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Ultimo aggiornamento
11/12/2018

Valutazione e gestione della sicurezza di infrastrutture stradali e gallerie

SICUREZZA DELLE INFRASTRUTTURE STRADALI (Norme legislative di riferimento; Ambito applicativo ; Provvedimenti di attuazione) - AGENZIA NAZIONALE PER LA SICUREZZA DELLE INFRASTRUTTURE (Istituzione, compiti e attività dell’ANSFISA; Sanzioni comminate dall’Agenzia a carico dei gestori) - VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA, CONTROLLI E ISPEZIONI (Valutazione di Impatto sulla Sicurezza Stradale (VISS); Controlli della sicurezza stradale, controllori abilitati; Classificazione e gestione della sicurezza della rete stradale aperta al traffico ; Ispezioni di sicurezza) - SOGGETTI ABILITATI A VALUTAZIONI, CONTROLLI E ISPEZIONI (Elenco presso il Ministero delle infrastrutture e trasporti, incompatibilità; Certificato di idoneità professionale dei controllori abilitati; Disposizioni transitorie in attesa dell’attivazione dell’elenco, elenco provvisorio; Individuazione dei controllori, trasmissione ed esame delle relazioni) - LINEE GUIDA IN MATERIA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA - SICUREZZA DEI TRATTI INTERESSATI DA LAVORI STRADALI (Norme di riferimento; Attività lavorative in presenza di traffico veicolare e segnaletica stradale) - SICUREZZA DELLE GALLERIE STRADALI (Norme di riferimento e ambito applicativo; Soggetti coinvolti, compiti e funzioni; Ispezioni e controlli periodici, analisi di rischio) - MONITORAGGIO DINAMICO DELLE INFRASTRUTTURE IN CONDIZIONI DI CRITICITÀ.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica
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SICUREZZA DELLE INFRASTRUTTURE STRADALI
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Norme legislative di riferimento

La gestione ed il controllo integrati della sicurezza stradale sono regolamentati dal D. Leg.vo 15/03/2011, n. 35 - che ha recepito nell’ordinamento italiano la recepisce la Direttiva 2008/96/CE - e dai suoi decreti attuativi.

Con il D. Leg.vo 35/2011 è stato introdotto nell’ordinamento italiano l’approccio codificato di ricerca scientifica applicata noto come “Road Safety Audit Program” (RSAP), che tende a misurare e continuamente revisionare e aggiornare la qualità della sicurezza espressa da una infrastruttura viaria, sulla scorta dell’esame codificato di soggetti revisori appositamente qualificati e indipendenti, chiamati a valutare i potenziali pericoli di incidente e le prestazioni offerte in termini di sicurezza stradale.

L’approccio in questione prevede essenzialmente:

- una verifica della sicurezza in fase di progettazione dell’infrastruttura viaria (Audit);

- una verifica di sicurezza periodica delle infrastrutture esistenti (Review);

- un’analisi di monitoraggio sulle infrastrutture esistenti (Inspection).

Il D. Leg.vo 35/2011 ha previsto l’emanazione di una serie di provvedimenti attuativi, la cui responsabilità è posta in capo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Allo stato attuale, alcuni decreti attuativi sono ancora in fase di emanazione, ma in virtù delle norme transitorie il quadro normativo trova una sostanziale completa attuazione.


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Ambito applicativo

Il D. Leg.vo 35/2011 - pubblicato sulla G.U. 08/04/2011, n. 81 - è entrato in vigore dal 23/04/2011, e prevede scadenze differenziate per la sua completa attuazione.

Come accennato, il decreto detta disposizioni per l’istituzione e l’attuazione di procedure volte alla valutazione di impatto sulla sicurezza stradale per i progetti di infrastruttura N1, ai controlli della sicurezza stradale N2, alla gestione della sicurezza della rete stradale ed alle ispezioni di sicurezza. Le norme si applicano con le seguenti tempistiche e modalità:

- dalla data di entrata in vigore del 23/04/2011, il D. Leg.vo 35/2011 con i provvedimenti di attuazione si applica alle strade appartenenti alla rete stradale transeuropea N3, siano esse in fase di pianificazione, di progettazione, in costruzione o già aperte al traffico;

- dal 01/01/2019N4 il D. Leg.vo 35/2011 con i provvedimenti di attuazione si applica anche alle strade appartenenti alla rete di interesse nazionale, individuata dal D. Leg.vo 29/10/1999, n. 461, non comprese nella rete stradale transeuropea, siano esse in fase di pianificazione, di progettazione, in costruzione o già aperte al traffico. Detto termine potrà essere prorogato con decreto ministeriale, comunque non oltre il 01/01/2021.

Nelle more, per tutte le altre strade non appartenenti alla rete stradale transeuropea, i contenuti del D. Leg.vo 35/2011 costituiscono comunque norme di principio;

Infine, le Regioni e le Province autonome, nel rispetto dei principi stabiliti dal D. Leg.vo 35/2011, sono tenute a dettare la disciplina riguardante la gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali di competenza delle Regioni e degli enti locali, con particolare riferimento alle strade finanziate a totale o parziale carico dell’Unione Europea, entro il 31/12/2020.

Il D. Leg.vo 35/2011 non si applica alle gallerie stradali che rientrano nel campo di applicazione del D. Leg.vo 05/10/2006, n. 264 (si veda più avanti).


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Provvedimenti di attuazione
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Linee guida per la gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali

In attuazione dell’art. 8 del D. Leg.vo 35/2011 è stato emanato il D. Min. Infrastrutture e Trasp. 02/05/2012, n. 137, il quale detta i criteri e le modalità per l’effettuazione dei controlli della sicurezza stradale sui progetti e delle ispezioni di sicurezza sulle infrastrutture esistenti, e per l’attuazione del processo per la classificazione della sicurezza della rete stradale.


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Attività di ispezione e controllo

Le attività di ispezione e controllo sono dettagliate nel capitolo 4 delle “Linee guida per la gestione e la sicurezza delle infrastrutture stradali” allegate al citato D.M. 137/2012, tenendo conto anche dei chiarimenti forniti dalla Circ. Min. Infrastrutture e Trasp. 25/11/2011, n. 7839, che concerne i principali adempimenti a carico degli enti proprietari e/o gestori della rete stradale.


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Esperti certificati della sicurezza stradale, formazione ed elenco

In attuazione dell’art. 9 del D. Leg.vo 35/2011 è stato emanato il D. Min. Infrastrutture e Trasp. 23/12/2011, n. 436, con il quale è stato adottato il programma di formazione per i controllori della sicurezza stradale.

Alla completa attuazione di queste disposizioni manca tuttavia l’adozione delle norme chiamate a definire le modalità di autorizzazione degli enti formatori (art. 9 del D. Leg.vo 35/2011, comma 2), nonché il contributo dovuto per la partecipazione ai corsi di formazione e di aggiornamento (art. 9 del D. Leg.vo 35/2011, comma 6).

Si vedano peraltro più avanti le disposizioni transitorie vigenti nelle more dell’attivazione dei corsi e dell’entrata in operatività dell’elenco degli esperti.


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Classificazione dei tratti stradali a rischio

Ai sensi dell’art. 5 del D. Leg.vo 35/2011, deve essere effettuata con cadenza triennale, con apposito decreto ministeriale, la classificazione dei tratti ad elevata concentrazione di incidenti nonché la classificazione della sicurezza della rete esistente.

La prima classificazione avrebbe dovuto essere intervenire entro il 23/04/2014, ma allo stato attuale non risulta essere stata adottata.


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Misure di sicurezza temporanee tratti stradali interessati da lavori

In attuazione dell’art. 6 del D. Leg.vo 35/2011 è stato emanato il D. Min. Infrastrutture e Trasp. 12/12/2011, n. 420, con il quale sono state individuate le misure di sicurezza temporanee da applicarsi ai tratti stradali interessati da lavori.


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Disposizioni tariffarie

In attuazione dell’art. 10 del D. Leg.vo 35/2011 è stato emanato il D. Min. Infrastrutture e Trasp. 07/08/2017, n. 398, con il quale sono state individuate le tariffe, nonché le relative modalità di versamento, da porre a carico dei gestori stradali non pubblici per lo svolgimento delle attività effettuate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, relative al controllo sui progetti, alla classificazione della rete ed all’ispezione sulle strade esistenti.

Le tariffe in questione devono essere aggiornate almeno ogni tre anni.


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Competenze dei soggetti coinvolti

Con il D. Min. Infrastrutture e Trasp. 05/08/2011, n. 305, sono state attribuite le responsabilità delle diverse funzioni ed attività individuate dal D. Leg.vo 35/2011 alle strutture ministeriali, centrali e periferiche, che hanno relativa competenza in materia.

Dette disposizioni, come si legge nelle premesse del menzionato D.M. 305/2011, si applicano nelle more dell’entrata in operatività dell’Agenzia nazionale, di cui si dirà più avanti.



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AGENZIA NAZIONALE PER LA SICUREZZA DELLE INFRASTRUTTURE (ANSFISA)
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Istituzione, compiti e attività dell’ANSFISA

L’art. 12 del D.L. 28/09/2018, n. 109 (convertito in legge dalla L. 16/11/2018, n. 130) istituisce presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e disciplina l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (ANSFISA), a decorrere dal 01/01/2019.

In materia di sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali, l’ANSFISA prende sostanzialmente il posto dell’Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali, istituita dall’art. 36 del D.L. 98/2011 e mai concretamente attivata.

L’ANSFISA svolge le funzioni già disciplinate dal D. Leg.vo 35/2011 (e temporaneamente allocate alle varie strutture ministeriali competenti ai sensi del D.M. 305/2011, di cui si è detto in precedente), ed inoltre, in base al comma 4 dell’art. 12 del D.L. 109/2018:

- esercita l’attività ispettiva finalizzata alla verifica della corretta organizzazione dei processi di manutenzione da parte dei gestori;

- esercita l’attività ispettiva e di verifica a campione sulle infrastrutture;

- ove necessario, obbliga i gestori a mettere in atto le necessarie misure di controllo del rischio in quanto responsabili dell’utilizzo sicuro delle infrastrutture;

- promuove l’adozione da parte dei gestori delle reti stradali e autostradali di Sistemi di Gestione della Sicurezza per le attività di verifica e manutenzione delle infrastrutture certificati da organismi di parte terza riconosciuti dall’Agenzia;

- sovraintende alle ispezioni di sicurezza sulle infrastrutture stradali e autostradali, anche compiendo verifiche sulle attività di controllo già svolte dai gestori, eventualmente effettuando ulteriori verifiche in sito;

- propone al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti l’adozione di un piano nazionale per l’adeguamento e lo sviluppo delle infrastrutture stradali e autostradali nazionali;

- svolge attività di studio, ricerca e sperimentazione in materia di sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali.

Quanto poi alle gallerie, il comma 4-bis dell’art. 12 del D.L. 109/2018 prevede in primo luogo il trasferimento all’ANSFISA delle funzioni ispettive e dei poteri di cui all’art. 11 del D. Leg.vo 05/10/2006, n. 264, commi 1 e 2, nonché di cui all’art. 12 del D. Leg.vo 264/2006 medesimo, concernenti la sicurezza delle gallerie situate sulle strade appartenenti alla rete stradale transeuropea. Si veda più avanti il paragrafo dedicato per dettagli.

Si prevede altresì che le suddette funzioni ispettive e i poteri previsti siano esercitati dall’ANSFISA anche per garantire la sicurezza delle gallerie situate sulle strade non appartenenti alla rete stradale transeuropea. È prevista a tal fine l’emanazione di un decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che definisca i requisiti minimi di sicurezza delle gallerie situate sulle strade non appartenenti alla rete stradale transeuropea, nonché gli obblighi dei soggetti gestori e le relative sanzioni in caso di inosservanza alle disposizioni impartite dall’ANSFISA.


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Sanzioni comminate dall’Agenzia a carico dei gestori

Il comma 6 dell’art. 12 del D.L. 109/2018 disciplina le sanzioni amministrative e pecuniarie a carico dei gestori, in caso di inosservanza delle prescrizioni adottate dall’Agenzia, nell’esercizio delle attività.

Tali sanzioni:

- per gli enti territoriali sono determinate tra 5.000 e 200.000 Euro, anche in funzione del numero di abitanti;

- nei confronti dei soggetti aventi natura imprenditoriale possono essere determinate nella misura corrispondente fino al 10% del fatturato realizzato nell’ultimo esercizio chiuso anteriormente alla contestazione della violazione.

In caso di reiterazione delle violazioni, l’Agenzia può applicare un’ulteriore sanzione di importo fino al doppio della sanzione già applicata entro gli stessi limiti previsti per la prima.

Nei casi in cui il comportamento sanzionabile possa arrecare pregiudizio alla sicurezza dell’infrastruttura o della circolazione stradale o autostradale, l’Agenzia:

- può imporre al gestore l’adozione di misure cautelative, limitative o interdittive, della circolazione dei veicoli sino alla cessazione delle condizioni che hanno comportato l’applicazione della misura stessa;

- in caso di mancata ottemperanza, può comminare una sanzione, rispettivamente per gli enti territoriali e i soggetti aventi natura imprenditoriale, non superiore a 100.000 Euro ovvero al 3% del fatturato realizzato nell’ultimo esercizio chiuso anteriormente alla contestazione della violazione.



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VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA, CONTROLLI E ISPEZIONI
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Valutazione di Impatto sulla Sicurezza Stradale (VISS)

L’art. 3 del D. Leg.vo 35/2011 stabilisce che per tutti i progetti di infrastruttura è effettuata, anteriormente all’approvazione del progetto preliminare N5, una Valutazione di Impatto sulla Sicurezza Stradale (VISS).

Ai sensi dell’art. 12 del D. Leg.vo 35/2011, comma 2, la VISS è redatta - nelle more dell’adozione di apposito decreto ministeriale recante le modalità, i contenuti ed i documenti costituenti la VISS medesima N6 - sulla base dei criteri indicati all’Allegato I del D. Leg.vo 35/2011.

Sono esclusi dall’obbligo di redazione della VISS i progetti di infrastruttura per i quali al 23/04/2011 risultava approvato il progetto preliminare, ai sensi del citato art. 12 del D. Leg.vo 35/2011, comma 2.


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Controlli della sicurezza stradale, controllori abilitati
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Controlli in fase di progettazione e successivi alla messa in esercizio

- per tutti i livelli di progettazione dei progetti di nuova infrastruttura, nonché dei progetti di adeguamento che comportano modifiche di tracciato, sono effettuati i controlli della sicurezza stradale N2, sulla base dei criteri individuati dall’Allegato II;

- i controlli della sicurezza stradale sono basati sulle risultanze della VISS;

- le risultanze dei controlli della sicurezza stradale costituiscono a loro volta parte integrante della documentazione per tutti i livelli di progettazione, e sono da ritenersi elementi necessari ai fini della approvazione dei progetti da parte degli organi preposti e della successiva realizzazione dell’opera, fino all’emissione del certificato di collaudo;

- più in particolare, per ciascun livello di progettazione, una “relazione di controllo” definisce gli aspetti che possono rivelarsi critici ai fini della sicurezza stradale e le relative raccomandazioni;

- la progettazione deve essere adeguata agli aspetti critici ed alle raccomandazioni evidenziate nella relazione di controllo, in caso contrario l’ente gestore è tenuto a giustificare tale scelta all’organo competente N7, il quale, laddove ritenga ammissibili le giustificazioni addotte, dispone che siano allegate alla relazione di controllo, altrimenti dispone l’adeguamento della progettazione;

- in ogni caso, della relazione di controllo si tiene conto nei successivi livelli di progettazione e nella fase di realizzazione dell’opera, fino all’emissione del certificato di collaudo;

- infine, entro 12 mesi dalla messa in esercizio delle infrastrutture stradali sono effettuati controlli per la valutazione della sicurezza stradale alla luce dell’effettivo comportamento degli utenti, i cui esiti sono formalizzati in una ulteriore relazione di controllo. Qualora dalla relazione emerga l’esigenza di misure correttive ai fini della sicurezza, l’organo competente N7 si attiva ai fini dell’inserimento di dette misure nell’elenco di priorità degli interventi correttivi che risultano necessari, di cui tenere conto ai fini della redazione ed approvazione degli strumenti di pianificazione e di programmazione previsti dalla legislazione vigente, ai sensi dell’art. 5 del D. Leg.vo 35/2011, comma 3.


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Fattispecie escluse dai controlli della sicurezza stradale

In base alle disposizioni sopra riportate, i controlli della sicurezza stradale sono obbligatori:

- per tutti i livelli di progettazione di una nuova infrastruttura;

- per i progetti di adeguamento di infrastrutture esistenti che comportino modifiche del tracciato.

Ne consegue che non possono essere approvati progetti la cui documentazione non comprenda le risultanze dei controlli della sicurezza stradale, ad eccezione dei casi di esclusione disciplinati dall’art. 12 del D. Leg.vo 35/2011, comma 3, di seguito elencati:

- progetti per i quali al 23/04/2011 risultava approvato il progetto preliminare, per i quali i controlli sono eseguiti per tutti i livelli di progettazione successivi;

- progetti per i quali al 23/04/2011 risultava approvato il progetto definitivo, per i quali non sussiste alcun obbligo del controllo di sicurezza, anche nella successiva fase di progettazione esecutiva;

- progetti relativi alle infrastrutture strategiche di cui alla L. 443/2001 per i quali alla medesima data risultava approvato il progetto preliminare, per i quali non sussiste alcun obbligo del controllo di sicurezza, anche nelle successive fasi di progettazione definitiva ed esecutiva.


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Classificazione e gestione della sicurezza della rete stradale aperta al traffico

Ai sensi dell’art. 5 del D. Leg.vo 35/2011, sulla base dell’esame del funzionamento della rete stradale aperta al traffico, deve essere effettuata con apposito decreto ministeriale, con cadenza triennale, la classificazione dei tratti ad elevata concentrazione di incidenti nonché la classificazione della sicurezza della rete esistente. Come già detto, non risulta ancora adottato il primo decreto di classificazione.

Sulla base di dette classificazioni l’organo competente N7 effettua visite in loco mediante personale esperto inserito nell’elenco dei soggetti abilitati (si veda più avanti), e procede alla valutazione dei tratti prioritari della rete stradale, tenendo conto degli elementi di cui all’Allegato III del D. Leg.vo 35/2011, punto 3.


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Ispezioni di sicurezza

Al fine di individuare le caratteristiche connesse alla sicurezza stradale e prevenire gli incidenti, sono effettuate ispezioni periodiche sulle strade aperte al traffico soggette all’applicazione del D. Leg.vo 35/2011, sulla base di un programma da adottarsi con cadenza biennale a cura dell’organo competente N7.



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SOGGETTI ABILITATI A VALUTAZIONI, CONTROLLI E ISPEZIONI
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Elenco presso il Ministero delle infrastrutture e trasporti, incompatibilità

I “controllori - cioè i soggetti incaricati di svolgere i controlli e le ispezioni di sicurezza illustrati al paragrafo precedente, ed a ciò abilitati - sono individuati tra soggetti inseriti in apposito elenco presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

L’attività di controllo, qualora svolta da personale non appartenente all’organo competente N7 ovvero alla struttura organizzativa di cui lo stesso si avvale, è affidata nel rispetto delle disposizioni di cui agli artt. 91 e 125 del D. Leg.vo 163/2006 (a seguito dell’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti pubblici, si vedano gli artt. 46, 36 e 157 del D. Leg.vo 50/2016).

Ai sensi dell’art. 4 del D. Leg.vo 35/2011, comma 7, non può essere incaricato dell’attività di controllo un soggetto che partecipi o abbia partecipato direttamente o indirettamente alla redazione della progettazione in qualsiasi suo livello, alla direzione dei lavori o al collaudo dei progetti oggetto del controllo.


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Certificato di idoneità professionale dei controllori abilitati

Ai sensi dell’art. 9 del D. Leg.vo 35/2011, i controllori abilitati, che possono essere iscritti nell’elenco ministeriale, debbono conseguire un certificato di idoneità professionale, rilasciato a soggetti in possesso di determinati requisiti, in termini di titolo di studio, iscrizione all’Albo professionale e frequenza di specifici corsi di formazione iniziale e di aggiornamento.

Il D. Min. Infrastrutture e Trasporti del 23/12/2011, n. 436 - pubblicato sulla G.U. 11/02/2012, n. 35 ed in vigore dal 12/02/2012 - reca il programma da adottare, da parte degli enti formatori, per lo svolgimento dei corsi di formazione per controllori ed ispettori della sicurezza stradale, in attuazione dell’art. 9 del D. Leg.vo 35/2011.

Il corso fornisce anche la preparazione per l’effettuazione delle ispezioni nelle gallerie stradali, ai sensi del D. Leg.vo 05/10/2006, n. 264.

Il provvedimento reca altresì le modalità per l’entrata in operatività e la gestione dell’elenco ministeriale nel quale sono iscritti i soggetti abilitati a svolgere le funzioni di controllori ed ispettori su tutto il territorio nazionale (di cui all’art. 4 del D. Leg.vo 35/2011, comma 7), nonché le modalità per l’aggiornamento periodico dei soggetti abilitati, ai fini della permanenza nel relativo elenco.

Sono di seguito riepilogate le modalità ed i requisiti per l’attività di formazione previsti dal D. Leg.vo 35/2011 e dal D.M. 23/12/2011:


OGGETTO

REQUISITI

Titolo di studio N8

- Laurea magistrale in ingegneria, di cui all’art. 3 del D.M. 270/2004, comma 1, lettera b)

- Laurea specialistica in ingegneria, conseguita secondo gli ordinamenti didattici previgenti al D.M. 270/2004

- Diploma di laurea in ingegneria, secondo il D.M. 509/1999

Anzianità di iscrizione all’Albo

Almeno 5 anni di iscrizione all’Albo dell’Ordine degli Ingegneri, settore Ingegneria civile e ambientale

Durata corso di formazione

Non inferiore a 180 ore

Frequenza

Obbligatoria, consentite fino a 36 ore di assenza (20% del numero di ore minimo previsto)

Numero di iscritti

Massimo 40

Esame finale

- 3 prove scritte

- 1 prova orale

Documento rilasciato

Certificato di idoneità professionale, rilasciato entro 30 giorni dall’esame finale

Iscrizione nell’elenco dei controllori

Domanda al Ministero delle infrastrutture e trasporti, corredata da copia del certificato di idoneità professionale, da inoltrarsi al più tardi entro 3 anni dal rilascio del certificato medesimo

Periodicità dei corsi di aggiornamento

Almeno ogni 3 anni

Durata del corso di aggiornamento

30 ore


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Disposizioni transitorie in attesa dell’attivazione dell’elenco, elenco provvisorio

Come detto, allo stato attuale - per consentire la completa attuazione dell’elenco degli abilitati e l’attivazione di corsi di formazione - manca l’adozione delle norme chiamate a definire le modalità di autorizzazione degli enti formatori (art. 9 del D. Leg.vo 35/2011, comma 2), nonché il contributo dovuto per la partecipazione ai corsi di formazione e di aggiornamento (art. 9 del D. Leg.vo 35/2011, comma 6).

Di conseguenza, ai sensi dell’art. 12 del D. Leg.vo 35/2011, comma 4, lo svolgimento delle verifiche di sicurezza, dei controlli e delle ispezioni è effettuato da soggetti:

- in possesso di titolo di studio tra quelli riportati al paragrafo precedente;

- iscritti da almeno 10 anni all’Albo professionale degli Ingegneri, nel settore dell’Ingegneria civile e ambientale;

- in possesso di esperienza di progettazione stradale, analisi di incidentalità, Ingegneria del traffico o altre attività inerenti alla sicurezza stradale, documentata dall’avvenuto espletamento delle predette attività relative ad almeno cinque progetti.

Nelle more dell’entrata in operatività dell’elenco, il Ministero delle infrastrutture e trasporti ha istituito un elenco provvisorio dove possono iscriversi i soggetti in possesso dei requisiti di cui all’art. 12 del D. Leg.vo 35/2011, comma 4, sopra indicati.

La domanda per l’iscrizione nel menzionato elenco provvisorio deve essere effettuata compilando l’apposito modulo (Visualizza PDF ) ed inviandolo:

- con raccomandata A/R al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Dipartimento per le Infrastrutture, i Sistemi Informativi e Statistici - Direzione Generale per le Strade e per le Autostrade e per la Vigilanza e la Sicurezza nelle Infrastrutture Stradali- Via Nomentana 2 - 00161 - Roma;

oppure

- alla casella di posta elettronica certificata dg.strade@pec.mit.gov.it.


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Individuazione dei controllori, trasmissione ed esame delle relazioni

Gli enti gestori devono inoltrare apposita domanda alla competente Direzione del Ministero delle infrastrutture e trasporti, per l’individuazione del controllore.

Le relative procedure - definite dall’art. 7 del D.M. 305/2011 in materia di riparto delle competenze derivanti dal D. Leg.vo 35/2011 tra le strutture ministeriali - sono riportate di seguito:

- la Direzione competente avvia la procedura per l’individuazione del controllore, ai sensi di quanto indicato all’art. 4 del D. Leg.vo 35/2011, comma 7, entro 10 giorni dal ricevimento della relativa richiesta effettuata dall’ente gestore per lo specifico progetto di infrastruttura;

- le attività di controllo sono svolte, per tutti i livelli di progettazione, contestualmente alla redazione dei progetti, e le relative relazioni di controllo sono redatte e consegnate dal controllore entro il termine indicato nell’atto di affidamento dell’incarico, fissato dalla Direzione ministeriale competente in base alle caratteristiche del progetto, e comunque non superiore a 60 giorni dalla consegna del progetto al controllore N9;

- le relazioni di controllo sono consegnate dal controllore sia all’ente gestore che alla Direzione ministeriale competente, la quale a sua volta provvede ad espletare le attività ad essa attribuita in qualità di “organo competente” ai sensi dell’art. 2 del D.M. 305/2011, comma 1 (esame della relazione di controllo e adozione dei conseguenti provvedimenti).



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LINEE GUIDA IN MATERIA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA

In data 08/09/2012 è entrato in vigore il D. Min. infrastrutture e trasporti 02/05/2012, n. 137, il quale ha definito le linee guida in materia di gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali, in attuazione dell’art. 8 del D. Leg.vo 35/2011.

Con il suddetto decreto il Ministero ha individuato i criteri e le modalità per l’effettuazione dei controlli della sicurezza stradale sui progetti, per effettuare le ispezioni di sicurezza sulle infrastrutture esistenti e per l’attuazione del processo per la classificazione della sicurezza della rete stradale. Le Linee guida allegate al decreto fanno parte del programma di formazione dei controllori e degli ispettori previsto dal D.M. 436/2011.

Nelle more dell’adozione di tale decreto, costituiva norma di riferimento, nei limiti di compatibilità con il D. Leg.vo 35/2011 in commento, la Circ. Min. LL.PP. 08/06/2001, n. 3699, recante “Linee guida per le analisi di sicurezza delle strade”, che di conseguenza ha perso di efficacia con l’entrata in vigore del nuovo D.M. 137/2012.

Scopo principale delle linee guida recate dal decreto è quello di orientare, coordinare e rendere omogenee le attività di tutti i soggetti coinvolti nel processo della sicurezza delle infrastrutture stradali, tra cui gli enti territoriali, gli organi competenti, gli enti proprietari e gestori delle strade e gli esperti della sicurezza stradale, ovvero i controllori dei progetti e gli ispettori delle strade esistenti.

Per garantire un sistema di interventi armonizzati e coordinati, le linee guida hanno individuato le modalità procedurali per effettuare le analisi della sicurezza stradale e tutte le altre attività connesse al processo per la classificazione della rete stradale.

I controlli della sicurezza stradale sui progetti e le ispezioni di sicurezza sulle infrastrutture esistenti, definiti complessivamente “analisi di sicurezza stradale”, sono un processo di tipo preventivo, tendente ad individuare le situazioni potenzialmente generatrici di incidenti, finalizzato alla verifica di sicurezza dei progetti stradali, sia di nuove infrastrutture sia per gli interventi di adeguamento di strade esistenti, nonché per la verifica delle caratteristiche delle strade esistenti in esercizio.



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SICUREZZA DEI TRATTI INTERESSATI DA LAVORI STRADALI
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Norme di riferimento

Ai sensi dell’art. 5 del D. Leg.vo 35/2011, gli enti gestori:

- per richiamare l’attenzione degli utenti sui tratti dell’infrastruttura stradale interessati da lavori stradali che possono mettere a repentaglio la sicurezza degli stessi, provvedono alla installazione di adeguata segnaletica conforme alle norme vigenti;

- provvedono a fornire agli utenti adeguata informazione della presenza di tratti stradali ad elevata concentrazione di incidenti.

L’art. 6 del D. Leg.vo 35/2011 prevede a sua volta l’emanazione di un decreto per individuare misure di sicurezza temporanee da applicarsi ai tratti di rete stradale interessati da lavori stradali e fissare le modalità di svolgimento delle ispezioni volte ad assicurare la corretta applicazione delle norme concernenti controlli e ispezioni.

In attuazione del citato art. 6 del D. Leg.vo 35/2011 è stato emanato il D. Min. Infrastrutture e Trasp. 12/12/2011, n. 420, il quale prevede che, al fine di garantire il rispetto e l’uniformità ai principi generali già applicati, si adottino quali misure di sicurezza temporanee le disposizioni contenute nel “Disciplinare tecnico relativo agli schemi segnaletici, differenziati per categoria di strada, da adottare per il segnalamento temporaneo” di cui al D. Min. Infrastrutture e Trasp. 10/07/2002. Quest’ultimo fornice a sua volta schemi ed esempi pratici di applicazione delle norme inerenti la segnaletica temporanea.

Occorre poi tenere conto anche del D. Min. Lavoro e Pol. Soc. 04/03/2013, recante criteri generali di sicurezza relativi alle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare, di cui si riporta di seguito una breve analisi.


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Attività lavorative in presenza di traffico veicolare e segnaletica stradale

Le attività lavorative oggetto del D.M. 04/03/2013 fanno riferimento alle situazioni esplicitate nei principi per il segnalamento temporaneo di cui all’art. 2 del D.M. 10/07/2002, sopra menzionato, le cui previsioni sono fatte salve. L’applicazione dei criteri di cui al decreto in oggetto non preclude l’utilizzo di altre metodologie di consolidata validità.


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Procedure di apposizione della segnaletica

Nelle attività di apposizione della segnaletica per la delimitazione di cantieri stradali in presenza di traffico veicolare, i gestori delle infrastrutture e le imprese appaltatrici, esecutrici o affidatarie, sono tenuti ad applicare almeno i criteri minimi di sicurezza di cui all’Allegato I del decreto, D.M. 04/03/2013 evidenza nei documenti della sicurezza di cui agli artt. 17, 26, 96 e 100 del D. Leg.vo 81/2008.


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Informazione e formazione

I datori di lavoro del gestore delle infrastrutture e delle imprese esecutrici e affidatarie, ferme restando le previsioni del D. Leg.vo 81/2008, assicurano che ciascun lavoratore riceva una informazione, formazione e addestramento specifici relativamente alle procedure di apposizione della segnaletica.

La durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione sono individuati nell’Allegato II D.M. 04/03/2013.


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Dispositivi di protezione individuale

I datori di lavoro mettono a disposizione dei lavoratori dispositivi di protezione individuale (DPI) conformi al Titolo III del D. Leg.vo 81/2008.

Gli indumenti ad alta visibilità devono essere conformi al D. Leg.vo 04/12/1992 n. 475, al D.M. 09/06/1995, al D. Leg.vo 02/01/1997, n. 10, ed alla norma UNI EN 471, quindi devono essere di classe 3, o equivalente, per tutte le attività lavorative su strade di categoria A, B, C, e D, ed almeno di classe 2 per le strade E ed F urbane ed extraurbane, secondo la classificazione di cui all’art. 2, comma 3, del Codice della strada.

Non sono più ammessi indumenti ad alta visibilità di classe 1.


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Obblighi per i coordinatori della sicurezza

Con l’Interpello 23/06/2015, n. 1, sono state fornite indicazioni circa la corretta applicazione del D.M. 04/03/2013.

A tale proposito è stato chiarito come - pur non essendo tale circostanza esplicitamente menzionata - destinatari degli obblighi in questione sono anche i coordinatori per la sicurezza. Ciò in considerazione del fatto che l’art. 100 del D. Leg.vo 81/2008 - citato dal D.M. 04/03/2013 - è relativo al Piano di sicurezza e coordinamento (PSC, la cui redazione è in capo al Coordinatore per la sicurezza), e che tra i contenuti minimi di quest’ultimo, indicati nell’Allegato XV al D. Leg.vo 81/2008, si fa riferimento all’eventuale presenza di fattori esterni che comportano rischi per il cantiere, con particolare attenzione a lavori stradali ed autostradali al fine di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori impiegati nei confronti dei rischi derivanti dal traffico circostante.



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SICUREZZA DELLE GALLERIE STRADALI
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Norme di riferimento e ambito applicativo
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Gallerie facenti parte della rete transeuropea superiori a 500 metri

Il D. Leg.vo 05/10/2006, n. 264 ha lo scopo - in attuazione della direttiva 2004/54/CE - di garantire un livello minimo sufficiente di sicurezza agli utenti della strada nelle gallerie della rete stradale transeuropea N3, mediante la progettazione e l’adozione di misure di prevenzione atte alla riduzione di situazioni critiche che possano mettere in pericolo la vita umana, l’ambiente e gli impianti della galleria, nonché mediante misure di protezione in caso di incidente.

Il decreto si applica a tutte le gallerie situate nel territorio italiano appartenenti alla rete stradale transeuropea, di lunghezza superiore a 500 metri, già in esercizio, in fase di costruzione o allo stato di progetto.

In particolare:

- tutte le gallerie il cui progetto preliminare per la realizzazione dell’opera sia stato approvato a partire dal 01/05/2006 sono soggette alle disposizioni del D. Leg.vo 264/2006. La galleria è messa in esercizio secondo la procedura prevista dall’Allegato 4 al D. Leg.vo 264/2006.

- tutte le gallerie il cui progetto preliminare era stato approvato alla data del 01/05/2006, ma che non sono state aperte al traffico entro la medesima data, sono sottoposte ad una valutazione di conformità con i requisiti di cui al D. Leg.vo 264/2006, con un particolare riguardo alla documentazione di sicurezza prevista dall’Allegato 4. Qualora venga accertato che una galleria non è conforme alle disposizioni del decreto, il gestore è tenuto ad adottare le pertinenti misure per aumentare la sicurezza, e in tal caso la galleria è messa in esercizio secondo la procedura prevista dall’Allegato 4 al D. Leg.vo 264/2006;

- tutte le gallerie che erano già aperte al traffico alla data del 30/04/2006 sono invece sottoposte ad una procedura di verifica della sicurezza, secondo quanto disposto dall’art. 10 del D. Leg.vo 264/2006, che può portare all’elaborazione di un piano inteso ad adeguare la galleria, comprendente gli interventi correttivi da realizzare, nonché i tempi e il piano finanziario per la loro attuazione. I lavori di adeguamento delle gallerie sono realizzati secondo un programma operativo e dovranno essere completati entro il 30/04/2019.


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Altre gallerie

Per le gallerie non rientranti nell’ambito applicativo del D. Leg.vo 264/2006, occorre fare riferimento ad altre norme, ed in particolare:

- Circ. Min. LL.PP. 06/12/1999, n. 7938, recante “Sicurezza della circolazione nelle gallerie stradali con particolare riferimento ai veicoli che trasportano materiali pericolosi”;

- D. Min. LL.PP. 05/06/2001, recante “Sicurezza nelle gallerie stradali”.

- D. Min. Infrastrutture e Trasp. 14/09/2005, recante “Norme di illuminazione delle gallerie stradali” (cfr. punto 3 sulle verifiche illuminotecniche delle gallerie esistenti, in corso di realizzazione e da realizzare, comprese quelle di collaudo e di esercizio).

Peraltro, come previsto dal comma 4-bis dell’art. 12 del D.L. 109/2018, le funzioni ispettive e i poteri di cui all’art. 11 del D. Leg.vo 05/10/2006, n. 264, commi 1 e 2, nonché di cui all’art. 12 del D. Leg.vo 264/2006, sono esercitati dall’ANSFISA (vedi paragrafo dedicato) anche per garantire la sicurezza delle gallerie situate sulle strade non appartenenti alla rete stradale transeuropea.


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Prevenzione incendi

Ai fini di prevenzione incendi, il D.P.R. 01/08/2011, n 151, contempla nell’ambito delle attività sottoposte ai controlli anche le gallerie stradali di lunghezza superiore a 500 metri (punto 80 dell’Allegato I). A tale proposito va segnalata anche la Circ. Min. Interno 29/01/2013, n. 1, recante “Circolare esplicativa per l’attuazione da parte dei gestori delle gallerie stradali degli adempimenti amministrativi introdotti dal Nuovo Regolamento di semplificazione di Prevenzioni Incendi, emanato con il D.P.R. 151/2011”.


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Soggetti coinvolti, compiti e funzioni

Il gestore N10, per ciascuna delle gallerie cui si applica il D. Leg.vo 264/2006, e che si trovano nella fase di progettazione, di costruzione o di funzionamento, è individuato rispettivamente nell’ANAS, per le strade in gestione diretta, e nelle Società concessionarie, per quelle affidate in concessione.


Le funzioni di autorità amministrativa per tutte le gallerie situate sulla rete transeuropea ricadente nel territorio nazionale sono esercitate dalla Commissione permanente per le gallerie, istituita presso il Consiglio superiore dei lavori pubblici.

Più in particolare, ai sensi dell’art. 4 del D. Leg.vo 264/2006, la Commissione:

- assicura il rispetto da parte dei Gestori di tutti gli aspetti di sicurezza di una galleria, emanando, ove necessario, disposizioni volte a garantirne l’osservanza;

- approva i progetti per l’attuazione delle misure di sicurezza di cui all’art. 3 del D. Leg.vo 264/2006 predisposti dal gestore della galleria N12;

- provvede alla messa in servizio delle gallerie non ancora aperte al traffico, secondo le modalità fissate nell’Allegato 4 al D. Leg.vo 264/2006;

- è responsabile delle ispezioni, delle valutazioni e delle verifiche funzionali.


Il gestore designa, per ciascuna galleria, un Responsabile della sicurezza, che deve essere preventivamente accettato dalla Commissione e che coordina tutte le misure di prevenzione e di salvaguardia dirette a garantire la sicurezza degli utenti e del personale di esercizio. Le funzioni del Responsabile della sicurezza delle gallerie sono dettagliatamente elencate dall’art. 6 del D. Leg.vo 264/2006, comma 3.

Il Responsabile della sicurezza deve possedere adeguata e pluriennale esperienza, e può essere un libero professionista, un membro del personale del gestore della galleria o dei servizi di pronto intervento. In ogni caso, il Responsabile della sicurezza opera in piena autonomia per tutte le questioni attinenti alla sicurezza nelle gallerie stradali e, relativamente a tali questioni, non soggiace ad alcuna istruzione o indicazione vincolante, da parte del gestore della galleria o, se lavoratore dipendente, dal datore di lavoro.


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Ispezioni e controlli periodici, analisi di rischio

Si rammenta che ai sensi del comma 4-bis dell’art. 12 del D.L. 109/2018, sono stati trasferiti all’ANSFISA le funzioni ispettive e i poteri di cui agli artt. 11 e 12 del D. Leg.vo 264/2006 (si veda il paragrafo dedicato).

Le ispezioni periodiche, da effettuarsi con una cadenza massima di sei anni, sono effettuate sotto la responsabilità della Commissione N12, che si avvarrà - una volta entrato a regime - di professionisti iscritti nell’elenco dei soggetti abilitati di cui all’art. 4 del D. Leg.vo 35/2011, comma 7 (si veda quanto detto in precedenza).

Ai sensi dell’art. 11 del D. Leg.vo 264/2006, nelle more dell’istituzione di detto elenco, la Commissione N12 si avvale:

- di ingegneri, che abbiano superato l’esame di qualificazione previsto dall’art. 12 del D. Leg.vo 285/1992 (espletamento dei servizi di polizia stradale), con particolare riferimento alla funzione di tutela e controllo dell’uso della strada di cui all’art. 11 del D. Leg.vo 285/1992 medesimo, appartenenti al Consiglio superiore dei lavori pubblici, nonché all’amministrazione centrale e periferica del Ministero delle infrastrutture, e che a loro volta si avvalgono di collaboratori appartenenti all’amministrazione centrale e periferica del medesimo Ministero;

- dei soggetti di cui all’art. 12 del D. Leg.vo 35/2011, comma 4 (cioè dei medesimi soggetti che, nelle more dell’entrata in funzione dell’elenco ministeriale, sono abilitati a svolgere le funzioni di cui al D. Leg.vo 35/2011, di cui si è detto in precedenza).

La Commissione N12 si avvale altresì di ingegneri del Dipartimento dei VV.F. con competenza specifica nelle materie attinenti all’antincendio, ai piani di evacuazione ed esodo e alle problematiche di difesa civile, che a loro volta si avvalgono di collaboratori appartenenti all’amministrazione centrale e periferica del Ministero dell’interno.

Fermi restando i suddetti requisiti, per gallerie ricadenti nella rete non gestita direttamente da ANAS S.p.a., la Commissione N12 si avvale anche della struttura organizzativa di tale società, che svolge le funzioni di controllo e di vigilanza sulle concessioni autostradali, mediante apposita convenzione.


Ai sensi dell’art. 12 del D. Leg.vo 264/2006, se all’esito delle ispezioni sono constatate difformità dalle disposizioni di cui al D. Leg.vo 264/2006, la Commissione N12:

- comunica al gestore ed al Responsabile della sicurezza le misure destinate ad accrescere la sicurezza della galleria;

- definisce le condizioni per il mantenimento in esercizio o la riapertura della galleria che si applicheranno fino al completamento degli interventi correttivi, nonché qualsiasi altra restrizione o condizione pertinente N11.

Nei casi in cui gli interventi correttivi comportino modifiche sostanziali nella costruzione e nel funzionamento, una volta realizzati gli interventi stessi la galleria è soggetta ad una nuova autorizzazione di esercizio, secondo la procedura prevista dall’Allegato 4 al D. Leg.vo 264/2006.


Si definisce infine “analisi di rischio” - da effettuarsi a cura di un soggetto terzo o funzionalmente indipendente dal gestore della galleria - l’attività tecnica volta a dimostrare che opportune misure di sicurezza alternative o integrative, rispetto a quelle previste dall’Allegato 2 del D. Leg.vo 264/2006, siano tali da realizzare condizioni con livello di protezione equivalente o accresciuta rispetto agli obiettivi di sicurezza definiti dall’art. 3 del D. Leg.vo 264/2006, con particolare riferimento alla sicurezza degli utenti, del personale addetto, dei servizi di soccorso in genere e dei servizi resi dal Corpo nazionale dei VV.F.

L’analisi di rischio deve essere svolta, secondo le modalità previste nell’Allegato 3, per le gallerie esistenti che presentano carenze rispetto ai requisiti di sicurezza di tipo strutturale di cui all’Allegato 2, ovvero per quelle gallerie che presentano caratteristiche speciali e per le quali occorre prevedere misure di sicurezza integrative o un equipaggiamento complementare, di cui all’art. 4 del D. Leg.vo 264/2006, comma 8.



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MONITORAGGIO DINAMICO DELLE INFRASTRUTTURE IN CONDIZIONI DI CRITICITÀ

L’art. 14 del D.L. 109/2018, disciplina la realizzazione e la gestione di un sistema di monitoraggio dinamico (prima in via sperimentale e poi a regime), a cui sovraintende il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per le infrastrutture stradali e autostradali (ponti, viadotti, rilevati, cavalcavia e opere similari) che presentano condizioni di criticità connesse al passaggio di mezzi pesanti, da individuarsi con decreto ministeriale.

La norma in esame prevede, inoltre, che i soggetti gestori, a qualsiasi titolo, delle infrastrutture stradali e autostradali, individuate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, forniscono al Ministero stesso i dati occorrenti per l’inizializzazione e lo sviluppo del sistema di monitoraggio dinamico, dotandosi degli occorrenti apparati per operare il controllo strumentale costante delle condizioni di sicurezza delle infrastrutture stesse (anche utilizzando il sistema BIM, Building Information Modeling).

Da ultimo, è previsto che il citato Sistema di monitoraggio dinamico per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali in condizioni di criticità rechi l’identificazione delle opere soggette a monitoraggio tramite il codice identificativo IOP, previsto all’art. 13 del D.L. 109/2018 medesimo che disciplina l’istituzione dell’Archivio informatico nazionale delle opere pubbliche (AINOP).




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