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12/03/2018

Toscana: chiarimenti sull'equo compenso dei professionisti

La Regione Toscana ha riepilogato le regole atte a garantire l'equo compenso dei professionisti. Le disposizioni dovranno essere rispettate dagli uffici regionali e dagli enti dipendenti della Regione. Vietati gli incarichi gratuiti. Stop ai bandi pubblici con compensi zero o sponsorizzazioni e rimborsi come forme di corrispettivo per il professionista.

I compensi dovranno essere proporzionati alla quantità e qualità del lavoro svolto e al contenuto e alle caratteristiche della prestazione, dovranno essere conformi ai parametri ministeriali e non dovranno essere previste clausole vessatorie nei contratti. Non potranno più essere previsti compensi gratuiti per incarichi e prestazioni richieste a qualsiasi tipologia di libero professionista.

La Decisione di Giunta n. 29 del 06/03/2018 chiarisce come il D.L. 148/2017 abbia esteso il principio, definito dell’equo compenso, alle prestazioni rese da tutti i professionisti, prevedendo che “La pubblica amministrazione, in attuazione dei principi di trasparenza, buon andamento ed efficacia delle proprie attività, garantisce il principio dell'equo compenso in relazione alle prestazioni rese dai professionisti” e ha definito vessatorie, fra le altre, le clausole del contratto di affidamento che consentono al committente di pretendere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito.
La Decisione continua elencando i decreti ministeriali in vigore ai quali far riferimento per varie categorie professionali: avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, professioni sanitarie e, infine, professioni tecniche per le quali, si legge, si applicano le tabelle del decreto del Ministero della Giustizia del 17/06/2016.

Le professioni tecniche coinvolte sono quelle di agrotecnico, architetto, pianificatore, paesaggista e conservatore, biologo, chimico, dottore agronomo e dottore forestale, geometra e geometra laureato, geologo, ingegnere, perito agrario, perito industriale, tecnologo alimentare.
Per le categorie che non hanno ancora dei parametri di riferimento si dovrà aspettare la prevista emanazione di successivi decreti ministeriali.
Alle regole approvate si atterrà per prima la Regione Toscana, ma sono tenuti ad applicarle anche tutti gli enti dipendenti dalla Regione stessa, come quelli del sistema sanitario regionale, l'Arpat, Toscana promozione, Artea, Toscana sviluppo, l'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario, l'Autorità portuale regionale e i parchi regionali.
Sono regole che varranno per le opere edili, per le strutture, gli impianti, le infrastrutture per la mobilità, le opere idrauliche, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, il paesaggio, l’ambiente, la naturalizzazione, l’agroalimentare, la zootecnica, la ruralità, le foreste, oltre alle opere legate al territorio e all’urbanistica.

Commenta il provvedimento il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi: “Il lavoro va adeguatamente retribuito e le amministrazioni pubbliche non devono più corrispondere compensi non correttamente parametrati o, a maggior ragione, pretendere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito”.
 

Dalla redazione