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28/11/2018

Codice appalti: entro dicembre un decreto con 3-4 modifiche

Il presidente Anac Cantone, nel corso di un convegno presso l'Ugl, ha dichiarato che il Governo intende approvare entro la fine dell'anno un decreto con interventi su massimo ribasso, semplificazione delle progettazioni, cause di esclusione

Fonte: DIRE - Agenzia di stampa nazionale

Tra gli interventi, Cantone illustra la possibilità "di ampliare il cosiddetto massimo ribasso con dei meccanismi più corretti, individuando non più di tre soglie".

Quindi, sottolinea, occorre rivedere i livelli di progettazione: "Tornare all'appalto integrato credo sia suicida, rappresentava un sistema nel quale di fatto si davano tutte le chiavi all'impresa mentre la responsabilità deve rimanere alla stazione appaltante". Ci sarà "un intervento che probabilmente sarà fatto per la semplificazione delle progettazioni", spiega.

Un altro tema è quello delle "cause di esclusione perché in questo momento rappresentano il problema maggiore per gli appalti che non si riescono a fare. I motivi di esclusione sono diventati una corsa a ostacoli ai limiti dell'incredibile". Insomma "bisognerà intervenire sull'articolo 80 per ridurre le cause di esclusione e prevedere che abbiano un senso. Con franchezza dico che l'articolo 80 è difficile da leggere anche per gli addetti ai lavori, non si capisce nulla".

Questi sono i temi "sui quali bisogna intervenire subito con un decreto legge per provare a sbloccarli", osserva Cantone.

Poi, dopo il decreto, Cantone ritiene che vada riaperta la legge delega "intervenendo senza riscrivere il Codice degli appalti ex novo, bisogna assolutamente evitare che ci metta mano il legislatore ordinario, questa non può essere materia di competenza del Parlamento".
Il Codice deve essere "materia dei tecnici e infatti uno dei problemi è che questo Codice è stato fatto pochissimo dai tecnici e si vede". Tra gli aspetti da riaprire c'e' la fase esecutiva: "Facciamo un regolamento perché'abbiamo capito che gli enti locali non vogliono decidere, non vogliono capacità discrezionale, vogliono sapere cosa devono fare", conclude il presidente dell'Anac.
 

Dalla redazione