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D. Min. LL.PP. 18/12/1975

Norme tecniche aggiornate relative all'edilizia scolastica, ivi compresi gli indici minimi di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica da osservarsi nella esecuzione di opere di edilizia scolastica.
Con le modifiche introdotte dal D.M. 13.9.1977. Stralcio.
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[Premessa]


Il Ministro per i LL.PP. di concerto con il Ministro per la P.I.

Visto l'art. 11 della legge 24 luglio 1962, n. 1073;

Visto l'art. 3 della legge 18 dicembre 1964, n. 1358;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica Il dicembre 1956, n. 1688;

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Art. 1.

Sono a provate le allegate norme tecniche relative all'edilizia scolastica, ivi compresi gli indici m

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NORME TECNICHE
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1. CRITERI GENERALI
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1.0. Introduzione.

1.0.1. In sede di formazione dei piani urbanistici dovrà procedersi alla localizzazione e al dimensionamento delle scuole di ogni ordine e grado, attenendosi ai criteri di cui ai seguenti punti e tenendo conto di tutti gli elementi che confluiscono nel problema, e cioè:

I) delle condizioni ecologiche ed urbanistiche;

II) delle caratteristiche di sviluppo demografico ed economico del territorio esaminato, con riferimento al tipo ed agli effettivi andamenti della popolazione residente;

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1.1. Localizzazione della scuola

1.1.1. Le destinazioni di zona e le localizzazioni relative all'edilizia scolastica debbono discendere da uno studio morfologico preliminare dell'ambiente (preesistenze urbane, storiche, naturali, risanamento e completamento di centri urbani, nuove progettazioni urbane, ecc.), che valuti le conseguenze determinate dalla scuola nel contesto in cui viene inserita.

Nello stesso studio dovrà essere precisato in quali modi la scuola favorisce lo scambio di relazioni sociali, assumendo, insieme con le altre componenti della struttura urbana, il carattere di strumento correttivo o incentivo della pianificazione urbanistica.

Si dovrà, inoltre, tener conto:

I) del tipo di scuola, dell'età e del numero degli alunni destinati a frequentarla;

II) del tempo massimo e del modo di percorrenza (a piedi, con veicoli, motoveicoli, autoveicoli pubblici o privati, servizi di trasporto scolastico, ecc.) tra la residenza degli alunni e la scuola e viceversa;

III) delle condizioni ambientali.

1.1.2. Per quanto riguarda i tempi e modi di percorrenza in relazione al tipo di scuola e all'età degli alunni, va considerato quanto segue:

I) la scuola materna è strettamente collegata alla morfologia residenziale e gli alunni non sono autonomi nella percorrenza dalla residenza alla scuola e viceversa;

II) la scuola elementare si riferisce ad un ambito residenziale, che, nella normalità dei casi, consente di raggiungerla a piedi; per gli insediamenti sparsi, ove non sussistano condizioni di eccezionalità (mancanza di strade adeguate, insufficienza di mezzi di trasporto, condizioni climatiche stagionali avverse per lunghi periodi di tempo, ecc.) gli alunni, per raggiungere la scuola, possono usufruire di mezzi di trasporto scolastico o di mezzi pubblici o privati;

III) la scuola secondaria di primo grado (media), sia che si riferisca allo stesso ambito residenziale della scuola elementare, o, come talora avviene, a zona più vasta, è frequentata da alunni più autonomi nel percorrere la distanza residenza-scuola, e maggiormente adatti ad usufruire di mezzi di trasporto;

IV) la scuola secondaria di secondo grado può

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1.2. Dimensioni della scuola

1.2.1. Premesso che la scuola deve disporre di un minimo di servizi e di attrezzature affinché il processo educativo sia efficiente, la dimensione ottimale di un edificio scolastico è in funzione:

I) da quanto detto nel punto 1.0.;

Il) della necessità di assicurare che i raggruppamenti di alunni in relazione all'età, al grado e al tipo di scuola frequentata risultino socialmente educativi;

III) dei programmi che, per ogni tipo di scuola, determinano la quantità e la qualità dei servizi e delle attrezzature necessarie;

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2. AREA
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2.0. Caratteristiche generali

2.0.1. Oltre ad avere tutti i requisiti generali, di cui ai capitoli precedenti, l'area deve avere le seguenti caratteristiche specifiche:

I)deve essere generalmente di forma regolare e possibilmente pianeggiante; qualora non siano disponibili suoli di tali caratteristiche l'ampiezza minima di cui al punto 2.1.2. dovrà essere congruamente aumentata;

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2.1. Ampiezza.

2.1.1. L'ampiezza dell'area dovrà essere tale da garantire, per ogni tipo di scuola ed in funzione dei programmi didattici:

I) la costruzione dell'edificio nel rispetto delle esigenze espresse dalle presenti norme;

II) le successive trasformazioni ed ampliamenti dell'edificio che dovessero rendersi necessarie al fine di adeguarlo ad ulteriori esigenze di ordine didattico;

III) la realizzazione degli spazi all'aperto previsti nelle presenti norme.

2.1.2. L'ampiezza minima, che ogni area deve avere, è prescritta nella tabella 2, salvo che, qualora ricorrano eccezionali motivi, non sia diversamente prescritto in sede di approvazione dei piani urbanistici.


TABELLA 2 - AMPIEZZA MINIMA DELL'AREA NECESSARIA ALLA COSTRUZIONE DI UN EDIFICIO SCOLASTICO PER TIPI DI SCUOLE E PER NUMERO DI CLASSI Riferimento al testo 2.1.2.

Num. Classi o Sez.

Scuola materna

Scuola elementare

Scuola media

Liceo classico, Liceo scientifico, Istituto magistrale, Istituto tecnico commerciale, (*) e Istituto tecnico per geometri (**)


superf

per

per

superf

per

per

superf

per

per

superf

per

per


totale

sez

alunno

totale

classe

alunno

totale

classe

alunno

totale

classe

alunno















1

1.500

1.500

50

-

-

-

-

-

-

-

-

-

2

1.500

750

25

-

-

-

-

-

-

-

-

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3. NORME RELATIVE ALL'OPERA
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3.0. Caratteristiche dell'opera in generale

3.0.1. Ogni progetto dovrà prevedere la realizzazione dell'edificio o plesso scolastico, completo dell'indicazione di tutti gli impianti, servizi e arredi, nonché della sistemazione dell'area.

3.0.2. In relazione al tipo di scuola e al numero di alunni e di servizi e di classi, ed alle reciproche integrazioni, determinate in base ai capitoli precedenti, i progetti dovranno prevedere tutti i locali e spazi necessari:

I) per lo svolgimento dei programmi didattici e delle attività parascolastiche;

II) per lo svolgimento dei programmi di insegnamento dell'educazione fisica e sportiva;

III) per le attività di medicina scolastica a norma del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1967, n. 1518;

IV) per l'alloggio del custode quando sia riconosciuto necessario dall'ente obbligato, sentito il parere del provveditore agli studi;

V) per la mensa scolastica, quando non sia possibile assicurare diversamente tale servizio se indispensabile.

3.0.3. Per quanto riguarda la morfologia dell'edificio, si stabilisce quanto segue:

I) l'edificio, qualunque sia l'età degni alunni e il programma didattico, sarà concepito come un organismo architettonico omogeneo e non come una semplice addizione di elementi spaziali, contribuendo così allo sviluppo della sensibilità dell'allievo e diventando esso stesso strumento di comunicazione e quindi di conoscenza per chi lo usa;

Il) la disposizione, la forma, la dimensione e le interrelazioni degli spazi scolastici saranno concepiti in funzione:

a) dell'età e del numero degli alunni che né usufruiscono, nonché delle attività che ci si svolgono;

b) delle unità pedagogiche determinate dai tipi di insegnamento e dai metodi pedagogici, e formate sia dal singolo alunno, come unità fondamentale, che da gruppi più o meno numerosi, fino a comprendere l'intera comunità scolastica;

e) della utilizzazione ottimale degli spazi previsti (superfici costruite) e dei sussidi didattici, compresi gli audiovisivi;

III) l'organismo architettonico della scuola, per la introduzione nei metodi didattici di attività varie e variabili in un arco temporale definito (un giorno, una settimana, ecc.) deve essere tale da consentire la massima flessibilità dei vari spazi scolastici, anche allo scopo di contenere i costi di costruzione; l'individuazione delle parti flessibili deve corrispondere, peraltro, alla individuazione di parti ben definite (fisse), quali, ad esempio, gli spazi per le attività speciali (scienze, fisica, chimica, ecc.) auditorio, palestra ecc.

Per realizzare la flessibilità, che interessa anche le differenti dimensioni dei gruppi di allievi durante la giornata, si adotteranno i più moderni accorgimenti atti a suddividere lo spazio mediante pareti o porte scorrevoli e arredi trasportabili;

IV) inoltre, per il continuo aggiornarsi e trasformarsi dei metodi didattici, l'organismo architettonico deve essere trasformabile nel tempo senza costosi adattamenti. A tale scopo si dovrà prevedere, ad esempio, la eventuale rimozione delle pareti interne delimitanti l'attuale spazio per l'unità pedagogica (aula), senza che debbano essere ripristinati pavimenti e soffitti e senza una complessa trasformazione degli impianti tecnici.

3.0.4. L'edificio deve essere progettato in modo che gli allievi possano agevolmente usufruire, attraverso gli spazi per la distribuzione orizzontale e verticale di tutti gli ambienti della scuola, nelle loro interazioni e articolazioni ed, inoltre, raggiungere le zone all'aperto.

Ciò comporta che le attività educative si svolgano:

I) per la scuola materna, a diretto contatto con il terreno di gioco e di attività all'aperto;

Il) per la scuola elementare e media, normalmente, su uno o due piani e, qualora il comune, previo parere del provveditore agli studi, sentito il consiglio di distretto ove costituito, lo ritenga inevitabile, su più di due piani;

III) per la scuola secondaria di secondo grado, normalmente su tre piani e, qualora l'ente obbligato, previo parere del provveditore agli studi, sentito il consiglio di distretto ove costituito, lo ritenga necessario, su più piani.

3.0.5. In funzione delle caratteristiche morfologiche dell'insediamento o quando previsto in sede di piani regolatori generali e particolareggiati, o di altri definiti strumenti urbanistici, è consentito collocare l'organismo scolastico, progettato secondo le presenti norme, su strutture edilizie non di uso scolastico, o comunque sollevate dal suolo.

In tal caso gli accessi alla scuola dovranno essere indipendenti ed i collegamenti verticali, necessari per raggiungere i piani adibiti a scuola, dovranno essere meccanici ad uso esclusivo della scuola ed essere dimensionati in funzione degli effettivi scolastici. Dovrà, in ogni caso, essere garantito lo svolgimento delle attività ginnico-sportive, anche in zone adiacenti o limitrofe, e quelle relative alla vita all'aperto, in zone o terrazze praticabili opportunamente sistemate e protette, strettamente adiacenti alla scuola.

3.0.6. Sarà consentito ubicare in piani seminterrati solamente locali di deposito e per la centrale termica o elettrica; non saranno considerati piani seminterrati quelli la cui metà del perimetro di base sia completamente fuori terra.

3.0.7. L'edificio scolastico dovrà essere tale da assicurare una sua utilizzazione anche da parte degli alunni in stato di minorazione fisica. A tale scopo saranno da osservarsi le norme emanate dal Servizio tecnico centrale del Ministero dei lavori pubblici, contenute nella circolare n. 4809 del 19 giugno 1968,R con gli adattamenti imposti dal particolare tipo di edificio cui le presenti norme si riferiscono, e indicati nei capitoli che seguono, relativamente agli spazi per la distribuzione (3.8.2.) e per i servizi igienico-sanitari (3.9.2.)

3.0.8. I valori di illuminamento dipendono anche dalla posizione dell'edificio scolastico rispetto ad altri circostanti o prospicenti che potrebbero limitare il flusso luminoso proveniente dalla volta celeste per tale ragione non sono ammessi cortili chiusi o aperti nei quali si affacciano spazi ad uso didattico senza una precisa e motivata ragione che giustifichi la loro funzione nella configurazione dell'organismo architettonico, e che dimostri, attraverso il calcolo, il rispetto delle presenti norme per la parte riguardante le condizioni dell'illuminazione. Sono invece consentiti piccoli patii, negli edifici ad uno o due piani.

Per analoga ragione la distanza libera tra le pareti contenenti le finestre degli spazi ad uso didattico e le pareti opposte di altri edifici, o di altre parti di edificio, dovrà essere almeno pari al 4/3 dell'altezza del corpo di fabbrica prospiciente; tale distanza non dovrà comunque, essere inferiore a 12 m.

La distanza libera dovrà risultare anche se gli edifici prospicienti siano costruiti, o potranno essere costruiti, in osservanza di regolamenti edilizi locali all'esterno dell'area della scuola:

3.0.9. I parametri dimensionali e di superficie, nonché il numero dei locali dipendono dalle caratteristiche degli stessi, dai programmi e dal grado di utilizzazione dei servizi e delle attrezzature.

Nella tabella 3 sono indicati i valori delle superfici globali lorde per i vari tipi di scuole. Tali valori, come del resto viene sottolineato in nota alla stessa tabella, sono orientativi e sono presentati allo scopo di facilitare una prima valutazione in sede di programmazione.


Numero

Numero

SCUOLA ELEMENTARE

SCUOLA MEDIA

classi

alunni

m²/classe

m²/alunno

m²/classe

m²/alunno

5

125

153

6,11

-

-

6

150

-

-

275,50

11,02

7

175

-

-

-

-

8

200

-

-

-

-

9

225

-

-

240,25

9,61

10

250

189

7,56

-

-

11

275

-

-

-

-

12

300

-

-

219,50

8,78

13

325

-

-

-

-

14

350

-

-

-

-

15

375

177

7,08

212,50

8,50

16

400

-

-

-

-

17

425

-

-

-

-

18

450

-

-

202,50

8,10

19

475

-

-

-

-

20

500

171

6,84

-

-

21

525

-

-

211,25

8,45

22

550

-

-

-


23

575

-

-

-


24

600

-

-

201,50

8,06

25

625

167

6,68

-

-



Da tali valori risultano pertanto escluse le superfici relative a richieste eventuali quali: l'alloggio del custode, l'alloggio per l'insegnante o gli uffici per le direzioni didattiche (per determinati tipi di scuole elementari), le palestre dei tipo B in scuole elementari o medie secondo quanto previsto al punto 3.5.1.

Nella tabella 4 sono prescritte le altezze (nette) standard di piano.


TABELLA 4 - NORME SULLE ALTEZZE DI PIANO (INTERNE) (Riferimento al testo 3.0.9.).

TIPO DI SPAZIO

Altezza minima richiesta: cm

Note





1

Spazi per l'unità pedagogica (classe)

300

Con soffitto piano. Nel caso di soffitto inclinato altezza min. 270.


Parti per il lavoro di gruppo . . . . . . . . . . . . .

240






2

Spazi per l'insegnamento specializzato . . . .

300

Con pavimento e soffitto piano.


Se con gradinate: nella parte più bassa

240






3

Spazi per laboratori e officine . . . . . . . . . . .


Secondo le prescrizioni particolari.





4

Spazi per la comunicazione e l'informazione:




1) biblioteca . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

300



zona per carrels . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

210



2) auditorio e sala attività integrative:




Se con gradinate: nella parte più bassa

240



nella parte più alta

420



Senza gradinate . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

420






5

Spazi per l'educazione fisica:

palestra tipo A . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

palestra tipo B . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .


540

720

Nel caso si intenda realizzare in una palestra di tipo A2 l'installazione di un campo di pallavolo (punto 3.5.1. ii), l'altezza minima deve essere di cm 720 (1)





6

Spazi per la distribuzione . . . . . . . . . . . . . .

240






7

Spazi amministrativi e visita medica . . . . . .

300






8

Spazi per la mensa:




a) se in nicchia fino a 30/35 m² di superficie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .


240



b) negli altri casi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

300



Nelle tabelle 5 a 12 sono prescritti gli indici standard di superficie, e il loro eventuale grado di variabilità, articolati per categorie di attività;

1) per attività didattiche (aule normali e, a seconda del grado della scuola, spazi per attività interciclo, aule speciali, laboratori, ecc.);

Il) per attività collettive (biblioteca, mensa, spazi per attività integrative e parascolastiche);

III) per attività complementari alle attività precedenti (uffici, servizi igienici, atrio, percorsi interni, ecc.).

Sono inoltre prescritti gli standard dimensionali relativi:

- agli spazi per le attività sportive, espressi in termini di valori unitari corrispondenti ad unità funzionari ripetibili costituite da spazio palestra, spogliatoi, servizi, depositi e locali per la visita medica;

- all'abitazione del custode ove richiesta;

- alla direzione didattica per le scuole elementari ove richiesta.

Nelle medesime tabelle sono inoltre indicati il tipo e il numero dei locali, per alcuni dei quali vengono fissate dimensioni ottimali.

3.0.10. Per i tipi di scuole e di istituti non contemplati si fa rinvio, in quanto applicabili, alle disposizioni di cui alle presenti norme.


DESCRIZIONE DEGLI SPAZI

n. sezioni 1

n. sezioni 2

n. sezioni 3

(1*)



n. alunni 30

n. alunni 60

n. alunni 90




m²/alunni

m²/alunni

m²/alunni








1

Spazi per attività ordinate:






- per attività a tavolino . . . .

1,80 (1)

1,80 (2)

1,80 (3)



- per attività speciali . . . . .

0,60 (2)

0,45 (3)

0,40 (4)








2

Spazi per attività libere:

1,00

0,92

0,90








3

Spazi per attività pratiche.






- spogliatoio . . . . . . . . .

0,50 (1)

0,50 (2)

0,50 (3)



- locali lavabi e servizi igienici

0,67 (1)

0,67 (2)

0,67(2 - 3)



- deposito . . . . . . . . . .

0,13 (1)

0,13 (1)

0,13(1 - 2)








4

Spazi per la mensa:






- mensa (2*) . . . . . . . .

0,67 (1)

0,40 (1)

0,40 (1)



- cucina, anticucina, ecc. (30 m² fissi per ogni scuola) . . . .

1,00

0,50

0,35








5

Assistenza:






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3. 1. Caratteristiche degli spazi relativi all'unità pedagogica

3.1.0. Generalità

La classe costituisce il raggruppamento convenzionale previsto dai programmi vigenti per ogni tipo di scuola, ad eccezione della scuola materna che è organizzata in sezioni. Tale raggruppamento convenzionale tende a trasformarsi in altri raggruppamenti determinati non solo in base all'età, ma anche in funzione delle attitudini e degli interessi di ciascun alunno, sia per quanto concerne le attività programmate che quelle libere. Ne consegue che lo spazio tradizionalmente chiamato « aula », destinato oggi ad ospitare la classe, già organizzata per attività, dovrà in futuro consentire l'applicarsi di nuove articolazioni di programmi e la formazione di nuove unità pedagogiche.

Ciò premesso, lo spazio destinato all'unità pedagogica deve essere concepito in funzioni del tipo di scuola (che determina quale parte di attività didattica vi si deve svolgere) e del conseguente grado di generalità o di specializzazione dell'insegnamento. Inoltre quale che sia il tipo di scuola:

I) deve consentire lo svolgersi completo o parziale (ai livelli di informazione, di progetto, di verifica, di comunicazione) delle materie di programma da parte degli allievi, sia individualmente, sia organizzati in gruppi variamente articolati;

Il) deve poter accogliere nel suo ambito tutti quegli arredi e attrezzature per il lavoro individuale, o di gruppo, necessari oggi o prevedibili in futuro, in conseguenza di quanto detto (arredi mobili e combinabili, attrezzature audiovisive, lavagne luminose, laboratori linguistici o macchine per insegnare, impianti di televisione a circuito chiuso ecc.);

III) lo spazio dell'aula è complementare rispetto all'intero spazio della scuola, in quanto esaurisce solo una parte delle attività scolastiche e parascolastiche. Esso, pertanto, non può costituire elemento base da ripetere in serie lungo un corridoio di disimpegno, ma dovrà, quanto più p

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3.2. Caratteristiche degli spazi relativi all'insegnamento specializzato

3.2.0. Generalità

Tenendo conto di quanto detto al punto 3. 1. e in particolare in 3.1.3. III), occorre ulteriormente specificare che lo spazio per l'insegnamento specializzato, di esclusivo uso della scuola secondaria di primo e secondo grado, deve ospitare attività didattiche che sono ben caratterizzate e definite per tipi di scuole e di insegnamento, e che possono essere poste in correlazione sia per particolari esigenze didattiche, riguardanti singole operazioni, nell'ambito di singole attività, sia per esigenze di coordinamento tra e attività stesse. Tali attività sono:

- attività scientifiche;

- attività tecniche;

- attività artistiche;

cui corrispondono altrettanti spazi che, a seconda dei tipi di scuola, possono essere in correlazione tra loro o subire specializzazioni per le singole attività. Inoltre gli spazi destinati all'insegnamento specializzato per ogni tipo scuola debbono:

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3.3. Caratteristiche degli spazi relativi a laboratori e officine

Nelle scuole secondarie di secondo grado, le caratteristiche dei laboratori o delle officine, qualora

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3.4. Caratteristiche degli spazi relativi alla comunicazione, alla informazione e alle attività parascolastiche e integrative

3.4.0. Generalità.

Questi spazi comprendono, come nuclei fondamentali, la biblioteca e l'auditorio, in cui tutte le attività della scuola sia didattiche o parascolastiche, sia associative, trovano un momento di sintesi globale. Essi, inoltre, pur garantendo lo svolgimento delle specifiche funzioni, debbono essere tali da integrarsi, visivamente e spazialmente, con tutto l'organismo scolastico.

3.4.1. Nella scuola elementare.

Gli spazi per la comunicazione e l'informazione non assumono carattere specializzato, ma si configurano:

I) in uno spazio per le attività collettive di vario tipo, quali ginnastica ritmica, musica corale, attività ludiche in genere, ecc. e deve, pertanto essere flessibile per adattarsi a tali esigenze, ed essere collegato, anche visivamente, con il resto della scuola, in modo da poter essere usato insieme ad altri spazi più specificamente didattici;

II) in un ambiente attrezzato a biblioteca, riservato a i insegnanti.

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3.5. Caratteristiche degli spazi per l'educazione fisica e sportiva e per il servizio sanitario

3.5.0. Generalità.

Tale categoria di spazi dovrà presentare caratteristiche e requisiti strettamente correlati al livello scolastico per cui vengono realizzate, anche al fine di evitare sottoutilizzazioni.

In tal senso si prevedono tre tipi di palestre.

3.5.1. Palestre.

tipo A1 -unità da 200 m² più i relativi servizi per scuole elementari da 10 a 25 classi, per scuole medie da 6 a 20 classi, per scuole secondarie da 10 a 14 classi.

tipo A2 - due unità da 200 m² più i relativi servizi per scuole medie da 21 a 24 classi per scuole secondarie da 15 a 23 classi.

tipo B1 - palestre regolamentari da 600 m² più i relativi servizi, aperte anche alla comunità extra-scolastica, per scuole secondarie di secondo grado (da 24 a 60 classi) (divisibili in tre settori ma utilizzabile da non più di due squadre contemporaneamente).

tipo B2 - palestre come le precedenti con incremento di 150 m² per spazio per il pubblico e relativi servizi igienici.

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3.6. Caratteristiche degli spazi per la mensa

3.6.1. La mensa dovrà svolgersi in uno spazio dimensionato in funzione del numero dei commensali, calcolato tenendo presente che i pasti potranno essere consumati in più turni, convenientemente compresi nel tempo disponibile e che la sua dimensione, compresi i relativi servizi, non dovrà superare i 375 m².

É possibile, considerando l'eventuale concentramento di più scuole, prevedere un unico servizio di mensa; in questo caso

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3.7. Caratteristiche degli spazi per l'amministrazione

3.7.1. Il nucleo per la direzione e l'amministrazione della scuola, presente nelle scuole elementari, quando vi sia direzione didattica, ed in ogni scuola secondaria, dovrà

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3.8. Caratteristiche degli spazi per la distribuzione

3.8.0. Generalità.

In ogni tipo di scuola gli spazi per la distribuzione dovranno assumere la funzione sia di collegamento tra tutti quegli spazi e locali dell'edificio che, per la loro attività, non possono essere interdipendenti nei riguardi dell'accesso, che di tessuto connettivo e interattivo, visivo e spaziale, di tutto l'organismo architettonico (ad esempio: con l'affaccio continuo verso gli spazi posti a diverso livello, con l'integrazione di parti dell'organismo, con il considerare la scala non solamente come mezzo per passare da un piano

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3.9. Caratteristiche degli spazi per i servizi igienico-sanitari e per gli spogliatoi

3.9.1. Servizi igienico-sanitari. Essi debbono avere le seguenti caratteristiche.

I) il numero di vasi per gli alunni dovrà essere di 3 per ogni sezione per le scuole materne e di 1 per classe per gli altri tipi di scuole, oltre alcuni vasi supplementari per servire gli spazi lontani dalle aule. Il locale che contiene le latrine e le antilatrine deve essere illuminato ed aerato direttamente. Possono essere installati efficienti impianti di aerazione e ventilazione in sostituzione della aerazione diretta nell'antilatrina;

II) le latrine debbono:

- essere separate per sesso, salvo che per la scuola materna;

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4. NORME RELATIVE ALL'ARREDAMENTO ED ALLE ATTREZZATURE
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4.0. Generalità

4.0.1. Tutti i locali o spazi della scuola dovranno essere dotati:

I) dell'arredamento e delle attrezzature necessarie ed indispensabili per assicurare lo svolgimento delle attività didattiche (ai livelli di informazione, ricerca, progetto, comunicazione e verifica) e delle attività integrative o parascolastiche previste dai vari tipi di scuola;

II) delle attrezzature per l'educazione fisica;

III) dei sussidi audiovisivi.

4.0.2. Le caratteristiche (tipo, forma e dimensioni) degli oggetti che costituiscono l'arredamento

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4.1. Caratteristiche degli arredi

4.1.1. Arredamento dell'unità pedagogica.

Per quanto riguarda l'arredamento necessario all'unità pedagogica negli spazi per insegnamenti non specializzati (aule normali) delle scuole elementa

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5. Norme relative alle condizioni di abitabilità
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5.0. Generalità

5.0.1. Ogni edificio scolastico nel suo complesso ed in ogni suo spazio o locale deve essere tale da offrire a coloro che lo occupano condizioni di abitabilità soddisfacenti per tutto il periodo di durata e di uso, malgrado gli agenti esterni normali; queste condizioni di abitabilità debbono garantire, inoltre, lo espletamento di alcune funzioni in caso di agenti esterni anormali.

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5.1. Condizioni acustiche

Criteri di valutazione dei requisiti acustici dell'edilizia scolastica


5.1.1. Introduzione.

I) Si adottano i criteri generali, i metodi di misura e i criteri di valutazione dei risultati indicati nelle norme di carattere generale di cui alla circolare 30 aprile 1966 n. 1769 parte 1ª del Servizio tecnico Centrale del Ministero dei lavori pubblici, salvo alcune prescrizioni riguardanti la particolare destinazione dell'edificio.

II) Si dovranno eseguire misure in opera e in laboratorio, al fine di verificare i requisiti richiesti.

III) Le misure in opera devono essere eseguite su tutti i tipi di spazi adibiti ad uso didattico presentanti caratteristiche diverse.

Le determinazioni di isolamento acustico dovranno essere eseguite fra ambienti ad uso didattico adiacenti e sovrastanti, aventi normale o particolare destinazione, anche a titolo saltuario (come ad esempio aule speciali, officine, laboratori, ecc.).

Le determinazioni devono essere eseguite in aule complete di rivestimento assorbente, col normale arredamento scolastico: non oltre due persone debbono essere presenti nelle aule durante l'esecuzione delle misure.

IV) I limiti di isolamento sono fissati essenzialmente tenendo conto dei requisiti minimi richiesti per scuole o aule d'insegnamento generale.

Per scuole o aule di determinato tipo e ubicazione o destinate a insegnamento particolare (sale di musica, ecc.) possono essere richiesti valori più elevati dell'isolamento acustico.

V) Possono essere richiesti particolari requisiti per ambienti in rapporto alla loro specifica funzione come ad esempio: auditori, sale di musica, sale di spettacolo.

VI) Il tempo di riverberazione nelle aule arredate non deve superare i limiti prescritti dalle presenti norme.

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5.2. Condizioni dell'illuminazione e del colore

5.2.1. Introduzione.

L'illuminazione naturale e artificiale degli spazi e dei locali della scuola deve essere tale da assicurare agli alunni il massimo del conforto visivo; pertanto deve avere i seguenti requisiti:

I) livello d'illuminazione adeguato;

II) equilibrio delle luminanze;

III) protezione dai fenomeni di abbagliamento;

IV) prevalenza della componente diretta su quella diffusa soprattutto nel caso di illuminazione artificiale.

5.2.2. Livello di illuminamento ed equilibrio di luminanze.


I valori minimi dei livelli di illuminamento naturale ed artificiale sono esposti nella seguente tabella:


-------------------------------------------------------------------

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5.3. Condizioni termoigrometriche e purezza dell'aria

5.3.1. I fatti o i fenomeni presi in considerazione che influiscono sull'abitabilità e confortabilità dell'ambiente, devono rispondere ai requisiti che riguardano:

I) l'equilibrio e la conservazione dei fattori fisici dai quali dipende il benessere termoigrometrico;

Il) la conservazione della purezza chimica e microbiologica dell'aria.

5.3.2. Nel periodo invernale i requisiti di abitabilità, per un ambiente realizzato con pareti perimetrali che soddisfano ai requisiti riportati nelle presenti norme, si ottengono soltanto se l'ambiente stesso è provvisto di impianto di riscaldamento.

5.3.3. Grandezze considerate, termini, simboli, definizioni, unità di misura.

I termini, i simboli, le definizioni, le unità di misura delle grandezze anzidette e delle altre comunque richiamate nelle presenti norme sono riassunti nella seguente tabella:


-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------



Unità


Termine

Simbolo

di misura

Definizione

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Trasmittanza

H

Cal/m²h°C

Quantità di calore che, nella unità di tempo espressa in ore, passa dall'aria di un ambiente a quella dell'ambiente attiguo attraverso un elemento di parete di area pari a 1 m² quando le temperature medie delle due masse di aria differiscono di un grado centigrado.

Massa media

M

Kg/m²

Massa media per unità di superficie frontale della chiusura opaca

Coefficiente di ricambio

=

h-1

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5.4. Condizioni di sicurezza

5.4.1. Le condizioni di sicurezza riguardano principalmente:

I) la stabilità degli edifici in condizioni normali o eccezionali (terremoti, alluvioni, ecc.);

II) la sicurezza degli impianti, sia nell'uso che nella gestione;

III) la difesa dagli agenti atmosferici:

IV) la difesa dai fulmini;

V) la difesa dagli incendi;

VI) la difesa microbiologica.

5.4.2. Per quanto concerne la stabilità dovrà essere osservato quanto segue: nella redazione del progetto e dei calcoli di dimensionamento delle strutture, eseguita secondo i principi della scienza delle costruzioni e nella esecuzione dei lavori, ci si dovrà attenere rigorosamente

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5.5. Condizioni d'uso

Le condizioni di abitabilità debbono essere raggiunte e conservate, compatibilmente con le esigenze da assolvere, con manovre semplici per il funzionamento di apparecchi, per la apertura o chiusura di finestre, p

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5.6.

É da raccomandarsi che il dimensionamento degli edifici e le relative aree da occupare siano d

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5.7. Norme finali e transitorie.

Le norme di cui sopra, mentre per i progetti in corso di esecuzione, o già approvati, o in fase inoltrata di approvazione e per gli ampliamenti, adattamenti, completamenti di edifici gi&a

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