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L. R. Toscana 02/08/2013, n. 46

Dibattito pubblico regionale e promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali.
Stralcio.
Testo coordinato con le modifiche introdotte da:
- L.R. 19/02/2014, n. 9
- L.R. 06/05/2014, n. 23
- L.R. 03/04/2015, n. 43
- L.R. 25/05/2018, n. 25
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Preambolo


Il Consiglio regionale


Visto l’articolo 3, comma 4, l’articolo 4, comma 1, lettere e), f), m) e z), gli articoli 58, 59, 62 e 72 dello Statuto;

Vista la legge 24 febbraio 1992, n. 225 (Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile);

Vista la legge regionale 26 gennaio 2004, n. 1 (Promozione dell’amministrazione elettronica e della società dell’informazione e della conoscenza nel sistema regionale. Disciplina della “Rete telematica regionale Toscana”);

Vista la legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio);

Vista la legge regionale 23 novembre 2007, n. 62 (Disciplina dei referendum regionali previsti dalla Costituzione e dallo Statuto);

Vista la legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 (Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali);

Vista la legge regionale 12 febbraio 2010, n. 10 (Norme in materia di valutazione ambientale strategica “VAS”, di valuta

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Capo I - Principi della legge e Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione
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Sezione I - Principi
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Art. 1 - Diritto di partecipazione e obiettivi della legge

1. La Regione, ai sensi dell’articolo 3 dello Statuto, riconosce il diritto dei cittadini alla partecipazione attiva all’elaborazione delle politiche pubbliche regionali e locali, nelle forme disciplinate dalla presente legge.

2. La Regione con la presente legge persegue gli obiettivi di:

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Art. 2 - Titolari del diritto di partecipazione

1. Possono intervenire nei processi partecipativi:

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Sezione II - Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione
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Art. 3 - Istituzione e requisiti dell’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione

1. È istituita l’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione, di seguito denominata Autorità.

2. L’Autorità è un organo indipendente e dura in carica cinque anni. È composta da tre membri, “designati dal Consiglio regionale” N1, scelti tra persone di comprovata esperienza nelle metodologie e nelle pratiche partecipative, anche di cittadinanza non ital

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Art. 4 - Procedure di nomina dell’Autorità

1. Per quanto non diversamente stabilito dalla presente legge, alla nomina dell’Autorità si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni della legge regionale che disciplina le nomine e designazioni di competenza della Regione. In particolare, ai s

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Art. 5 - Compiti dell’Autorità

1. L’Autorità in particolare:

a) attiva d’ufficio il Dibattito Pubblico nei casi di cui all’articolo 8, commi 1 e 2;

b) valuta e attiva, eventualmente, le procedure di Dibattito Pubblico sulle opere ed

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Art. 6 - Sede, strutture e indennità dell’Autorità

N6

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Capo II - Dibattito Pubblico regionale
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Art. 7 - Definizione di Dibattito Pubblico regionale

1. Il Dibattito Pubblico regionale, di seguito Dibattito Pubblico, è un processo di

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Art. 8 - Interventi, progetti e opere oggetto di Dibattito Pubblico

1. Sono oggetto di Dibattito Pubblico:

a) le opere di iniziativa pubblica che comportano investimenti complessivi superiori a euro 50.000.000;

b) fatto salvo quanto previsto dall’articolo 23, le previsioni di localizzazione contenute in piani regionali in relazione ad opere nazionali che comportano investimenti complessivi superiori a euro 50.000.000.

2. Per le opere di iniziativa privata che comportano investimenti complessivi superiori a euro 50.000.000, l’Autorità coinvolge il soggetto promotore affinché collabori alla realizzazione del Dibattito Pubblico e vi contribuisca attivamente con un adeguato concorso di risorse finanziarie. In tal caso non si applica il comma 7. L’entità del contributo viene definita d’intesa con l’Autorità, in relazione ai costi complessivi dell’investimento previsto.

3. Per le opere di cui ai commi 1 e 2 che comportano investimenti complessivi fra euro 10.000.000 e 50.000.000 che presentano rileva

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Art. 9 - Coordinamento tra Dibattito Pubblico e valutazione di impatto ambientale

1. Per le opere di cui all’articolo 8, commi 1 e 2, “riguardanti i progetti di cui agli allegati III e IV alla parte seconda del d.lgs. 152/2006,”

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Art. 10 - Procedura di attivazione del Dibattito Pubblico

1. Nei casi di cui all’articolo 8, commi 1 e 2:

a) i soggetti promotori delle opere rendono disponibile all’Autorità, anche solo in forma elettronica, una relazione sull’opera prima dell’avvio delle procedure di cui agli

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Art. 11 - Indizione, modalità di svolgimento ed effetti del Dibattito Pubblico

1. L’Autorità indice il Dibattito Pubblico con atto motivato nel quale:

a) stabilisce le modalità e gli strumenti del dibattito stesso, in modo da assicurare la massima informazione alla popolazione interessata, promuovere la partecipazione e garantire l’imparzialità della conduzione, la piena parità di espressione di tutti i punti di vista e l’eguaglianza, anche di genere, nell’accesso ai luoghi

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Art. 12 - Conclusione del Dibattito Pubblico

1. Al termine del Dibattito Pubblico l’Autorità riceve il rapporto finale formulato dal responsabile del Dibattito Pubblico; tale rapporto riferisce i contenuti e i risultati del Dibattito Pubblico, evidenziando tutti gli argomenti sostenuti e le proposte conclusive cui ha dato luogo.

2. L’Autorità trasmette il rapporto al Consigl

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Capo III - Sostegno regionale ai processi partecipativi locali
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Sezione I - Soggetti abilitati a presentare richiesta di sostegno ad un processo partecipativo locale e requisiti di ammissione
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Art. 13 - Soggetti e tipologie di sostegno

1. Possono presentare domanda di sostegno a propri progetti partecipativi, diversi dal Dibattito Pubblico:

a) i residenti in ambiti territoriali di una o più province, comuni, circoscrizioni comunali, entro i quali è proposto di svolgere il progetto partecipativo, corredando la richiesta con:

1) un numero di firme pari al 5 per cento della popolazione residente, per gli ambiti fino a 1.000 abitanti;

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Art. 14 - Procedure di ammissione

N9

1. I soggetti che intendono chiedere il sostegno ad un proprio processo partecipativo, presentano una domanda preliminare redatta sulla base di uno schema che l’Autorità definisce entro trenta giorni dal proprio insediamento, sulla base dei requisiti di ammissione di cui al comma 2.

2. La domanda preliminare di richiesta di un sostegno deve essere presentata alla Autorità e deve indicare, quali requisiti di ammissione:

a) l&

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Art. 15 - Valutazione dell’ammissibilità dei progetti

N15

1. L’Autorità decide sull’ammissibilità delle domande preliminari entro trenta giorni dalla data di scadenza dei termini alla quale si riferiscono, sulla base dei seguenti criteri:

a) valutazione della rilevanza dell’oggetto e delle motivazioni del processo partecipativo proposto;

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Art. 16 - Domande degli enti locali

1. Le domande degli enti locali sono ammesse se presentano, oltre ai requisiti elencati nell’articolo 14, comma 2, i seguenti ulteriori requisiti:

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Art. 16 bis - Domande presentate dalle imprese

N16

1. Le domande presentate nella categoria “domande presentate dalle imprese” possono esse

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Art. 17 - Criteri di priorità

1. Tra le domande ammesse sulla base dei requisiti indicati all’articolo 14, l’Autorità valuta come prioritari i progetti che:

a) hanno per oggetto piani, opere o interventi che presentano un rilevante impatto potenziale sul paesaggio o sull’ambiente;

b) si svolgono in territori che presentano particolari situazioni di disagio sociale o territoriale;

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Art. 18 - Ammissione definitiva

N15

1. L’Autorità provvede all'ammissione dei progetti partecipativi con atto motivato entro trenta giorni dalla presentazione della domanda definitiva e ha facoltà di:

a) condizionare l'accoglimento della domanda a modifiche del progetto stesso finalizzate a renderlo più compiutamente rispondente ai requisiti di ammiss

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Art. 18 bis - Modalità di sostegno dei progetti ammessi

N16

1. Il sostegno dei progetti ammessi dall’Autorità può comprendere anche uno soltanto dei seguenti interventi:

a) sostegno finanziario;

b) supporto metodologico;

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Sezione II - Sostegno ai processi partecipativi proposti dalle istituzioni scolastiche “e universitarie” N17
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Art. 19 - Processi partecipativi proposti dalle istituzioni scolastiche e universitarie

N15

1. Gli istituti scolastici e universitari, singoli o

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Capo IV - Strumenti di valorizzazione e promozione
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Art. 20 - Protocollo fra Regione ed enti locali

1. La Giunta regionale promuove un protocollo di intesa tra enti locali e Regione, aperto a sottoscrizioni anche successive.

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Art. 21 - Attività di formazione

1. La Giunta regionale, sentita l’Autorità, promuove e organizza attività di formazione a supporto dei processi partecipativi che si articolano in:

a) corsi di formazione;

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Art. 22 - Partecipazione e nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione

1. La Regione Toscana valorizza l’uso delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione per favorire la partecipazione democratica dei cittadini e arricchire gli strumenti del confronto pubblico sulle politiche locali e regionali.

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Capo V - Norme finali
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Art. 23 - Coordinamento con la legislazione regionale in materia di governo del territorio

1. La partecipazione al processo di formazione degli strumenti della pianificazione t

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Art. 24 - Valutazioni ed orientamenti del Consiglio regionale

1. Ogni anno l’Autorità presenta un rapporto al Consiglio regionale, che ne dà adeguata pubblicità.

2. Tale rapporto contiene:

a) l’analisi e la valutazione dei processi partec

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Art. 25 - Dibattito Pubblico e referendum consultivo

1. L’indizione del referendum consultivo su opere, interventi o progetti, ai se

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Art. 26 - Processi partecipativi ed elezioni

1. Il Dibattito Pubblico non può svolgersi nei centottanta giorni antecedenti

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Art. 27 - Sostituzione dell’articolo 9 della l.r. 10/2010

1. L’articolo 9 della l.r. 10/2010 è sostituito dal seguente:

“Art. 9 - Partecipazione

1. La presente legge garantisce l’informazione e la partecipazione del pubblico al procedimento di VAS, nelle forme e con le modalità di cui al capo III, assicurando l’intervento di chiunque intenda fornire elementi conosc

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Art. 28 - Modifiche all’articolo 42 della l.r. 10/2010

1. Nella rubrica dell’articolo 42 della l.r. 10/2010 le parole “l.r. 69/2007” sono sostituite dalle seguenti: “l.r. 46/2013”.

2. Al comma 1 dell’

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Art. 29 - Omissis


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Art. 30 - Norma transitoria

1. In sede di prima applicazione, il Presidente del Consiglio regionale ed il Presidente della Gi

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Art. 31 - Abrogazione

1. La

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Art. 32 - Omissis



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