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D. P.R. 08/09/1997, n. 357

Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche.
In vigore dal 24/10/1997.
Con le modifiche introdotte da:
- D.P.R. 12/03/2003, n. 120
- L. 28/12/2015, n. 221
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[Premessa]



IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


Visto l’articolo 87 della Costituzione;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 agosto 1988, n. 377, recante regolamentazione delle pronunce di compatibilità ambientale di cui all’articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349 R, recante istituzione del Ministero dell’ambiente e norme in materia di danno ambientale;

Vista la legge 9 marzo 1989, n. 86, relativa alle norme generali sulla partecipazione dell’Italia al processo normativo comunitario e sulle procedure di

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Art. 1. - Campo di applicazione

1. Il presente regolamento disciplina le procedure per l’adozione delle misure previste dalla direttiva 92/43/CEE “Habitat” relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, ai fini della salvaguardia della biodiversità media

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Art. 2. - Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento sono adottate le seguenti definizioni:

a) conservazione: un complesso di misure necessarie per mantenere o ripristinare gli habitat naturali e le popolazioni di specie di fauna e flora selvatiche in uno stato soddisfacente come indicato nelle lettere e) ed i) del presente articolo;

b) habitat naturali: le zone terrestri o acquatiche che si distinguono in base alle loro caratteristiche geografiche, abiotiche e biotiche, interamente naturali o seminaturali;

c) habitat naturali di interesse comunitario: gli habitat naturali, indicati nell’allegato A, che, nel territorio dell’Unione europea, alternativamente:

1) rischiano di scomparire nella loro area di distribuzione naturale;

2) hanno un’area di distribuzione naturale ridotta a seguito della loro regressione o per il fatto che la loro area è intrinsecamente “ridotta” N2;

3) costituiscono esempi notevoli di caratteristiche tipiche di una o più delle cinque regioni biogeografiche seguenti: alpina, atlantica, continentale, macaronesica e mediterranea;

d) tipi di habitat naturali prioritari: i tipi di habitat naturali che rischiano di scomparire per la cui conservazione l’Unione europea ha una responsabilità particolare a causa dell’importanza della loro area di distribuzione naturale e che sono evidenziati nell’allegato A al presente regolamento con un asterisco (*);

e) stato di conservazione di un habitat naturale: l’effetto della somma

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Art. 3. - Zone speciali di conservazione

1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano individuano, “i siti in cui si trovano tipi di habitat elencati nell'allegato A ed habitat di specie di cui all'allegato B e ne danno comunicazione al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ai fini della formulazione alla Commissione europea, da parte dello stesso Ministero, dell'elenco dei proposti siti di importanza comunitaria (pSic) per la costituzione della” N2 rete ecologica europea coerente di zone speciali di conservazione denominata “Natura 2000”.

2. .Il Ministro dell&rsqu

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Art. 4. - Misure di conservazione

1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano “assicurano per i proposti siti di importanza comunitaria” N2 opportune misure per evitare il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie, nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate, nella misura in cui tale perturbazione potrebbe avere consegu

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Art. 4-bis - Concertazione

N5

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Art. 5 - Valutazione di incidenza

N6

1. Nella pianificazione e programmazione territoriale si deve tenere conto della valenza naturalistico-ambientale dei proposti siti di importanza comunitaria, dei siti di importanza comunitaria e delle zone speciali di conservazione.

2. I proponenti di piani territoriali, urbanistici e di settore, ivi compresi i piani agricoli e faunistico-venatori e le loro varianti, predispongono, secondo i contenuti di cui all'allegato G, uno studio per individuare e valutare gli effetti che il piano può avere sul sito, tenuto conto degli obiettivi di conservazione del medesimo. Gli atti di pianificazione territoriale da sottoporre alla valutazione di incidenza sono presentati, nel caso di piani di rilevanza nazionale, al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e, nel caso di piani di rilevanza regionale, interregionale, provinciale e comunale, alle regioni e alle province autonome competenti.

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Art. 6 - Zone di protezione speciale

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Art. 7 - Indirizzi di monitoraggio, tutela e gestione degli habitat e delle specie

N6

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TUTELA DELLE SPECIE
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Art. 8. - Tutela delle specie faunistiche

1. Per le specie animali di cui all’allegato D, lettera a), al presente regolamento, è fatto divieto di:

a) catturare o uccidere esemplari di tali specie nell’ambiente naturale;

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Art. 9. - Tutela delle specie vegetali

1. Per le specie vegetali di cui all’allegato D, lettera b), al presente regolamento è fatto divieto di:

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Art. 10. - Prelievi

1. Qualora risulti necessario sulla base dei dati di monitoraggio, le regioni e gli Enti parco nazionali stabiliscono, in conformità alle linee guida di cui all'articolo 7, comma 1, adeguate misure per rendere il prelievo nell'ambiente naturale degli esemplari delle specie di fauna e flora selvatiche di cui all'allegato E, nonché il loro sfruttamento, compatibile con il mantenimento delle suddette specie in uno stato di conservazione soddisfacente. N4

2. Le m

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Art. 11. - Deroghe

1. Il Ministero dell’ambiente “e della tutela del territorio” N3, sentiti per quanto di competenza il Ministero per le politiche agricole e l’Istituto nazionale per la fauna selvatica, può autorizzare le deroghe alle disposizioni previste agli articoli 8, 9 e 10, comma 3, lettere a) e b), a condizione che non esista un’altra soluzione valida e che la deroga non pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, delle popolazioni della specie interessata nella sua area di distribuzione naturale, per le seguenti finalità:

a) per proteggere la fauna e la flora selvatiche e conservare gli habitat naturali;

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Art. 12. - Introduzioni e reintroduzioni

N6

1. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, s

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Art. 13. - Informazione

1. Il Ministero dell’ambiente “e della tutela del territorio” N3 trasmette alla Commissione europea, secondo il modello da essa definito, ogni sei anni, a decorrere dall’anno 2000, una relazione sull’attuazione delle

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Art. 14. - Ricerca e istruzione

1. Il Ministero dell’ambiente “e della tutela del territorio” N3 d’intesa con le amministrazioni interessate, promuove la ricerca e le attività scientifiche necessarie ai fini della conos

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Art. 15. - Sorveglianza

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Art. 16. - Procedura di modifica degli allegati

1.

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Art. 17. - Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla data di pubblica

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Allegato A - Tipi di habitat naturali di interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di aree speciali di conservazione (previsto dall'art. 1, comma 1)

Interpretazione

Codice: Il presente allegato fa riferimento alla classificazione gerarchica degli habitat effettuata nell'ambito del programma

CORINE N12 (CORINE BIOTOPES PROJECT). La maggior parte dei tipi di habitat naturali menzionato e' associata al codice CORINE corrispondente figurante nel documento intitolato "Technical Handbook", volume 1, pagg. 73-109, CORINE/BIOTOPE/89-2.2, 19 MAGGIO 1988, parzialmente aggiornato in data 14 febbraio 1989.

Il segno "x" che combina piu' codici indica tipi di habitat che si ritrovano associati. Ad esempio, 35.2 x 64.1 - Prati aperti di Corynephorus e Agrostis (35.2), delle dune continentali (64.1).

Il segno "*" significa: tipi di habitat prioritari.


HABITAT COSTIERI E VEGETAZIONI ALOFITICHE

Acque marine e ambienti a marea

11.25 Banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina

11.34 *Erbari di posidonie

13.2 estuari

14 Distese fangose o sabbiose emergenti durante la bassa marea

21 *Lagune

- Grandi cale e baie poco profonde

- Scogliere

- Colonne marine causate da emissioni di gas in acque poco profonde


Scogliere marittime e spiagge ghiaiose

17.2 Vegetazione annua delle linee di deposito marine

17.3 Vegetazione perenne dei banchi ghiaiosi

18.21 Scogliere con vegetazione delle coste atlantiche e baltiche

18.22 Scogliere con vegetazione delle coste mediterranee (con Limonio spp., endemico)

18.23 Scogliere con vegetazione delle coste macaronesiche (flora endemica di tali coste)


Paludi e pascoli inondati atlantici e continentali

15.11 Vegetazione annua pioniera di Salicornia e altre delle zone fangose e sabbiose

15.12 Prati di Spartina (Spartinion)

15.13 Pascoli inondati atlantici (Glauco-Puccinellietalia)

15.14 *Pascoli inondati continentali (Puccinellietalia distantis) Paludi e pascoli inondati mediterranei e termo-atlantici

15.15 Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi)

15.16 Perticaie alofile mediterranee e termo-atlantiche (Arthrocnemetalia fruticosae)

15.17 Perticaie alonitrofile iberiche (Pegano Salsoletea)


Steppe continentali alofile e gissofile

15.18 *Steppe salate (Limonetalia)

15.19 *Steppe gessose (Gypsophiletalia)


DUNE MARITTIME E CONTINENTALI

Dune marittime delle rive atlantiche, del Mare del Nord e del Baltico

16.211 Dune mobili embrionali

16.212 Dune mobili del cordone litorale con presenza di Ammophila arenaria (dune bianche)

16.221 - 16.227 *Dune fisse a vegetazione erbacea (dune grigie):

16.221 Galio - Koelerion albescentis

16.222 Euphorbio - Helichrysion

16.223 Crucianellion maritimae

16.224 Euphorbia terracina

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Allegato B - Specie animali e vegetali d'interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione (previsto dall'art. 1, comma 1)

Interpretazione

a) L'allegato II è complementare dell'allegato I per la realizzazione di una rete coerente di zone speciali di conservazione.

b) Le specie riportate nel presente allegato sono indicate:

- con il nome della specie o della sottospecie

- o con l'insieme delle specie appartenenti ad un taxon superiore o ad una parte designata di tale taxos.

L'abbrevazione "spp." dopo il nome di una famiglia o di un genere serve a designare tutte le specie che appartengono a tale famiglia o genere.

c) Simboli

L'asterisco "*" davanti al nome di una specie indica che si tratta di una specie prioritaria.

La maggior parte delle specie incluse nel presente allegato sono riprese nell'allegato IV.

Quando una specie inclusa nel presente allegato non è ripresa né all'allegato IV né all'allegato V, il suo nome è seguito dal segno (o); quando una specie inclusa nel presente allegato non è ripresa all'allegato IV ma figura all'allegato V, il suo nome è seguito dal segno (V).


a) ANIMALI

VERTEBRATI

MAMMIFERI

INSECTIVORA

Talpidae

Galemys pyrenaicus

CHIROPTERA

Rhinolophidae

Rhinolophus blasii

Rhinolophus euryale

Rhinolophus ferrumequinum

Rhinolophus hipposideros

Rhinolophus mehelyi

Vespertilionidae

Barbastella barbastellus

Miniopterus schreibersi

Myotis bechsteini

Myotis blythi

Myotis capaccinii

Myotis dasycneme

Myotis emarginatus

Myotis myotis

RODENTIA

Sciuridae

Spermophilus citellus

Castoridae

Castor fiber

Microtidae

Microtus cabrerae

*Microtus oeconomus arenicola

CARNIVORA

Canidae

*Canis lupus (Popolazioni spagnole: soltanto quelle a sud del

Duero; popolazioni greche: soltanto quelle a sud

del 39 parallelo)

Ursidae

*Ursus arctos

Mustelidae

Lutra lutra

Mustela lutreola

Felidae

Lynx lynx

*Lynx pardina

Phocidae

Halichoerus grypus (V)

*Monachus monachus

Phoca vitulina (V)

ARTIODACTYLA

Cervidae

*Cervus elaphus corsicanus

Bovidae

Capra aegagrus (Popolazioni naturali)

*Capra pyrenaica pyrenaica

Ovis ammon musimon (Popolazioni naturali - Corsica e Sardegna)

Rupicapra rupicapra balcanica

*Rupicapra ornata

CETACEA

Tursiops truncatus

Phocoena phocoena

RETTILI

TESTUDINATA

Testudinidae

Testudo hermanni

Testudo graeca

Testudo marginata

Cheloniidae

*Caretta caretta

Emydidae

Emys orbicularis

Mauremys caspica

Mauremys leprosa

SAURIA

Lacertidae

Lacerta monticola

Lacerta schreiberi

Gallotia galloti insulanagae

*Gallotia simonyi

Podarcis lilfordi

Podarcis pityusensis

Scincidae

Chalcides occidentalis

Gekkonidae

Phyllodactylus europaeus

OPHIDIA

Colubridae

Elaphe quatuorlineata

Elaphe situla

Viperidae

*Vipera schweizeri

Vipera ursinii

ANFIBI

CAUDATA

Salamandridae

Chioglossa lusitanica

Mertensiella luschani

*Salamandra salamandra aurorae

Salamandrina terdigitata

Triturus cristatus

Proteidae

Proteus anguinus

Plethodontidae

Speleomantes ambrosii

Speleomantes flavus

Speleomantes genei

Speleomantes imperialis

Speleomantes supramontes

ANURA

Discoglossidae

Bombina bombina

Bombina variegata

Discoglossus jeanneae

Discoglossus montalentii

Discoglossus sardus

*Alytes muletensis

Ranidae

Rana latastei

Pelobatidae

*Pelobates fuscus insubricus

PESCI

PETROMYZONIFORMES

Petromyzonidae

Eudontomyzon spp. (o)

Lampetra fluviatilis (V)

Lampetra planeri (o)

Lethenteron zanandrai (V)

Petromyzon marinus (o)

ACIPENSERIFORMES

Acipenseridae

*Acipenser naccarii

*Acipenser sturio

ATHERINIFORMES

Cyprinodontidae

Aphanius iberus (o)

Aphanius fasciatus (o)

*Valencia hispanica

SALMONIFORMES

Salmonidae

Hucho hucho (Popolazioni naturali) (V)

Salmo salar (tranne nelle acque marine) (V)

Salmo marmoradus (o)

Salmo macrostigma (o)

Coregonidae

*Coregonus oxyrhynchus (popolazioni anadrome in certi settori del Mare del Nord)

CYPRINIFORMES

Cyprinidae

Alburnus vulturius (o)

Alburnus albidus (o)

Anaecypris hispanica

Aspius aspius (o)

Barbus plebejus (V)

Barbus meridionalis (V)

Barbus capito (V)

Barbus comiza (V)

Chalcalburnus chalcoides (o)

Chondrostoma soetta (o)

Chondrostoma polylepis (o)

Chondrostoma genei (o)

Chondrostoma lusitanicum (o)

Chondrostoma toxostoma (o)

Gobio albipinnatus (o)

Gobio uranoscopus (o)

Iberocypris palaciosi (o)

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Allegato C - Criteri di selezione dei siti atti ad essere individuati quali siti di importanza comunitaria e designati quali zone speciali di conservazione (previsto dall'art. 16, comma 1)

FASE 1: Valutazione a livello nazionale dell'importanza relativa dei siti per ciascun tipo di habitat naturale dell'allegato A e per ciascuna specie dell'allegato B (compresi i tipi di habitat naturali prioritari e le specie prioritarie). A. Criteri di valutazione del sito per un tipo di habitat naturale determinato dell'allegato A:

a) Grado di rappresentatività del tipo di habitat naturale sul sito;

b) Superficie del sito coperta dal tipo di habitat naturale rispetto alla superficie totale coperta da questo tipo di habitat naturale sul territorio nazionale;

c) Grado di conservazione della struttura e delle funzioni del tipo di habitat naturale in questione e possibilità di ripri

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Allegato D - Specie animali e vegetali di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa (previsto dall'art. 1, comma 1)

Le specie che figurano nel presente allegato sono indicate:

- con il nome della specie o della sottospecie, oppure

- con l'insieme delle specie appartenenti ad un taxon superiore o ad una parte indicata di detto taxon.

L'abbreviazione "spp." dopo il nome di una famiglia o di un genere serve a designare tutte le specie che appartengono a tale genere o famiglia.


a) ANIMALI

VERTEBRATI

MAMMIFERI

INSECTIVORA

Erinaceidae

Erinaceus algirus

Soricidae

Crocidura canariensis

Talpidae

Galemys pyrenaicus

MICROCHIROPTERA

Tutte le specie

RODENTIA

Gliridae

Tutte le specie tranne Glis glis e Eliomys quercinus

Sciuridae

Citellus citellus

Sciurus anomalus

Castoridae

Castor fiber

Cricetidae

Cricetus cricetus

Microtidae

Microtus cabrerae

Microtus oeconomus arenicola

Zapodidae

Sicista betulina

Hystricidae

Hystrix cristata

CARNIVORA

Canidae

Canis lupus (ad eccezione delle popolazioni spagnole a nord del Duero e delle popolazioni greche a nord del 39 parallelo)

Ursidae

Ursus arctos

Mustelidae

Lutra lutra

Mustela lutreola

Felidae

Felis silvestris

Lynx lynx

Lynx pardina

Phocidae

Monachus monachus

ARTIODACTYLA

Cervidae

Cervus elaphus corsicanus

Bovidae

Capra aegagrus (Popolazioni naturali)

Capra pyrenaica pyrenaica

Ovis ammon musimon (Popolazioni naturali - Corsica e Sardegna)

Rupicapra rupicapra balcanica

Rupicapra ornata

CETACEA

Tutte le specie

RETTILI

TESTUDINATA

Testudinidae

Testudo hermanni

Testudo graeca

Testudo marginata

Cheloniidae

Caretta caretta

Chelonia mydas

Lepidochelys kempii

Eretmochelys imbricata

Dermochelyidae

Dermochelys coriacea

Emydidae

Emys orbicularis

Mauremys caspica

Mauremys leprosa

SAURIA

Lacertidae

Algyroides fitzingeri

Algyroides marchi

Algyroides moreoticus

Algyroides nigropunctatus

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Allegato E - Specie animali e vegetali di interesse comunitario il cui prelievo nella natura e il cui sfruttamento potrebbero formare oggetto di misure di gestione (previsto dall'art. 1, comma 1)

Le specie che figurano nel presente allegato sono indicate:

- con il nome della specie o della sottospecie oppure

- con l'insieme delle specie appartenenti ad un taxon superiore o ad una parte indicata di detto taxon.

L'abbreviazione "spp." dopo il nome di una famiglia o di un genere serve a designare tutte le specie che appartengono a tale famiglia o genere.


a) ANIMALI

VERTEBRATI

MAMMIFERI

CARNIVORA

Canidae

Canis aureus

Canis lupus (Popolazioni spagnole a nord del Duero e popolazioni greche a nord del 39 parallelo)

Mustelidae

Martes martes

Mustela putorius

Phocidae

Tutte le specie non menzionate nell'allegato IV

Viverridae

Genetta genetta

Herpestes ichneumon

DUPLICIDENTATA

Leporidae

Lepus timidus

ARTIODACTYLA

Bovidae

Capra ibex

Capra pyrenaica (ad eccezione di Capra pyrenaica pyrenaica)

Rupicapra rupicapra (ad eccezione di Rupicapra rupicapra

balcanica)

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Allegato F - Metodi e mezzi di cattura e di uccisione nonché modalità di trasporto vietati (previsto dall'art. 10, comma 3 lettera a))

a) Mezzi non selettivi

MAMMIFERI

- Animali ciechi o mutilati utilizzati come esche viventi

- Magnetofoni

- Dispositivi elettrici o elettronici in gr

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Allegato G - Contenuti della relazione per la valutazione di incidenza di piani e progetti (previsto dall'art. 5, comma 4)

1. Caratteristiche dei piani e progetti

Le caratteristiche dei piani e progetti debbono essere descritte con riferimento, in particolare:

- alle tipologie delle azioni e/o opere;

- alle dimensioni e/o ambito di riferimento;

- alla complementarietà con altri piani e/o progetti;

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