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21/03/2018

Soccorso istruttorio: limiti di ammissibilità (Corte UE C-523/16)

La Corte di giustizia europea (sentenza 28/02/2018, causa C-523/16 e C-536/16) ha chiarito i limiti della possibilità di ricorso al soccorso istruttorio nell'ambito di una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico.

La Corte UE, pur pronunciandosi con riferimento alla normativa precedente al D. Leg.vo n. 50/2016 (art. 38, comma 2-bis, D. Leg.vo n. 163/2006) che prevedeva la disciplina del soccorso istruttorio “a pagamento”, ha espresso principi sull’operatività dell’istituto che possono essere considerati validi in via generale anche nell’attuale contesto normativo.

In particolare la Corte ha ritenuto, da un lato, che è ammesso, in linea di principio, il ricorso al meccanismo del soccorso istruttorio in forza del quale l’amministrazione aggiudicatrice può invitare - a determinate condizioni - il concorrente a regolarizzare la sua offerta (precedentemente previo pagamento di una sanzione pecuniaria). Dall’altro lato che non è consentito attraverso il soccorso istruttorio di porre rimedio alla mancanza di un documento che, secondo le espresse disposizioni dei documenti dell’appalto, deve portare alla sua esclusione, o di eliminare le irregolarità che inficiano l’offerta in modo tale che le correzioni o modifiche apportate finirebbero con l’equivalere alla presentazione di una nuova offerta.

Al riguardo si segnala che, a seguito delle modifiche apportate dal D. Leg.vo n. 56/2017 al Codice dei contratti pubblici, è venuto meno il meccanismo sanzionatorio precedentemente previsto in caso di soccorso istruttorio (vedi art. 83, comma 9, D. Leg.vo n. 50/2016 nella versione sostituita dall’art. 52 del D. Leg.vo n. 56/2017).

Dalla redazione