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03/12/2018

Riforma del Codice appalti: Report della consultazione online sul sito del MIT

Il 28/11/2018 il Ministero delle Infrastrutture e trasporti (MIT) ha pubblicato il Report con i risultati della consultazione pubblica per la riforma del Codice appalti (D. Leg.vo 50/2016), svoltasi dal 08/08/2018 al 10/09/2018.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in vista di un futuro intervento di riforma del Codice appalti, di cui al D. Leg.vo 50/2016, aveva avviato in data 08/08/2018 una consultazione pubblica on line, al fine di garantire la massima partecipazione delle parti interessate e dar vita ad una scelta il più possibile condivisa.

L’obiettivo dell’intervento di riforma è di:
i) garantire l’efficienza del sistema dei contratti pubblici;
ii) procedere alla semplificazione del quadro normativo, assicurandone la chiarezza;
iii) eliminare le criticità sul piano normativo e, conseguentemente, sul piano applicativo.

La consultazione on line è stata effettuata su una serie di temi di riflessione, separatamente proposti col riferimento ad argomenti indicati sinteticamente, preceduti dall'indicazione del riferimento normativo all’interno del D. Leg.vo 50/2016. L’indicazione dei temi di riflessione non esauriva il perimetro della consultazione; era possibile infatti segnalare ulteriori tematiche in relazione alle quali si riteneva che sussistessero profili di criticità, indicando contestualmente le soluzioni normative corrispondenti.

Il 10/09/2018 si è conclusa la consultazione pubblica ed il MIT il 28/11/2018 ha pubblicato il Report - Consultazione sul Codice dei Contratti - che evidenzia i temi dibattuti su cui si richiedono modifiche.

Il Report fornisce la dimensione quantitativa e qualitativa della partecipazione, sia attraverso appositi grafici riepilogativi, sia attraverso schede dedicate a ciascuna tematica.

Dalle conclusioni del Report emerge che i temi predefiniti che hanno destato il maggior interesse, con richieste di profonda modifica degli istituti, sono stati:
a) il subappalto (art. 105, del D. Leg.vo 50/2016);
b) i criteri di aggiudicazione (art. 95, commi 4 e 5, del D. Leg.vo 50/2016);
c) la disciplina dell’anomalia (art. 97, commi 2 e 3, del D. Leg.vo 50/2016);
d) i dati oggetto di pubblicazione e i termini di decorrenza anche ai fini dell’impugnativa (art. 29, commi 1 e 2, del D. Leg.vo 50/2016);
e) la nomina e i requisiti del RUP (art. 31, comma 1, del D. Leg.vo 50/2016);
f) i motivi di esclusione (art. 80 del D. Leg.vo 50/2016);
g) gli incentivi per le funzioni tecniche (art. 113 del D. Leg.vo 50/2016).

Inoltre, soprattutto le pubbliche amministrazioni hanno chiesto profonde modifiche degli istituti di cui alle lettere a), d), e), f), g). Esse hanno anche proposto la riforma della disciplina delle commissioni giudicatrici e dell’albo dei commissari presso l’ANAC (art. 77, commi 1 e 3, del D. Leg.vo 50/2016).
Sui medesimi temi si è registrata la sostanziale convergenza delle aziende private e dei liberi professionisti, con un maggior interesse rispetto alla riforma dei criteri di aggiudicazione (art. 95, commi 4 e 5, del D. Leg.vo 50/2016), di quelli di nomina dei Responsabili Unici del Procedimento (RUP) e dei relativi requisiti (art. 31, comma 1, del D. Leg.vo 50/2016).

Una netta presa di posizione con richiesta di abrogazione, sia pur con contributi numericamente meno ampi dei precedenti, ha riguardato:
- la soft law e le linee guida (art. 213 del D. Leg.vo 50/2016), con una sostanziale richiesta di superamento dell’esperienza che avrebbe determinato incertezza e instabilità del quadro normativo;
- il rito c.d. super speciale, ritenuto inidoneo sul piano processuale a raggiungere l’obiettivo di deflazionare il contenzioso (come emerge dall’analisi congiunta dei contributi pervenuti sull’art. 204, comma 1, del D. Leg.vo 50/2016, lett. b) e d), e sull’ art. 29, comma 1 del D. Leg.vo 50/2016);
- l’avvalimento (art. 89, commi 2 e 4, del D. Leg.vo 50/2016), per evitare che imprese non adeguatamente qualificate partecipino alle gare. 

Dalla redazione