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Ultimo aggiornamento
18/07/2013

Oneri di urbanizzazione, decorrenza termini per il rimborso (TAR Emilia Romagna 489/2013)

Il Tar Emilia Romagna chiarisce che i termini per la restituzione degli oneri di urbanizzazione decorrono dalla scadenza del titolo abilitativo e non dal suo rilascio.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

Nel caso in cui l’intervento edificatorio per il quale sono stati versati all’Ente locale i relativi oneri di urbanizzazione non è iniziato entro il termine annuale di decadenza, il momento dal quale inizia a decorrere l’ordinario termine decennale di prescrizione del diritto del privato al rimborso/restituzione delle somme indebitamente corrisposte deve essere individuato nella data di scadenza del titolo edilizio cui si riferisce e non a quello di rilascio dello stesso. A stabilirlo il Tar Emilia Romagna con la Sentenza n. 489 del 01/07/2013.

Nel caso in esame una società aveva chiesto la restituzione della somma a suo tempo corrisposta al Comune a titolo di oneri di urbanizzazione primaria e secondaria relativamente a un intervento di ampliamento di un suo fabbricato industriale, in precedenza regolarmente assentito dal Comune con concessione edilizia.
La società, però, non aveva iniziato i lavori entro il termine annuale previsto ex lege, con la conseguenza che l'amministrazione comunale aveva dichiarato la decadenza del relativo titolo edilizio. Alla richiesta di restituzione delle somme versate a tale titolo, l’Amministrazione comunale, pur non contestando l’esistenza del diritto alla restituzione, aveva, tuttavia, rilevato la prescrizione dello stesso, facendo coincidere il termine iniziale della prescrizione decennale con la data di rilascio del titolo edilizio, ormai privo di validità ed efficacia. La società ricorrente, al contrario, individuava il dies a quo nella data di decadenza della concessione edilizia.

Il Tar ha condiviso la tesi della società sostenendo che «il dies a quo dell’ordinario termine di prescrizione decennale» deve necessariamente essere individuato «nel momento in cui il diritto al rimborso poteva essere effettivamente esercitato», cioè nella data di scadenza del termine annuale di inizio dei lavori: è solo da tale momento, infatti, che il ricorrente avrebbe potuto avanzare richiesta all’Ente locale, avendo, per converso, sino ad allora potuto esercitare il diverso diritto (ius aedificandi) di iniziare i lavori per cui aveva titolo e aveva versato i relativi oneri.
Il Collegio richiama quanto già osservato dalla giurisprudenza amministrativa: « … per i diritti di credito, la realizzazione dei quali esige un’attività del creditore, la prescrizione decorre dal giorno in cui l’attività poteva essere compiuta ed egli poteva, così, mettersi in grado di esigere la prestazione dovuta …. sia perché l’inerzia del titolare del diritto assume rilevanza dal momento in cui è possibile esercitare il diritto …».

In accoglimento del ricorso il tribunale ha pertanto condannato il Comune al rimborso degli oneri urbanistici in favore della ricorrente, oltre al pagamento degli interessi di mora.

Il testo della sentenza è consultabile nel box Fonti Collegate.
 

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