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16/11/2018

Autorizzazione paesaggistica comunale: presupposti e limiti per l’annullamento

Il Consiglio di Stato ha ribadito importanti principi su presupposti e limiti dell’annullamento di una autorizzazione paesaggistica comunale da parte della Soprintendenza.

Nel caso di specie, la Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Bari, aveva annullato il provvedimento del comune di Castrignano del Capo che aveva autorizzato la realizzazione di una struttura precaria per la balneazione su area demaniale della Marina di Leuca, comportante la realizzazione di scavi sulla scogliera per la realizzazione di una fossa biologica e di un pozzo nero.

Il Consiglio di Stato:
- ha rilevato che il Comune aveva compiuto un’adeguata istruttoria, valutando in concreto la natura, essenzialmente precaria, delle opere e la compatibilità delle stesse con il regime vincolistico, e
- confermato l’annullamento da parte del T.A.R. del decreto di annullamento della Soprintendenza, in quanto quest’ultima aveva sovrapposto la propria valutazione di merito a quella riservata all’ente locale.

La Sent. C. Stato 30/10/2018, n. 6177, in proposito, ha richiamato la giurisprudenza amministrativa consolidata, in base alla quale l'eventuale annullamento del nulla osta paesaggistico comunale da parte della Soprintendenza risulta riferibile a qualsiasi vizio di legittimità ivi compreso l’eccesso di potere in ogni sua figura sintomatica (sviamento, insufficiente motivazione, difetto di istruttoria, illogicità manifesta).

L’unico limite che la Soprintendenza competente incontra in tema di annullamento dell'autorizzazione paesaggistica è costituito dal divieto di effettuare un riesame complessivo delle valutazioni compiute dall'ente competente tale da consentire la sovrapposizione o sostituzione di una nuova valutazione di merito a quella compiuta in sede di rilascio dell'autorizzazione.

Dalla redazione