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D. Min. LL.PP. 19/06/1984

Norme tecniche relative alle costruzioni sismiche.
Con le modifiche introdotte da:
- D. Min. LL.PP. 29/01/1985
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[Premessa]



IL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI

DI CONCERTO CON

IL MINIST

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Art. 1.

Sono approvate le allegate norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche, ad integrale sostituzi

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Art. 2.

In via transitoria, per sei mesi dalla data di pubblicazione del presente decreto, possono ancora app

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NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI IN ZONE SISMICHE
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A. Disposizioni generali
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A.1. Oggetto delle norme Classificazione delle zone sismiche

Le presenti norme tecniche disciplinano tutte le costruzioni la cui sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumità, da realizzarsi in zone dichiarate sismic

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A.2. Terreni di fondazione e relative prescrizioni generali

I fattori influenzanti il comportamento delle fondazioni dovranno essere individuati e valutati in conformità di quanto stabilito dalle disposizioni vigenti ed in particolare “dal decreto ministeriale 21

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B. Criteri generali di progettazione
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B.1 Disposizioni preliminari

Le sollecitazioni provocate dalle azioni sismiche orizzontali o verticali devono essere valutate conv

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B.2. Direzione delle componenti orizzontali delle accelerazioni del terreno durante il sisma

Si assumerà che il moto del terreno possa avvenire non contemporaneamente, in due qualsiasi di

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B.3. Masse strutturali

Le masse delle strutture sottoposte al moto impresso dal sisma sono quelle del peso proprio e dei sovraccarichi

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B.4. Coefficiente di risposta e di protezione sismica

B.4.1. Coefficiente di risposta

Si assume come coefficiente di risposta R della struttura una funzione del periodo fondamentale T, della stessa, per oscillazioni nella direzione considerata:


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B.5. Analisi statica

Gli effetti sismici possono essere valutati mediante analisi statica delle strutture soggette a:

a) un sistema di forze orizzontali parallele alle direzioni ipotizzate per il sisma; la risultante di tali forze viene valutata con l'espressione:



essendo:

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B.6. Analisi dinamica

Gli effetti sismici possono essere valutati mediante una analisi dinamica della struttura considerata in campo elastico lineare. Questa può essere eseguita con il metodo dell'analisi modale adottando per lo spettro di risposta, in termini di accelerazione, l'espressione


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B.7. Verifiche

Tutte le costruzioni in zone dichiarate sismiche, oltre ad essere verificate secondo le prescrizioni

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B.8. Tensioni

Siano α le sollecitazioni dovute al sisma ed

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8.9. Spostamenti

Le deformazioni di una struttura soggetta alle azioni del sisma più gravoso cui essa deve resistere, sono in realtà notevolmente superiori a quelle elastiche corrispondenti alle sollecitazioni αp ± α che derivano dal calcolo convenzionale statico o dinamico sopra prescritto, cosicché la struttura esce, in generale, dal campo elastico lineare.

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8.10. Fondazioni

Il piano di posa delle fondazioni deve essere spinto in profondità in modo da non ricadere in zone ove risultino apprezzabili le variazioni stagionali del contenuto naturale d'acqua.

La fondazione studiata, in relazione alle caratteristiche dei terreni e del manufatto, deve soddisfare le seguenti prescrizioni:

a) le stru

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C. Edifici
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C.1. Sistemi costruttivi

Gli edifici possono essere costruiti con:

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C2. Altezza massima dei nuovi edifici

Per ogni fronte esterna l'altezza dei nuovi edifici rappresentata dalla massima differenza di livello fra quello del piano di copertura più elevato ed il terreno, ovvero, ove esista, il piano stradale o del marciapiede nelle immediate vicinanze degli edifici stessi, non può superare nelle strade e nei terreni in piano l limiti riportati dalla tabella 1.

Nel caso di copertura a tetto detta altezza va misurata dalla quota d'imposta della falda e, per falde con imposte a quote diverse, dalla quota d'imposta della più alta.


TABELLA 1


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C.3. Limitazione delle altezze in funzione della larghezza stradale

Quando un edificio, con più di due piani in elevazione e/o di altezza massima superiore a m 7,00 misurata con i criteri di cui al precedente punto C.2., con qualsivoglia struttura sia costruito, prospetta su spazi nei quali sono comprese o previste strade, fermi restando i limiti fissati nel precedente punto C.2. e fatte salve le eventuali maggiori limitazioni previste nei regolamenti locali e nelle norme di attuazione degli strumenti urbanistici, la minima distanza fra li contorno dell'edificio ed il ciglio opposto della strada, non deve essere inferior

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C.4. Distanza fra gli edifici

C.4.1. Intervalli di isolamento

La larghezza degli intervalli d'isolamento, cioè la distanza minima fra i muri frontali di due edifici, è quella prescritta dai regolamenti comunali purché detti intervalli siano chiusi alla pubblica circolazione dei veicoli e/o dei pedoni.

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C.5. Edifici in muratura

Fino a quando non saranno emanate le norme di cui all’art. 1, lettera a), della legge 2 febbraio 1974, n. 64, con i conseguenti adeguamenti delle prescrizioni per zone sismiche, gli edifici in muratura devono soddisfare i seguenti requisiti:

a) le strutture costituenti i vari orizzontamenti, comprese le coperture di ogni tipo, non devono essere spingenti;

b) le murature devono essere solidali tra loro mediante opportune ammorsature agli innesti ed agli incroci, evitando di inserirvi canne fumarie o vuoti di qualsiasi genere;

c) in corrispondenza dei solai di piano e della copertura, sia essa a tetto o a terrazza, si devono disporre sulle murature cordoli in cemento armato di larghezza pari a quella della muratura sottostante e di altezza minima pari almeno alla metà della larghezza. L'armatura di detti cordoli deve essere costituita da almeno quattro tondi di diametro non inferiore a 16 mm; le legature trasversali (staffe) devono essere costituite di tondi di diametro non inferiore a 6 mm poste a distanza non superiore a 25 centimetri.

Per assicurare il comportamento a catena dei cordoli suddetti, deve essere assicurata la continuità dell’armatura ed il suo ancoraggio alle estremità;

d) le aperture praticate nei muri maestri devono essere delimitate da zone di muratura di dimensioni pari ad almeno la metà della larghezza del vano stesso; due aperture contigue devono essere

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C.6. Edifici con strutture intelaiate

C.6.0. Simbologia

D, B = massime dimensioni della pianta dell'edificio, con D B, nelle direzioni, ortogonali fra loro, delle azioni sismiche orizzontali

Gi = somma del peso proprio del piano iesimo dell'edificio e del sovraccarico permanente su di esso gravante

Qi = massimo sovraccarico accidentale al piano iesimo previsto nel calcolo statico di esercizio

s = coefficiente di riduzione del sovraccarico

Wi = Gi + s Qi = «peso» da considerare per la valutazione delle azioni sismiche

N = numero dei piani dell'edificio

= «peso» totale dell'edificio

Fi = KWi forza sismica

K = coefficiente sismico

= coefficiente di intensità sismica

S = grado di sismicità

R = coefficiente di risposta

ε = coefficiente di fondazione

β = coefficiente di struttura

γi coefficiente di distribuzione delle azioni sismiche.


C.6.1. Analisi statica

L'analisi statica consiste nello schematizzare le azioni sismiche attraverso forze statiche proporzionali ai pesi Wi innanzi definiti: il coefficiente di proporzionalità (coefficiente sismico) si indicherà con il simbolo K e si distingueranno nel seguito un coefficiente per le azioni sismiche orizzontali Kh ed un coefficiente per le azioni sismiche verticali Kv.


C.6.1.1. Azioni orizzontali

Le azioni sismiche orizzontali si schematizzano attraverso l'introduzione di due sistemi di forze orizzontali agenti non contemporaneamente secondo due direzioni ortogonali. Le forze alle diverse quote devono essere applicate in corrispondenza dei baricentri dei «pesi» i quali generalmente possono essere riportati alle quote dei solai.

La forza orizzontale Fi alla generica quota, secondo una prefissata direzione, si ottiene dalla relazione:



essendo:

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C.7. Edifici con struttura a pannelli portanti

C.7.1. I sistemi costruttivi di cui alla lettera c) del precedente punto C.1. devono essere realizzati in osservanza di quanto stabilito dalle disposizioni vigenti e la loro idoneità deve essere comprovata da una dichiarazione rilasciata dal Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici

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C.9. Riparazioni degli edifici in muratura

C.9.1. Fondazioni

Prima di procedere alle riparazioni delle strutture in elevazione deve essere accertato lo stato di consistenza delle fondazioni in relazione alla natura del terreno e conseguentemente si deve provvedere all'esecuzione delle necessarie opere di consolidamento.


C.9.2. Archi e volte

Gli archi e le volte dei fabbricati, siti negli orizzontamenti fuori terra, devono essere muniti di cinture, chiavi o tiranti, posti convenientemente in tensione, atti ad assorbire integralmente le spinte alle loro imposte, a meno che le murature di sostegno abbiano spessori sufficienti ad accogliere le spinte senza che vengano generati sforzi di trazione.

Le eventuali lesioni degli archi e delle volle potranno essere risarcite mediante adeguate cuciture ovvero con iniezioni cementizie o di soluzioni di materie sintetiche od altro materiale o sistema idoneo.

Qualora le lesioni siano macroscopiche, o le murature si presentino inconsistenti, gli archi e le volte dovranno essere demoliti. Ove lo rich

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D. Opere di sostegno dei terreni

Nella progettazione e nella costruzione dei muri di sostegno dei terreni in zone sismiche deve tenersi anche conto della influenza delle azioni sismiche agenti soltanto in direzione orizzontale.

Se non si eseguono calcolazioni approfondite in merito all'influenza che le azioni sismiche esercitano sulle spinte dei terrapieni, potranno adottarsi i criteri di calcolo che seguono.

Oltre la spinta statica F (calcolata per i valori di i e di β), devono, pertanto, considerarsi le seguenti ulteriori due forze:

1) un incremento di spinta ΔF pari alla differenza fra la spinta F, esercitata dal te

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ALLEGATO I
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1. Tipologie e percentuali di foratura dei mattoni e blocchi
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1.1. Definizioni

Mattoni e blocchi. - Sono denominati mattoni gli elementi per murature di laterizio o di altro materiale idoneo avente generalmente forma parallelepipeda; gli elementi di grande formato (volume maggiore di 5500 cm³ circa) sono anche denominati blocchi.

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1.2. Mattoni o blocchi pieni

Si considerano pieni i mattoni o blocchi che abbiano incavi di limitata profondità destinati a

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1.3. Mattoni e blocchi semipieni

Si considerano semipieni gli elementi per murature per i risulti:


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2. Resistenze

Gli elementi per murature dovranno avere le seguenti resistenze medie a rottura per compressione riferita alla superficie totale lorda, e valutata su almeno 30 elementi:

a) elementi pieni:

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3. Accettazione

Per l'accettazione all'impiego di elementi semipieni per murature, ogni produttore dovrà eseguire ogni sei mesi presso un laboratorio ufficiale di cui all'art. 20 della legge 5 novembre 1971 n. 1086, prove a rottura per compress

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