Flash news del
14/11/2017

Liguria, dissesto idrogeologico e affidamento lavori

La D.G.R. Liguria 18/10/2017, n. 829, pubblicata sul BURL 08/11/2017, n. 45 Parte II, ha approvato le linee guida per la formazione di un elenco di imprese per l’affidamento di lavori, di importo da € 150.000 a € 1.000.000, relativi a interventi in materia di dissesto idrogeologico.

La D.G.R. Liguria 18/10/2017, n. 829 ha stabilito che la domanda per l’iscrizione nell’elenco delle imprese per l’affidamento dei lavori per interventi in materia di dissesto idrogeologico, mediante procedure negoziate ai sensi della lettera c) comma 2 dell’articolo 36 del D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50 (Codice appalti), possa essere presentata dai soggetti indicati dall’articolo 45 del D. Leg.vo 50/2016 in possesso di specifici requisiti di ammissione, tra i quali il possesso di almeno una delle seguenti categorie (OG1, OG3, OG6, OG7, OG8, OG12, OG13, OS1, OS12-A, OS12-B, OS20-A, OS20-B, OS21, OS35).
La stazione appaltante procederà alla formazione dell'elenco delle imprese mediante l’inserimento dei soggetti che avranno presentato istanza e alla verifica della veridicità delle dichiarazioni con controlli a campione. L’elenco delle imprese avrà validità triennale ma potrà essere aggiornato annualmente. Nei criteri di selezione delle imprese verrà garantito il rispetto dei principi di imparzialità, parità di trattamento e rotazione. Previsto l’obbligo di presa visione preventiva da parte dell’impresa invitata, sia degli elaborati progettuali che dei luoghi di esecuzione dei lavori.
 

Dalla redazione

Whistleblowing: approvato il DDL con le nuove disposizioni

La Camera ha approvato il 15/11/2017 il DDL che modifica l’art. 54-bis del D. Leg.vo 165/2001 e l'art. 6 del D. Leg.vo 231/2002 sul tema del cd. whistleblowing. Il provvedimento è ora in attesa di pubblicazione in Gazzetta.

Le norme trattano in particolare della protezione del dipendente, sia pubblico che privato, che segnali illeciti, rispetto a misure discriminatorie o comunque penalizzanti, entro il rapporto di lavoro, pubblico o privato.

TUTELA DEL DIPENDENTE PUBBLICO - Si prevede che chi - in buona fede e nell'interesse dell'integrità della P.A. - segnali al Responsabile anticorruzione dell'ente o all'ANAC ovvero denunci all'Autorità giudiziaria le condotte illecite o di abuso di cui sia venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto di lavoro, non possa essere - per motivi collegati alla segnalazione - soggetto a sanzioni, licenziato o sottoposto a misure organizzative che abbiano effetto negativo di sorta sulle condizioni di lavoro.
L'ambito della segnalazione - comunque sottratta al diritto d'accesso agli atti previsto dalla
L. 241/1990 - risulta il medesimo rispetto a quello di cui al vigente articolo 54-bis del D. Leg.vo 165/2001 (Testo unico del pubblico impiego), riferendosi a “condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza” il dipendente pubblico.
L'adozione eventuale delle misure discriminatorie va comunicata dall'interessato o dai sindacati più rappresentativi all’ANAC, la quale a sua volta ne dà comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica e agli altri organismi di garanzia, per le determinazioni di competenza.
La nuova disciplina, rispetto al vigente art. 54-bis del D. Leg.vo 165/2001 si applicherebbe alle segnalazioni fatte dal dipendente pubblico in buona fede, ritenendosi tali quelle circostanziate mosse “nella ragionevole convinzione, fondata su elementi di fatto”, che la condotta illecita si sia verificata.
L’identità del segnalante non può essere rilevata.

TUTELA DEL DIPENDENTE O COLLABORATORE PRIVATO- Il DDL modifica l’art. 6 del D. Leg.vo 231/2001, con riguardo ai modelli di organizzazione e di gestione dell'ente idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi, e la cui adozione esclude la responsabilità dell'ente medesimo.
Secondo i requisiti aggiunti con le modifiche, i modelli devono contemplare canali e modalità idonee per effettuare le segnalazioni, misure per tutelare l’identità del segnalante, il divieto di ritorsioni e atti discriminatori.

Toscana, aggiornati i moduli unici per l’edilizia

Sul Suppl. n. 164 al BURT 15/11/2017, n. 46 Parte II pubblicato il D. Dirig. Toscana 07/11/2017, n. 16086 che aggiorna la modulistica unificata in materia edilizia approvata con Delib. G.R. 25/09/2017, n. 1031.

Con D. Dirig.R. Toscana 07/11/2017, n. 16086 si è provveduto ad un ulteriore aggiornamento di alcuni modelli unici in materia edilizia (Attestazione Asseverata di Agibilità; Permesso di Costruire - Istanza e Relazione tecnica di asseverazione; SCIA - Relazione tecnica di asseverazione) al fine di tener conto di alcune modifiche normative intervenute.
Dopo l'entrata in vigore del
D. Leg.vo 222/2016, con l’Accordo Conf. Unificata 04/05/2017, n. 46/CU e con l’Accordo Conf. Unificata 06/07/2017, n. 76/CU e l’Accordo Conf. Unificata 06/07/2017, n. 77/CU sono stati adottati i moduli unici nazionali in materia di attività commerciali e assimilate e in materia di attività edilizia. Così come previsto dagli Accordi, e per quanto riguarda la modulistica in materia edilizia, la Regione Toscana ha provveduto, dapprima con le Delib. G.R. Toscana 19/06/2017, n. 646, che ha approvato la modulistica in via provvisoria. In seguito, con l'emanazione della L.R. Toscana 50/2017 che ha adeguato la L.R. 65/2014 sul governo del territorio alle modifiche al D.P.R. 380/2001 di cui al D. Leg.vo 222/2016, la Delib. G.R. Toscana 25/09/2017, n. 1031 ha approvato i moduli unici regionali in via definitiva, adeguando così nei termini i moduli unici nazionali alle specifiche normative regionali di settore.
Si ricorda che l'efficacia dei moduli approvati in via definitiva decorre dal 01/10/2017, ovvero dalla data di entrata in vigore della L.R. Toscana 50/2017.