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Ultimo aggiornamento
24/03/2020

Le detrazioni fiscali per interventi di risparmio energetico (c.d. “Ecobonus”)

ASPETTI GENERALI E NORMATIVA DI RIFERIMENTO (Norme legislative; Decreti attuativi concernenti i requisiti tecnici; Altri aspetti generali) - TIPOLOGIE DI INTERVENTI AMMESSI E REQUISITI (Interventi di riqualificazione globale di edifici esistenti; Interventi sull’involucro edilizio e schermature solari; Installazione di pannelli solari; Interventi di tipo impiantistico; Interventi su parti comuni di edifici) - ASSETTO AGGIORNATO, RIEPILOGO IMPORTI E PERCENTUALI (Proroghe e modifiche introdotte con la Legge di bilancio 2020Tabelle riepilogative aggiornate; Chiarimenti sul limite di detrazione) - SOGGETTI BENEFICIARI (Soggetti ammessi; Titoli validi di possesso o detenzione dell’immobile; Trasferimenti dell’immobile e altri chiarimenti vari) - EDIFICI INTERESSATI (Tipologia e destinazione d’uso degli edifici agevolabili; Presenza, anche parziale, di impianto di riscaldamento; Intervento di demolizione e ricostruzione; Intervento di ristrutturazione con ampliamento parziale, Piano casa; Riepilogo casistica interventi di demolizione e ricostruzione e/o ampliamento; Immobili strumentali e immobili “merce” delle imprese) - DOCUMENTAZIONE TECNICA E ADEMPIMENTI (Adempimenti preventivi; Asseverazione da parte di un tecnico abilitato o del direttore dei lavori; Attestato di prestazione energetica (APE); Scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati; Tabella riepilogativa della documentazione tecnica richiesta; Modalità di pagamento delle spese e fatturazione; Adempimenti nei confronti dell’Agenzia delle entrate) -CESSIONE DEL CREDITO - ALIQUOTE IVA SUGLI INTERVENTI - GUIDE, APPROFONDIMENTI E ALTRE RISORSE (Sito web ENEA per l’inoltro della documentazione; Vademecum ENEA per i vari tipi di interventi e risposte a FAQ; Guida Agenzia entrate risparmio energetico).
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica
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ASPETTI GENERALI E NORMATIVA DI RIFERIMENTO
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Norme legislative

Le agevolazioni per gli interventi finalizzati al risparmio energetico negli edifici sono state introdotte dai commi 344-347 R dell’art. 1 della L. 27/12/2006, n. 296 (Legge finanziaria del 2007), che delinea l’ambito applicativo con riguardo alla tipologia di interventi agevolabili e agli aspetti generali.

Gli interventi oggetto di agevolazione si suddividono in quattro macro-categorie:

1) Comma 344 R - Interventi di riqualificazione globale di edifici esistenti volti a conseguire un complessivo risparmio del fabbisogno di energia primaria;

2) Comma 345 R - Interventi sull’involucro edilizio (pareti, coperture, pavimenti e finestre comprensive di infissi);

3) Comma 346 R - Installazione di pannelli solari per la copertura dei fabbisogni di acqua calda;

4) Comma 347 R - Interventi su impianti di climatizzazione invernale che ne prevedano la sostituzione con caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza o impianti geotermici a bassa entalpia.


Le agevolazioni in questione - comunemente note con il nome di “Ecobonus” - erano originariamente previste per le spese sostenute nel 2007, ma sono state negli anni a seguire oggetto di numerosi interventi mirati a prorogare, ampliare, rimodulare e meglio definire il campo di applicazione. Si faccia in particolare riferimento, per l’assetto attuale, all’art. 14 del D.L. 04/06/2013, n. 63 (convertito in legge dalla L. 03/08/2013, n. 90).

Quest’ultimo reca le regole che temporaneamente sostituiscono quelle contenute nell’art. 16-bis del D.P.R. 22/12/1986, n. 917 (la lettera h del menzionato art. 13 concerne in particolare gli interventi relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici), nel quale le agevolazioni in questione sono state messe “a regime” insieme a quelle sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Il menzionato art. 16-bis del D.P.R. 917/1986 entrerà in vigore nel momento in cui la disciplina transitoria dovesse cessare, e rappresenta in ogni caso il riferimento in caso di disciplina mancante o dubbia.

Per tutto quanto non disciplinato, il comma 348 R dell’art. 1 della L. 296/2006 fa rinvio alla normativa in materia di detrazione d’imposta per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.

L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) svolge il ruolo di riferimento nazionale sul tema in oggetto, fungendo da referente tecnico nei confronti della pubblica amministrazione e dei contribuenti che intendono usufruire delle agevolazioni fiscali del c.d. “Ecobonus”.

L’ENEA ai fini di assicurare coerenza con la legislazione e la normativa vigente in materia di efficienza energetica e, limitatamente ai relativi contenuti tecnici, ha messo a disposizione e adegua costantemente un portale di riferimento, nonché la relativa modulistica per la trasmissione dei dati a cura dei soggetti beneficiari delle detrazioni in esame.


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Decreti attuativi concernenti i requisiti tecnici

Il comma 349 R ha previsto l’emanazione di un decreto attuativo, poi adottato con il D.M. 19/02/2007 R, che detta criteri e modalità per la fruizione delle detrazioni fiscali.

Ai sensi del comma 3-ter dell’art. 14 del D.L. 63/2013, si è poi previsto che con uno o più decreti interministeriali debbano essere ridefiniti i requisiti tecnici per gli interventi che beneficiano delle agevolazioni per riqualificazione energetica, ivi compresi i massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento, nonché le procedure e le modalità di esecuzione di controlli a campione, sia documentali che sul posto, eseguiti da ENEA e volti ad accertare il rispetto dei requisiti che determinano l’accesso al beneficio.

Scarica la bozza del decreto diffuso dal Mise (luglio 2018) Visualizza PDF .

In attesa dell’emanazione dei previsti decreti, si continuano ad applicare il D.M. 19/02/2007 R e successive modificazioni, il D.M. 11/03/2008 e successive modificazioni, nonché gli altri provvedimenti di tempo in tempo riferiti per le varie tipologie di interventi, come nel seguito specificato.


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Altri aspetti generali
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Tipologia di agevolazione, differenza tra detrazione e deduzione

Le agevolazioni consistono nella possibilità di usufruire di una “detrazione” fiscale.

In proposito, si chiarisce che una “detrazione” genera un importo che va a ridurre l’imposta dovuta dal contribuente.

Diversamente, una “deduzione” viene portata in diminuzione dal reddito imponibile, e opera quindi a monte dell’imposta e delle detrazioni.

Ne segue che mentre l’importo della detrazione genera un pari risparmio di imposta (salva la possibilità, qualora la detrazione sia più alta dell’imposta stessa, di accedere alla cessione del credito - si veda La cessione del credito per agevolazioni su interventi di risparmio energetico e antisismici), l’importo della deduzione genera un risparmio che è proporzionale all’aliquota di imposta da applicarsi al reddito imponibile.

Se ad esempio l’aliquota d’imposta è pari al 30%, una deduzione di 1.000 Euro genera un risparmio di 300 Euro.

Viceversa, una detrazione di 1.000 Euro genera un risparmio di 1.000 Euro a prescindere dall’aliquota d’imposta.


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Fruibilità delle detrazioni

Per tutte le tipologie di interventi, la detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo (comma 3 dell’art. 14 del D.L. 63/2013).


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Cumulabilità con altre agevolazioni

Ai sensi dell’art. 10 R del D.M. 19/02/2007, la detrazione non è cumulabile con altre agevolazioni concesse per i medesimi interventi, atteso che in molti casi gli stessi coincidono con quelli per i quali è prevista la detrazione per le spese relative agli interventi di recupero edilizio di cui all’art. 16-bis del D.P.R. 917/1986.

In considerazione della possibile sovrapposizione degli ambiti oggettivi previsti dalle due normative, il contribuente può avvalersi, per le medesime spese, soltanto dell’una o dell’altra agevolazione, rispettando gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna di esse (Circolare 31/05/2007 n. 36/E, paragrafo 8 R; Risoluzione 05/07/2007 n. 152/E).

La non cumulabilità è riferibile anche alla detrazione del 19% prevista dall’art. 15 del D.P.R. 917/1986, comma 1, lettera g), per le spese relative alla manutenzione e al restauro dei beni vincolati.


Viceversa, l’Ecobonus risulta cumulabile con gli incentivi disposti a livello comunitario nonché a livello locale da regioni, province e comuni N1.

In ogni caso, resta fermo che la cumulabilità è ammessa solamente qualora la normativa disciplinante l’incentivo locale non preveda espressamente l’incumulabilità dello stesso con detrazioni o agevolazioni fiscali attribuite per le medesime finalità e in relazione alla quota di spesa eccedente quanto già agevolato in forza dell’incentivo locale, regionale o comunitario.


La detrazione per risparmio energetico non è cumulabile infine con gli incentivi erogati per l’installazione di impianti fotovoltaici (tariffe incentivanti nell’ambito del c.d. “Conto energia”, attualmente non più previste).


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Fondo per il finanziamento degli interventi

Ai sensi del comma 3-quater dell’art. 14 del D.L. 63/2013, nell’ambito del Fondo nazionale per l’efficienza energetica viene istituita una sezione dedicata al rilascio di garanzie su operazioni di finanziamento di interventi di riqualificazione energetica.

A tal fine la dotazione del Fondo può essere integrata per il periodo 2018-2020 fino a 50 milioni di Euro annui complessivi. Sono previsti decreti interministeriali per l’individuazione di priorità, criteri, condizioni e modalità di funzionamento, di gestione e di intervento della sezione del Fondo, e le relative prime dotazioni della sezione stessa.



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TIPOLOGIE DI INTERVENTI AMMESSI E REQUISITI
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Interventi di riqualificazione globale di edifici esistenti
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Definizione

Sono gli interventi contemplati dal comma 344 R dell’art. 1 della L. 296/2006: interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che conseguano un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale non superiore ai valori limite definiti all’Allegato A R del D.M. 11/03/2008 N2.


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Requisiti

Gli interventi non sono definiti in base alla tipologia di opere, impianti o lavori da eseguire o installare, ma sulla base del risparmio energetico complessivo che gli stessi devono conseguire, facendo riferimento al fabbisogno energetico dell’intero edificio connesso ad un utilizzo standard, e non a quello delle singole porzioni immobiliari che lo compongono (vedi in proposito Circolare 18/09/2013, n. 29/E, paragrafo 1.1 R).

Può dunque essere ricompreso in questa categoria, a titolo esemplificativo e non esaustivo, qualsiasi intervento, o insieme sistematico di interventi, che complessivamente conseguano i requisiti stabiliti, quali a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo:

- interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;

- impianti di cogenerazione, allaccio alla rete di teleriscaldamento collettori solari, ecc.;

- interventi di coibentazione di strutture opache e di sostituzione di finestre comprensive di infissi.

In tale categoria pertanto possono rientrare pertanto anche interventi che altre disposizioni individuano in maniera puntuale e considerano autonomamente agevolabili (vedi in proposito Circolare 31/05/2007, n. 36/E, paragrafo 3.1 R).

In questi casi, gli interventi in oggetto potranno essere agevolati nell’ambito della categoria degli interventi di riqualificazione energetica globale (ovviamente se rispettosi dei requisiti); in questi casi, tuttavia, non sarà possibile far valere autonomamente anche le detrazioni per gli specifici lavori compresi nell’intervento più generale. Il contribuente sarà pertanto tenuto a scegliere di quale categoria di agevolazione intende fruire.

Diversamente, nel caso in cui vengano previsti anche interventi che non incidono sui fabbisogni di energia primaria, non è precluso l’accesso alle altre agevolazioni per le quali è prevista la detrazione per risparmio energetico (vedi in proposito Circolare 18/09/2013, n. 29/E, paragrafo 1.1 R).


In tale categoria viceversa non possono rientrare gli interventi di installazione di pannelli fotovoltaici, in quanto secondo l’Agenzia delle entrate gli stessi non sono finalizzati al contenimento dei consumi energetici, ma solamente alla produzione di energia “pulita” (vedi in proposito Risoluzione 20/05/2008, n. 207/E).


Ai sensi dell’art. 1 del D.M. 11/03/2008, comma 2 - qualora gli interventi includano la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti alimentati da biomasse combustibili, e l’intervento ricada in zone climatiche C, D, E e F - oltre ai requisiti complessivi di prestazione energetica sopra menzionati e ai requisiti tecnico-ambientali previsti per le caldaie a biomassa (si veda in proposito la scheda riepilogativa dei requisiti tecnici per le caldaie a biomassa elaborata dall’ENEA Visualizza PDF ), deve essere garantito che le chiusure apribili e assimilabili che delimitano l’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati (quali porte, finestre e vetrine anche se non apribili, comprensive degli infissi, considerando le parti trasparenti e/o opache che le compongono), rispettino i valori di trasmittanza riportati nella Tabella 4.a del punto 4 dell’Allegato C R al D. Leg.vo 192/2005, riprodotta qui di seguito.


Valori limite della trasmittanza termica U delle chiusure trasparenti comprensive degli infissi espressa in W/m²K


ZONA CLIMATICA

DAL 01/01/2006

DAL 01/01/2008

DAL 01/01/2010

A

5,5

5,0

4,6

B

4,0

3,6

3,0

C

3,3

3,0

2,6

D

3,1

2,8

2,4

E

2,8

2,4

2,2

F

2,4

2,2

2,0


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Percentuali e importi

Per questi interventi, è prevista una detrazione del 65% delle spese, fino a un massimo della detrazione di 100.000 Euro (fino al 05/06/2013 era il 55%).

Si veda per dettagli il paragrafo con il riepilogo degli importi e delle percentuali, nonché i chiarimenti sul concetto di “detrazione”.


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Altre spese detraibili

Per questi interventi, sono detraibili anche le spese sostenute per:

- opere provvisionali ed accessorie strettamente funzionali alla realizzazione degli interventi, quali ad esempio ponteggi, nuove soglie o davanzali, rifacimento intonaci ecc.;

- prestazioni professionali necessarie alla progettazione e realizzazione degli interventi nonché per la redazione della documentazione tecnica, compreso l’APE (si veda più avanti).

Si vedano in proposito il comma 1, art. 3 R del D.M. 19/02/2007, nonché gli approfondimenti tecnici riportati al paragrafo successivo.


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Approfondimenti tecnici

Per approfondire vedi le seguenti schede riepilogative dei requisiti tecnici richiesti e della documentazione da approntare predisposti dall’ENEA:

- Interventi di riqualificazione energetica globale Visualizza PDF

- Caldaie a biomassa Visualizza PDF


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Interventi sull’involucro edilizio e schermature solari
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Definizione

Sono gli interventi contemplati dal comma 345 R dell’art. 1 della L. 296/2006: interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali (pareti, generalmente esterne), strutture opache orizzontali (coperture, solai e pavimenti), finestre comprensive di infissi, a condizione venga conseguito un risparmio energetico in termini di minore calore disperso, certificato dal rispetto dei requisiti di trasmittanza termica definiti all’Allegato B R del D.M. 11/03/2008 N2.

In questo gruppo di interventi rientrano anche:

- la sostituzione dei portoni d’ingresso, a condizione che si tratti di serramenti che delimitano l’involucro riscaldato dell’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati (vedi in proposito Circolare 23/04/2010, n. 21/E, risposta 3.2 R);

- la sostituzione del pavimento in legno posato al piano terra (c.d. “pavimento contro terra”, vedi in proposito Risoluzione 25/06/2012, n. 71/E)

- dal 2015, l’acquisto e la posa in opera di schermature solari e/o chiusure tecniche mobili oscuranti montate in modo solidale all’involucro edilizio o ai suoi componenti e installati all’interno, all’esterno o integrati alla superficie finestrata.


Si veda anche quanto indicato più avanti in merito alle detrazioni maggiorate per interventi sull’involucro edilizio di parti comuni di edifici condominiali introdotte dal 2017, nonché in merito alle detrazioni ulteriormente rinforzate introdotte dal 2018 qualora con i suddetti interventi sia prevista anche una contestuale adozione di misure antisismiche.


L’installazione di una serra bioclimatica è un intervento non agevolato dalle detrazioni per l’Ecobonus, dal momento che detti interventi riguardano, con l’eccezione delle schermature solari, gli elementi strutturali dell’involucro edilizio che racchiude gli ambienti riscaldati. Non vi rientra pertanto la serra bioclimatica, che delimita invece un ambiente freddo.

La serra bioclimatica, inoltre, non è assimilabile alle schermature solari, per le quali è richiesto che esse siano “mobili” e le serre solari non lo sono, ed inoltre per i serramenti è ammesso l’intervento di “sostituzione” e non la nuova installazione.


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Requisiti

I requisiti da rispettare sono dunque i seguenti:

- l’intervento deve configurarsi come coibentazione di strutture già esistenti (e non come nuova realizzazione in ampliamento), oppure come sostituzione di elementi già esistenti e/o di sue parti (e non come nuova installazione);

- l’elemento edilizio oggetto di intervento deve delimitare un volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati;

- l’intervento deve assicurare il conseguimento di un valore di trasmittanza termica inferiore a quelli definiti nella Tabella 2 dell’Allegato B R del D.M. 11/03/2008 N2 (come sostituito dalla Tabella 2 introdotta dall’art. 1 del D.M. 26/01/2010).

Quanto in particolare alle schermature solari e alle chiusure oscuranti:

- è agevolabile l’installazione di sistemi di schermatura rispettosi delle normative tecniche indicate nell’Allegato M R al D. Leg.vo 311/2006 N3, riportate nella tabella seguente;


NORMA

OGGETTO

UNI EN 13561

Tende esterne requisiti prestazionali compresa la sicurezza (in obbligatorietà della marcatura CE)

UNI EN 13659

Chiusure oscuranti requisiti prestazionali compresa la sicurezza (in obbligatorietà della marcatura CE)

UNI EN 14501

Benessere termico e visivo caratteristiche prestazioni e classificazione

UNI EN 13363.01

Dispositivi di protezione solare in combinazione con vetrate; calcolo della trasmittanza totale e luminosa, metodo di calcolo semplificato

UNI EN 13363.02

Dispositivi di protezione solare in combinazione con vetrate; calcolo della trasmittanza totale e luminosa, metodo di calcolo dettagliato


- devono possedere una marcatura CE, se prevista;

- devono essere applicate in modo solidale con l’involucro edilizio e non liberamente montabili e smontabili dall’utente;

- devono essere a protezione di una superficie vetrata;

- possono essere installate all’interno, all’esterno o integrate alla superficie vetrata;

- devono essere mobili;

- devono essere schermature “tecniche”;

- le chiusure oscuranti possono essere in combinazioni con vetrate o autonome (aggettanti);

- per le chiusure oscuranti sono ammessi tutti gli orientamenti, mentre per le schermature solari vengono escluse quelle con orientamento Nord;

- devono rispettare le leggi e normative nazionali e locali in tema di sicurezza e di efficienza energetica.


Poiché il beneficio è teso ad agevolare gli interventi da cui consegua un risparmio energetico, non è agevolabile la semplice sostituzione degli infissi o il rifacimento delle pareti, qualora questi siano originariamente già conformi agli indici di trasmittanza termica richiesti, ma viceversa è da ritenersi agevolabile, se a seguito dei lavori tali indici si riducono ulteriormente (vedi in proposito Circolare 31/05/2007, n. 36/E, paragrafo 3.2 R).


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Percentuali e importi

Per questi interventi, è prevista una detrazione del 65% delle spese, fino a un massimo della detrazione di 60.000 Euro (fino al 05/06/2013 era il 55%).

Dal 2018 la percentuale è stata ridotta al 50%, con il medesimo massimale di 60.000 Euro, per gli interventi di sostituzione di serramenti e infissi e per l’installazione di schermature solari (fino al 2017 era il 65%).

Si veda per dettagli il paragrafo con il riepilogo degli importi e delle percentuali, nonché i chiarimenti sul concetto di “detrazione”.


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Spese detraibili

In relazione a questi interventi, sono detraibili, a titolo esemplificativo, le spese sostenute per:

- fornitura e posa in opera di materiale coibente;

- fornitura e posa in opera di materiali ordinari;

- demolizione e ricostruzione dell’elemento costruttivo;

- opere provvisionali ed accessorie strettamente funzionali alla realizzazione degli interventi, quali ad esempio ponteggi, nuove soglie o davanzali, rifacimento intonaci ecc.;

- prestazioni professionali necessarie alla progettazione e realizzazione degli interventi nonché per la redazione della documentazione tecnica, compreso l’APE (si veda più avanti);

- fornitura e posa in opera di una nuova finestra comprensiva di infisso o di una porta d’ingresso;

- integrazioni e sostituzioni dei componenti vetrati;

- fornitura e posa in opera di scuri, persiane, avvolgibili, cassonetti (se solidali con l’infisso) e suoi elementi accessori, purché tale sostituzione avvenga simultaneamente a quella degli infissi (o del solo vetro) N4;

- fornitura e posa in opera di sistemi di schermatura solare e/o chiusure tecniche oscuranti;

- eventuale smontaggio e dismissione di analoghi sistemi preesistenti.

Si vedano in proposito il comma 1, art. 3 R del D.M. 19/02/2007, nonché gli approfondimenti tecnici riportati al paragrafo successivo.


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Approfondimenti tecnici

Per approfondire vedi le seguenti schede riepilogative dei requisiti tecnici richiesti e della documentazione da approntare predisposti dall’ENEA:

- Coibentazione di strutture opache orizzontali o verticali Visualizza PDF

- Sostituzione di serramenti e infissi Visualizza PDF

- Schermature solari Visualizza PDF


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Installazione di pannelli solari
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Definizione

Sono gli interventi contemplati dal comma 346 R dell’art. 1 della L. 296/2006: installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università (in pratica, possono accedere alla detrazione tutte le strutture che svolgono attività e servizi in cui è richiesta la produzione di acqua calda).


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Requisiti

Quanto ai requisiti tecnici, ai sensi dell’art. 8 R del D.M. 19/02/2007, i pannelli solari devono presentare una certificazione di qualità conforme alle norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976, rilasciata da un laboratorio accreditato N5.

Inoltre:

- non sono ammessi alla detrazione i pannelli solari per i quali siano prodotte certificazioni di qualità diverse da quelle espressamente sopra indicate (vedi in proposito Risoluzione 11/09/2007, n. 244/E);

- il termine minimo di garanzia dei pannelli solari è fissato in 5 anni per pannelli e bollitori e in 2 anni per gli accessori e i componenti tecnici (vedi in proposito Circolare 31/05/2007, n. 36/E, paragrafo 3.3 R).

L’art. 8 R del D.M. 19/02/2007 fornisce anche indicazioni in merito ai pannelli solari autocostruiti.


Sono assimilabili ai pannelli solari i sistemi termodinamici a concentrazione solare utilizzati per la produzione di acqua calda oppure per la produzione di acqua calda ed energia elettrica, in quanto tali sistemi sono assimilabili ai pannelli solari.

Tuttavia (vedi in proposito Risoluzione 07/02/2011, n. 12/E):

- se il sistema è adibito alla sola produzione di acqua calda, le spese sono ammesse interamente alla detrazione;

- se invece si installa un sistema termodinamico finalizzato alla produzione combinata di energia elettrica e di energia termica, possono essere oggetto di detrazione le spese sostenute per la sola parte riferibile alla produzione di energia termica, calcolata in misura percentuale sulla base del rapporto tra l’energia termica prodotta e quella complessivamente sviluppata dall’impianto.

Per quanto riguarda la certificazione di qualità di un sistema termodinamico (che come visto è richiesta ai fini della detrazione ai sensi dell’art. 8 R del D.M. 19/02/2007), è applicabile la normativa vigente prevista per i collettori solari (EN 12975).


Non beneficia invece della detrazione - in assenza di un riferimento normativo specifico - un impianto di “solar cooling” ossia l’impianto che permette di generare acqua fredda per la climatizzazione estiva a partire dall’acqua calda prodotta da pannelli solari (vedi in proposito Risoluzione 14/07/2008, n. 299/E).


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Percentuali e importi

Per questi interventi, è prevista una detrazione del 65% delle spese, fino a un massimo della detrazione di 60.000 Euro (fino al 05/06/2013 era il 55%) N6.

Si veda per dettagli il paragrafo con il riepilogo degli importi e delle percentuali, nonché i chiarimenti sul concetto di “detrazione”.


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Spese detraibili

In relazione a questi interventi, sono detraibili, a titolo esemplificativo, le spese sostenute per:

- fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche elettriche ed elettroniche, delle opere idrauliche e murarie necessarie per la realizzazione a regola d’arte di impianti solari termici organicamente collegati alle utenze, anche in integrazione con impianti di riscaldamento;

- prestazioni professionali necessarie alla progettazione e realizzazione degli interventi nonché per la redazione della documentazione tecnica.

Si vedano in proposito il comma 1, art. 3 R del D.M. 19/02/2007, nonché gli approfondimenti tecnici riportati al paragrafo successivo.


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Approfondimenti tecnici

Per approfondire vedi le seguenti schede riepilogative dei requisiti tecnici richiesti e della documentazione da approntare predisposti dall’ENEA:

- Collettori solari Visualizza PDF


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Interventi di tipo impiantistico
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Tipologie di interventi

Sono gli interventi contemplati dal comma 347 R dell’art. 1 della L. 296/2006: sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione, con contestuale messa a punto del sistema di distribuzione.

L’agevolazione - fatto salvo il caso di installazione di generatori alimentati a biomassa - è limitata ai soli casi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale e non anche a quelli di integrazione degli stessi. Il nuovo generatore di calore a condensazione può essere ad aria o ad acqua.


Gli interventi in questione sono stati in seguito estesi:

- dal 2008, alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia, con contestuale messa a punto del sistema di distribuzione realizzato (art. 1 della L. 244/2007, comma 286 R);

- dal 2012, alla sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria (art. 1 della L. 220/2010, comma 48 R, come modificato dall’art. 4 del D.L. 201/2011, comma 4);

- dal 2015, all’acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (comma 2-bis dell’art. 14 del D.L. 63/2013, come introdotto dall’art. 1 della L. 190/2014, comma 47 R);

- dal 2016, all’installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o climatizzazione delle unità abitative volti ad aumentare la consapevolezza dei consumi energetici ed a garantire un funzionamento efficiente degli impianti (art. 1 della L. 208/2015, comma 88 R);

- dal 2018, all’acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti (comma 2, lettera b-bis, dell’art. 14 del D.L. 63/2013, come introdotta dall’art. 1 della L. 205/2017, comma 3 R);

- dal 2018, per interventi finalizzati alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi nonché per l’acquisto e la posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione (comma 1 dell’art. 14 del D.L. 63/2013, ultimo periodo, come introdotto dall’art. 1 della L. 205/2017, comma 3 R).


Viceversa - ai sensi dell’art. 1 della L. 205/2017, comma 3 R - dal 2018 sono esclusi dall’agevolazione gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A di prodotto prevista dal Regolamento UE 811/2013 R, Allegato II, Tabella 1 (efficienza energetica stagionale del riscaldamento d’ambiente ηs in % ≥ 90). Tali spese, tuttavia, potrebbero rientrare fra quelle per le quali spetta la detrazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, atteso che i predetti interventi rientrano tra quelli di manutenzione straordinaria in quanto diretti a sostituire una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento.


Si riporta di seguito un riassunto degli interventi impiantistici che possono essere oggetto di agevolazione, con i relativi requisiti tecnici da rispettare.


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Percentuali e importi

A partire dal 2018, è prevista una percentuale di detrazione, fino a un massimo della detrazione di 30.000 Euro, differenziata a seconda delle tipologie di intervento (fino al 2017 era prevista la percentuale del 65% per tutte le tipologie di interventi impiantistici - fino al 05/06/2013 era il 55%):

- caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A: detrazione del 50% delle spese, fino a un massimo della detrazione di 30.000 Euro;

- interventi di cui al punto precedente che rispettino i requisiti di cui all’ultimo periodo del comma 1 dell’art. 14 del D.L. 63/2013: detrazione del 65% delle spese, fino a un massimo della detrazione di 30.000 Euro;

- pompe di calore ad alta efficienza, impianti geotermici a bassa entalpia, scaldacqua a pompa di calore, sistemi ibridi: detrazione del 65% delle spese, fino a un massimo della detrazione di 30.000 Euro N6;

- caldaie a biomassa: detrazione del 50% delle spese, fino a un massimo della detrazione di 30.000 Euro N6;

- micro-cogeneratori: detrazione del 65% delle spese, fino a un massimo della detrazione di 100.000 Euro;

Si veda per dettagli il paragrafo con il riepilogo degli importi e delle percentuali, nonché i chiarimenti sul concetto di “detrazione”.


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Spese detraibili

In relazione a questi interventi, sono detraibili, a titolo esemplificativo, le spese sostenute per:

- smontaggio e dismissione dell’impianto di climatizzazione esistente;

- fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, delle opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione a regola d’arte dell’impianto termico esistente con un generatore a condensazione;

- spese per l’adeguamento della rete di distribuzione, dei sistemi di accumulo, dei sistemi di trattamento dell’acqua, dei dispositivi di controllo e regolazione nonché sui sistemi di emissione;

- fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature elettriche, elettroniche e meccaniche nonché delle opere elettriche e murarie necessarie per l’installazione e la messa in funzione a regola d’arte, all’interno degli edifici, di sistemi di building automation degli impianti termici degli edifici N7;

- prestazioni professionali necessarie alla progettazione e realizzazione degli interventi nonché per la redazione della documentazione tecnica.

Si vedano in proposito il comma 1, art. 3 R del D.M. 19/02/2007, nonché gli approfondimenti tecnici riportati al paragrafo successivo.


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Approfondimenti tecnici

Per approfondire vedi le seguenti schede riepilogative dei requisiti tecnici richiesti e della documentazione da approntare predisposti dall’ENEA:

- Caldaie a condensazione e generatori ad aria e condensazione Visualizza PDF

- Pompe di calore Visualizza PDF

- Caldaie a biomassa Visualizza PDF

- Sistemi ibridi Visualizza PDF

- Micro-cogeneratori Visualizza PDF

- Sistemi multimediali di controllo da remoto (building automation) Visualizza PDF


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Caldaie a condensazione e generatori ad aria e condensazione - Definizione e requisiti

Deve trattarsi di interventi di:

a) sostituzione integrale o parziale di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza energetica stagionale per il riscaldamento d’ambiente ηs ≥ 90%, pari cioè al valore minimo della classe A di prodotto prevista dal Regolamento UE 811/2013 R, Allegato II, Tabella 1;

b) sostituzione integrale o parziale di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di cui al superiore punto a) e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII della Comunicazione UE 2014/C 207/02 R;

c) sostituzione integrale o parziale di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori d’aria calda a condensazione il cui rendimento termico utile riferito al potere calorifico inferiore a carico, pari al 100% della potenza termica utile, deve essere ≥ 93 + 2 log PnN8.

Quanto ai requisiti ulteriori di questa tipologia di interventi:

- il nuovo generatore di calore a condensazione può essere ad aria o ad acqua;

- ove tecnicamente possibile, sono installate valvole termostatiche a bassa inerzia termica corredate dalla certificazione del fornitore, ovvero di altro sistema di termoregolazione per singolo ambiente, con l’esclusione degli impianti di climatizzazione invernale, progettati e realizzati con temperature medie del fluido termovettore inferiore a 45 °C N9;

- nel caso di impianto con potenza termica utile ≥ 100 kW, in aggiunta ai precedenti requisiti:

- deve essere adottato un bruciatore di tipo modulante;

- la regolazione climatica deve agire direttamente sul bruciatore;

- deve essere installata una pompa elettronica a giri variabili o sistemi assimilabili;

- il sistema di distribuzione deve essere messo a punto ed equilibrato in relazione alle portate.


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Pompe di calore e scaldacqua a pompa di calore - Definizione e requisiti

Deve trattarsi di interventi di:

a) sostituzione integrale o parziale di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza, anche con sistemi geotermici a bassa entalpia;

b) sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.

Quanto ai requisiti ulteriori di questa tipologia di interventi:

- le pompe di calore oggetto di installazione devono garantire un coefficiente di prestazione (COP/GUE) nonché - qualora l’apparecchio fornisca anche il servizio di climatizzazione estiva - un indice di efficienza energetica (EER) almeno pari ai pertinenti valori minimi, fissati nell’Allegato I R al D.M. 06/08/2009, concernente le prestazioni minime delle pompe di calore (detti valori sono ridotti del 5% qualora siano installate pompe di calore elettriche dotate di variatore di velocità, inverter);

- nel caso di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria deve essere rispettata la condizione prevista dal punto 3, lettera c), dell’Allegato 2 R al D. Leg.vo 28/2011 (Coefficiente di prestazione, COP >2,6).

Poiché la detrazione non spetta in caso di sostituzione con scaldacqua che non abbiano le caratteristiche sopra riportate, non è ammessa all’agevolazione la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a gas N10.


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Caldaie a biomassa - Definizione e requisiti

Deve trattarsi di interventi di:

a) sostituzione integrale o parziale di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a biomassa, caldaie domestiche a biomassa che riscaldano anche il locale di installazione, stufe a combustibile solido, apparecchi per il riscaldamento domestico alimentati a pellet, termo cucine, inserti a combustibile solido, apparecchi a lento rilascio di calore alimentati a combustibili solidi, bruciatori a pellet per piccole caldaie da riscaldamento;

b) nuova installazione con le medesime caratteristiche di cui sopra.

Quanto ai requisiti ulteriori di questa tipologia di interventi, gli impianti devono possedere:

- un rendimento utile nominale minimo non inferiore all’85% (punto 1 dell’Allegato 2 R al D. Leg.vo 28/2011);

- la certificazione ambientale di cui al D.M. 07/11/2017 n. 186;

- la conformità alle norme UNI EN ISO 17225-2 per il pellet, UNI EN ISO 17225-4 per il cippato e UNI EN ISO 17225-5 per la legna.

Data la definizione di “impianto termico” fornita dall’art. 2 del D. Leg.vo 192/2005 (comma 1, lettera l-tricies), secondo l’ENEA il generatore di calore dell’impianto a biomassa deve appartenere a una delle categorie riportate nella seguente tabella.


TIPOLOGIA

NORMA DI RIFERIMENTO

Caldaie a biomassa < 500kW

UNI EN 303-5

Caldaie a biomassa ≥ 500kW

=

Caldaie domestiche a biomassa, che riscaldano anche il locale di installazione < 50kW

UNI EN 12809

Stufe a combustibile solido

UNI EN 13240

Apparecchi per il riscaldamento domestico alimentati a pellet < 50kW

UNI EN 14785

Termo cucine

UNI EN 12815

Inserti a combustibile solido

UNI EN 13229

Apparecchi a lento rilascio di calore alimentati a combustibili solidi

UNI EN 15250

Bruciatori a pellet per piccole caldaie da riscaldamento

UNI EN 15270


3182697 6252142
Sistemi ibridi - Definizione e requisiti

Deve trattarsi di interventi di:

a) sostituzione integrale o parziale di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro.

Quanto ai requisiti ulteriori di questa tipologia di interventi:

- il rapporto tra la potenza termica utile nominale della pompa di calore e la potenza termica utile nominale della caldaia deve essere ≤ 0,5 (Allegato I R al D.M. 16/02/2016);

- le pompe di calore oggetto di installazione devono garantire un coefficiente di prestazione (COP) almeno pari ai pertinenti valori minimi, fissati nell’Allegato I R al D.M. 06/08/2009, concernente le prestazioni minime delle pompe di calore (detti valori sono ridotti del 5% qualora siano installate pompe di calore elettriche dotate di variatore di velocità, inverter);

- la caldaia deve essere del tipo a condensazione ed avere rendimento termico utile, a carico pari al 100% della potenza termica utile nominale ≥ 93 + 2 log PnN8;

- ove tecnicamente possibile, sono installate valvole termostatiche a bassa inerzia termica corredate dalla certificazione del fornitore, ovvero di altro sistema di termoregolazione per singolo ambiente, con l’esclusione degli impianti di climatizzazione invernale, progettati e realizzati con temperature medie del fluido termovettore inferiore a 45 °C N9;

- per impianti di potenza utile della caldaia ≥ 100 kW il sistema di distribuzione è messo a punto ed equilibrato in relazione alle portate.


3182697 6252143
Micro-cogeneratori - Definizione e requisiti

Deve trattarsi di interventi di:

a) acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti che conducano a un risparmio di energia primaria (PES, come definito all’Allegato III R del D.M. 04/08/2011) ≥ 20%.

Quanto ai requisiti ulteriori di questa tipologia di interventi:

- tutta l’energia termica prodotta deve essere utilizzata per soddisfare la richiesta termica per la climatizzazione degli ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria;

- per impianti di potenza termica utile complessiva > 100 kW, il sistema di distribuzione, è messo a punto ed equilibrato in relazione alle portate;

- per la realizzazione, la connessione alle rete elettrica e l’esercizio degli impianti di micro-cogenerazione si fa riferimento al D.M. 16/03/2017 (vedi anche Impianti alimentati da fonti rinnovabili: regime e procedure autorizzative).


3182697 6252144
Sistemi multimediali di controllo da remoto (building automation) - Definizione e requisiti

Deve trattarsi di interventi di:

a) installazione e messa in opera di sistemi di building automation, che consentano la gestione automatica personalizzata degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda sanitaria o di climatizzazione estiva, compreso il loro controllo da remoto attraverso canali multimediali.

Quanto ai requisiti ulteriori di questa tipologia di interventi, i dispositivi installati devono:

- mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati;

- mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti;

- consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto.

Si tenga conto che la detrazione compete anche nell’ipotesi in cui l’acquisto, l’installazione e la messa in opera dei dispositivi multimediali siano effettuati successivamente o anche in assenza di interventi di riqualificazione energetica (si veda in proposito la Circolare 18/05/2016 n. 20/E, paragrafo 8).


3182697 6252145
Dispositivi di termoregolazione e contabilizzazione del calore

Tra le spese ammesse a fruire della detrazione rientrano anche quelle per l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per misurare il consumo di calore in corrispondenza di ciascun radiatore posto all’interno delle unità immobiliari, purché effettuati in concomitanza con la sostituzione, integrale o parziale, degli impianti di climatizzazione invernale agevolabili N11.


3182697 6252146
Trasformazione di impianti autonomi in centralizzati

Sono agevolabili, purché rispondenti alle caratteristiche tecniche previste:

- gli interventi finalizzati alla trasformazione degli impianti individuali autonomi in impianti di climatizzazione invernale centralizzati con contabilizzazione del calore;

- gli interventi finalizzati alla trasformazione degli impianti centralizzati per rendere applicabile la contabilizzazione del calore.

Viceversa è esclusa la trasformazione dell’impianto di climatizzazione invernale da centralizzato a individuale o autonomo (vedi in proposito Circolare 31/05/2007, n. 36/E, paragrafo 3.4 R).


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Interventi su parti comuni di edifici
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Interventi di riqualificazione energetica su parti comuni di edifici condominiali esistenti

A partire dal 2017 - ai sensi dell’art. 14 del D.L. 63/2013, comma 2-quater, come introdotto dall’art. 1 della L. 232/2016, comma 2 R - per interventi su parti comuni di edifici condominiali esistenti che rispettino determinati requisiti, si prevedono detrazioni aumentate.

In dettaglio:

- 70% se l’intervento interessa l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dello stesso edificio;

- 75% se l’intervento è diretto a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva, e consente di conseguire almeno la qualità media di cui alle Tabelle 3 e 4, punto 5 dell’Allegato 1 R al D.M. 26/06/2015 recante le Linee guida nazionali sulla certificazione energetica degli edifici.

La detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo e si applica su un ammontare delle spese non superiore a 40.000 Euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio (si veda il paragrafo con il riepilogo degli importi e delle percentuali).


3182697 6252149
Interventi di riqualificazione energetica con contestuale adozione di misure antisismiche

A partire dal 2018 - ai sensi dell’art. 14 del D.L. 63/2013, comma 2-quater.1, come introdotto dall’art. 1 della L. 205/2017, comma 3 R - qualora con gli interventi sull’involucro di parti comuni di edifici condominiali esistenti descritti al paragrafo precedente vengano contestualmente adottate misure di consolidamento strutturale e antisismico che consentano un miglioramento della classe di rischio sismico dell’edificio calcolata in base al D.M. 28/02/2017, n. 58 concernente il c.d. “Sismabonus” (vedi Sismabonus, classificazione del rischio sismico delle costruzioni e relativa attestazione), si prevedono detrazioni ulteriormente aumentate.

In dettaglio, per gli interventi sulle parti comuni di edifici ubicati in comuni ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 N12 (si veda La classificazione sismica di tutti i comuni italiani dal 1927 a oggi) - che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo, o siano diretti a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva, e consentano di conseguire almeno la qualità media di cui alle Tabelle 3 e 4, punto 5 dell’Allegato 1 R al D.M. 26/06/2015 recante le Linee guida nazionali sulla certificazione energetica degli edifici - spetta una detrazione dall’imposta lorda maggiorata, pari a:

- 80% delle spese sostenute se gli interventi determinano congiuntamente il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore in base al D.M. 28/02/2017, n. 58;

- 85% delle spese sostenute se gli interventi determinano il passaggio a due (o più classi) classi di rischio sismico inferiori in base al D.M. 28/02/2017, n. 58.

La detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo e si applica su un ammontare delle spese non superiore a 136.000 Euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio (si veda il paragrafo con il riepilogo degli importi e delle percentuali).


La fruizione di tale detrazione è alternativa a quella prevista per gli interventi sull’involucro di parti comuni degli edifici condominiali esistenti di cui si è trattato in precedenza, nonché e alla detrazione prevista per gli interventi di riduzione del rischio sismico (c.d. “Sismabonus”, su cui vedi Sismabonus, classificazione del rischio sismico delle costruzioni e relativa attestazione).


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Requisiti tecnici

L’intervento:

- deve riguardare le parti comuni di edifici delimitanti il volume riscaldato verso l’esterno e/o i vani non riscaldati e/o il terreno e interessare più del 25% della superficie disperdente;

- deve configurarsi come sostituzione o modifica di elementi già esistenti (e non come nuova realizzazione in ampliamento);

- deve riguardare solo le strutture i cui valori delle trasmittanze termiche (U) siano superiori a quelli riportati nella Tabella 2 dell’Allegato B R del D.M. 11/03/2008 N2 (come sostituito dalla Tabella 2 introdotta dall’art. 1 del D.M. 26/01/2010);

- può comprendere, se i lavori sono eseguiti contestualmente, anche la sostituzione dei serramenti comprensivi di infissi e l’installazione delle schermature solari, purché inseriti nei lavori previsti nella stessa relazione tecnica di progetto di cui al comma 1 dell’art. 8 del D. Leg.vo 192/2005 e insistenti sulle stesse strutture esterne oggetto dell’intervento;

- nel caso dell’eventuale installazione delle schermature solari, l’intervento deve avere le caratteristiche e i requisiti previsti per il relativo intervento (vedi paragrafo dedicato);

- per gli interventi finalizzati a migliorare la prestazione invernale ed estiva con riferimento alle Tabelle 3 e 4, punto 5 dell’Allegato 1 R al D.M. 26/06/2015, l’involucro edilizio dell’intero edificio deve avere, nello stato iniziale, qualità bassa sia per la prestazione energetica invernale che per la prestazione energetica estiva.

Per i requisiti concernenti la riduzione della classe di rischio sismico, si faccia riferimento al pertinente D.M. 28/02/2017, n. 58 nonché a Sismabonus, classificazione del rischio sismico delle costruzioni e relativa attestazione.


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Approfondimenti tecnici

Per approfondire vedi la scheda riepilogativa dei requisiti tecnici richiesti e della documentazione da approntare predisposti dall’ENEA:

- Parti comuni condominiali Visualizza PDF



3182697 6252152
ASSETTO AGGIORNATO, RIEPILOGO IMPORTI E PERCENTUALI
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Proroghe e modifiche introdotte con la Legge di bilancio 2020

L’art. 1 della L. 27/12/2019, n. 160 (Legge di bilancio 2020) è intervenuto disponendo, con la lettera a), del comma 175 R, la proroga per il 2020 delle agevolazioni per interventi di riqualificazione energetica (art. 14 del D.L. 63/2013).

Di seguito il riepilogo complessivo con l’assetto degli interventi ammessi ai benefici nel 2020.


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Interventi su singole unità immobiliari

1) Si applica fino al 31/12/2020 la misura della detrazione al 65% per le spese relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici, fatto salvo quanto di seguito indicato (comma 1 dell’art. 14 del D.L. 63/2013, primo periodo).

2) Come già previsto per il 2018 e per il 2019, la detrazione rimane tuttavia ridotta al 50% delle spese (comma 1 dell’art. 14 del D.L. 63/2013, secondo e terzo periodo):

a) per gli interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi;

b) per gli interventi di acquisto e posa in opera di schermature solari;

c) per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal Regolamento UE 811/2013 (sono conseguentemente esclusi dal bonus gli interventi di sostituzione di impianti con caldaie a condensazione di efficienza energetica inferiore), tranne nei casi di cui al successivo punto 3);

d) per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 Euro, e quindi per una spesa massima di 46.153,85 Euro.

3) Come già previsto per il 2018 e per il 2019, la detrazione per interventi sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal Regolamento UE 811/2013 (lettera c) del precedente punto 2) resta al 65% delle spese (comma 1 dell’art. 14 del D.L. 63/2013, quarto periodo) per:

a) interventi di sostituzione accompagnati dalla contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII della Comunicazione UE 2014/C 207/02 R;

b) interventi di sostituzione con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro;

c) spese per l’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

4) Si applica fino al 31/12/2020 la detrazione al 65% N13 per l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari di cui all’Allegato M R al D. Leg.vo 311/2006 N3, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 Euro, e quindi per una spesa massima di 92.307,69 Euro (comma 2, lettera b) dell’art. 14 del D.L. 63/2013).

5) Si applica fino al 31/12/2020 la detrazione al 65% delle spese (si trattava di una novità introdotta nel 2018 e prorogata anche nel 2019), consistente nell’acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 Euro, e quindi per una spesa massima di 153.846,15 Euro (comma 2, lettera b-bis) dell’art. 14 del D.L. 63/2013).

Le spese per tali interventi devono essere sostenute dal 01/01/2020 fino al 31/12/2020. Per poter beneficiare della detrazione gli interventi in esame devono condurre a un risparmio di energia primaria (PES), come definito all’Allegato III R del D.M. 04/08/2011, pari almeno al 20%.


3182697 6252155
Interventi su condomini

1) Per quanto riguarda gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali N14 (artt. 1117 e 1117-bis del Codice civile) o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio N14:

a) si applica fino al 31/12/2021 la detrazione al 65% delle spese per interventi di riqualificazione energetica relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio (comma 2, lettera a), dell’art. 14 del D.L. 63/2013);

b) si applica fino al 31/12/2021 la detrazione al 70% - su un ammontare delle spese non superiore a 40.000 Euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio - per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo (comma 2-quater dell’art. 14 del D.L. 63/2013, primo periodo);

c) si applica fino al 31/12/2021 la detrazione al 75% - su un ammontare delle spese non superiore a 40.000 Euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio - per interventi di riqualificazione energetica relativi alle parti comuni di edifici condominiali finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano almeno la qualità media di cui alle Tabelle 3 e 4, punto 5 dell’Allegato 1 R al D.M. 26/06/2015 recante le Linee guida nazionali sulla certificazione energetica degli edifici (comma 2-quater dell’art. 14 del D.L. 63/2013, secondo periodo).

2) Viene confermato che per le spese relative agli interventi su parti comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica spetta - in alternativa alle detrazioni di cui al precedente punto 1) o a quelle di cui al c.d. “Sismabonus” (si veda Sismabonus, classificazione del rischio sismico delle costruzioni e relativa attestazione) - una detrazione ripartita in 10 quote annuali di pari importo su un ammontare delle spese non superiore a 136.000 Euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio (comma 2-quater.1 dell’art. 14 del D.L. 63/2013):

a) nella misura dell’80%, ove gli interventi determinino il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore ai sensi del D.M. 28/02/2017, n. 58;

b) nella misura dell’85% ove gli interventi determinino il passaggio a due classi di rischio sismico inferiori ai sensi del D.M. 28/02/2017, n. 58.


3182697 6252156
Tabelle riepilogative aggiornate

Alla luce delle modifiche introdotte dalla Legge di bilancio 2020, sopra dettagliatamente illustrate, si riporta di seguito una tabella riepilogativa con le tipologie di interventi oggetto di agevolazione, le percentuali di detrazione, le decorrenze e gli importi massimi applicabili per le spese sostenute nel 2020.

In merito al computo del limite massimo per la detrazione si ricorda che:

- per gli interventi su singole unità immobiliari, il limite massimo di detrazione è riferito all’unità immobiliare oggetto dell’intervento, e, se esistono più possessori dell’immobile che partecipano alla spesa, va suddiviso tra questi;

- per gli interventi in condominio, l’ammontare massimo di detrazione deve invece intendersi riferito a ciascuna delle unità immobiliari che compongono l’edificio, fatta eccezione per gli interventi di riqualificazione energetica globale di edifici esistenti (comma 344 R dell’art. 1 della L. 296/2006), per i quali il tetto massimo di detrazione è unico per tutto il condominio e deve essere ripartito tra tutti i condomini.


Si vedano anche, più avanti, i chiarimenti sul concetto di “detrazione”.


INTERVENTO

% DETRAZIONE

MASSIMALI

Riqualificazione energetica globale di edifici esistenti.

65%
(dal 06/06/2013 al 31/12/2020)

Detrazione max 100.000 Euro
(spesa max. 153.846,15 Euro)

Interventi sull’involucro di edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali e strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti).

65%
(dal 06/06/2013 al 31/12/2020)

Detrazione max 60.000 Euro
(spesa max. 92.307,69 Euro)

Acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari.

50%
(dal 01/01/2018 al 31/12/2020, fino al 2017 era 65%)

Detrazione max 60.000 Euro
(spesa max. 120.000 Euro)

Acquisto e posa in opera delle schermature solari di cui all’Allegato M R al D. Leg.vo 311/2006 N3.

50%
(dal 01/01/2018 al 31/12/2020, fino al 2017 era 65%)

Detrazione max 60.000 Euro
(spesa max. 92.307,69 Euro)

Installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università.

65%
(dal 06/06/2013 al 31/12/2020)

Detrazione max 60.000 Euro
(spesa max. 92.307,69 Euro)

Interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal Regolamento UE 811/2013, e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione.

50%
(dal 01/01/2018 al 31/12/2020, fino al 2017 era 65%)

Detrazione max 30.000 Euro
(spesa max. 60.000 Euro)

Interventi di cui al punto precedente:

- se accompagnati dalla contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII della Comunicazione UE 2014/C 207/02 R;

- se si prevede l’installazione di impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro;

- se vengono sostenute spese per l’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

65%
(dal 06/06/2013 al 31/12/2020)

Detrazione max 30.000 Euro
(spesa max. 46.153,85 Euro)

Acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

50%
(dal 01/01/2018 al 31/12/2020, fino al 2017 era 65%)

Detrazione max 30.000 Euro
(spesa max. 60.000 Euro)

Acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, se il corrispondente intervento conduce a un risparmio di energia prima-ria (PES), come definito all’Allegato III R del D.M. 04/08/2011, pari almeno al 20%.

65%
(dal 01/01/2019 al 31/12/2020)

Detrazione max 100.000 Euro
(spesa max. 153.846,15 Euro)

Interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo.

70%
(dal 01/01/2017 al 31/12/2021)

Detrazione max 28.000 Euro
(spesa max. 40.000,00 Euro) moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio)

Interventi di riqualificazione energetica relativi alle parti comuni di edifici condominiali finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano almeno la qualità media di cui alle Tabelle 3 e 4, punto 5 dell’Allegato 1 R al D.M. 26/06/2015 (Linee guida certificazione energetica).

75%
(dal 01/01/2017 al 31/12/2021)

Detrazione max 30.000 Euro
(spesa max. 40.000,00 Euro) moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio)

Interventi su parti comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica, ove gli interventi determinino il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore ai sensi del D.M. 28/02/2017, n. 58.

80%
(dal 01/01/2018 al 31/12/2021, in precedenza 65% o Sismabonus)

Detrazione max 108.800 Euro
(spesa max. 136.000,00 Euro) moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio)

Interventi su parti comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica, ove gli interventi determinino il passaggio a due classi di rischio sismico inferiori ai sensi del D.M. 28/02/2017, n. 58.

85%
(dal 01/01/2018 al 31/12/2021, in precedenza 65% o Sismabonus)

Detrazione max 115.600 Euro
(spesa max. 136.000,00 Euro) moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio)


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Chiarimenti sul limite di detrazione
3182697 6252158
Calcolo del limite di detrazione

L’importo massimo della detrazione spettante, e conseguentemente della spesa ammissibile, si riferisce ai singoli interventi agevolabili e rappresenta il limite del risparmio d’imposta ottenibile mediante la detrazione.

Tale importo deve intendersi riferito all’unità immobiliare oggetto dell’intervento, e pertanto andrà suddiviso tra i soggetti detentori o possessori dell’immobile che partecipano alla spesa, in ragione dell’onere da ciascuno effettivamente sostenuto, salvo dove sia diversamente indicato.

Infatti, per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici - con o senza contestuale miglioramento sismico - si prevedono come visto limiti da calcolarsi in base al numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

In questi casi, l’ammontare massimo delle spese ammesse alla detrazione va calcolato tenendo conto anche delle eventuali pertinenze alle unità immobiliari.

Ad esempio, nel caso in cui l’edificio sia composto da 5 unità immobiliari e 3 pertinenze autonomamente accatastate, la detrazione è calcolata su un importo massimo di spesa di 320.000 Euro (40.000 Euro x 8 unità), da attribuire ai condomini in base ai millesimi di proprietà.


Con riferimento invece agli interventi sulle parti comuni degli edifici, l’ammontare massimo della detrazione deve intendersi riferito a ciascuna delle unità immobiliari che compongono l’edificio, tranne nell’ipotesi di intervento di riqualificazione energetica globale che si riferisce all’intero edificio e non a “parti” dell’edificio stesso.


3182697 6252159
Intervento che si protrae per più periodi d’imposta

Ai sensi del secondo periodo dell’art. 2 R del D.M. 19/02/2007, comma 3, nel caso in cui l’intervento di risparmio energetico si protragga per più periodi d’imposta, ai fini del computo del limite massimo della detrazione si tiene conto anche delle detrazioni fruite negli anni precedenti.

È ammessa peraltro la “configurabilità autonoma” dell’intervento, a condizione che la stessa sia dimostrata con elementi riscontrabili in via di fatto, oltre che con l’espletamento di un nuovo e differente procedimento abilitativo dal punto di vista edilizio (ad esempio richiesta di permesso di costruire, presentazione della SCIA, eventuale collaudo o dichiarazione di fine lavori).


3182697 6252160
Interventi che possono rientrare in più fattispecie

Qualora si attuino interventi caratterizzati da requisiti tecnici che consentano di ricondurli astrattamente a due diverse fattispecie agevolabili - ad esempio interventi di coibentazione delle pareti esterne, inquadrabili sia nell’ambito della riqualificazione energetica globale dell’edificio che nell’ambito degli interventi sull’involucro edilizio - il contribuente è tenuto a scegliere quale agevolazione applicare (vedi in proposito Circolare 31/05/2007, n. 36/E, paragrafo 3.1 R).


3182697 6252161
Cumulo di interventi agevolabili

Nel caso in cui siano stati attuati più interventi agevolabili - sempreché cumulabili ai sensi dei chiarimenti forniti - il limite massimo di detrazione applicabile è costituito dalla somma degli importi previsti per ciascuno degli interventi realizzati.

Ad esempio, se sono stati installati pannelli solari, per i quali è previsto un importo massimo di detrazione di 60.000 Euro, ed è stato anche sostituito l’impianto di climatizzazione invernale, per il quale la detrazione massima applicabile è prevista nella misura di 30.000 Euro, è possibile fruire della detrazione massima di 90.000 Euro (vedi in proposito Circolare 31/05/2007, n. 36/E, paragrafo 6 R).

Deve trattarsi ovviamente di interventi distinti; come già detto, infatti, la scelta di agevolare un intervento nell’ambito della categoria degli interventi di riqualificazione energetica globale, impedisce al contribuente di fruire, per il medesimo intervento o anche per parti di esso, delle altre agevolazioni.



3182697 6252162
SOGGETTI BENEFICIARI
3182697 6252163
Soggetti ammessi

Sono ammessi alla detrazione - ai sensi dell’art. 2 R del D.M. 19/02/2007 - i soggetti, residenti e non residenti, titolari di qualsiasi tipologia di reddito, quindi:

- persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni e gli imprenditori individuali;

- enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;

- società di persone (società semplici, società in nome collettivo, società in accomandita e soggetti a questi equiparati, imprese familiari);

- associazioni tra professionisti;

- soggetti che conseguono reddito d’impresa (società di capitali). A proposito di questi soggetti, si veda quanto specificato nel paragrafo dedicato all’applicabilità del beneficio per i c.d. “immobili merce”.


Le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica possono essere utilizzate dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP), non solo per quelli sulle parti comuni che danno diritto a detrazioni maggiorate del 70% e del 75% (come in precedenza previsto) ma anche per gli altri tipi di intervento, per interventi di efficienza energetica realizzati su immobili, di loro proprietà, ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

Le stesse detrazioni possono essere utilizzate:

- dagli enti aventi le stesse finalità sociali degli IACP, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di in house providing e che siano costituiti e operanti alla data del 31/12/2013, per interventi di efficienza energetica realizzati su immobili, di loro proprietà, ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;

- dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.


3182697 6252164
Titoli validi di possesso o detenzione dell’immobile

Tali soggetti devono possedere o detenere l’immobile in base ad un titolo idoneo, e pertanto devono essere:

- proprietari o nudi proprietari;

- titolari di un diritto reale di godimento quale usufrutto, uso, abitazione o superficie;

- soci di cooperative a proprietà divisa e indivisa;

- detentori (locatari, comodatari) dell’immobile;

- familiari conviventi N15;

- coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;

- conviventi di fatto di cui all’art. 1 della L. 76/2016, commi 36 e 37;

- promissario acquirente.


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Trasferimenti dell’immobile e altri chiarimenti vari
3182697 6252166
Intervento finanziato tramite contratto di leasing

Nel caso di interventi per i quali il contribuente finanzia la realizzazione dell’intervento di riqualificazione energetica mediante un contratto di leasing, la detrazione spetta all’utilizzatore del bene o dell’opera, ed è commisurata al costo sostenuto per l’intervento dalla società concedente (locataria), a prescindere dai canoni di leasing addebitati all’utilizzatore.

In tal caso:

- non vige l’obbligo di pagamento delle spese sostenute mediante bonifico;

- gli adempimenti documentali devono essere assolti dall’utilizzatore, che usufruisce della detrazione.

La società di leasing dovrà altresì fornire una documentazione che attesti la conclusione dell’intervento di riqualificazione energetica e l’ammontare del costo sostenuto su cui deve essere calcolata la detrazione (vedi in proposito Circolare 23/04/2010, n. 21/E, risposta 3.6 R).

In questi casi, l’anno di sostenimento della spesa è quello di effettuazione del pagamento da parte della finanziaria al fornitore della prestazione.


3182697 6252167
Trasferimento dell’immobile, regole generali

In linea generale, la variazione del possesso dell’immobile comporta nella maggior parte dei casi il trasferimento delle quote di detrazione residue in capo al nuovo titolare.

Per determinare chi possa fruire della quota di detrazione relativa ad un anno, occorre individuare il soggetto che possedeva l’immobile al 31 dicembre di quell’anno (Circolare 12/05/2000 n. 95/E, risposta 2.1.14 R).


Ciò non accade, viceversa, nell’ipotesi in cui la detrazione spetti al detentore dell’immobile (ad esempio, l’inquilino o il comodatario) in quanto lo stesso ha invece diritto alla detrazione anche se la detenzione cessa (Circolare 24/02/1998, n. 57/E, paragrafo 4 R).

Analogo ragionamento vale anche per il familiare convivente del proprietario dell’immobile che, pertanto, potrà fruire della quota di detrazione relativa alle spese sostenute anche nell’ipotesi in cui l’unità immobiliare, sulla quale sono stati eseguiti gli interventi, venga ceduta N15.


Si forniscono nei paragrafi successivi chiarimenti specifici per le varie fattispecie di trasferimento (vendita, successione, ecc.)


3182697 6252168
Vendita, donazione o permuta dell’immobile

In applicazione della regola generale, salvo diversa indicazione, nell’atto di trasferimento dell’immobile oggetto di riqualificazione energetica, le quote residue di detrazione competono all’acquirente.

Tale criterio trova applicazione in tutte le ipotesi di cessione dell’immobile, quindi anche in caso di donazione nonché di permuta, a meno che come detto nel rogito non risulti la volontà delle parti di mantenere in capo al venditore la detrazione residua. Tale volontà può tuttavia essere formalizzata successivamente, in una scrittura privata autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato, e sottoscritta da entrambe le parti contraenti, nella quale si dà atto che l’accordo in tal senso esisteva sin dalla data del rogito.

Il comportamento dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi dovrà essere coerente con quanto indicato nell’accordo successivamente formalizzato.

Nell’ipotesi in cui un contratto di compravendita di un immobile stipulato nel medesimo anno di sostenimento della spesa preveda che la detrazione rimanga in capo al cedente, il quale ha sostenuto la spesa, quest’ultimo fruirà dell’intera quota della detrazione (Circolare 01/06/2012 n. 19/E, risposta 1.8 R).


3182697 6252169
Costituzione diritto di usufrutto

In caso di costituzione del diritto di usufrutto, sia a titolo oneroso che gratuito, le quote di detrazione non fruite non si trasferiscono all’usufruttuario ma rimangono al nudo proprietario.

In caso di vendita dell’immobile sul quale sono stati eseguiti i lavori e contestuale costituzione del diritto di usufrutto, le quote di detrazione non fruite dal venditore si trasferiscono al nudo proprietario in quanto a quest’ultimo si trasferisce la titolarità dell’immobile.

Inoltre, qualora sia ceduta solo una quota dell’immobile, l’utilizzo delle rate residue rimane in capo al venditore tranne nel caso in cui, per effetto della cessione pro-quota, la parte acquirente diventi proprietaria esclusiva dell’immobile (Risoluzione 24/03/2009 n. 77/E).


3182697 6252170
Successione mortis causa

In caso di acquisizione dell’immobile per successione, le quote residue di detrazione si trasferiscono per intero esclusivamente all’erede o agli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile (art. 9-bis R del D.M. 19/02/2007; comma 8 dell’art. 16-bis del D.P.R. 917/1986).

In applicazione del criterio generale in base al quale, per determinare chi possa fruire della quota di detrazione relativa ad un anno, occorre individuare il soggetto che possedeva l’immobile al 31 dicembre di quell’anno, si trasferisce all’erede la quota di detrazione relativa all’anno del decesso anche nell’ipotesi in cui il decesso avvenga nello stesso anno di sostenimento della spesa.

Se la detenzione materiale e diretta dell’immobile è esercitata congiuntamente da più eredi, la detrazione è ripartita tra gli stessi in parti uguali (Circolare 05/03/2003 n. 15/E, paragrafo 2 R).

A tal riguardo, si precisa che:

- se l’immobile è locato, non spetta la detrazione in quanto (in applicazione della regola generale) l’erede proprietario non ne può disporre;

- se l’immobile è a disposizione, la detrazione spetta in parti uguali agli eredi;

- se vi sono più eredi, qualora uno solo di essi abiti l’immobile, la detrazione spetta per intero a quest’ultimo, non avendone più gli altri la disponibilità;

- se il coniuge superstite, titolare del solo diritto di abitazione, rinuncia all’eredità, lo stesso non può fruire delle residue quote di detrazione, venendo meno la condizione di erede. In tal caso, neppure gli altri eredi (figli) potranno beneficiare della detrazione se non convivono con il coniuge superstite in quanto non hanno la detenzione materiale e diretta del bene.


La condizione della “detenzione materiale e diretta del bene” deve sussistere non solo per l’anno dell’accettazione dell’eredità ma anche per ciascun anno per il quale il contribuente intenda fruire delle residue rate di detrazione. Pertanto:

- l’erede non può fruire delle rate di detrazione di competenza degli anni in cui non detiene l’immobile direttamente, perché ad esempio concesso in comodato o in locazione; al termine del contratto di locazione o di comodato, potrà beneficiare delle eventuali rate residue di competenza (Circolare 24/04/2015 n. 17/E, risposta 3.3 R);

- in tutti i casi in cui l’immobile pervenuto in eredità sia locato o concesso in comodato anche solo per una parte dell’anno, l’erede non potrà fruire della quota di detrazione riferita a tale annualità;

- la detrazione si trasmette all’erede anche quando il beneficiario dell’agevolazione (il de cuius) era il conduttore dell’immobile, purché l’erede subentri nella detenzione materiale e diretta, subentrando nella titolarità del contratto di locazione (Circolare 09/05/2013 n. 13/E, risposta 1.1);

- viceversa, in tutti i casi in cui il soggetto subentrante nel contratto di locazione non sia un erede del soggetto che aveva sostenuto le spese per interventi di riqualificazione energetica (come, ad esempio, il convivente di fatto non nominato erede ed il coniuge che non accetta l’eredità), la detrazione residua andrà persa.


La detrazione non si trasferisce agli eredi del comodatario, in quanto questi ultimi non subentrano nel contratto. Tuttavia, nell’ipotesi in cui l’erede sia il comodante, questi potrà portare in detrazione le rate residue poiché, in qualità di proprietario dell’immobile, ha il titolo giuridico che gli consente di fruire della detrazione, purché tuttavia abbia la detenzione materiale e diretta del bene (Circolare 06/05/2016, n. 18/E, risposta 3.2).


Analogamente, la detrazione non si trasferisce agli eredi dell’usufruttuario, atteso che il diritto reale di usufrutto ha natura temporanea e, nell’ipotesi in cui sia costituito a favore di una persona fisica, non può comunque eccedere la vita dell’usufruttuario (art. 979 del Codice civile).

Tuttavia, nell’ipotesi in cui erede dell’usufruttuario sia il nudo proprietario dell’immobile che consolida l’intera proprietà dell’immobile oggetto degli interventi di riqualificazione energetica per estinzione naturale del diritto di usufrutto, questi potrà portare in detrazione le rate residue poiché, in qualità di proprietario dell’immobile, ha il titolo giuridico che gli consente di fruire della detrazione, purché tuttavia abbia la detenzione materiale e diretta del bene.


Analogo ragionamento vale anche nell’ipotesi di decesso del familiare convivente che ha sostenuto le spese relative ad interventi agevolabili effettuati sull’immobile di proprietà di altro familiare che ne diventa erede.

Anche in tal caso, indipendentemente dalla circostanza che l’unità immobiliare fosse già presente nel suo patrimonio, l’erede potrà continuare a fruire delle rate residue della detrazione spettante al de cuius avendo un vincolo giuridico con l’immobile che gli consente di beneficiare dell’agevolazione (in quanto ne è proprietario) di cui deve avere la detenzione materiale e diretta.


Infine, in caso di vendita o di donazione da parte dell’erede che ha la detenzione materiale e diretta del bene, le quote residue della detrazione non fruite da questi non si trasferiscono all’acquirente/donatario, neanche nell’ipotesi in cui la vendita o la donazione siano effettuate nel medesimo anno di accettazione dell’eredità.



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EDIFICI INTERESSATI
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Tipologia e destinazione d’uso degli edifici agevolabili

L’agevolazione è ammessa per interventi realizzati su:

- edifici esistenti situati nel territorio dello Stato, censiti al catasto o per i quali sia stato chiesto l’accatastamento;

- unità immobiliari ed edifici (o parti di edifici), di qualunque categoria catastale, anche rurali, compresi quelli strumentali (per l’attività d’impresa o professionale - per la distinzione tra immobili strumentali e abitativi si veda qui R).


La prova dell’esistenza dell’edificio è fornita dall’iscrizione dello stesso in catasto, oppure dalla richiesta di accatastamento, nonché dal pagamento dell’IMU ove dovuta (Circolare 31/05/2007, n. 36/E, paragrafo 2 R).

L’esistenza dell’edificio è riconosciuta anche se lo stesso è classificato nella categoria catastale F2 (“unità collabenti”) in quanto, pur trattandosi di categoria riferita a fabbricati totalmente o parzialmente inagibili e non produttivi di reddito, ciò non esclude che lo stesso possa essere considerato come edificio esistente, trattandosi di un manufatto già costruito e individuato catastalmente (vedi Fabbricati “collabenti” (ruderi): disciplina catastale, edilizia e fiscale).

In alcune peculiari ipotesi di cui il contribuente deve dare conto, è possibile fare riferimento alla nozione di edificio fornita dall’art. 2 del D. Leg.vo 192/2005, comma 1 lettera a), anche se non coincidente con le risultanze catastali (Risoluzione 12/12/2007, n. 365/E).


Sono esclusi dal beneficio gli interventi, pur agevolabili per tipologia, che vengono effettuati in fase di costruzione dell’immobile, in quanto già assoggettati alle prescrizioni minime della prestazione energetica in funzione delle locali condizioni climatiche e della tipologia (vedi Requisiti minimi di prestazione energetica e vincoli per la progettazione di edifici e impianti).


3182697 6252173
Presenza, anche parziale, di impianto di riscaldamento

Gli edifici interessati dall’agevolazione devono avere determinate caratteristiche tecniche e, in particolare, devono essere dotati di impianti di riscaldamento funzionanti, presenti negli ambienti in cui si realizza l’intervento agevolabile.

Questa condizione è richiesta per tutte le tipologie di interventi agevolabili, ad eccezione dell’installazione dei collettori solari per produzione di acqua calda e, dal 01/01/2015, dei generatori alimentati a biomassa e delle schermature solari.

Per gli edifici collabenti, nei quali l’impianto non è funzionante, deve essere dimostrabile che l’edificio è dotato di impianto di riscaldamento rispondente alle caratteristiche tecniche previste dal D. Leg.vo 192/2005, e che tale impianto è situato negli ambienti nei quali sono effettuati gli interventi di riqualificazione energetica (Risoluzione 12/08/2009, n. 215/E).


Se l’intervento prevede l’installazione di un impianto di riscaldamento centralizzato in un edificio in cui solo alcuni appartamenti sono già dotati di impianto di riscaldamento, la detrazione non può essere riconosciuta sull’intera spesa sostenuta ma deve essere limitata alla spesa riferibile alle unità immobiliari nelle quali l’impianto era già presente; per individuare la quota della spesa detraibile, deve essere utilizzato un criterio di ripartizione proporzionale basato sulle quote millesimali riferite a ciascun appartamento (vedi in proposito Circolare 23/04/2010, n. 21/E, risposta 3.4 R).


3182697 6252174
Intervento di demolizione e ricostruzione

Non è possibile beneficiare della detrazione in caso di spese sostenute per la riqualificazione energetica a seguito di demolizione e ricostruzione con ampliamento, in quanto tale intervento dà luogo ad una “nuova costruzione” e non invece a una “ristrutturazione edilizia”, presupposto quest’ultimo perché l’intervento sia effettuato su un edificio esistente (per la definizione di “ristrutturazione edilizia” si veda l’art. 3 del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettera d).

Si applicano i chiarimenti forniti in proposito dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, il quale nell’affrontare alcune questioni interpretative relative all’art. 3 del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettera d), ha precisato che “la volumetria preesistente rappresenta lo standard massimo di edificabilità, cioè il limite massimo di volume edificabile, quando si tratta di interventi di ristrutturazione edilizia consistenti nella demolizione e ricostruzione, per i quali la norma non consente aumenti complessivi della cubatura preesistente”.

Di conseguenza, secondo il Consiglio superiore, gli interventi di demolizione e ricostruzione che non sfruttino l’intera volumetria preesistente, ma ne ricostruiscano soltanto una quota parte appaiono rientrare a pieno titolo nella fattispecie della ristrutturazione edilizia (vedi anche Interpello 27/06/2019, n. 210).

Pertanto, è possibile fruire della detrazione spettante per gli interventi di riqualificazione energetica nel caso in cui siano realizzati interventi edilizi di demolizione e successiva ricostruzione con una volumetria inferiore rispetto a quella preesistente.

Ciò tuttavia, solo se l’immobile non è sottoposto ai vincoli previsti dal Codice in materia di beni culturali e paesaggio di cui al D. Leg.vo 42/2004, poiché per questi ultimi gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell’edificio (vedi il citato art. 3 del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettera d).

In pratica un cambio di volumetria, seppur inferiore, comporta che l’intervento non possa definirsi di “ristrutturazione edilizia” non essendo rispettato il requisito della “medesima sagoma dell’edificio preesistente”.


3182697 6252175
Intervento di ristrutturazione con ampliamento parziale, Piano casa

È possibile fruire della detrazione anche in caso di ristrutturazione con ampliamento senza demolizione dell’esistente, limitatamente alle spese sostenute per gli interventi realizzati sulla parte esistente.

In questo caso l’agevolazione non può tuttavia riguardare gli interventi di riqualificazione energetica globale dell’edificio, per i quali occorre individuare il fabbisogno di energia primaria annua dell’intero edificio, comprensivo pertanto anche dell’ampliamento.

L’agevolazione compete, invece, con riferimento agli interventi per i quali la detrazione è subordinata alle caratteristiche tecniche dei singoli elementi costruttivi (pareti, infissi, ecc.) o dei singoli impianti (pannelli solari, caldaie, impianti di climatizzazione invernale, ecc.). Nel caso in cui, con tali interventi, si realizzino impianti al servizio dell’intero edificio, la detrazione deve essere calcolata sulla parte di spesa riferibile all’edificio esistente scomputando, quindi, la quota relativa all’ampliamento (Vedi in proposito Circolare 01/07/2010, n. 39/E, risposta 4.1 R).

Tali criteri vanno considerati anche per definire la detrazione spettante per le spese sostenute nel caso di interventi di ampliamento effettuati ai sensi del c.d. “Piano casa” (vedi in proposito Risoluzione 04/01/2011, n. 4/E.


Il contribuente ha l’onere di mantenere distinte, in termini di fatturazione, le spese riferibili agli interventi relativi alla parte esistente dell’edificio da quelle riferibili agli interventi relativi all’ampliamento o, in alternativa, deve essere in possesso di un’apposita attestazione rilasciata dall’impresa di costruzione o ristrutturazione, che attesti, sotto la propria responsabilità, gli importi riferibili a ciascun intervento utilizzando criteri oggettivi.


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Riepilogo casistica interventi di demolizione e ricostruzione e/o ampliamento

Sulla base dei principi sopra enunciati, si possono enucleare le seguenti tre casistiche:

1) nell’ipotesi di ristrutturazione con demolizione e ricostruzione, la detrazione compete solo se l’intervento dal punto di vista edilizio si possa qualificare come “ristrutturazione edilizia” in applicazione dell’art. 3 del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettera d);

2) nell’ipotesi di demolizione e ricostruzione con ampliamento, la detrazione non spetta in quanto l’intervento si considera, nel suo complesso, una nuova costruzione;

3) nell’ipotesi di ristrutturazione senza demolizione dell’edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione compete solo per le spese riferibili alla parte esistente in quanto l’ampliamento configura, comunque, una nuova costruzione.


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Immobili strumentali e immobili “merce” delle imprese
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Orientamento dell’Agenzia delle Entrate

Secondo l’orientamento dell’Agenzia delle entrate, i titolari di reddito d’impresa possono fruire della detrazione solo con riferimento ai fabbricati strumentali che sono utilizzati nell’esercizio dell’attività imprenditoriale, come ad esempio uffici, capannoni, ecc. (Risoluzione 01/08/2008, n. 340/E).

Di converso, secondo l’Agenzia delle entrate, non possono usufruire dell’agevolazione le imprese di costruzione, ristrutturazione edilizia e vendita, per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica su immobili “merce” (Risoluzione 15/07/2008, n. 303/E): immobili posseduti da società - perché costruiti oppure acquistati con o senza successiva ristrutturazione - e non direttamente utilizzati ma destinati ad essere venduti o locati a terzi previa ristrutturazione N16.


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Orientamento della giurisprudenza

Tale tesi molto restrittiva è stata ripetutamente e giustamente bocciata da pressoché la totalità della giurisprudenza, in quanto totalmente priva di appigli nelle disposizioni di legge che regolano la materia.

La ratio delle norme che regolano la materia fa infatti perno sull’interesse della collettività a favorire, con il bonus fiscale, l’efficientamento e la riqualificazione di tutti gli “edifici già esistenti”, a prescindere dalla loro natura (residenziale o a “uso diverso”), classificazione contabile e tipo di utilizzo (strumentale diretto o locativo o finalizzazione alla vendita), che costituiscono in questo ambito aspetti irrilevanti rispetto allo scopo - indistintamente comune a tutte le fattispecie - perseguito con lucidità dal legislatore.

Si richiamano in proposito le seguenti pronunce della Corte di Cassazione, tutte orientate nel senso di ritenere applicabile il beneficio fiscale agli immobili in oggetto:

- Cass. 23/07/2019, n. 19815 Visualizza PDF

- Cass. 23/07/2019, n. 19816 Visualizza PDF

- Cass. 12/11/2019, n. 29162 Visualizza PDF

- Cass. 12/11/2019, n. 29163 Visualizza PDF

Secondo tutte le pronunce sopra menzionate (e altre precedenti: Cass. 18614/2017; Cass. 14121/2017; Cass. 9209/2018; Cass. 23507/2018), il beneficio fiscale per le spese relative ad interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, spetta anche ai soggetti titolari di reddito d’impresa (incluse le società), i quali abbiano sostenuto spese per l’esecuzione degli interventi di risparmio energetico su edifici concessi in locazione a terzi o destinati a essere venduti o riassegnati ai soci. Si tratta infatti di un’agevolazione volta ad incentivare il miglioramento energetico dell’intero patrimonio immobiliare nazionale, in funzione della tutela dell’interesse pubblico ad un generalizzato risparmio energetico, come si evince, peraltro, dalla formulazione letterale della predetta disposizione normativa che, non contemplando limitazioni di carattere soggettivo od oggettivo, prevede una generalizzata operatività della detrazione d’imposta.


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L’orientamento relativo ad altre tipologie di interventi

La posizione espressa dall’Agenzia delle entrate per l’Ecobonus risulta ancor più incomprensibile alla luce del fatto che la Risoluzione 12/03/2018, n. 22/E, sul c.d. “Sismabonus”, ha riconosciuto che “Considerato che la norma (…) non pone alcun ulteriore vincolo di natura soggettiva od oggettiva al riconoscimento del benefici, si deve ritenere l’ambito applicativo dell’agevolazione sia da intendersi in senso ampio, atteso che la norma intende favorire la messa in sicurezza degli edifici per garantire l’integrità delle persone prima ancora che del patrimonio”.

Per la distinzione maggiori dettagli in merito alla posizione espressa dall’Agenzia delle entrate per il Sismabonus sugli immobili merce si veda qui R.



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DOCUMENTAZIONE TECNICA E ADEMPIMENTI
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Adempimenti preventivi

Ai fini della detrazione, è necessario porre in essere gli adempimenti previsti dall’art. 4 R del D.M. 19/02/2007, il quale a sua volta ricalca ricalca quanto previsto dal D.M. 41/1998 in relazione alla detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Tuttavia, al fine di massimizzare la fruizione della detrazione in considerazione delle finalità delle disposizioni agevolative, sono ridotti gli adempimenti fiscali di ordine formale e documentale, mentre è posto l’accento sull’Attestato di prestazione energetica (APE), quando richiesto. Per tali interventi infatti non è mai stato previsto alcun adempimento preventivo, quale ad esempio la comunicazione preventiva di inizio lavori da inviare al Centro operativo di Pescara previsto per i lavori di recupero del patrimonio edilizio fino al 2010.

Inoltre non è previsto l’invio della comunicazione di inizio lavori alla ASL, adempimento che naturalmente resta necessario in funzione dell’osservanza delle norme in materia di tutela della salute e di sicurezza sul luogo di lavoro e nei cantieri.

Sarà inoltre, ovviamente, necessario, porre in essere gli adempimenti necessari per l’eventuale abilitazione degli interventi dal punto di vista urbanistico-edilizio (vedi Classificazione, regime e procedure per la realizzazione degli interventi edilizi).


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Asseverazione da parte di un tecnico abilitato o del direttore dei lavori

Per fruire delle detrazioni, i contribuenti devono acquisire e conservare l’asseverazione con la quale un tecnico abilitato certifica la corrispondenza degli interventi effettuati ai requisiti tecnici previsti per ciascuno di essi. Ai sensi dell’art. 1, R del D.M. 19/02/2007, comma 6, per “tecnici abilitati” si intendono i soggetti abilitati alla progettazione di edifici ed impianti nell’ambito delle competenze ad essi attribuite dalla legislazione vigente, iscritti ai rispettivi Ordini e Collegi professionali.

È peraltro prevista (dal 11/10/2009 - ai sensi dell’art. 1 R del D.M. 06/08/2009) la possibilità di sostituire l’asseverazione redatta dal tecnico abilitato con quella resa dal direttore dei lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate.

In caso di esecuzione di più interventi sul medesimo edificio, l’asseverazione può avere carattere unitario e fornire in modo complessivo i dati e le informazioni richieste.


L’asseverazione può altresì essere sostituita da una certificazione dei produttori in caso di:

- sostituzione di finestre e infissi;

- installazione di caldaia a condensazione con potenza minore di 100 kW o di pompa di calore di potenza elettrica assorbita minore di 100 kW;

- installazione dei sistemi di dispositivi multimediali.


L’asseverazione del tecnico abilitato o del direttore dei lavori, nonché ove prevista in sostituzione la certificazione del produttore, devono essere conservate a cura del contribuente.


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Attestato di prestazione energetica (APE)

Successivamente all’esecuzione degli interventi, il contribuente deve richiedere ad un tecnico abilitato l’Attestato di prestazione energetica dell’edificio (si veda Certificazione energetica degli edifici (attestazione della prestazione energetica)).

L’attestato di prestazione energetica non è richiesto:

- dal 01/01/2008, per gli interventi di sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari e di installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (art. 1 della L. 244/2007, comma 24 R, lettera c);

- dal 15/08/2009, per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione (art. 1 della L. 99/2009, comma 1);

- per l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari;

- per l’installazione di impianti di climatizzazione dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili se le detrazioni sono richieste nell’ambito degli interventi di tipo impiantistico;

- per installazione dei sistemi di dispositivi multimediali.

Si noti che l’esonero dalla redazione dell’Attestato di prestazione energetica non è suscettibile di un’applicazione retroattiva (si veda la Circolare 19/02/2008 n. 12/E, risposta 1.3 R);


l’Attestato di prestazione energetica, quando previsto, deve essere conservato a cura del contribuente, mentre i relativi dati sono trasmessi all’ENEA nell’ambito di quanto richiesto dalla “scheda descrittiva” (vedi più avanti).


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Scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati
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Contenuti della scheda descrittiva

In relazione agli interventi eseguiti deve essere compilata la “scheda descrittiva” messa a disposizione dall’ENEA sul sito web per la gestione degli adempimenti, la quale ha sostituito gli Allegati E R ed F R del D.M. 19/02/2007, che si utilizzavano in precedenza.

Nella scheda vanno riportati:

- i dati identificativi del soggetto che ha sostenuto le spese;

- i dati identificativi dell’edificio;

- la tipologia dell’intervento eseguito;

- il risparmio annuo di energia che ne è conseguito;

- il costo dell’intervento comprensivo delle spese professionali;

- l’importo utilizzato per il calcolo della detrazione.

Le informazioni contenute nell’attestato di prestazione energetica sono comunicate attraverso la sezione “dati da APE” della scheda descrittiva.


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Modalità di invio della scheda descrittiva all’ENEA

La scheda è inviata all’ENEA in via telematica, attraverso il sito Internet https://detrazionifiscali.enea.it/ e in particolare accedendo al portale relativo all’anno di fine lavori (ottenendo ricevuta come indicato di seguito).

Esclusivamente nel caso in cui la complessità dei lavori eseguiti non trovi adeguata descrizione negli schemi resi disponibili dall’ENEA, è consentito l’invio a mezzo raccomandata postale, con ricevuta semplice, all’ENEA - Dipartimento ambiente, cambiamenti globali e sviluppo sostenibile - Via Anguillarese n. 301 - 00123 Santa Maria di Galeria (Roma).


L’ENEA attesta di aver ricevuto correttamente la scheda inviando al contribuente interessato una email di conferma, che deve essere conservata per fruire della detrazione.

Per l’attestazione della corretta trasmissione si ritiene sufficiente anche la stampa della “scheda descrittiva” dell’intervento riportante il codice CPID (Codice Personale Identificativo) e la data di trasmissione.


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Termini di invio della scheda descrittiva all’ENEA

La scheda deve essere trasmessa entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

A tal fine:

- i lavori si intendono terminati alla data del collaudo N17 ovvero dell’attestazione della funzionalità dell’impianto, se pertinente (vedi in proposito Risoluzione 11/09/2007, n. 244/E);

- nel caso di interventi in cui il collaudo non è richiesto, il contribuente può provare la data di fine dei lavori con altra documentazione emessa dal soggetto che ha eseguito i lavori o dal tecnico che compila la scheda informativa (per esempio vale come verbale di collaudo la dichiarazione di conformità resa ai sensi del D.M. 37/2008 per gli interventi sugli impianti - vedi Sicurezza degli impianti a servizio degli edifici (progettazione, installazione, manutenzione) - o altra documentazione redatta appositamente);

- non può in ogni caso ritenersi valida un’autocertificazione del contribuente (vedi in proposito Circolare 23/04/2010, n. 21/E, risposta 3.1 R).

Per gli interventi la cui data di fine lavori è compresa tra il 1° gennaio dell’anno e la data di attivazione del portale per l’invio, il termine di 90 giorni per la trasmissione dei dati decorre dalla suddetta data di attivazione.


L’invio entro 90 giorni dalla data di fine lavori, che non necessariamente deve coincidere con il termine entro il quale sono sostenute le spese per godere della detrazione, vale in tutti i casi, pertanto:

- per i lavori eseguiti a cavallo di due periodi di imposta e relativi al medesimo intervento, la trasmissione all’ENEA deve essere effettuata nei 90 giorni dalla data di fine lavori;

- per i lavori conclusi nell’anno, con spese sostenute anche nell’anno successivo, la scheda deve essere inviata all’ENEA nei 90 giorni successivi alla fine dei lavori, comunicando tutte le spese sostenute sino al momento dell’invio.


In caso di ulteriori spese relative al medesimo intervento, sostenute successivamente all’invio della scheda informativa all’ENEA, il contribuente potrà integrare la scheda originariamente trasmessa non oltre il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale la spesa può essere portata in detrazione.


Esempio

Ad esempio, per lavori conclusi nel 2020 per i quali i 90 giorni dalla fine scadevano il 31/12/2020, con spese sostenute da una persona fisica nel 2020 e anche nel 2021, la scheda inviata entro il 31/12/2020 può contenere anche solo le spese sostenute fino a quel momento.

Per l’inclusione delle ulteriori spese sostenute nel 2021 occorrerà integrare la scheda originariamente trasmessa e modificare l’importo della spesa, entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi.

In alternativa, la scheda inviata entro il 31/12/2020 può comprendere, se già note, le spese da sostenere nel 2021 fermo restando che, ai fini della detrazione, nella dichiarazione dei redditi presentata nel 2021 relativa ai redditi 2020 devono essere fatte valere solo le spese sostenute nel 2020, mentre la restante parte sarà portata in detrazione nell’anno successivo.


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Scheda descrittiva errata o non inviata - Possibilità della remissione in bonis

Alla scheda da inviare all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori si applica l’istituto della “remissione in bonis” (art. 2 del D.L. 16/2012, comma 1) in caso di omesso invio.

Tale istituto consente di non perdere il diritto alla detrazione, sempreché la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore abbia avuto formale conoscenza, se il contribuente:

- invia la scheda, ovvero esegue l’adempimento richiesto, entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile N18;

- versa contestualmente 250 Euro (non compensabili) pari alla sanzione minima prevista (vedi in proposito Circolare 09/05/2013, n. 13/, risposta 2.2).

Nel caso in cui, dopo l’invio all’ENEA, ci si accorga di errori materiali commessi in fase di compilazione della scheda, o qualora siano stati indicati importi di spesa diversi da quelli precedentemente comunicati, è possibile rettificare i dati anche oltre il termine dei 90 giorni dalla fine dei lavori - ma non oltre quello di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale la spesa può essere portata in detrazione - mediante un nuovo invio telematico della scheda, che annulla e sostituisce la precedente.

Se ad esempio la scheda contenente gli errori è stata inviata nel 2020, la rettifica deve essere inviata prima della presentazione della dichiarazione dei redditi 2021 sui redditi 2020. Non è pertanto più possibile inviare la scheda informativa dopo la scadenza dei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui sono state sostenute le spese N19.

Non è necessario rettificare la scheda inviata qualora:

- sia stato indicato un soggetto diverso da quello che risulta intestatario delle fatture e dei bonifici relativi alle spese agevolate;

- non sia stato indicato che più soggetti possono beneficiare della detrazione in esame.

In tali casi, infatti, è sufficiente che il contribuente dimostri di essere in possesso dei documenti (fatture e bonifici) che attestano il sostenimento dell’onere e la misura in cui tale onere è stato effettivamente sostenuto.


Nei casi in cui il contribuente o il tecnico incaricato abbiano annullato l’invio della scheda all’ENEA, la detrazione non spetta.

L’invio della scheda all’ENEA può essere ripetuto fino alla scadenza del termine dei 90 giorni dalla data di conclusione dei lavori, e oltre i 90 giorni nei termini previsti per la “remissione in bonis” (vedi in proposito Circolare 09/05/2013, n. 13/, risposta 2.2). Nell’ipotesi in cui la scheda sia stata correttamente compilata ma il contribuente o il tecnico incaricato non abbiano proceduto all’invio, la richiesta di detrazione si considera valida solo se il mancato invio sia riconducibile a problemi tecnici del sistema informatico o, comunque, a cause imputabili all’ENEA.


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Tabella riepilogativa della documentazione tecnica richiesta

Si riporta di seguito una tabella riepilogativa degli adempimenti da osservare in relazione alle varie tipologie di intervento.


INTERVENTO

DOCUMENTAZIONE RICHIESTA

Riqualificazione globale di edifici esistenti

1. Asseverazione del tecnico abilitato o del direttore dei lavori

2. Attestato di prestazione energetica (per ogni singola unità immobiliare per la quale

3. Scheda descrittiva (contenente dati APE e dati Allegato E R del D.M. 19/02/2007)


Si veda anche il Vademecum ENEA Visualizza PDF

Interventi sull’involucro edilizio

1. Asseverazione del tecnico abilitato o del direttore dei lavori

2. Attestato di prestazione energetica

3. Scheda descrittiva (contenente dati APE e dati Allegato E R del D.M. 19/02/2007)


Si veda anche il Vademecum ENEA Visualizza PDF

Sostituzione di serramenti e infissi su singole unità immobiliari

1. Asseverazione del tecnico abilitato o del direttore dei lavori

oppure, in alternativa

1. Certificazione del produttore

2. Scheda descrittiva (contenente dati Allegato F R del D.M. 19/02/2007)


Si veda anche il Vademecum ENEA Visualizza PDF

Sostituzione di serramenti e infissi su parti comuni condominiali

1. Asseverazione del tecnico abilitato o del direttore dei lavori

oppure, in alternativa

1. Certificazione del produttore

2. Attestato di prestazione energetica

3. Scheda descrittiva (contenente dati APE e dati Allegato E R del D.M. 19/02/2007)


Si veda anche il Vademecum ENEA Visualizza PDF

Schermature solari

1. Asseverazione del tecnico abilitato o del direttore dei lavori

oppure, in alternativa

1. Certificazione del produttore

2. Scheda descrittiva (contenente dati Allegato F R del D.M. 19/02/2007)


Si veda anche il Vademecum ENEA Visualizza PDF

Pannelli solari

1. Asseverazione del tecnico abilitato o del direttore dei lavori

2. Scheda descrittiva (contenente dati Allegato F R del D.M. 19/02/2007)


Si veda anche il Vademecum ENEA Visualizza PDF

Sostituzione impianti climatizzazione invernale con caldaia a condensazione, pompa di calore, generatore di aria calda a condensazione

1. Asseverazione del tecnico abilitato o del direttore dei lavori

oppure, in alternativa, solo per impianto fino a 100 kW

1. Certificazione del produttore

2. Scheda descrittiva (contenente dati Allegato E R del D.M. 19/02/2007)


Si veda anche:

- Vademecum ENEA caldaie a condensazione Visualizza PDF

- Vademecum ENEA pompe di calore Visualizza PDF

Sostituzione impianti climatizzazione invernale con generatore a biomassa

1. Asseverazione del tecnico abilitato o del direttore dei lavori

oppure, in alternativa

1. Certificazione del produttore

2. Scheda descrittiva (contenente dati Allegato E R del D.M. 19/02/2007)


Si veda anche il Vademecum ENEA Visualizza PDF

Sistemi ibridi

1. Asseverazione del tecnico abilitato o del direttore dei lavori

oppure, in alternativa

1. Certificazione del produttore

2. Scheda descrittiva (contenente dati Allegato E R del D.M. 19/02/2007)


Si veda anche il Vademecum ENEA Visualizza PDF

Microcogeneratori

1. Asseverazione del tecnico abilitato o del direttore dei lavori

oppure, in alternativa

1. Certificazione del produttore

2. Scheda descrittiva (contenente dati Allegato E R del D.M. 19/02/2007)


Si veda anche il Vademecum ENEA Visualizza PDF

Dispositivi per il controllo da remoto (building automation)

1. Asseverazione del tecnico abilitato o del direttore dei lavori

oppure, in alternativa

1. Certificazione del produttore

2. Scheda descrittiva (contenente dati Allegato E R oppure dati Allegato F R del D.M. 19/02/2007 - la scelta dipende dalle modalità di esecuzione dei lavori)


Si veda anche il Vademecum ENEA Visualizza PDF

Interventi su parti comuni condominiali

1. Asseverazione del tecnico abilitato o del direttore dei lavori

2. Attestato di prestazione energetica (per ogni singola unità immobiliare per la quale

3. Scheda descrittiva (contenente dati APE e dati Allegato E R del D.M. 19/02/2007)


Si veda anche il Vademecum ENEA Visualizza PDF


Per la documentazione tecnica concernente il rispetto dei requisiti di miglioramento della classificazione di rischi sismico - relativamente agli interventi che lo prevedono - si rinvia a Sismabonus, classificazione del rischio sismico delle costruzioni e relativa attestazione.

Si veda anche il Vademecum ENEA Visualizza PDF


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Modalità di pagamento delle spese e fatturazione
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Obbligo di pagamento tramite bonifico bancario ed esclusioni

Per l’Ecobonus, le modalità per effettuare i pagamenti variano a seconda che il soggetto sia titolare o meno di reddito d’impresa. In particolare, è previsto che:

- i contribuenti non titolari di reddito di impresa (quindi le persone fisiche e le società di persone - società semplici, società in nome collettivo e società in accomandita), nonché i contribuenti titolari di reddito d’impresa in contabilità semplificata devono effettuare il pagamento delle spese sostenute mediante bonifico bancario o postale, anche online N20;

- i contribuenti titolari di reddito di impresa in contabilità ordinaria sono invece esonerati dall’obbligo di pagamento mediante bonifico bancario o postale. In tal caso, la prova delle spese può essere costituita da altra idonea documentazione.

In proposito dell’Ecobonus, la Circolare 27/04/2018, n. 7/E, ha chiarito che l’obbligo di pagamento mediante bonifico non è previsto per i soggetti esercenti attività d’impresa in contabilità ordinaria, il cui reddito è determinato in base al principio di competenza, in quanto il momento dell’effettivo pagamento della spesa non assume rilevanza.

Pertanto, in sostanza, l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti, mediante lo strumento del bonifico, non è previsto dal Legislatore esclusivamente per le imprese in contabilità ordinaria, poiché l’adozione da parte di queste ultime del principio di competenza determina un’imputazione temporale delle spese agevolabili che segue una regola diversa dall’individuazione del momento in cui avviene l’esborso finanziario.

L’Agenzia delle entrate ha di converso chiarito, con l’Interpello 22/10/2018, n. 46, che per i soggetti titolari di reddito d’impresa che adottano il c.d. “regime cassa (di cui all’art. 66 del D.P.R. 917/1986), le spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica e di adeguamento antisismico, ai fini della fruizione delle relative detrazioni d’imposta, rilevano nel momento dell’effettivo pagamento secondo il principio di cassa, pertanto con obbligo di effettuare tale pagamento mediante bonifico bancario o postale.


Le copie dei pagamenti devono essere conservate a cura del contribuente.


Nel modello di versamento con bonifico bancario o postale vanno indicati:

- la causale del versamento;

- il codice fiscale del beneficiario della detrazione:

- il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico (ditta o professionista che ha effettuato i lavori).


Ai fini del riconoscimento della detrazione non è richiesta l’effettuazione del pagamento mediante bonifico per le eventuali pese relative agli oneri di urbanizzazione, all’imposta di bollo, ai diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunce di inizio lavori ed alla tassa per l’occupazione del suolo pubblico (TOSAP), trattandosi di versamenti da effettuare con modalità obbligate in favore di pubbliche amministrazioni.

Il contribuente che intenda pagare queste spese mediante bonifico non deve indicare il riferimento agli interventi di riqualificazione energetica ed ai relativi provvedimenti legislativi per evitare l’applicazione (in questo caso non dovuta) della ritenuta nei confronti del Comune (Risoluzione 04/01/2011, n. 3/E).


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Ritenuta d’acconto

L’art. 25 del D.L. 78/2010 prevede inoltre l’assoggettamento a ritenuta d’acconto alla fonte, ai fini dell’imposta sul reddito dei percipienti, dei compensi corrisposti mediante bonifici bancari o postali quale modalità obbligatoria di pagamento per beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d’imposta, cioè dei bonifici per i pagamenti di cui sopra.

La ritenuta è applicata direttamente dall’operatore bancario (vedi La Ritenuta d’acconto sui bonifici per le spese soggette a detrazione fiscale).


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Bonifico errato o incompleto

La necessità di riportare nel bonifico i dati sopra indicati nonché di applicare la prescritta ritenuta d’acconto alla fonte, ha comportato da parte degli istituti la predisposizione di modelli dedicati.

Con la Risoluzione 07/06/2012, n. 55/E, si era in un primo momento precisato che la non completa compilazione del bonifico bancario/postale pregiudica, in maniera definitiva, il rispetto da parte delle banche e di Poste italiane dell’obbligo di operare la ritenuta disposta dall’art. 25 del D.L. 78/2010 all’atto dell’accredito del pagamento, e conseguentemente il riconoscimento della detrazione.

Tuttavia, in seguito, la Circolare 18/11/2016, n. 43/E, ha chiarito che - relativamente alle agevolazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio e finalizzati al risparmio energetico in generale - la detrazione sulle spese, per le quali è previsto il pagamento con bonifico bancario, spetta anche nell’ipotesi in cui il bonifico bancario sia stato compilato in modo tale da non consentire all’istituto di adempiere correttamente all’obbligo di ritenuta ex art. 25 del D.L. 78/2010, a condizione che il beneficiario dell’accredito attesti nella dichiarazione sostitutiva di atto notorio di aver ricevuto le somme e di averle incluse nella contabilità dell’impresa ai fini della loro concorrenza alla corretta determinazione del suo reddito;

Resta fermo che, in sede di controllo, l’amministrazione finanziaria potrà verificare se il comportamento risulta posto in essere al fine di eludere il rispetto della normativa relativa all’applicazione della ritenuta.


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Interventi in condominio

Per gli interventi in condominio, il contribuente deve farsi rilasciare dall’amministratore, e conservare, una certificazione attestante il rispetto di tutte le prescrizioni legislative nonché la quota parte delle spese di pertinenza dell’unità immobiliare di sua proprietà, che è possibile portare in detrazione.


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Fatturazione

Il contribuente deve conservare le fatture relative alle spese detraibili.

I soggetti che possono fruire della detrazione sono indicati nella scheda descrittiva da trasmettere all’ENEA.

Se tuttavia non ci fosse coincidenza tra il nominativo riportato nella scheda descrittiva e l’intestazione del bonifico o della fattura, la detrazione spetta al soggetto che ha effettivamente sostenuto la spesa, a prescindere dalla circostanza che il bonifico sia stato ordinato da un conto corrente cointestato con il soggetto che risulti invece intestatario dei predetti documenti.

A tal fine è necessario che le fatture siano appositamente integrate con il nominativo del soggetto che ha sostenuto la spesa e con l’indicazione della relativa percentuale di sostenimento.

Tali integrazioni devono essere effettuate fin dal primo anno di fruizione del beneficio, essendo esclusa la possibilità di modificare, nei periodi d’imposta successivi, la ripartizione della spesa sostenuta (si vedano in proposito: Circolare 21/05/2014 n. 11/E, risposta 4.1 R; Circolare 13/05/2011 n. 20/E, risposta 2.1).


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Adempimenti nei confronti dell’Agenzia delle entrate

Nessun documento deve viceversa essere trasmesso all’Agenzia delle entrate, dal momento che l’art. 12 del D. Leg.vo 175/2014 ha cancellato l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle entrate gli interventi che proseguono oltre il periodo d’imposta, che vigeva precedentemente.



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CESSIONE DEL CREDITO

A determinate condizioni, è prevista la possibilità che i beneficiari delle agevolazioni in commento optino per la cessione del corrispondente credito in luogo della fruizione del beneficio.

La cessione del credito può avvenire:

- nei confronti dei fornitori che hanno effettuato gli interventi;

- nei confronti di soggetti privati, anche lavoratori autonomi, società ed enti;

con la possibilità che il credito sia successivamente cedibile.

È viceversa esclusa, in determinati casi, la cessione a banche e intermediari finanziari.

In alternativa alla possibile cessione del credito, vi è per alcune limitate tipologie di intervento la possibilità di ricevere un contributo di importo pari allo sconto fiscale cui avrebbe diritto, anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento, sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante.


Si rinvia per tutti i dettagli su cessione del credito e sconto in fattura a La cessione del credito per agevolazioni su interventi di risparmio energetico e antisismici.



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ALIQUOTE IVA SUGLI INTERVENTI

Alcuni degli interventi per i quali è possibile usufruire delle agevolazioni dell’Ecobonus possono rientrare tra quelli soggetti ad aliquote IVA agevolate.



3182697 6252200
GUIDE, APPROFONDIMENTI E ALTRE RISORSE
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Sito web ENEA per l’inoltro della documentazione

Gli applicativi per l’inoltro all’ENEA dei dati richiesti sono disponibili all’url:

Dal medesimo indirizzo è altresì possibile accedere ad altre risorse e documenti utili, riportati anche qui di seguito.


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Vademecum ENEA per i vari tipi di interventi e risposte a FAQ

Per ciascun tipo di lavoro l’ENEA ha predisposto una scheda riepilogativa dei requisiti tecnici richiesti e della documentazione da approntare, utili vademecum su cosa fare per chi ha intenzione di intraprendere uno dei lavori sotto indicati. I documenti in questione sono disponibili qui di seguito:

- Parti comuni condominiali (detrazioni del 70 e 75 percento) Visualizza PDF

- Serramenti e infissi Visualizza PDF

- Caldaie a condensazione Visualizza PDF

- Collettori solari Visualizza PDF

- Pompe di calore Visualizza PDF

- Coibentazione strutture Visualizza PDF

- Riqualificazione globale Visualizza PDF

- Caldaie a biomassa Visualizza PDF

- Schermature solari Visualizza PDF

- Building automation Visualizza PDF

- Sistemi ibridi Visualizza PDF

- Microcogeneratori Visualizza PDF

Si rendono disponibili anche le risposte alle domande più frequenti (FAQ), documento anch’esso predisposto dall’ENEA, rammentando che le risposte fornite hanno il valore di valutazioni ENEA, che in ogni caso non potranno costituire giurisprudenza. Questo il sommario delle risposte a domande frequenti per argomenti:

- quesiti sulla procedura di trasmissione;

- coibentazione parti opache, sostituzione dei serramenti e installazione delle schermature solari (comma 345 R dell’art. 1 della L. 296/2006);

- collettori solari termici (comma 346 R dell’art. 1 della L. 296/2006);

- impianti termici (comma 347 R dell’art. 1 della L. 296/2006);

- quesiti di natura fiscale.

Scarica le FAQ: Visualizza PDF (aggiornamento dicembre 2019).


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Guida Agenzia entrate risparmio energetico

Scarica la guida: Visualizza PDF (aggiornamento marzo 2019).




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