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23/07/2018

Ordinanze contingibili e urgenti e accesso alle spiagge

Lo strumento dell’ordinanza contingibile ed urgente è inutilizzabile dalla pubblica amministrazione per regolamentare l’accesso alle spiagge, come precisato dal TAR Sardegna in una recente pronuncia.

a cura di Mario Tocci
(avvocato e docente di Legislazione dei Beni Culturali nell’Università degli Studi di Sassari)

Le ordinanze contingibili ed urgenti di cui alle disposizioni dei commi 4 e 4-bis dell’art. 54 del D. Leg.vo 267/2000 (emendate alla stregua del disposto dell’art. 8 del D.L. 20/02/2017 n. 14, convertito con modificazioni dalla L. 18/04/2017 n. 48, a sua volta emanato concordemente alla sentenza della Corte Costituzionale n. 115/2011) non possono essere utilizzate al fine di imporre l’ablazione di sbarramenti ovvero recinzioni insistenti su una strada sterrata e impeditive del libero accesso alle spiagge.
A tale condivisibile conclusione è pervenuta la sentenza della prima sezione del TAR Sardegna 05/06/2018, n. 548.
Secondo i giudici amministrativi sardi, infatti, l’ordinanza contingibile ed urgente può essere sorretta unicamente dalle necessità di contrastare gravi pericoli per l’integrità fisica della popolazione ovvero di prevenire e reprimere l’insorgenza di fenomeni criminosi o di illegalità.
Orbene, la mera esistenza di strutture d’ostacolo all’accesso alle spiagge non è di per sé pregiudizievole per la salute pubblica né è idonea ipso facto ad integrare la commissione di un illecito.
Nondimeno, il collegio decidente mostra di volere recepire l’insegnamento del Consiglio di Stato, il quale con la sentenza n. 3490/2012 aveva affermato che i presupposti delle ordinanze de quibus sono tassativi e dunque insuscettibili di interpretazione estensiva o analogica.
 

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