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D. Min. Infrastrutture e Trasp. 28/10/2005

Sicurezza nelle gallerie ferroviarie.
In vigore dall’8.4.2006
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[Premessa]


Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

di concerto con

il Ministro dell’interno


Vista la legge 6 dicembre 1978, n. 835 recante «Delega al Governo ad emanare nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell’esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto»;

Visto, in particolare, l’art 1, che prevede che il Governo sia delegato a «determinare, tenendo conto del prevalente carattere tecnico della regolamentazione dell’esercizio ferroviario, gli organi competenti ad emanare od ap

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Art. 1. - Oggetto e Scopo

1. Il presente decreto ha lo scopo di assicurare un livello adeguato di sicurezza nelle gallerie ferr

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Art. 2. - Campo di applicazione

1. Il presente decreto si applica a tutte le gallerie ferroviarie di lunghezza superiore a 1000 m, si

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Art. 3. - Requisiti di sicurezza

1. Nell’esercizio delle gallerie ferroviarie devono essere valutati, utilizzando gli strumenti e seguendo le procedure di cui al presente decreto, i tipi di pericoli specificati nell’Allegato III, ed in particolare quelli derivanti da collisioni, deragliamenti e incendi. Quanto ai pericoli derivanti da rilasci di sostanze pericolose trasportate il Gestore dell’infrastruttura, di cui al successivo art. 5, valuterà le condizioni di sicurezza nella galleria imponendo eventuali vincoli gestionali e di esercizio.

2. Ai fini della sicurezza, per far fronte ai tipi di pericoli di cui al comma 1, sono individuate le seguenti azioni:

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Art. 4. - Vigilanza

1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento trasporti terrestri vigila sull’attuazione del presente decreto.

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Art. 5. - Gestore della Infrastruttura

1. Il Gestore della infrastruttura è responsabile del rispetto delle norme e delle procedure riguardanti la sicurezza della galleria.

2. Il Gestore della infrastruttura provvede alla approvazione dei progetti ed alla messa in esercizio delle ga

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Art. 6. - Responsabile di galleria

1. Per ciascuna galleria il Gestore della infrastruttura nomina il responsabile di galleria ed il suo sostituto, e ne comunica il nominativo al Ministero.

2. Il responsabile di galleria esercita le seguenti funzioni:

a) attu

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Art. 7. - Responsabile della sicurezza

1. Per ogni galleria il Gestore dell’infrastruttura nomina un responsabile della sicurezza ed il suo sostituto e ne comunica il nominativo al Ministero. Il responsabile della sicurezza, può coincidere con il responsabile della galleria.

2. Il responsabile della sicurezza coordina tutte le misure di prevenzione e di salvaguardia dirette a garantire la sicurezza degli utenti e del personale di esercizio. Egli gode di piena autonomia ed indipendenza per tutte le questioni attinenti alla

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Art. 8. - Commissione Sicurezza

1. È istituita, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con oneri a carico dei Gestori, la Co

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Art. 9. - Gallerie il cui progetto definitivo non è stato ancora approvato

1. Tutte le gallerie, il cui progetto definitivo non sia stato ancora approvato dal Gestore della infrastruttura per l’infrastrutt

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Art. 10. - Gallerie il cui progetto definitivo è già stato approvato

1. Per le gallerie il cui progetto sia stato approvato ai sensi dell’art. 3 del decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 190, ovvero il definitivo sia stato già approvato alla data dell’entrata in vigore del presente decreto e per le gallerie in costruzione, il Gestore dell’infrastruttura, fermo restando i principi di sicurezza di cui all’Allegato I

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Art. 11. - Gallerie in esercizio

1. Il Gestore dell’infrastruttura deve verificare la rispondenza ai requisiti minimi previsti dall’Allegato II delle gallerie già in esercizio alla data di entrata in vigore del presente decreto; tale verifica è effettuata entro tre anni a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

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Art. 12. - Ispezioni periodiche

1. Il Gestore della infrastruttura effettua ispezioni periodiche al fine di garantire che tutte le gallerie contemplate nel presente Decreto siano mantenute conformi alle disposizioni dello stesso.

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Art. 13. - Analisi dei rischi

1. L’analisi dei rischi viene effettuata da un soggetto terzo o funzionalmente indipendente dal

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Art. 14. - Relazioni periodiche

1. I responsabili delle gallerie compilano annualmente relazioni sullo stato dell’infrastruttura e degli impianti nonché sugl

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Art. 15. - Entrata in vigore

Il presente decreto entra in vigore alla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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ALLEGATO I - DEFINIZIONI

Le definizioni che seguono sono finalizzate alla migliore comprensione del testo normativo a cui acce

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Analisi del rischio

Attività di indagine che individua la probabilità di accadimento di incidenti precisand

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Curva di incendio

Curva rappresentativa della variazione di temperatura nel tempo durante un incendio.

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Esercizio ferroviario

Insieme delle regole che disciplinano il trasporto ferroviario atte a soddisfare le esigenze della do

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Evento iniziatore

Evento che pone inizio ad una catena incidentale.

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Evento pericoloso

Un accadimento che crea pericolo.

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Freno di emergenza

Dispositivo azionabile in caso di emergenza dall’interno delle carrozze del convoglio ferroviar

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Gestore dell’infrastruttura

Soggetto incaricato della realizzazione, della manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria e d

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Imprese ferroviarie

Ved. lettera g) art. 3 D. Leg.vo 188/2003.

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Incidente

Evento, o serie di eventi, non intenzionali che causano danni a persone, a cose e all’ambiente

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Indice di rischio

Indicatore del livello di danno probabile.

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Linea di contatto

Linea elettrica destinata a fornire energia elettrica per l’alimentazione dei mezzi di trazione

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Misure di sicurezza

Predisposizioni (strutturali, impiantistiche, organizzative) che garantiscono alcune funzioni essenzi

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Orario di servizio

Dati che definiscono tutti i movimenti programmati dei treni e del materiale rotabile sull’infr

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Pericolo (hazard)

Condizione e/o fatto che può portare ad un incidente potenziale o ad un incidente.

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Pericolo di incendio

Situazione dalla quale possono derivare danni per proprietà o qualità intrinseca di det

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Portali termografici

Sistemi di rilevamento termico, ubicati in prossimità delle gallerie, atti a rilevare eventual

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Prevenzione

Azioni intese a ridurre la probabilità di accadimento di un evento dannoso.

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Protezione

Azioni intese a ridurre le conseguenze di un evento dannoso.

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Reazione al fuoco

Grado di partecipazione di un materiale combustibile al fuoco.

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Resistenza al fuoco

Attitudine di un elemento da costruzione (strutturali o di compartimentazione) a conservare - secondo un programma tecnico prestabilito e per un tempo determinato

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Rischio

Eventualità di un accadimento che può causare danno.

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Rischio cumulato

Valore normalizzato della probabilità cumulata di superare una fissata soglia di danno.

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Rischio di incendio

Probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di accadimento di un incendio e che si ver

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Rischio individuale

Valore atteso del danno, normalizzato rispetto al numero dei passeggeri, ai chilometri di galleria e

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Sezionamento linea di contatto

Sistema di interruttori e sezionatori che consentono la disalimentazione e la separazione visibile de

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Sicurezza in caso di incendio

Insieme di misure, provvedimenti, accorgimenti e attenzioni intesi ad evitare, in accordo secondo le

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Sistema di rilevamento boccole calde (RTB)

Sistema di rilevamento della temperatura dei cuscinetti di accoppiamento asse-carrello in grado di se

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Tasso incidentale

Numero di eventi incidentali, per Km. per tipologia di incidente.

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ALLEGATO 2 - REQUISITI DI SICUREZZA PER LE GALLERIE NEL SISTEMA FERROVIARIO INTRODUZIONE

Nelle gallerie dei sistemi ferroviari il conseguimento degli obiettivi di sicurezza è il risultato di una combinazione ottimale di requisiti di sicurezza applicati all’infrastruttura, al materiale rotabile ed alle misure organizzative ed operative che possono essere adottate.

Le gallerie vanno considerate nell’insieme delle strutture esistenti nell’itinerario ferroviario e non come elemento a sé stante.

L’ottenimento dell’adeguato livello di sicurezza può essere meglio assicurato se tutti i soggetti interessati aventi chiare e definite responsabilità (operatori ferroviari, gestori dell’infrastruttura, enti deputati alle azioni di soccorso e lotta agli incendi, etc.), sono coinvolti nell’analisi degli aspetti relativi alla

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Requisiti minimi

I requisiti minimi prescritti nei seguenti paragrafi rappresentano le predisposizioni di sicurezza che devono essere messe in atto in tutte le gallerie di cui al presente decreto.

Per le gallerie caratterizzate da

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Requisiti integrativi

I requisiti integrativi da adottare dovranno essere individuati a seguito dell’analisi di risch

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PARTE I - REQUISITI MINIMI
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1. Infrastruttura
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1.1 PREVENZIONE INCIDENTI

1.1.1 Sistema di radiocomunicazione

Deve essere previsto un sistema che consenta la comunicazione radio tra il personale a bordo dei treni e tra questo e il centro di controllo.


1.1.2 Limitazione deviatoi in galleria

Deve essere limitato pe

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1.2 MITIGAZIONE DELLE CONSEGUENZE DI INCIDENTI

1.2.1 Resistenza e reazione al fuoco

Per le gallerie di lunghezza superiore a 2000 m, le strutture delle opere in sotterraneo dovranno avere caratteristiche di resistenza al fuoco non inferiore a R 120, da valutare con la curva di incendio (UNI 11076).

I materiali impiegati per le strutture devono essere di classe di reazione al fuoco 0.

I materi

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1.3 FACILITAZIONE DELL’ESODO

1.3.1 Marciapiede

Lungo le gallerie devono essere realizzati marciapiedi per assicurare un rapido e sicuro esodo delle persone.

Nelle gallerie a doppio binario detti marciapiedi saranno previsti su entrambi i lati della galleria, mentre nelle gallerie a singolo binario potranno essere realizzati da un solo lato.

Per le gallerie di lunghezza superiore a 2000 m la larghezza dei marciapiedi non deve essere inferiore a 90 cm singolarmente, per le gallerie in progettazione, o complessivamente, per le gallerie in esercizio o costruzione, tenendo conto di camminamenti funzionalmente equivalenti, percorribili in assenza di circolazione ferroviaria, o anche con l’impiego di armamento senza ballast.

Per le gallerie di lunghezza inferiore tale larghezza non potrà in ogni caso essere minore di 50 cm.


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1.4 FACILITAZIONE DEL SOCCORSO

1.4.1 Piazzale di emergenza

Per le gallerie di lunghezza superiore a 5000 m, deve essere previsto almeno un piazzale di emergenza, posizionato in prossimità degli imbocchi, che deve costituire uno spazio adeguato per la sosta degli automezzi di soccorso e per l’impiego delle attrezzature necessarie all’emergenza.

Dal piazzale di emergenza deve essere possibile accedere alla sede ferroviaria attraverso la realizzazione di un piano a raso che consenta il posizionamento del mezzo bimodale sul binario e l’attraversamento dei binari da parte di mezzi gommati.

La superficie del piazzale deve essere almeno pari a 500 m² riducibile a 300 m² per le gallerie in costruzione e in esercizio.

Il piazzale deve risultare opportunamente collegato con la viabilità stradale ordinaria di zona.

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Materiale rotabile

Il materiale rotabile deve essere reso conforme alle normative di sicurezza antincendio, secondo quan

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1.5 PREVENZIONE E MITIGAZIONE INCIDENTI

1.5.1 Misure di protezione dal fuoco (materiali di motrici e carrozze)

Il materiale rotabile deve essere progettato in modo tale da prevenire il verificarsi di principi di incendio e la loro propagazione.

In particolare deve essere evitato l’utilizzo di materiale che in caso di incendio sprigioni quantità di fumo e prodotti tossici oltre i limiti di accettabilità previsti dalle normative specifiche vigenti.


1.5.2 Rilevatori di incendio a bordo (motrici, carrozze notte, ristorante e passeggeri)

Devono essere previsti su tutti i mezzi di trazione, nonché nelle carrozze notte (cuccette e vagoni letto) e nelle carrozze ristorante e passeggeri, dei dispositivi di rilevazione incendio che producano un allarme al personale di bordo.

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1.6 FACILITAZIONE DELL’ESODO

1.6.1 Dimensionamento per l’esodo

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2. Procedure operative
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2.1 PREVENZIONE E MITIGAZIONE INCIDENTI

2.1.1 Arresto per emergenza

In presenza di

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2.2 FACILITAZIONE DELL’ESODO

2.2.1 Formazione del personale

Il personale del Gestore dell&rsquo

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2.3 FACILITAZIONE DEL SOCCORSO

2.3.1 Piani di emergenza e soccorso

Le autorità locali competenti devono approntare congiuntamente un piano di emergenza sulla scorta degli scenari di incidente ipotizzati che tenga conto delle indicazioni generali e specifiche al fine di definire, per i vari scenari, compiti e responsabilità dei vari enti coinvolti nelle operazioni di soccorso.

Il piano di emergenza deve essere proposto fin dalla fase di progettazione.

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PARTE SECONDA - REQUISITI INTEGRATIVI
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1. Infrastruttura
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1.1 PREVENZIONE INCIDENTI

1.1.1 Monitoraggio della velocità/sistema di segnalamento

I sistemi di segnalamento garantiscono la sicurezza della circolazione dei treni prevenendo collisioni e deragliamenti causati da un malfunzionamento degli apparati o da velocità eccessiva dei rotabili.

Nei tratti in cui lo sviluppo in galleria risulti significativo, il sistema di segnalamento impedisce il superamento da parte del treno dei segnali di via impedita e eccessive velocità, non consentendo, per quanto possibile, l’arresto dei treni nelle gallerie anche nel normale esercizio ferroviari

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1.2 MITIGAZIONE DELLE CONSEGUENZE DI INCIDENTI

1.2.1 Requisiti di resistenza e reazione al fuoco (Cavi elettrici)

Cavi elettrici a servizio dei vari impianti di emergenza (luce e forza motrice), meccanicamente non protetti, isolati con guaine non propaganti l’incendio e a ridotta emissione di fumi, gas tossici e corrosivi.


1.2.2 Uscite/accessi

Accessi intermedi, salvaguardati e attrezzati, anche se a distanza inferiore a quella previst

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1.3 FACILITAZIONE DELL’ESODO

1.3.1 Nicchie

Rientranze nel corpo della galleria che

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1.4 FACILITAZIONE DEL SOCCORSO

1.4.1 Accessibilità per veicoli stradali

Sistema con armamento su piastre di calcestruzzo anziché su ballast che consente l’accessibilità ai veicoli stradali delle squadre di soccorso.


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2. Materiale rotabile
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2.1 FACILITAZIONE DELL’ESODO

2.1.1 Equipaggiamento delle carrozze per facilitare l’esodo dei passeggeri e l’accesso de

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3. Procedure operative
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3.1 PREVENZIONE INCIDENTI

3.1.1 Orario/programma di esercizio (specialmente treni passeggeri/treni merci pericolose)

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ALLEGATO III - ANALISI DI RISCHIO
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1. Premessa

L’analisi quantitativa dei rischi nelle gallerie ferroviarie deve essere inquadrata in una logica generale di sistema, adattata allo specifico ambito del sistema treno - galleria, ed artico

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2. Scopo

L’analisi di rischio ha lo scopo iniziale di valutare le probabilità di accadimento di eventi incidentali preventivamente identificati (rif. annessi A e B) unitamente alla valutazione di un indicatore della gravità delle conseguenze connesse all’evolversi degli stessi eventi.

Qualora in ragione del livello di rischio valutato si adottino opportune misure e dispositivi per la riduzione del rischio stesso

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3. Metodologia
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3.1 PROCEDURA DI ANALISI DI RISCHIO

La procedura di Analisi di Rischio di cui agli annessi A e D si basa sull’applicazione critica di metodi probabilistici c

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3.2 SCENARI INCIDENTALI DI RIFERIMENTO

Sono stati identificati alcuni scenari incidentali principali di riferimento, relativi all’emergenza in galleria, conseguenti all’insorgenza dei seguenti eventi critici iniziatori:

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3.3 IDENTIFICAZIONE E CLASSIFICAZIONE DEI SOTTOSISTEMI

I tre scenari incidentali di riferimento potranno evolvere verso differenziate configurazioni stazionarie di fine emergenza caratterizzate da diversi livelli di danno all’uomo, al materiale e all’infrastruttura a seconda che si verifichi funzionamen

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3.4 ESTENSIONE ED INTEGRABILITÀ DELLA PROCEDURA

La procedura può essere estesa sulla base delle seguenti possibili integrazioni:

— aumen

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Tavola 3.4.I: Schema della procedura estesa

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4. Accettabilità del rischio
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4.1 DEFINIZIONI PRELIMINARI

In ragione dell’aleatorietà della misura del danno, l’accettabilità del rischio deve essere preliminarmente valutata nella sola componente della salvabilità dei passeggeri.

I risultati derivanti dall’analisi ad Albero degli Eventi forniscono la stima della distribuzione di probabilità di accadimento del livello di danno associato alle conseguenze degli scenari incidentali di riferimento.

Sulla base di tali dati si definisce una misura del livello di Rischio Atteso Totale (R), per una specifica opera e per uno specifico regime di traffico.

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4.2 LIVELLI DI ACCETTABILITÀ DEL RISCHIO INDIVIDUALE

Un indicatore che permette di valutare il livello di rischio relativo ad una singola galleria, e quindi anche per la valutazione della sufficienza dei suddetti requisiti minimi per garantire un fissato livello di sicurezza dei passeggeri, è il rischio atteso individuale IR definito in 4.1.

Secondo dati di letteratura per i rischi liberamente assunt

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4.3 LIVELLI DI ACCETTABILITÀ DEL RISCHIO CUMULATO

L’indicatore di rischio cumulato consente di valutare gli effetti dell’evoluzione degli eventi pericolosi sui passeggeri

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Tavola 4.3.I: Obiettivi di sicurezza: livelli di accettabilità del Rischio Cumulato nelle gallerie ferroviarie. Il dato della probabilità di superamento 1–F(x) è normalizzato rispetto ai chilometri di percorrenza annua sulla rete

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5. Analisi di rischio base (ARB)

La procedura di Analisi di Rischio Base, con riferimento ai requisiti di sicurezza minimi, di cui all’Allegato II, definisce un metodo per la validazione di tali requisiti non solo come necessari ma anche come condizioni sufficienti per garantire la sicurezza dei passeggeri in una data galleria.

Questa è una pr

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6. Scelta dei metodi di verifica della sicurezza

La procedura di Analisi di Rischio Base è stata definita sulla base dello scenario incidentale incendio in galleria con perdita di mobilità del rotabile, assumendo unitaria la probabilità di malfunzionamento dei sottosistemi materiale rotabile e procedure operative, ritenendo efficaci ai fini della salvabilità dei passeggeri solo le condizioni di esodo. L’evento iniziatore incendio è dunque assunto vincolato all’evento di arresto del convoglio in galleria: S1 = (stop in galleria) n I, con conseguente impossibilità del treno di sottrarsi alle condizioni critiche. Si è supposto, inoltre, che un eventuale intervento delle squadre di soccorso non sia efficace al fine di mettere in salvo passeggeri e addetti del treno incidentato. Lo sviluppo dettagliato dello scenario di riferimento è riportato in Annessi D1 e D2.

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Tavola 6.II. Procedura da attuarsi per l’applicazione dell’ARE oppure dell’ARB.

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ANNESSO A - Schema indicativo delle fasi operative dell’analisi di rischio
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1. IDENTIFICAZIONE DEI PERICOLI

Lista preliminare dei pericoli, con evidenza del percorso che conduce alla loro identificazione. L&rs

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2. CLASSIFICAZIONE E SELEZIONE DEGLI EVENTI PERICOLOSI

Classificazione degli eventi pericolosi (collegati ai pericoli di cui al punto 1) in termini di frequ

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3. STIMA DELLE PROBABILITÀ DI ACCADIMENTO DEGLI EVENTI PERICOLOSI

Analisi frequentista/soggettiva degli eventi pericolosi selezionati, con chiara indicazione delle fon

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4. ANALISI DEGLI SCENARI INCIDENTALI

Sviluppo delle sequenze incidentali conseguenti agli eventi pericolosi selezionati.

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5. STIMA DELLE PROBABILITÀ DEGLI EVENTI CARATTERISTICI DEGLI SCENARI INCIDENTALI

Analisi frequentista/soggettiva degli scenari incidentali.

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6. ANALISI DELLE CONSEGUENZE

Analisi delle conseguenze per gli scenari incidentali identificati.

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7. VALUTAZIONE DEI PROFILI DI RISCHIO

Rischio Individuale e Collettivo.

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8. MISURE PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO

Analisi delle misure e dispositivi di tipo costruttivo, impiantistico, strumentale ed organizzativo.

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ANNESSO B - Lista preliminare degli eventi pericolosi e delle cause

La seguente lista è strutturata su due livelli. Il primo livello corrisponde alla lista preliminare degli eventi pericolosi; il secondo livello è invece rappresentativo delle cause principali che possono portare all’evento pericoloso.

• deragliamento:

— guasto o cedimento strutturale del materiale rotabile,

— cedimento strutturale o deterioramento del tracciato,

— guasto ai sistemi di controllo della circolazione,

— impatto con oggetti sulla linea,

— cedimenti strutturali opere civili,

— esplosione/fuoco a bordo,

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ANNESSO C - Banche dati incidentali

Si presenta di seguito uno schema di format tipo per la redazione di schede di evento incidentale che costituiscono l’informazione elementare per costruzione della banca dati. Si tratta di un rapporto (standardizzato) sul tipo di evento, livello delle conseguenze e ipotesi di causa; da compilarsi secondo canoni predeterminati e che deve dunque contenere:

• dati anagrafici

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BANCA DATI DISPONIBILE NEL GRUPPO FS

Per la rete gestita da RFI esiste una banca dati di eventi incidentali nella quale sono riportate tut

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ANNESSO D1 - Descrizione dell’analisi di rischio base in ambito probabilistico.

Nella procedura indicata si considerano gli effetti combinati e concatenati dell’evento di riferimento S1 (incendio) nei tre sottosistemi.

Nella Tavola allegata viene rappresentato in forma grafica l’albero degli Eventi corrispondenti alla procedura descritta.



La probabilità di accadimento della singola conseguenza finale è data dal prodotto delle probabilità (%) di accadimento dei singoli sottoeventi (Malfunzionamento o Funzionamento corretto di Infrastruttura, Materiale Rotabile e Procedure Operative) che concorrono alla definizione dei rami che conducono alla conseguenza stessa. Le conseguenze vengono gerarchizzate a partire dal danno più severo, (Dmax) a quello meno severo, (Dmin) rispetto ad una op

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ANNESSO D2 - Descrizione del modello deterministico di riferimento per l’analisi di scenario e verifica delle conseguenze limite - Analisi di Rischio Base (ARB).
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DESCRIZIONE GENERALE DELLO SCENARIO

Si ipotizza l’incendio di una carrozza di un treno passeggeri, fermo in galleria in posizione centrale rispetto agli imbocchi. La sezione della galleria è del tipo a singola canna e doppio binario, di superficie pari

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DETERMINAZIONE DELLA CURVA DI RILASCIO DELLA POTENZA TERMICA

Al fine di valutare la curva di rilascio più appropriata è stato studiato l’incendio di una carrozza passeggeri, con inne

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IPOTESI ADOTTATE PER LA DEFINIZIONE DELLO SCENARIO - INCENDIO DI RIFERIMENTO

Lo scenario incidentale di riferimento si caratterizza per essere rappresentativo di una vasta classe di scenari incidentali e per lo stesso sono stati individuati i rispettivi parametri conservativi:

— la curva del rilascio prescelta prevede uno sviluppo graduale della pote

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RISCHI AI QUALI I PASSEGGERI SONO ESPOSTI DURANTE L’ESODO

La salvabilità dei passeggeri più sfavoriti è condizionata dal buon esito delle tre fasi distinte dell’esodo:

— esodo dal vagone incendiato;

— allontanamento dal vagone incendiato;

— raggiungimento delle uscite.

Durante la prima fase dell’esodo sia il rischio termico, legato a parametri di rischio quali irraggiamento e temperatura dei gas caldi della combustione, sia

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SINTESI DEI RISULTATI DEL MODELLO DETERMINISTICO APPLICATO ALLO SCENARIO DI RIFERIMENTO

Dai risultati dell’applicazione del modello, relativi alla galleria tipo indicata, sono state ricavate dosi frazionali inabilitanti complessive, rappresentative del rischio chimico e del rischio termico:

— dose frazionale inab

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SENSIBILITÀ DEI PARAMETRI DI RISCHIO RISPETTO AI PARAMETRI SPECIFICI DI PROGETTO

La salvabilità dei passeggeri, che si ipotizza effettuino l’esodo attraverso i marciapiedi, dipende:

— dalle concentrazioni dei prodotti della combustione;

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INDICATORI DI DANNO PER L’ANALISI DI RISCHIO BASE (ARB).

Di seguito sono definiti i tre indicatori di danno:

— DCh, rappresentativo del danno durante l’esodo in galleria, dovuto alla concentrazione del monossido di carbonio e di altri prodotti tossici, computati conservativamente raddoppiando il contributo dovuto al solo monossido di carbonio (la concentrazione dei fumi può essere convertita in densità ottica);

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RIFERIMENTI

I valori soglia ed i parametri del modello deterministico dello scenario di danno considerato e delle corrispondenti conseguenze sui passeggeri sono tratti dal contesto internazionale normativo del settore (vedi riferimenti bibliografici sottoelencati):

— ISO/TR 13387:1999, Fire safety engineering - Part 1-9;

— ISO/DTS 13571 Life threat of fires - Guidance on the estimation of time available fo

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ALLEGATO IV - PROCEDURE TECNICO-AMMINISTRATIVE
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1. Premessa

Le disposizioni contenute nel presente allegato al Decreto, riguardano le procedure per l’approvazione dei progetti delle gallerie, per la loro messa in esercizio e per lo svolgimento delle esercitazioni, nonché la documentazione che deve essere predisposta.

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2. Gallerie in progettazione: approvazione dei progetti
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2.1 GENERALITÀ

Per le gallerie di cui all’art. 2 del decreto, si applicano le procedure descritte nel presente

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2.2 GALLERIE PER LE QUALI I REQUISITI MINIMI SONO SUFFICIENTI

Per le gallerie per le quali i requisiti minimi risultino sufficienti a garantire gli obiettivi di si

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2.3 GALLERIE PER LE QUALI I REQUISITI MINIMI NON SONO SUFFICIENTI

Per le gallerie per le quali i requisiti minimi non risultino sufficienti, secondo quanto indicato nell’allegato III del presente decreto, si applicano le procedure di seguito indicate.

Il Gestore dell’Infrastruttura deve inviare al Ministero gli elaborati progettuali e la documentazio

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3. Gallerie il cui progetto definitivo è già stato approvato, ma non ancora aperte all’esercizio

In presenza di progetto definitivo già approvato e/o di galleria in fase di affidamento o già in costruzione (art. 11), il Gestore dell’Infrastruttura è tenuto a valutare la conformità del progetto, secondo quanto previsto all&r

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4. Gallerie in esercizio

Per le gallerie in esercizio, ai fini dell’articolo 12 comma 6, devono applicarsi le procedure di seguito indicate.

Il Gestore dell’Infrastruttura deve effettuare le verifiche di conformità, secondo quanto previsto all’art. 12 del presente decreto.

Se la galleria in esercizio risulta conforme a quanto previsto dal presente decreto, il Gestore dell’Infrastruttura comunica l’esito della ve

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5. Procedura per la modifica dei requisiti di sicurezza e/o dei parametri di galleria

Quando occorra apportare una modifica ai parametri o ai requisiti di sicurezza, il Gestore dell’Infras

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6. Notifica di conformità della apertura all’esercizio

Il Gestore dell’infrastruttura comunica al Ministero l’apertura all’esercizio della

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7. Documentazione di sicurezza
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7.1 PROGETTO PRELIMINARE

• Documentazione di sicurezza, al fine di evidenziare il corretto recepimento delle indicazioni del presente decreto, contenente:

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7.2 PROGETTO DEFINITIVO

• Documentazione di sicurezza, al fine di evidenziare il corretto recepimento delle indicazioni del presente decreto, contenente:

— relazione sulla galleria (o sulle gallerie),

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7.3 DOCUMENTAZIONE PER L’ESERCIZIO

Documentazione di sicurezza, al fine di evidenziare il corretto recepimento delle indicazioni del presente decreto, contenente:

— relazione sulla galleria (o sulle gallerie),

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8. Esercitazioni periodiche

Il responsabile della galleria ed i referenti dei servizi di pronto soccorso e pronto intervento organizzano, in collaborazione con il responsabile della sicurezza, esercitazioni periodiche comuni e, per il personale della galleria. Le esercitazioni:

— devono essere quanto più possibile realistiche e devono corrispondere a possibili scenari di incidenti definiti;

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