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Classificazione del Rischio Sismico e documentazione per l’accesso al “Sisma Bonus 110%”

La stima della vulnerabilità degli edifici esistenti rappresenta, sicuramente, un problema di particolare importanza per il territorio italiano, dove una parte considerevole del patrimonio architettonico è stato realizzato antecedentemente all'entrata in vigore delle norme antisismiche.
S.T.S. Software Tecnico Scientifico

L’analisi di questa tematica è importante per la valutazione del livello di sicurezza di queste strutture a seguito di un evento sismico, e questo sia al fine di poter effettuare degli studi di scenario, identificando le costruzioni più a rischio sul territorio per pianificare eventuali interventi utili al ripristino della sicurezza, sia per indirizzare i primi soccorsi post evento sismico verso le aree più vulnerabili.

È ormai ufficialmente entrato in vigore il DECRETO RILANCIO E SUPERBONUS 110% che, insieme ad un pacchetto di misure relative agli interventi di efficientamento energetico (ECOBONUS e BONUS FOTOVOLTAICO) introduce nuovi ed importanti incentivi che riguardano gli interventi di mitigazione del rischio sismico. In particolare, dall’1 luglio 2020 è possibile portare in detrazione fino al 110% tutte le spese sostenute a partire dall’1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021, per l’adozione di misure antisismiche per i fabbricati posti in zona a rischio sismico.

Il Decreto attualmente in vigore sostituisce il Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, efficace dal 1° Marzo del 2017, con il quale, originariamente, sono stati resi noti i criteri di valutazione per accedere al “Sismabonus” ovvero agli incentivi fiscali, previsti dall’articolo 1, comma 2, lettera c), della Legge di Bilancio 2017.

 A corredo del Decreto, con l’intento di ottenere la massima mitigazione della vulnerabilità sismica degli edifici esistenti, sono state promulgate anche delle Linee Guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni e la definizione delle procedure, utili ai professionisti abilitati, per poter valutare l’adeguatezza dei progetti di intervento.

Le LINEE GUIDA che regolamentano questo importante incentivo fiscale forniscono una dettagliata classificazione del rischio sismico ed individuano ben otto classi di rischio sismico dalla A+ alla G. Per la determinazione della classe di appartenenza è possibile operare con riferimento al metodo semplificato oppure al metodo convenzionale il quale, quest’ultimo, basandosi sull’individuazione dei parametri ISV e PAM, consente una rapida classificazione dell’immobile.

In questo nuovo contesto, come sempre al passo con gli aggiornamenti normativi, la STS ha già provveduto ad implementare all’interno del software CDS Win, già dalla rel. 2017 e con i successivi aggiornamenti della rel. 2020, con riferimento al metodo convenzionale prima indicato, la procedura utile alla determinazione della Classe di Rischio per il modello strutturale in esame. A tale proposito sarà sufficiente valutare separatamente le due condizioni di ante e post-operam e, semplicemente accedendo ai tabulati di stampa, sarà possibile ottenere la stampa della relazione asseverata, richiesta dal Legislatore, precompilata sia per la parte relativa alla determinazione della Classe di Rischio, sia per la certificazione del miglioramento della classe a seguito dell’intervento progettato. Sarà cura del progettista ultimare la compilazione della relazione con i dati catastali e tutte le informazioni non desumibili dal calcolo effettuato.


 

 

 

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