In esito a quanto richiesto con nota prot. n. 518 del 23 dicembre 2009 si comunica che il Consiglio dell’Autorità nell’adunanza del 10-11 marzo 2010 ha approvato le seguenti considerazioni.
La fattispecie sottoposta all’esame dell’Autorità richiede, preliminarmente, un esame intorno alla natura e alla disciplina applicabile singolarmente ai due contratti; successivamente, lo svolgimento di alcune considerazioni intorno al rapporto che lega i due atti e alla eventualità che siffatta combinazione possa condizionare la legge applicabile nel caso concreto.
Il primo negozio è un contratto di compravendita, ai sensi dell’art. 1470 c.c.. Dal punto di vista della disciplina pubblicistica applicabile, occorre in primo luogo considerare la distinzione tra contratti attivi, che importano un’entrata, e contratti passivi, che comportano una spesa per lo Stato. Tale distinzione, evidentemente non giuridica ma finanziaria, è rilevante ai fini della disciplina applicabile, la quale sarà - nel caso dei contratti attivi - quella del R. D. 23 maggio 1924, n. 827, Regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato, in quanto non abrogata, e - nel caso dei contratti passivi - quella del codice dei contratti pubblici (cfr. art. 1, D. lgs 12 aprile 2006, n° 163). La stazione appaltante - riscontrata l’intenzione di dismettere il bene mediante contratto di compravendita - ritiene che vada applicata la disciplina del R. D. 23 maggio 1924, n. 827R, scegliendo non già di adottare un Bando di gara, ma di procedere tramite Avviso ai sensi dell’art. 65 del suddetto R.D..
Il secondo negozio ha ad oggetto la realizzazione di un progetto di ricerca ad oggetto complesso, nel quale - tra l’altro - si prevede che il fornitore offra un servizio di nolegg