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Ultimo aggiornamento
21/02/2019

Il credito d’imposta per la ristrutturazione di alberghi e strutture ricettive

Aspetti generali; Aumenti di cubatura; Riparto del credito d’imposta e cumulo con altre agevolazioni; Soggetti beneficiari; Interventi e spese ammissibili (con tabella riepilogativa); Presentazione istanze (con tabella riepilogativa); Fruizione del credito d’imposta; Aspetti pratici.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica
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GENERALITà SUL CREDITO D’IMPOSTA DI CUI AL D.L. 83/2014
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Interventi previsti e ammontare del credito nel triennio 2014-2016

L’articolo 10 del D.L. 83/2014 (cosiddetto “art bonus”, convertito in legge dalla L. 106/2014) ha introdotto - inizialmente per i soli periodi d’imposta 2014, 2015 e 2016 - un credito d’imposta nella misura del 30% delle spese sostenute fino ad un massimo di 200.000 Euro (e pertanto con un tetto massimo di spesa di 666.667 Euro) per:

- gli interventi edilizi di cui all’art. 3 del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettere b), c) e d):

b) manutenzione straordinaria;

c) restauro e risanamento conservativo;

d) ristrutturazione edilizia;

- gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;

- gli interventi di efficientamento energetico;

- l’acquisto di mobili e componenti d’arredo destinati agli immobili oggetto degli interventi.


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Proroga, rimodulazione e ampliamento per il 2017 e 2018

L’art. 1 della L. 232/2016, commi 4-7, ha previsto il riconoscimento del suddetto credito d’imposta anche per gli anni 2017 e 2018, ampliandolo nella misura del 65% delle spese sostenute (pertanto, fermo restando il limite massimo del credito d’imposta pari a 200.000 Euro, con un tetto massimo di spesa di 307.692,30 Euro), a condizione che gli interventi da realizzarsi rientrino negli:

- gli interventi edilizi di cui all’art. 3 del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettere b), c) e d):

b) manutenzione straordinaria;

c) restauro e risanamento conservativo;

d) ristrutturazione edilizia;

- interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;

- acquisto di mobili e complementi d’arredo destinati esclusivamente alla struttura ricettiva;

ed altresì abbiano anche (alternativamente) finalità di:

- messa in sicurezza statica;

- incremento dell’efficienza energetica.

In seguito, l’art. 12-bis del D.L. 24/04/2017, n. 50 (convertito in legge dalla L. 21/06/2017, n. 96) ha confermato che il credito d’imposta in oggetto è riconosciuto anche per le spese relative a ulteriori interventi, compresi quelli per l’acquisto di mobili e componenti d’arredo, a condizione che il beneficiario non ceda a terzi né destini a finalità estranee all’esercizio di impresa i beni oggetto degli investimenti prima dell’ottavo periodo d’imposta successivo.


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Aumenti di cubatura

Con l’art. 1 della L. 208/2015, comma 320, si era altresì previsto di estendere il credito d’imposta per la riqualificazione degli alberghi anche nel caso in cui la ristrutturazione edilizia comporti un aumento della cubatura complessiva, qualora sia effettuata nel rispetto della normativa vigente. Si demanda ad un decreto ministeriale da emanarsi l’attuazione di quanto sopra.


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Riparto del credito d’imposta e cumulo con altre agevolazioni

Il credito d’imposta, prorogato e modificato come visto in precedenza, è ripartito in due quote annuali di pari importo e può essere utilizzato a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati.

Il tetto di spesa deve essere inteso complessivamente nel periodo coperto dal credito d’imposta. In pratica, i 307.692,30 Euro che portano alla fruizione del massimo del credito d’imposta pari a 200.000 Euro possono essere spesi per nell’intero periodo, e non invece in ciascun anno.

Il credito d’imposta è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con altre agevolazioni di natura fiscale, ad esempio con le ordinarie detrazioni per gli interventi di ristrutturazione, efficientamento energetico, messa in sicurezza statica. La possibilità di fruire del credito d’imposta in due anni ed il tetto di spesa più alto rendono questa misura certamente più appetibile rispetto alla maggior parte delle altre agevolazioni possibili.


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Misure di attuazione triennio 2014-2016 (D. Min. Beni e Att. Culturali 07/05/2015)

Il D. Min. Beni e Att. Culturali 07/05/2015 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17/06/2015, n. 138 - ha attuato le disposizioni in oggetto, disciplinando in particolare i seguenti aspetti:

- tipologie di strutture ricettive ammesse al credito di imposta;

- specifiche tipologie di interventi ammessi al beneficio, nell’ambito di quelle sopra indicate;

- procedure per l’ammissione al beneficio, che avviene secondo l’ordine cronologico di presentazione delle relative domande, nei limiti di spesa previsti dalla legge;

- soglie massime di spesa eleggibile per singola voce di spesa sostenuta;

- procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo del credito d’imposta.


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Misure di attuazione 2017-2018 (D. Min. Beni e Att. Culturali 20/12/2017, n. 598)

Il D. Min. Beni e Att. Culturali 20/12/2017, n. 598 ha attuato le disposizioni in oggetto a seguito delle modifiche introdotte per il biennio 2017-2018, disciplinando in particolare i seguenti aspetti:

- tipologie di strutture ricettive ammesse al credito di imposta;

- specifiche tipologie di interventi ammessi al beneficio, nell’ambito di quelle sopra indicate;

- soglie massime di spesa eleggibile per singola voce di spesa sostenuta;

- criteri di verifica e accertamento dell’effettività delle spese sostenute;

- procedure per l’ammissione al beneficio, che avviene secondo l’ordine cronologico di presentazione delle relative domande, nei limiti di spesa previsti dalla legge;

- procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo del credito d’imposta;

- modalità per garantire il rispetto del limite massimo di spesa.

Il precedente D.M. 07/05/2015 rimane applicabile per i procedimenti in corso.



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DETTAGLI TAX CREDIT 2017-2018
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Soggetti beneficiari
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Strutture alberghiere

Quanto alla tipologia di esercizi interessati, il D.M. 598/2017 precisa che si intende per “struttura alberghiera”: “una struttura aperta al pubblico, a gestione unitaria, con servizi centralizzati che fornisce alloggio, eventualmente vitto ed altri servizi accessori, in camere situate in uno o più edifici. Tale struttura è composta da non meno di sette camere per il pernottamento degli ospiti. Sono strutture alberghiere gli alberghi, i villaggi d’albergo, le residenze turistico-alberghiere, gli alberghi diffusi, i condhotel e i marina resort di cui agli articoli 31 e 32 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, nonché quelle individuate come tali dalle specifiche normative regionali”.


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Agriturismi

Con la L. 232/2016 si è inoltre provveduto ad includere tra i beneficiari del credito di imposta anche le strutture che svolgono attività agrituristica, come definita dalla L. 20/02/2006, n. 96, e dalle norme regionali vigenti.


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Stabilimenti termali

L’art. 1 della L. 205/2017, commi 17 e 18, ha esteso il credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture alberghiere anche alle strutture che prestano cure termali, per la realizzazione di piscine termali e per l’acquisizione di attrezzature ed apparecchiature necessarie per lo svolgimento delle attività termali.

Tuttavia, il decreto attuativo, D.M. 598/2017, non ha espressamente menzionato tale tipologia di strutture all’art. 2, comma 1, lettera a), tra quelle destinatarie dell’agevolazione. Non è pertanto chiaro se tali strutture possano accedere al credito d’imposta secondo le modalità previste dal decreto in commento, in forza della espressa previsione legislativa in tal senso.


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Data costituzione imprese per la fruizione

Si precisa che il credito d’imposta è riservato alle imprese esistenti alla data del 01/01/2012.


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Interventi e spese ammissibili

La L. 232/2016 (Legge di bilancio 2017) ha previsto il riconoscimento del suddetto credito d’imposta anche per gli anni 2017 e 2018, ampliandolo nella misura del 65% delle spese sostenute (pertanto con un massimo di spesa di 307.692,30 Euro), a condizione che gli interventi da realizzarsi rientrino negli:

- gli interventi edilizi di cui all’art. 3 del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettere b), c) e d):

b) manutenzione straordinaria;

c) restauro e risanamento conservativo;

d) ristrutturazione edilizia;

- interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;

- acquisto di mobili e complementi d’arredo destinati esclusivamente alla struttura ricettiva;

ed altresì abbiano anche (alternativamente) finalità di:

- messa in sicurezza statica;

- incremento dell’efficienza energetica.

In seguito, l’art. 12-bis del D.L. 24/04/2017, n. 50 (convertito in legge dalla L. 21/06/2017, n. 96) ha confermato che il credito d’imposta in oggetto è riconosciuto anche per le spese relative a ulteriori interventi, compresi quelli per l’acquisto di mobili e componenti d’arredo, a condizione che il beneficiario non ceda a terzi né destini a finalità estranee all’esercizio di impresa i beni oggetto degli investimenti prima dell’ottavo periodo d’imposta successivo.

Qui di seguito una tabella riepilogativa che, sulla base di quanto disposto dal decreto attuativo, D.M. 598/2017, riepiloga tipologie di interventi ammessi, dettagli e singole spese ammissibili.


TIPO INTERVENTO

DETTAGLIO INTERVENTO

SPESE AMMISSIBILI

1. Interventi di manutenzione straordinaria di cui all’articolo 3 del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettera b)

Opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici.

Opere e modifiche necessarie per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitarie tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso.

Interventi consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico, purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’ uso.

Servizi igienici, sia come nuova costruzione che in ampliamento dei volumi di quelli esistenti.

Demolizione e ricostruzione anche con modifica della sagoma ma nel rispetto della volumetria, con esclusione degli immobili soggetti a vincolo ai sensi del D. Leg.vo 42/2004, per i quali è necessario il rispetto sia del volume che della sagoma.

Ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza anche con modifica della sagoma; sono esclusi gli immobili soggetti a vincolo ai sensi del D. Leg.vo 42/2004, per i quali è necessario il rispetto sia del volume che della sagoma.

Modifica dei prospetti dell’edificio, effettuata, tra l’altro, con apertura di nuove porte esterne e finestre, o sostituzione dei prospetti preesistenti con altri aventi caratteristiche diverse materiali, finiture e colori.

Realizzazione di balconi e logge.

Recupero dei locali sottotetto, trasformazione di balconi in veranda.

Sostituzione di serramenti esterni, da intendersi come chiusure apribili e assimilabili, quali porte, finestre e vetrine anche se non apribili, comprensive degli infissi, con altri aventi le stesse caratteristiche e non ammissibili ad altre agevolazioni fiscali.

Sostituzione di serramenti interni (porte interne) con altri aventi caratteristiche migliorative rispetto a quelle esistenti (in termini di sicurezza, isolamento acustico).

Installazione di nuova pavimentazione o sostituzione della preesistente con modifica della superficie e dei materiali, privilegiando materiali sostenibili provenienti da fonti rinnovabili, tra i quali il legno, anche con riferimento ai pontili galleggianti.

Installazione o sostituzione di impianti di comunicazione ed allarme in caso di emergenza e di impianti di prevenzione incendi ai sensi della vigente normativa.

2. Interventi di restauro e di risanamento conservativo di cui all’articolo 3 del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettera c)

Interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili.

Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio.

3. Interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 3 del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettera d)

Interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.

Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti.

Nell’ambito degli interventi di cui al presente numero sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza.

Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del D. Leg.vo 42/2004, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di riqualificazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell’edificio preesistente.

Interventi di eliminazione delle barriere architettoniche

Gli interventi volti ad eliminare gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea; gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti; la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.

Progettazione e realizzazione di prodotti, ambienti, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate.

Interventi volti a eliminare le barriere sensoriali e della comunicazione.

Sostituzione di finiture (pavimenti, porte, infissi esterni, terminali degli impianti), il rifacimento o l’adeguamento di impianti tecnologici (servizi igienici, impianti elettrici, citofonici, impianti di ascensori, domotica).

Interventi di natura edilizia più rilevanti, quali il rifacimento di scale ed ascensori, l’inserimento di rampe interne ed esterne agli edifici e di servoscala o piattaforme elevatrici.

Realizzazione ex novo di impianti sanitari (inclusa la rubinetteria) dedicati alle persone portatrici di handicap, così come la sostituzione di impianti sanitari esistenti con altri adeguati all’ospitalità delle persone portatrici di handicap.

Sostituzione di serramenti interni (porte interne, anche di comunicazione) in concomitanza di interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche.

Installazione di sistemi domotici atti a controllare in remoto l’apertura e chiusura di infissi o schermature solari.

Sistemi e tecnologie volte alla facilitazione della comunicazione ai fini dell’accessibilità.

Interventi di incremento dell’efficienza energetica

Interventi di riqualificazione energetica, ovvero interventi che conseguono un indice di prestazione energetica per la climatizzazione non superiore ai valori definiti dall’Allegato A al D. Min. Sviluppo Econ. 16/02/2016.

Interventi sull’involucro edilizio: interventi su un edificio esistente, parti di un edificio esistente o unità immobiliari esistenti, riguardante strutture opache verticali e orizzontali (pareti, coperture e pavimenti), delimitanti il volume riscaldato verso l’esterno e verso vani non riscaldati, che rispettano i requisiti di trasmittanza termica definiti dal D. Min. Sviluppo Econ. 16/02/2016.

Interventi di sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione con:

- impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione;

- impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza ovvero impianti geotermici a bassa entalpia, e contestuale messa a punto ed equilibratura del sistema di distribuzione;

- impianti di cogenerazione o rigenerazione ad alto rendimento e contestuale messa a punto ed equilibratura del sistema di distribuzione.

Installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.

Installazione di schermature solari esterne mobili finalizzate alla riduzione dei consumi per condizionamento estivo.

Coibentazione degli immobili ai fini della riduzione della dispersione termica.

Installazione di pannelli solari termici per produzione di acqua.

Realizzazione di impianti elettrici, termici e idraulici finalizzati alla riduzione del consumo energetico (impianti di riscaldamento ad alta efficienza, sensori termici, illuminazioni led, attrezzature a classe energetica A, A+, A++, A+++).

Interventi di cui all’art. 16-bis del D.P.R. 917/1986, comma 1, lettera i), relativi all’adozione di misure antisismiche

Interventi relativi all’adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali, per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione.

Valutazione della classe di rischio.

Progettazione degli interventi.

Interventi di tipo locale.

Interventi di miglioramento del comportamento sismico.

Acquisto di mobili e componenti d’arredo destinati esclusivamente alle strutture ricettive

Acquisto, rifacimento o sostituzione di cucine o di attrezzature professionali per la ristorazione, quali, tra l’altro, apparecchiature varie di cottura, forni, armadi frigoriferi e congelatori, macchine per la preparazione dinamica, elementi per la preparazione statica, macchine per il lavaggio delle stoviglie, macchine per il lavaggio dei tessuti, abbattitori di temperatura, produttori di ghiaccio, con altri aventi caratteristiche migliorative rispetto a quelle esistenti, in termini di sicurezza, efficienza energetica, prestazioni.

Acquisto di mobili e complementi d’arredo da interno e da esterno, quali, tra gli altri, tavoli, scrivanie, sedute imbottite e non, altri manufatti imbottiti, mobili contenitori, letti e materassi, gazebo, pergole, ombrelloni, tende da sole, zanzariere.

Acquisto di mobili fissi, quali, tra gli altri, arredi fissi per bagno, pareti e cabine doccia, cucine componibili, boiserie, pareti interne mobili, apparecchi di illuminazione.

Acquisto di pavimentazioni di sicurezza, arredi e strumentazioni per la convegnistica, attrezzature per parchi giochi e attrezzature sportive pertinenziali.

Acquisto di arredi e strumentazioni per la realizzazione di centri benessere ubicati all’interno delle strutture ricettive.


Con l’art. 1 della L. 208/2015, comma 320, si è previsto di estendere il credito d’imposta per la riqualificazione degli alberghi anche nel caso in cui la ristrutturazione edilizia comporti un aumento della cubatura complessiva, qualora sia effettuata nel rispetto della normativa vigente. Si demanda ad un decreto ministeriale da emanarsi l’attuazione di quanto sopra.


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Aspetti pratici
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Presentazione istanze

A seguito del trasferimento di competenze dal Ministero per i beni e le attività culturali al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, si è resa necessaria la riprogettazione della procedura di inoltro delle istanze.

Le domande per il riconoscimento del credito d’imposta devono essere presentate secondo modalità telematiche, insieme all’attestazione di effettività delle spese sostenute, tramite il Portale dei Procedimenti all’indirizzo: http://bandi.servizi.politicheagricole.it/taxcredit/

Di seguito la tabella riepilogativa delle scadenze.


Per le spese sostenute nell’anno

Presentazione nell’anno

Periodo per la compilazione dell’istanza sul Portale dei procedimenti

Click day

2017

2018

dal 25/01/2018 ore 10:00 al 22/02/2018 ore 14.00

dal 26/02/2018 ore 10:00

al 27/02/2018 ore 16:00

2018

2019

dal 21/02/2019 ore 10:00 al 21/03/2019 ore 16:00

dal 03/04/2019 ore 10:00 al 04/04/2019 ore 16:00


1583854 5362385
Fruizione del credito d’imposta

Per la fruibilità del credito d’imposta riconosciuto, bisogna consultare le istruzioni per la compilazione del modello UNICO 2018 pubblicato sul sito dell’Agenzia delle entrate, alla voce Riqualificazione strutture ricettive turistico-alberghiere.

In ogni caso, ai sensi dell’art. 2946 del Codice civile, il credito d’imposta riconosciuto può essere utilizzato entro 10 anni.


1583854 5362386
Indicazioni operative 2017-2018

Per tutti gli altri aspetti pratici si rinvia al Manuale utente (versione del 19/02/2019) Visualizza PDF ed alle FAQ Visualizza PDF .



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DETTAGLI TAX CREDIT TRIENNIO 2014-2016
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Soggetti beneficiari
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Strutture alberghiere

Quanto alla tipologia di esercizi interessati, il D.M. 07/05/2015 precisa che si intende per “struttura alberghiera”: “una struttura aperta al pubblico, a gestione unitaria, con servizi centralizzati che fornisce alloggio, eventualmente vitto ed altri servizi accessori, in camere situate in uno o più edifici. Tale struttura è composta da non meno di sette camere per il pernottamento degli ospiti. Sono strutture alberghiere gli alberghi, i villaggi d’albergo, le residenze turistico-alberghiere, gli alberghi diffusi, i condhotel e i marina resort di cui agli articoli 31 e 32 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, nonché quelle individuate come tali dalle specifiche normative regionali”.


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Agriturismi

Con la L. 232/2016 si è inoltre provveduto ad includere tra i beneficiari del credito di imposta anche le strutture che svolgono attività agrituristica, come definita dalla L. 20/02/2006, n. 96, e dalle norme regionali vigenti.


1583854 5362391
Stabilimenti termali

Infine, l’art. 1 della L. 205/2017 (commi 17 e 18) ha esteso il credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture alberghiere anche alle strutture che prestano cure termali, per la realizzazione di piscine termali e per l’acquisizione di attrezzature ed apparecchiature necessarie per lo svolgimento delle attività termali.


1583854 5362392
Data costituzione imprese per la fruizione

Si precisa che il credito d’imposta è riservato alle imprese esistenti alla data del 01/01/2012.


1583854 5362393
Aspetti pratici
1583854 5362394
Presentazione istanze

Le domande per il riconoscimento del credito d’imposta devono essere presentate secondo modalità telematiche, insieme all’attestazione di effettività delle spese sostenute, tramite il Portale dei Procedimenti https://procedimenti.beniculturali.gov.it

In relazione al modello UNICO 2017 - Periodo d’imposta 2016 - i termini sono scaduti. Si è in attesa delle nuove indicazioni, che saranno presumibilmente precedute dall’aggiornamento, come previsto, delle misure attuative.


1583854 5362395
Fruizione del credito d’imposta

Le modalità per la fruizione sono contenute nel Provv. Ag. Entrate 14/01/2016, n. 6743, il quale chiarisce che l’agevolazione è fruibile esclusivamente in compensazione tramite la presentazione del modello F24 attraverso i servizi telematici Entratel e Fisconline, dell’Agenzia. In caso contrario il versamento è scartato. Il provvedimento delinea altresì le modalità per lo scambio dei dati tra il Ministero dei beni e le attività culturali e l’Agenzia delle entrate, nonché dei controlli effettuati da questa.

Quanto infine alle variazioni agli elenchi delle imprese beneficiarie già trasmessi dal Mibact, nonché alle eventuali revoche di crediti già concessi, sono comunicate all’Agenzia delle entrate entro 15 giorni da quando il Ministero ha conoscenza dell’evento che ha determinato la variazione o la revoca. In tali casi, il modello F24 è presentato telematicamente all’Agenzia delle entrate a partire dal terzo giorno lavorativo successivo a quello di comunicazione delle variazioni e delle revoche.


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Tutorial 2014-2016

Per tutti gli altri aspetti pratici si rinvia al tutorial ministeriale, scaricabile al seguente link.


legislazionetecnica.it

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