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Ultimo aggiornamento
15/01/2019

Riduzione delle emissioni nazionali di inquinanti atmosferici

Premessa e quadro normativo - Sostanze inquinanti e limiti di emissione - Flessibilità - Programmi nazionali di controllo dell'inquinamento atmosferico - Altre disposizioni previste dalla Direttiva (UE) 2016/2284 - Attuazione della Direttiva e abrogazione della disciplina precedente.
A cura di:
  • Angela Perazzolo
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PREMESSA E QUADRO NORMATIVO

Con la Direttiva 14/12/2016, n. 2284 (Direttiva NEC - “National Emission Ceiling”), volta a ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici, sono state stabilite le percentuali di riduzione delle emissioni nazionali dal 2020 al 2029 e a partire dal 2030. Tale Direttiva ha l’obiettivo di stabilire livelli di qualità dell'aria che non comportino significativi rischi e impatti negativi per la salute umana e l'ambiente e di allineare la normativa UE agli impegni internazionali derivanti dalla revisione del protocollo di Göteborg avvenuta nel 2012.

Viene pertanto rivisto il regime dei limiti di emissione nazionali istituito in precedenza dalla Direttiva 2001/81/CE, recepita in Italia dal D. Leg.vo 21/05/2004, n. 171. Quest'ultimo Decreto è stato abrogato dal D. Leg.vo n. 81/2018 che ha recepito la Direttiva n. 2016/2284. Con D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 26/11/2018 (pubblicato nella G.U. 15/12/2018, n. 291) sono stati infine stabiliti i siti e i criteri per l’esecuzione del monitoraggio degli impatti dell’inquinamento atmosferico (v. infra).


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SOSTANZE INQUINANTI E LIMITI DI EMISSIONE

La Direttiva (UE) 2016/2284/UE stabilisce limiti nazionali per le emissioni dei seguenti inquinanti:

- biossido di zolfo (SO2);

- ossidi di azoto (NOx);

- composti organici volatili non metanici (COVNM);

- ammoniaca (NH3);

- particolato fine (PM2,5).

Per ciascun inquinante i limiti di emissione sono riportati nell’allegato II alla Direttiva (tabelle A e B). I limiti sono fissati per gli anni dal 2020 al 2029 conformemente agli impegni nazionali di riduzione delle emissioni che derivano dalla versione rivista del protocollo di Göteborg, e dal 2030 in poi con percentuali di riduzione più alte.

Le percentuali riferite all’Italia sono indicate nella seguente tabella.


Sostanza inquinante

Riduzione delle emissioni rispetto al 2005

Per qualsiasi anno
dal 2020 al 2029

Per qualsiasi anno
a partire dal 2030

Biossido di zolfo (SO2)

35%

71%

Ossidi di azoto (NOx)

40%

65%

Composti organici volatili non metanici (COVNM)

35%

46%

Ammoniaca (NH3)

5%

16%

Particolato fine (PM2,5)

10%

40%


Per ogni Stato membro saranno individuati livelli indicativi di emissione per il 2025 che saranno stabiliti sulla base di una traiettoria lineare verso i limiti di emissione applicabili a partire dal 2030. Gli Stati membri avranno tuttavia la possibilità, a determinate condizioni, di seguire una traiettoria non lineare, se risulta economicamente o tecnicamente più efficiente.


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FLESSIBILITÀ

La Direttiva prevede, in determinate circostanze e a determinate condizioni, dei margini di flessibilità del rispetto dei limiti di emissione. Ed infatti lo Stato membro che, in un dato anno, a causa di un inverno eccezionalmente rigido o di un'estate eccezionalmente secca, non può rispettare i suoi impegni di riduzione delle emissioni, può adempiere a tali impegni calcolando la media delle sue emissioni nazionali annuali per l'anno in questione, l'anno precedente e l'anno successivo, a condizione che tale media non superi il livello delle emissioni nazionali annuali determinate nell'impegno di riduzione.


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PROGRAMMI NAZIONALI DI CONTROLLO DELL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO

Al fine di limitare le loro emissioni antropogeniche N1 annue e di contribuire a raggiungere gli obiettivi della Direttiva, gli Stati membri devono elaborare ed attuare un Programma nazionale di controllo dell'inquinamento nel quale, tra l’altro:

- valutano in che misura le fonti di emissione nazionali possono esercitare un impatto sulla qualità dell'aria nel loro territorio e negli Stati membri limitrofi;

- tengono conto della necessità di ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici per conseguire gli obiettivi di qualità dell'aria nei loro territori e, se del caso, negli Stati membri limitrofi;

- includono le misure obbligatorie e opzionali di riduzione delle emissioni o le misure aventi un effetto equivalente di mitigazione.

Il Programma deve essere aggiornato almeno ogni quattro anni e trasmesso alla Commissione europea N2 che lo esamina e, a sua volta, trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione in merito ai progressi compiuti nell’attuazione della Direttiva (articoli 10 e 11, Direttiva 2016/2284/UE).


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ALTRE DISPOSIZIONI PREVISTE DALLA DIRETTIVA (UE) 2016/2284

Infine sono previste norme sull’elaborazione e aggiornamento degli inventari nazionali delle emissioni per gli inquinanti, sulle proiezioni nazionali, nonché sulle relative relazioni di inventario, sul monitoraggio degli impatti dell’inquinamento atmosferico, sull’accesso e pubblicazione delle informazioni.


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ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA E ABROGAZIONE DELLA DISCIPLINA PRECEDENTE

La Direttiva 14/12/2016, n. 2284 è stata attuata dal D. Leg.vo 30/05/2018, n. 81. Tale Decreto ha abrogato il D. Leg.vo 21/05/2004, n. 171 che aveva recepito la precedente Direttiva 2001/81/CE in materia, a sua volta abrogata dalla Direttiva n. 2016/2284/UE. Peraltro, in conformità a quanto previsto da quest'ultima, il Decreto ha stabilito che resta ferma fino al 31/12/2019, l’applicazione dei limiti nazionali di emissione previsti dall’articolo 1 e dall’allegato I del D. Leg.vo n. 171 del 2004. Infine, ai sensi dell’art. 7, comma 3, del D. Leg.vo 30/05/2018, n. 81, è stato emanato il D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 26/11/2018 con il quale sono stati stabiliti i siti e i criteri per l’esecuzione del monitoraggio degli impatti dell’inquinamento atmosferico, inclusa l’individuazione degli indicatori e le frequenze e le modalità di rilevazione e comunicazione dei dati. Inoltre il Decreto stabilisce le date entro le quali le Autorità responsabili della gestione dei siti della rete di monitoraggio devono trasmettere i relativi dati al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e fornisce il formato da utilizzare per la loro trasmissione.


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