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Par. ANAC 08/03/2017, n. 243

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Arrotondamento dell’offerta economica alla seconda cifra decimale - Ricalcolo delle percentuali di ribasso - Poteri della Commissione di gara.

Una rettifica dell’offerta è ammissibile solo qualora ci si possa pervenire con ragionevole certezza e, comunque, senza attingere a fonti di conoscenza estranee all’offerta medesima n�

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Considerato in fatto

Con istanza acquisita al prot. ANAC n. 6123 del 17 gennaio 2017 presentata singolarmente da Gi.Ca.Ro. Eredi Cudemo Srl e l’istanza acquista al prot. ANAC n. 8744 del 20 gennaio 2017 e n. 14493 del 30 gennaio 2017 presentata dalla S.A. ATER Provincia di Latina, riunite d’ufficio per l’identità dei quesiti proposti e per avere entrambi gli istanti dichiarato di volersi attenere a quanto verrà stabilito nel parere, è stato richiesto all’Autorità di pronunciarsi circa la possibilità, da parte della Commissione di gara, di procedere al ricalcolo delle percentuali di ribasso offerte dai concorrenti nel caso in cui il prezzo globale non sia stato considerato al netto del costo degli oneri di sicurezza, con contestuale riduzione d’ufficio di siffatta percentuale alle sole prime due cifre decimali.

Più precisamente, gli istanti illustrano che nel Disciplinare (art. 11.1) di gara veniva richiesta, a pena di esclusione, «dichiarazione […] contenente l’indicazione del prezzo globale che il concorrente richiede per l’esecuzione dei lavori &ndas

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Ritenuto in diritto

Al fine di comprendere meglio la questione oggetto del presente parere è opportuno soffermarsi, sia pur succintamente, sui principi che governano le modalità di presentazione e valutazione delle offerte e sulle connesse finalità pubblicistiche perseguite dal legislatore.

La preminente esigenza di garantire l’affidamento delle commesse pubbliche a operatori economici affidabili, seri e quindi in grado di garantire l’esatta esecuzione delle prestazioni contrattuali ha imposto al legislatore la necessità di prevedere norme piuttosto articolate e rigide in materia di forma e contenuto delle offerte, di criteri di selezione e di verifica delle offerte anomale.

Tale complesso normativo è dominato da un evidente formalismo, imposto da pregnanti esigenze di certezza e trasparenza dell’agire amministrativo. Dall’altra parte l’operatore economico, per non veder lesa la sua possibilità di partecipazione deve poter fare affidamento su regole chiare e precise per la presentazione della propria offerta.

A questo formalismo, imposto dalle esigenze pubblicistiche appena menzionate, fa da contraltare il principio sostanzialistico del favor partecipationis che, agevolando la massima partecipazione nelle gare, è funzionale alla tutela della concorrenza e, al contempo, al conseguimento degli obiettivi di efficienza ed economicità dell’appalto pubblico.

L’esigenza di equo bilanciamento tra formalismo e sostanzialismo emerge chiaramente non solo da talune norme codicistiche (v., ad esempio, la disciplina del soccorso istruttorio e la tassatività delle cause di esclusione), ma anche dai prevalenti orientamenti della giurisprudenza amministrativa, secondo i quali una clausola dal significato dubbio dovrebbe essere interpretata secondo l’opzione che consente la più ampia partecipazione (cfr., in tal senso, CdS, Sez. V, Sent. 5 settembre 2011, n. 4981).

Ai fini della presente disamina, deve essere precisato che il Codice appalti non prevede nulla nel caso in cui un errore di scritturazione si materializzi in una difformità tra l’offerta indicata in lettere e la stessa indicata in cifre. Una indicazione in tal senso era presente solo nel Regolamento n. 207/2010 attuativo del d.lgs. n. 163/2006, il quale contemplava il principio della prevalenza dell’offerta indicata in lettere rispetto a quella indicata in cifre (art. 119, commi 2 e 3).

Ancorché siffatto principio fosse espresso solo con esplicito riferimento alla ‘procedura ristretta aggiudicata con il metodo dell’offerta a prezzi unitari’, esso viene elevato, dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 10/2015 (peraltro richiamata dalla Gi.Ca.Ro. a fondamento delle proprie tesi), a norma di chiusura da estendere all’intero settore degli appalti pubblici; mentre l’ambito applicativo dell’art. 72 R.D. n. 827/1924 (che, sempre in caso di discordanza, detta il diverso principio della prevalenza dell’offerta più vantaggiosa per l’Amministrazione), ancora vigente, è stato ritenuto circoscritto alle ipotesi non ricomprese nel Codice appalti in cui si rende necessario valorizzare l’interesse economico dello Stato mettendo in secondo piano quelli degli operatori economici (cosicché, tale disposizione troverebbe ancora applicazione nelle procedure ad evidenza pubblica aventi ad oggetto la stipula di contr

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Il Consiglio


ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che:

- è illegittima l’operazione di arrotondamento del ribasso percentuale offerto dai concorrenti in assenza di una ap

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