interno delle attività di che trattasi non deve essere consentito:

- accatastare prodotti finiti, materiali di risulta e quant'altro possa costituire intralcio all'esodo lungo le vie di

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35 - Disposizioni finali

Qualora per ragioni di carattere tecnico o per speciali esigenze non prevedibili non fosse possibile adottare qualcuna delle prescrizioni delle presenti linee guida, potranno essere proposte al Com

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