FAST FIND : NN15457

D. P.C.M. 10/08/2016

Individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonché individuazione del fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di incenerimento con recupero di rifiuti urbani e assimilati.
Scarica il pdf completo
3095175 3773652
[Premessa]

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI


Vista la direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008, «relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive”, recepita con il decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205 R;

Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 R, e in particolare la Parte IV, recante le norme in materia di gestione dei rifiuti;

Visto l’art. 35 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 R, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164 R e, in particolare, il comma 1, che prevede che, con decreto adottato dal Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, sia individuata la capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonché il fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di incenerimento con recupero di rifiuti urbani e assimilati;

Considerato che, ai fini del raggiungimento dell’obiettivo di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio fissato dall’art. 11, comma 2, lettera a), della direttiva 2008/98/CE, è necessario raggiungere l’obiettivo nazionale di raccolta differenziata stabilito nell’art. 205 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 R;

Considerato che la gerarchia della gestione dei rifiuti, come individuata nell’art. 4 della predetta direttiva 2008/98/CE, ha stabilito che il recupero energetico dei rifiuti rappresenta un’opzione di gestione da preferire rispetto al conferimento in discarica dei rifiuti;

Visto l’art. 16 della predetta direttiva 2008/98/CE, relativo ai principi di autosufficienza e prossimità nella gestione dei rifiuti;

Ritenuto indispensabile strutturare una rete di impianti sufficienti a trattare i rifiuti che residuano da una raccolta differenziata a norma di legge, limitando, per gli stessi rifiuti, il ricorso allo smaltimento in discarica;

Visto l’art. 196 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 R, che disciplina le competenze delle regioni nella gestione dei rifiuti con particolare riferimento alla predisposizione, all’adozione e all’aggiornamento dei piani di gestione rifiuti, nel rispetto dei principi previsti dalla normativa vigente e della parte IV del medesimo decreto legislativo n. 152 del 2006 R;

Visto l’art. 199 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 R, che disciplina, in particolare, le procedure per l’approvazione dei piani di gestione rifiuti, nonché i contenuti minimi essenziali nel rispetto dei principi e delle finalità di cui alla Parte IV del medesimo decreto legislativo n. 152 del 2006 R;

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
3095175 3773653
Art. 1. - Oggetto

1. Ai sensi dell’art. 35, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 R, convertito con modificazioni dalla le

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
3095175 3773654
Art. 2. - Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:

a) impianti di incenerimento: gli impianti che rispondono alla definizione di cui all’art. 237-ter, comm

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
3095175 3773655
Art. 3. - Elenco degli impianti di incenerimento in esercizio

1. L’elenco degli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati, di cui all’art. 1, comma 1, lette

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
3095175 3773656
Art. 4. - Elenco degli impianti di incenerimento autorizzati non in esercizio

1. L’elenco degli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati, di cui all’art. 1, comma 1, lette

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
3095175 3773657
Art. 5. - Individuazione degli impianti da realizzare o da potenziare per soddisfare il fabbisogno residuo nazionale

1. L’individuazione del numero e della capacità degli impianti di incenerimento con recupero energetico dei rifiuti urbani e assimilati da realizzare o da potenziare ten

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
3095175 3773658
Art. 6. - Disposizioni finali

1. Ai sensi dell’art. 35, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 R, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164 R, gli impianti individuati nelle Tabelle A, B e C costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale e realizzano un sistema integrato e moderno di gestione di rifiuti urbani e assimilati, garantendo la sicurezza nazionale nell’autosufficienza del ciclo di gestione integrato dei rifiuti, così come richiesto dall’art. 16 della direttiva 2008/98/CE.

2. Al fine di garantire la sicurezza nazionale nell’autosufficienza e nel rispetto delle finalità di progressivo riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
3095175 3773659
Tabella A - Elenco degli impianti di incenerimento in esercizio

Parte di provvedimento in formato grafico

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
3095175 3773660
Tabella B - Elenco degli impianti di incenerimento autorizzati non in esercizio

Parte di provvedimento in formato grafico

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
3095175 3773661
Tabella C - Elenco degli impianti di incenerimento autorizzati non in esercizio

Parte di provvedimento in formato grafico

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
3095175 3773662
Allegato I - Individuazione della capacità attuale di trattamento nazionale degli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati in esercizio o autorizzati non in esercizio alla data novembre 2015

L’individuazione della capacità attuale di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilati in esercizio o autorizzati è stata effettuata sulla scorta dei dati ISPRA e FederAmbiente del “RAPPORTO SUL RECUPERO ENERGETICO DA RIFIUTI URBANI IN ITALIA - ed. 2014”.

I dati sono stati aggiornati sulla base delle indicazioni fornite dalle Regioni e dalle Province autonome e dai gestori degli impianti, all’esito delle riunioni tecniche della Conferenza Stato-Regioni del 20 marzo 2015 N1 e del 9 settembre 2015 N2.

Nel caso in cui l’autorizzazione di un impianto riportava una capacità di trattamento superiore a quella effettiva di esercizio dichiarata dal gestore, è

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
3095175 3773663
Allegato II - Individuazione del fabbisogno residuo di incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati

Parte di provvedimento in formato grafico

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
3095175 3773664
Allegato III - Individuazione degli impianti da realizzare o da potenziare per soddisfare il fabbisogno residuo nazionale di incenerimento di rifiuti urbani e assimilati

Al fine di individuare gli impianti da realizzare o potenziare il comma 1 dell’art. 35 del decreto-legge n. 133 del 2014 R ha stabilito i seguenti criteri generali:

a) progressivo riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale;

b) risoluzione delle procedure di infrazione in corso, e prevenzione dall’avvio di ulteriori contenziosi con l’Unione europea;

c) considerazione della programmazione regionale;

d) realizzazione di un sistema moderno e integrato di gestione dei rifiuti urbani e assimilati.

Per quanto attiene al riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale, l’individuazione delle regioni all’interno delle quali localizzare gli impianti è effettuata sul presupposto che ciascuna macroarea (Nord, Centro, Sud, Sicilia, Sardegna) debba rendersi tendenzialmente autosufficiente nel complessivo ciclo di produzione e gestione dei rifiuti, ivi compresa, naturalmente, l’attività di incenerimento dei rifiuti stessi.

Sulla scorta di tale presupposto, la localizzazione degli impianti in ciascuna delle regioni che costituiscono la macroarea, tiene conto:

della produzione, in termini assoluti, dei rifiuti urbani e assimilati;

della presenza di impianti di incenerimento e di impianti di trattamento meccanico-biologico di rifiuti;

del fabbisogno residuo di impianti di incenerimento;

del preponderante ricorso allo smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati in impianti di discarica;

della densità abitativa;

Con riferimento alla risoluzione delle procedure di infrazione in corso e alla prevenzione dall’apertura di ulteriori contenziosi con l’Unione europea, si tiene conto dell’esigenza di rispettare integralmente le norme europee di settore, individuando, per ciascuna macroarea, le regioni per le quali sono pendenti contenziosi e precontenziosi per violazione della normativa europea in materia di gestione dei rifiuti, nonché le regioni oggetto di condanna da parte della Corte di giustizia europea.

Ulteriormente, si considerano le condizioni di gestione critica del ciclo dei rifiuti all’interno delle singole regioni costituenti la macroarea, al fine di porre rimedio a situazioni suscettibili di sfociare in nuovi rilievi da parte dell’UE.

In ordine al rispetto della programmazione regionale per l’implementazione di un ciclo integrato dei rifiuti, si tiene conto delle previsioni contenute negli atti di pianificazione di gestione dei rifiuti elaborati da ciascuna regione, anche relativamente all’individuazione di nuova capacità di incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati.

Per quanto riguarda la realizzazione di un sistema moderno e integrato di gestione dei rifiuti urbani e assimilati, si considera la c.d. «taglia minima “ di sostenibilità tecnico/ economica degli impianti da realizzare in ciascuna regione, così come individuata dalla vigente disciplina sull’individuazione delle migliori tecniche disponib

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
3095175 3773665
Appendice I - Capacità di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilati in esercizio

Parte di provvedimento in formato grafico

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
3095175 3773666
Appendice II - Capacità di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilati non operativi, in fase di realizzazione e autorizzati

Parte di provvedimento in formato grafico

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.

Dalla redazione

  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Rifiuti

Disciplina delle terre e rocce da scavo: sintesi operativa dopo il D.P.R. 120/2017

DEFINIZIONE E CAMPO DI APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA Definizione di “terre e rocce da scavo”; Categorie di terre e rocce da scavo; Materiali provenienti da demolizioni; Immersione in mare di materiale derivante da attività di escavo e attività di posa in mare di cavi e condotte - SUOLO ESCAVATO ALLO STATO NATURALE UTILIZZATO IN SITU Riutilizzo in situ del suolo escavato naturale; Suolo naturale nel quale siano presenti “materiali di riporto”; Piano preliminare di utilizzo in sito delle terre e rocce da scavo per opere sottoposte a VIA - CONDIZIONI PER QUALIFICARE LE TERRE E ROCCE DA SCAVO COME “SOTTOPRODOTTI” Condizioni comuni a tutti i cantieri; Terre e rocce da scavo nelle quali siano presenti “materiali di riporto”; Onere di attestazione del corretto avvenuto utilizzo; Cantieri con oltre 6.000 mc di scavo per opere soggette a VIA o AIA; Cantieri con meno di 6.000 mc di scavo per opere non soggette a VIA o AIA; Cantieri con oltre 6.000 mc di scavo per opere non soggette a VIA o AIA; Trasporto delle terre e rocce qualificate sottoprodotti - TERRE E ROCCE DA SCAVO QUALIFICABILI COME “RIFIUTI”; Condizioni al cui verificarsi le terre e rocce da scavo sono qualificate “rifiuti”; Deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate rifiuti - TERRE E ROCCE DA SCAVO IN SITI CONTAMINATI Attività di scavo in siti oggetto di bonifica; Piano dettagliato e campionamento del suolo; Piano operativo; Utilizzo delle terre e rocce scavate nel sito; Presenza di “materiali di riporto” - ATTUAZIONE E LINEE GUIDA.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica
  • Infrastrutture e reti di energia
  • Edilizia privata e titoli abilitativi
  • Edilizia e immobili
  • Energia e risparmio energetico
  • Infrastrutture e opere pubbliche
  • Infrastrutture e reti di energia
  • Titoli abilitativi

Infrastrutturazione digitale e banda larga negli edifici

CONTESTO NORMATIVO - L’ETICHETTA “EDIFICIO PREDISPOSTO ALLA BANDA LARGA” - RIFERIMENTI TECNICI PER PROGETTISTI E INSTALLATORI - INFRASTRUTTURA FISICA E COLLEGAMENTO A “EDIFICI PREDISPOSTI” (Utilizzo condiviso delle infrastrutture fisiche; Coordinamento delle opere sulle infrastrutture fisiche; Semplificazioni procedurali per le richieste di utilizzazione di suolo pubblico; Infrastrutturazione fisica interna all’edificio ed accesso) - SISTEMA INFORMATIVO DELLE INFRASTRUTTURE DI COMUNICAZIONE (SINFI) (Finalità del SINFI; Dati catalogati nel SINFI; Obblighi e modalità operative ai fini del SINFI).
A cura di:
  • Dino de Paolis
  • Inquinamento elettrico ed elettromagnetico
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Infrastrutture e reti di energia
  • Infrastrutture e opere pubbliche

Campi elettromagnetici: limiti di emissione e linee guida per la misurazione

PREMESSA E PERIMETRO NORMATIVO (Campi elettromagnetici ad alta frequenza; Campi elettromagnetici a bassa frequenza) - CAMPI ELETTROMAGNETICI AD ALTA FREQUENZA (Valori di attenzione, limiti di esposizione e obiettivi di qualità; Trasmissione dei dati e fattori di riduzione; Fattori di assorbimento da parte degli edifici; Definizione di pertinenze esterne con dimensioni abitabili) - CAMPI ELETTROMAGNETICI A BASSA FREQUENZA (Limiti di esposizione e valori di attenzione; Obiettivi di qualità nella progettazione di nuovi elettrodotti; Fasce di rispetto per gli elettrodotti; Tecniche di misurazione e di valutazione; Comunicazioni degli esercenti agli organi di controllo) - SANZIONI - CATASTI DELLE SORGENTI DEI CAMPI ELETTRICI, MAGNETICI ED ELETTROMAGNETICI - PROTEZIONE DEI LAVORATORI DAI RISCHI DI ESPOSIZIONE A CAMPI ELETTROMAGNETICI.
A cura di:
  • Alfonso Mancini
  • Efficienza e risparmio energetico
  • Tutela ambientale
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Energia e risparmio energetico

Emilia Romagna: contributi per la redazione del piano di azione per il clima e l'energia sostenibile

Il bando è rivolto agli Enti locali della Regione Emilia-Romagna, per sostenere l'adesione al patto dei sindaci per l'energia ed il clima e la redazione del piano di azione per l'energia sostenibile e il clima (Paesc), e prevede la concessione di un contributo a fondo perduto, a forfait, secondo le soglie di abitanti. Il contributo raddoppia per i Comuni fusi e le Unioni che partecipano con il 100% dei Comuni.
A cura di:
  • Anna Petricca
  • Aree urbane
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Urbanistica
  • Provvidenze
  • Tutela ambientale
  • Efficienza e risparmio energetico
  • Finanza pubblica
  • Energia e risparmio energetico

Lazio: 2,8 milioni per la tutela e il recupero dei centri storici

Concessione di contributi in conto capitale ai Comuni del Lazio, ad esclusione di Roma Capitale, per la realizzazione di opere e lavori pubblici finalizzati alla tutela e al recupero dei centri storici. Stanziato un fondo di oltre 2,8 milioni di euro destinato per il 64% ai Comuni sotto i 5.000 abitanti e per il restante 36% ai Comuni con popolazione pari o superiore ai 5.000 abitanti. Verranno stilate due distinte graduatorie e sarà attribuito un punteggio premiante a quei Comuni che presentano progetti con rilevante attenzione al tema della sostenibilità ambientale.
A cura di:
  • Anna Petricca
  • Albo nazionale dei gestori ambientali
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Rifiuti

Regime transitorio responsabili tecnici imprese iscritte Albo gestori ambientali

  • Efficienza e risparmio energetico
  • Energia e risparmio energetico

Punti di ricarica edifici non residenziali

  • Energia e risparmio energetico
  • Efficienza e risparmio energetico

Impianti di riscaldamento e condizionamento - Sistemi di automazione e controllo

  • Energia e risparmio energetico
  • Norme tecniche
  • Efficienza e risparmio energetico
  • Macchine e prodotti industriali

Ecodesign sorgenti luminose e unità di alimentazione separate

  • Macchine e prodotti industriali
  • Efficienza e risparmio energetico
  • Energia e risparmio energetico
  • Norme tecniche

Obblighi di etichettatura energetica delle sorgenti luminose