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20/12/2021

Pianificazione urbanistica e ripartizione catastale

Secondo il TAR Lombardia, la pianificazione urbanistica prescinde dalla titolarità delle aree sulle quali va a incidere e dalla loro ripartizione ai fini catastali.

FATTISPECIE - Il TAR Lombardia-Milano 26/10/2021, n. 2354 si è pronunciato su una fattispecie in cui il concorrente contestava le disposizioni del nuovo PRG che impedivano l’edificazione nelle zone adiacenti ad un sito di rilevanza comunitaria (SIC). In particolare i ricorrenti deducevano l’illegittimità del frazionamento della loro area in due ambiti soggetti a disciplina diverse:
- una porzione ricompresa negli “ambiti di recente formazione a media trasformabilità” e
- una porzione, situata a nord, che invece era soggetta alla contestata destinazione funzionale alla protezione del SIC e quindi non edificabile.

DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. NELLE SCELTE PIANIFICATORIE - Il TAR ha ribadito il principi già espressi dal Consiglio di Stato (v. C. Stato 08/01/2020, n. 153) secondo cui il disegno urbanistico espresso da uno strumento di pianificazione generale, o da una sua variante, costituisce estrinsecazione di potere pianificatorio connotato da ampia discrezionalità che rispecchia non soltanto scelte strettamente inerenti all’organizzazione edilizia del territorio, bensì afferenti anche al più vasto e comprensivo quadro delle possibili opzioni inerenti al suo sviluppo socioeconomico.
Tali scelte non sono nemmeno condizionate dalla pregressa indicazione, nel precedente piano regolatore, di destinazioni d’uso edificatorie diverse e più favorevoli rispetto a quelle impresse con il nuovo strumento urbanistico o una sua variante.
L’onere di motivazione gravante sull’Amministrazione in sede di adozione di strumenti urbanistici, anche sovracomunali, è di carattere generale e risulta soddisfatto con l’indicazione dei criteri principali che sorreggono le scelte effettuate, potendo la motivazione desumersi anche dai documenti di accompagnamento all’atto di pianificazione urbanistica e, più in generale, dagli atti del procedimento.

RIPARTIZIONE CATASTALE DELLE AREE - Inoltre i giudici hanno spiegato che la pianificazione urbanistica prescinde dalla titolarità delle aree sulle quali va a incidere, così come dalla ripartizione catastale delle stesse, avendo riguardo piuttosto alle qualità di dette aree, al contesto nel quale si inseriscono e agli obiettivi di conservazione e/o di sviluppo che l’Amministrazione intende perseguire.
Può dunque legittimamente accadere che un’area appartenente a un unico proprietario o costituente un unico mappale catastale sia in parte assoggettata a un regime urbanistico e in parte a un altro (vedi anche TAR Lombardia-Brescia 10/03/2021, n. 235).

Dalla redazione