Articolo abrogato dall’art. 7, comma 6 del decreto legislativo del 14/09/2011, n. 167. L’articolo 49 così recitava: “1. Possono essere assunti, in tutti i settori di attività, con contratto di apprendistato professionalizzante, per il conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro e la acquisizione di competenze di base, trasversali e tecnico-professionali, i soggetti di età compresa tra i diciotto anni e i ventinove anni. 2. Per soggetti in possesso di una qualifica professionale, conseguita ai sensi della L. 53/03, il contratto di apprendistato professionalizzante può essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età. 3. I contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o regionale stabiliscono, in ragione del tipo di qualificazione da conseguire, la durata del contratto di apprendistato professionalizzante che, in ogni caso, non può comunque essere “superiore a sei anni”. 4. Il contratto di apprendistato professionalizzante è disciplinato in base ai seguenti principi: a) forma scritta del contratto, contenente indicazione della prestazione oggetto del contratto, del piano formativo individuale, nonché della eventuale qualifica che potrà essere acquisita al termine del rapporto di lavoro sulla base degli esiti della formazione aziendale od extra-aziendale; b) divieto di stabilire il compenso dell'apprendista secondo tariffe di cottimo; c) possibilità per il datore di lavoro di recedere dal rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato ai sensi di quanto disposto dall'art.2118 del c.c.; d) possibilità di sommare i periodi di apprendistato svolti nell'ambito del diritto-dovere di istruzione e formazione con quelli dell'apprendistato professionalizzante nel rispetto del limite massimo di durata di cui al comma 3. e) divieto per il datore di lavoro di recedere dal contratto di apprendistato in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo. 5. La regolamentazione dei profili formativi dell'apprendistato professionalizzante è rimessa alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano, d'intesa con le associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano regionale e nel rispetto dei seguenti criteri e principi direttivi: a) previsione di un monte ore di formazione formale, interna o esterna alla azienda, di almeno centoventi ore per anno, per la acquisizione di competenze di base e tecnico-professionali; b) rinvio ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative per la determinazione, anche all'interno degli enti bilaterali, delle modalità di erogazione e della articolazione della formazione, esterna e interna alle singole aziende, anche in relazione alla capacità formativa interna rispetto a quella offerta dai soggetti esterni; c) riconoscimento sulla base dei risultati conseguiti all'interno del percorso di formazione, esterna e interna alla impresa, della qualifica professionale ai fini contrattuali; d) registrazione della formazione effettuata nel libretto formativo; e) presenza di un tutore aziendale con formazione e competenze adeguate. “5-ter. In caso di formazione esclusivamente aziendale non opera quanto previsto dal comma 5. In questa ipotesi i profili formativi dell’apprendistato professionalizzante sono rimessi integralmente ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale ovvero agli enti bilaterali. I contratti collettivi e gli enti bilaterali definiscono la nozione di formazione aziendale e determinano, per ciascun profilo formativo, la durata e le modalità di erogazione della formazione, le modalità di riconoscimento della qualifica professionale ai fini contrattuali e la registrazione nel libretto formativo”.

Dalla redazione

  • Edilizia e immobili
  • Energia e risparmio energetico
  • Edilizia residenziale
  • Efficienza e risparmio energetico

Veneto: 10 mln per l'efficientamento energetico del patrimonio immobiliare a destinazione residenziale

Dieci milioni di euro per l'assegnazione di contributi in conto capitale a favore delle ATER per l'efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico residenziale. L'aliquota massima di sostegno è pari al 90% della spesa ammissibile e l’intervento deve comportare una spesa non inferiore a € 200.000,00 e non superiore a € 2.000.000,00. I progetti devono riguardare un edificio, o un complesso edilizio, della superficie utile minima di 500 mq dotato, all'atto della presentazione della domanda, di attestato di prestazione energetica (APE) redatto e registrato nell'archivio regionale online successivamente al 01/10/2015.
A cura di:
  • Anna Petricca
  • Amianto - Dismissione e bonifica
  • Edilizia scolastica
  • Provvidenze
  • Finanza pubblica
  • Edilizia e immobili
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali

Lombardia: bando 2019 edifici scolastici #amiantozero

Via l'amianto dalle scuole della Lombardia grazie ad un bando da 5 milioni di euro. Possono partecipare gli Enti locali e altri soggetti pubblici proprietari di poli per l’infanzia, scuole dell’infanzia statali e comunali, scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, abilitati all'Anagrafe regionale dell'edilizia scolastica (ARES). Il contributo a fondo perduto massimo erogabile è di 500 mila euro e verrà così ripartito: per i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti e Province fino al 50% della spesa ammessa; per i Comuni con popolazione inferiori ai 5.000 abitanti e Comunità montane fino al 90% della spesa ammessa.
A cura di:
  • Anna Petricca
  • Imprese
  • Fonti alternative
  • Efficienza e risparmio energetico
  • Impianti alimentati da fonti rinnovabili
  • Provvidenze
  • Energia e risparmio energetico
  • Finanza pubblica
  • Impiantistica

Umbria: sostegno alle imprese per l’efficienza energetica e utilizzo di fonti rinnovabili

Con l'Avviso la Regione Umbria sostiene gli investimenti delle imprese extra agricole per l'efficienza energetica e l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile. In particolare, l’Avviso prevede una dotazione finanziaria di 3 milioni di euro ed è volto a erogare incentivi finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti delle imprese. Le agevolazioni vanno dal 30 al 50% dei costi ammissibili, in relazione alla dimensione delle imprese.
A cura di:
  • Anna Petricca
  • Finanza pubblica
  • Calamità
  • Provvidenze

Lazio e prevenzione sismica: sostegno all'adeguamento dell’abitazione principale in zona sismica 1

Il bando della Regione Lazio prevede la concessione di contributi per interventi di adeguamento sismico a beneficio di proprietari di abitazione principale nei Comuni in zona sismica 1. Il bando prevede contributi in conto capitale fino al 30% del totale per progettazione, rilievi, direzione dei lavori, sicurezza, collaudi, studi, indagini ed esecuzione delle opere strutturali. L'importo a disposizione per il biennio 2019 - 2020 è pari 6 milioni di euro: 2 milioni per l’anno 2019 e 4 milioni per il 2020.
A cura di:
  • Anna Petricca
  • Scuole
  • Prevenzione Incendi

Friuli Venezia Giulia: interventi urgenti di adeguamento antincendio di edifici scolastici

La Regione Friuli Venezia Giulia prevede la concessione di contributi in conto capitale in favore delle Amministrazioni comunali a sostegno delle spese di investimento per interventi urgenti di adeguamento alle prescrizioni antincendio degli edifici scolastici. Previsto 1 milione di euro per l'anno 2019 per gli edifici che siano già muniti di parere favorevole rilasciato dal dipartimento dei Vigili del Fuoco competente per territorio e per i quali vi sia l’obbligatorietà della presentazione della SCIA entro il 31/12/2021. Domande dal 28/10/2019 fino all'esaurimento delle risorse disponibili, secondo l'ordine di arrivo.
A cura di:
  • Anna Petricca