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20/06/2022

Superbonus villette, che succede se si mancano le scadenze?

Con l’avvicinarsi della scadenza per il Superbonus villette, rispondiamo ad alcune domande. Che succede se entro il 30/09/2022 non si raggiunge il 30% dei lavori necessario per la proroga? Come calcolare tale 30% e come dimostrare di averlo conseguito? Entro quando occorre terminare i lavori? C’è un termine massimo per presentare la CILAS? Per le spese che non rientrano nel 110% è possibile fruire dei bonus minori?

A seguito della modifica introdotta dalla lettera a), comma 1, art. 14 del D.L. 50/2022, quanto al Superbonus per gli edifici unifamiliari e per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti e autonome è prevista:
* una scadenza fissata di base al 30/06/2022;
* la possibilità di fruire di una proroga al 31/12/2022, a condizione di avere effettuato entro il 30/09/2022 lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo.

Con l’avvicinarsi della scadenza di base del 30/06/2022, vi è la necessità di capire alcuni aspetti molto rilevanti:
1* Cosa succede se non si riesce a raggiungere entro il 30/09/2022 la quota di lavori effettuati minima (30%) per poter usufruire della proroga?
2* Come calcolare la quota del 30% di lavori effettuati al cui raggiungimento scatta la proroga?
3* Come dimostrare il raggiungimento della prevista percentuale del 30% dei lavori effettuati entro il 30/09/2022?
4* In caso di fruizione della proroga, entro il 31/12/2022 occorre terminare tutti i lavori?
5* C’è comunque un termine massimo entro il quale presentare la CILAS o comunque avviare il procedimento edilizio?
6* Le spese eventualmente sostenute dopo i termini di scadenza potranno usufruire dei bonus ordinari?

PRINCIPI BASILARI - Per poter rispondere correttamente e compiutamente alle domande, bisogna fissare alcuni principi di base che governano il Superbonus, e più in generale i bonus fiscali edilizi.
* PRINCIPIO DI CASSA * Ai fini del Superbonus (e degli altri bonus, quando il contribuente è persona fisica) vige il c.d. “principio di cassa”, in base al quale le spese sono detraibili in base alla data in cui sono sostenute, che a sua volta coincide con la data dei bonifici, che pertanto devono essere eseguiti nel periodo in cui l’agevolazione è vigente.
* ULTIMAZIONE DEI LAVORI * La fruizione dei bonus fiscali per gli interventi edilizi è indissolubilmente vincolata all’esecuzione completa degli interventi stessi, secondo quanto indicato nei relativi atti abilitativi e nei tempi previsti dagli atti stessi. Le agevolazioni sono infatti concesse per l’esecuzione di interventi edilizi, per questo i suddetti interventi devono essere completati integralmente come descritti nella documentazione a fini edilizi (ad esempio nella CILAS), e pertanto nessuna agevolazione può essere fruita in caso di mancata ultimazione dei lavori.
Applicando i suddetti principi al nostro caso, è possibile ora rispondere alle domande, scindendo il concetto del sostenimento delle spese, legato al principio di cassa, da quello dell’ultimazione dei lavori, legato invece alla normativa edilizia.

1* MANCATO RAGGIUNGIMENTO QUOTA 30% ENTRO IL 30/09/2022 - Se non si riesce a raggiungere entro il 30/09/2022 la quota di lavori effettuati minima per poter usufruire della proroga - saranno comunque in tutti i casi detraibili le spese relative a bonifici effettuati entro il 30/06/2022, a patto che i lavori vengano conclusi integralmente ed entro le tempistiche previste.
Ne consegue che è ipoteticamente possibile pagare tutti i lavori entro il 30/06/2022 e fruire quindi del Superbonus, purché ovviamente si provveda poi a ultimare i lavori (vedi punto 4).

2* CALCOLO DEL 30% PER FRUIRE DELLA PROROGA - In proposito la norma prevede che per poter fruire della proroga occorre che al 30/09/2022 “siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo”. Pertanto il riferimento è a tutte le spese derivanti dal quadro economico complessivo, senza distinzioni (non solo quelle oggetto di agevolazione, ma tutte le lavorazioni dedotte nel titolo edilizio), e comprensive delle spese tecniche.
Il comma 8-bis, art. 119 del D.L. 34/2020 (come modificato dal citato art. 14 del D.L. 50/2022) conferma tale impostazione con un importante chiarimento, poiché vi si legge che nel computo del 30% “possono essere compresi anche i lavori non agevolati ai sensi del presente articolo.
In altri termini, anche lavori non agevolati con il Superbonus (quindi eventualmente agevolati con altre fattispecie o non agevolati affatto), contano ai fini del raggiungimento della soglia.
Conferme in tal senso si rinvengono anche nell’Interpello 24/11/2021, n. 791 (riferito alla diversa, ma simile, fattispecie della proroga a beneficio degli IACP) e in una risposta a FAQ Agenzia entrate in data 03/02/2022.
Infine, l’art. 14 del D.M. 49/2018 (seppure riferito ai lavori pubblici) definisce lo Stato di avanzamento lavori come “il documento che riassume tutte le lavorazioni e tutte le somministrazioni eseguite dal principio dell’appalto sino ad allora”, confermando a nostro parere che possono essere validamente contabilizzate, ai fini del 30% utile per la proroga, anche le eventuali mere somministrazioni (forniture) di beni a piè d’opera, purché già ricevute e disponibili in cantiere (oltre che, come detto, le spese tecniche riguardanti le prestazioni fino a quel momento eseguite).

3* COME DIMOSTRARE DI AVER RAGGIUNTO IL 30% - Al fine di usufruire della proroga, non è obbligatorio protocollare un SAL (peraltro chi porta il costo direttamente in detrazione non presenta SAL).
Dovendo comunque dimostrare l’avvenuta esecuzione dei lavori, in assenza di chiarimenti sulla fattispecie specifica, non resta che affidarsi all’attestazione da parte di un tecnico abilitato (preferibilmente, diremmo, il direttore dei lavori), da redigersi su modulistica libera e corredata di idonea documentazione contabile (computo metrico, fatture e copie dei pagamenti fino a quel momento effettuati), che il contribuente conserverà per eventuali controlli.
Le lavorazioni parzialmente eseguite possono certamente essere computate anche se non completate, così come possono essere compresi anche i lavori non agevolati con il Superbonus, quindi eventualmente agevolati con altre fattispecie o non agevolati affatto.
Seppure la norma non richiede alcuna “DATA CERTA” è preferibile produrre tale attestazione entro il 30/09/2022 e adottare un sistema che consenta di datarla in maniera inequivocabile, ad esempio la trasmissione via PEC al committente e/o l’apposizione al documento di una “marca temporale” informatica ai sensi dell’art. 20 del D. Leg.vo 82/2005, comma 3.

4* PROROGA AL 31/12/2022 E ULTIMAZIONE DEI LAVORI - Come detto al principio, condizione necessaria per il bonus è l’esecuzione completa degli interventi stessi, secondo quanto indicato nei relativi atti abilitativi e nei tempi previsti dagli atti stessi. Ne consegue che i lavori potranno essere validamente ultimati anche oltre il termine del 31/12/2022.
Se pertanto i lavori si estendono a cavallo di due anni solari (ad esempio, 2022 e 2023), il beneficio relativo alle spese sostenute nel 2022 - che è ipoteticamente fruibile anche nelle forme dello sconto in fattura o della cessione del credito - rimane “sub judice” fino al completamento dei lavori, nel senso che è condizionato al verificarsi di tale condizione.
Si ribadisce che il completamento deve riferirsi a tutti i lavori, e non solo a quelli oggetto di agevolazione. Ad esempio, in caso di Super-Sismabonus, non sarà sufficiente completare le sole opere strutturali con il relativo collaudo statico.

5* TERMINE ULTIMO PRESENTAZIONE CILAS - In teoria, non vi è una data prefissata per presentare la CILAS o comunque avviare il procedimento edilizio, cosa che dunque potrebbe avvenire anche dopo il 30/06/2022. Se tuttavia si presenta la CILAS dopo il 30/06/2022 e non si coglie l’obiettivo del 30% entro il 30/09/2022, non si potrà detrarre nulla, mentre se si avviano i lavori prima si potrebbero almeno detrarre le spese sostenute entro il 30/06/2022 (vedi punto 1), a patto (sempre e comunque) di ultimare i lavori, seppure dopo le scadenze (vedi punto 4).

6* SPESE SUCCESSIVE E BONUS ORDINARI - Quanto alle spese sostenute dopo le scadenze (ad esempio dopo il 30/06/2022 in caso di mancata fruizione della proroga oppure dopo il 31/12/2022 in caso di fruizione della proroga), se l’intervento è assentito tramite CILAS si propende per la risposta negativa alla possibilità di fruire dei bonus “minori” (ad esempio, Ecobonus ordinario, Bonus ristrutturazioni).
L’intervento dovrebbe infatti rispondere integralmente a tutti i requisiti previsti per il bonus che si intende sfruttare, ivi compresa la conformità del procedimento alla normativa edilizia. Tale requisito non potrebbe essere rispettato dal momento che la CILAS non può essere sfruttata per interventi non ricompresi nel 110%. Viceversa, in caso di procedimento assentito (quando possibile) con altro titolo, ad esempio Permesso di costruire o SCIA, sarebbe secondo noi possibile fruire dei bonus minori, a condizione di rispettare tutti i presupposti e i requisiti di carattere tecnico-prestazionale previsti per la specifica fattispecie.

 

Dalla redazione