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D. Min. Interno 27/07/2010

Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio delle attività commerciali con superficie superiore a 400 mq.
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[Premessa]




Il Ministro dell'interno


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Art. 1. - Campo di applicazione

1. Le disposizioni contenute nel presente decreto si applicano per la progettaz

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Art. 2. - Obiettivi

1. Ai fini della prevenzione incendi, allo scopo di raggiungere i primari obiettivi di sicurezza relativi alla salvaguardia delle persone e alla tutela dei beni contro i rischi di incendio, le attività commerciali, di cui all'art. 1 del presente decreto, sono realizzate e gestite in modo da:

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Art. 3. - Disposizioni tecniche

1. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui all'art. 2, è appro

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Art. 4. - Applicazione delle disposizioni tecniche

1. Le disposizioni riportate nella regola tecnica allegata al presente decreto si applicano alle attività commerciali di cui all'art. 1 del presente decreto di nuova realizzazione. Non sussiste l'obbligo di adeguamento alla regola tecnica allegata al presente decreto per le attività commerciali esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto ove si configuri una delle seguenti situazioni:

a) sia stato rilasciato il certificato di prevenzione incendi, o ne sia regolarmente in corso il rilascio;

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Art. 5. - Commercializzazione CE

1. Possono essere impiegati nel campo di applicazione del presente decreto i prodotti regolamentati dalle disposizioni comunitarie applicabili ed a queste conformi.

2.

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Art. 6. - Centri commerciali

1. Per i centri commerciali aventi le caratteristiche di cui all'art. 1 del pre

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Art. 7. - Disposizioni finali

1. Le disposizioni di prevenzione incendi emanate in materia e, in particolare, con la circolare n. 75 del 3 luglio 1967

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ALLEGATO REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI PER LA PROGETTAZIONE, COSTRUZIONE ED ESERCIZIO DELLE ATTIVITÀ COMMERCIALI CON SUPERFICIE LORDA SUPERIORE A 400 MQ.


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1. GENERALITÀ


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1.1 Termini, definizioni e tolleranze dimensionali

Per i termini, le definizioni e le tolleranze dimensionali si rimanda al D.M. 30/11/1983 R (G.U. n. 339, del 12/12/1983) e successive modifiche ed integrazioni. Ai fini della presente regola tecnica si definisce:

a. CORRIDOIO CIECO: corridoio o porzione di corridoio dal quale sia possibile l'esodo in un'unica direzione. La lunghezza del corridoio cieco va calcolata dall'inizio dello stesso fino all'incrocio con un corridoio dal quale sia possibile l'esodo in almeno due direzioni o fino al più prossimo luogo sicuro o via di esodo verticale.

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1.2 Rinvio a disposizioni e criteri di prevenzione incendi

Per le aree e impianti a rischio specifico classificate come attività so

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2. UBICAZIONE


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2.1 Generalità

Le attività commerciali devono essere ubicate nel rispetto delle distanze di sicurezza, stabilite dalle disposizioni vigenti, da altre attività che comportin

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2.2 Ubicazione ai piani interrati

Le aree destinate al pubblico non possono essere ubicate oltre il primo piano interrato, fino alla quota di

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2.3 Comunicazioni e separazioni

Salvo quanto disposto nelle specifiche regole tecniche di prevenzione incendi, le attività commerciali: a. non devono comunicare con attività ad esse non pertinenti; p

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2.4 Accesso all'area ed accostamento dei mezzi di soccorso

1. Per consentire l'intervento dei mezzi di soccorso dei Vigili del Fuoco, gli accessi all'area devono avere i seguenti requisiti minimi:

— larghezza: 3,5 m;

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3. CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE


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3.1 Resistenza al fuoco

Le strutture portanti e gli elementi di compartimentazione dell’attività commerciale devono garantire rispettivamente requisiti di resistenza al fuoco R e REI/EI non inferiori a quelli riportati nella seguente tabella 1:



Caratteristiche dell’edificio in cui è ubicata l’attività

Altezza

Classe di resistenza al fuoco in presenza di impianto di spegnimento automatico

Classe di resistenza al fuoco

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3.2 Reazione al fuoco

I prodotti da costruzione rispondenti al sistema di classificazione europeo di cui al decreto del Ministro dell’interno 10 marzo 2005 R (Gazzetta Ufficiale n. 73 del 30 marzo 2005) e successive modifiche ed integrazioni, devono essere installati seguendo le prescrizioni e le limitazioni previste al capoverso successivo.

I materiali installati, eccettuati gli espositori per la merce in vendita, devono essere conformi a quanto di seguito specificato:

a1) negli atri, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale, nelle rampe, nei passaggi in genere, è consentito l'impiego, in ragione del 50% massimo della loro superficie totale (pavimento + pareti + soffitto + proiezioni orizzontali delle scale) di prodotti classificati in una delle seguenti classi di reazione al fuoco, in funzione del tipo di impiego previsto:

— Impiego a pavimento: (A2FL-s1), (BFL-s1), (CFL-s1)

— Impiego a parete: (A2-s1, d0), (A2-s2, d0), (A2-s1,d1), (B-s1,d0), (B-s2,d0), (B-s1,d1)

— Impiego a soffitto: (A2-s1,d0), (A2-s2,d0), (B-s1,d0), (B-s2,d0).


a1.1) I prodotti isolanti installati: negli atri, nei corridoi, nei disimpegni, nelle

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3.3 Compartimentazione

Le attività commerciali devono essere suddivise in compartimenti antincendio, distribuiti sul medesimo livello o su più livelli, di superficie singola non superiore a 2.500 m², estendibile fino a:

a) 5.000 m² se l’intera attività commerciale è protetta da impianto automatico di spegnimento ed è inserita in e

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3.4 Scale

Tutte le scale facenti parte del sistema di vie di esodo devono avere caratteristiche di resistenza al fuoco congrue con quanto previsto al punto 3.1.

Le rampe delle scale devono essere rettilinee, avere non meno di tre gradini e non più di quindici. I gradini devono essere a pianta rettangolare, di alzata e pedata costanti, rispettivamente non superiore a 17 cm e non inferiore a 30 cm. Sono ammesse rampe non rettilinee, a condizione che vi siano pianerottoli di ri

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3.5 Ascensori, scale e rampe mobili

Tutti gli ascensori che attraversano più compartimenti devono avere il vano corsa di tipo protetto, con caratte

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4. MISURE PER IL DIMENSIONAMENTO DELLE VIE ESODO


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4.1 Densità di affollamento

1) Attività commerciali al dettaglio:

A) aree adibite alla vendita settore alimentare o misto:

— 0,4 persone/m² per attività con superficie di vendita fino a 2500 m²

— 0,2 persone /m² per attività con superficie di vendita superiore a 2500 m²;

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4.2 Capacità di deflusso

La capacità di deflusso non deve essere superiore ai seguenti valori:

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4.3 Lunghezza dei percorsi di esodo

Il percorso effettivo per raggiungere un luogo sicuro, non può essere superiore a 50 m, incrementabili a 60 m in presenza di un sistema di smaltimento fumi realizzato secondo quanto previsto al successivo punto 4.9, lettera

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4.4 Sistemi di vie di esodo

I compartimenti di cui al punto 3.3 devono essere ognuno provvisti di un proprio sistema organizzato

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4.5 Caratteristiche delle vie di esodo

La larghezza utile delle vie di esodo deve essere misurata deducendo l'ingombro di eventuali elementi sporgenti. Tra gli elementi sporgenti non sono considerati quelli posti ad altezza superiore a 2 m ed eventuali corrimano lungo le pareti nonché dispositivi di apertura delle porte, con ingombro non superiore ad 8 cm.

L’altezza

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4.6 Larghezza totale delle vie di esodo

La larghezza totale delle uscite da ogni piano deve essere determinata dal rapporto tra il massimo affollamento previsto e la capacità di deflusso del piano.

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4.7 Sistemi di apertura delle porte e di eventuali infissi

Le porte installate lungo le vie di esodo, ad uno o due battenti, devono aprirsi nel verso dell’esodo a semplice spinta, mediante l’azionamento di dispositivi antipanico a barra orizzontale. I battenti delle porte, quando sono aperti, non devono ostruire passaggi, corridoi e pianerottoli.

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4.8 Numero di uscite

Le uscite da ciascun piano/compartimento frequentato dal pubblico non devono essere inferiori a due, ed essere posizionate in punti ragionevolmente contrapposti.

In corrispondenza delle bar

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4.9 Sistema di controllo dei fumi naturale o meccanico

Le aree adibite alla vendita devono essere provviste di un sistema di controllo dei fumi finalizzato a garantire un’altezza libera dal fumo pari almeno a 2,00 metri. Per un efficace lavaggio degli ambienti è necessario provvedere ad immettere dal basso tanta aria pulita esterna quanta ne viene estratta dall’alto, in modo da avere una zona libera da fumo che favorisca l&r

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5. AREE ED IMPIANTI A RISCHIO SPECIFICO


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5.1 Generalità

Gli impianti tecnologici devono essere realizzati a regola d’arte e secondo le norme tecniche v

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5.2 Classificazione

Le aree a rischio specifico sono così classificate.

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5.3 Spazi per depositi


5.3.1 Depositi di liquidi combustibili, infiammabili e di g.p.l.

I depositi di liquidi infiammabili e combustibili, nelle confezioni originali, devono essere ubicati in locali appositi rispondenti alle specifiche norme di prevenzione incendi in vigore. La vendita al pubblico di fluidi combustibili e di prodotti contenuti in recipienti a pressione per uso domestico (insetticidi, prodotti spray in genere, cosmetici, alcooli in concentrazione superiore a 60 % in volume, oli lubrificanti, ecc.) è consentita alle seguenti prescrizioni:

a) tali prodotti devono essere esposti al pubblico esclusivamente nei relativi contenitori originali sigillati e deve essere imposto il divieto di travaso;

b) al personale addetto devono essere fornite istruzioni al fine di evitare perdite di prodotti e di intervenire tempestivamente in caso di spargimenti accidentali.

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5.4 Impianti di produzione di calore

Per gli impianti di produzione di calore, compresi quelli di cottura cibi, panificazione e lavaggio s

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5.5 Impianti di climatizzazione


5.5.1 Generalità

Gli impianti di climatizzazione, di tipo centralizzato o localizzato, devono possedere requisiti che garantiscano il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

— non alterare la compartimentazione;

— evitare il ricircolo dei prodotti della combustione o di altri gas ritenuti pericolosi;

— non produrre, a causa di avarie e/o guasti propri, fumi che si diffondano nei locali serviti;

— non costituire elemento di propagazione di fumi e/o fiamme, anche nella fase iniziale degli incendi.


5.5.2 Impianti centralizzati

Le unità di trattamento dell'aria e i gruppi frigoriferi non devono essere installati nei locali dove sono ubicati gli impianti di produzione calore.

I gruppi frig

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6. IMPIANTI ELETTRICI


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6.1 Generalità

Gli impianti elettrici devono essere realizzati ed installati in conformità alla Legge n. 186 del 01.03.1968. R

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6.2 Quadri elettrici generali

I quadri elettrici generali devono essere ubicati in posizione segnalata, protetta dall’incendi

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6.3 Impianti elettrici di sicurezza

I seguenti sistemi di utenza devono disporre di impianti di sicurezza:

a) illuminazione di sicurezza;

b) allarme;

c) rivelazione;

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7. MEZZI ED IMPIANTI DI ESTINZIONE DEGLI INCENDI


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7.1 Generalità

Le apparecchiature e gli impianti di estinzione degli incendi devono essere realizzati ed installati

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7.2 Estintori

Le attività commerciali devono essere dotate di un adeguato numero di estintori portatili, di tipo omologato, distribuiti in modo uniforme nell'area da pr

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7.3 Reti naspi e idranti

Le attività commerciali devono essere dotate di apposita rete naspi/idranti progettate, installate, collaudate e gestite secondo le norme di buona tecnica vigenti.

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7.4 Impianto di spegnimento automatico

Nelle attività commerciali con superficie di vendita maggiore di 5.000 m² o con carico di in

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8. IMPIANTI DI RIVELAZIONE, SEGNALAZIONE E ALLARME


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8.1 Generalità

Nelle attività commerciali tutte le aree devono essere protette da impianto fisso di rivelazio

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8.2 Caratteristiche

La segnalazione di allarme proveniente da uno qualsiasi dei rivelatori o pulsanti deve determinare una segnalazione ottica ed acustica di allarme di incendio presso un luogo presidiato durante le ore di at

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8.3 Sistemi di diffusione sonora

Le attività commerciali devono essere provviste di un sistema di diffusione sonora in grado di

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9. SEGNALETICA DI SICUREZZA

Deve essere installata la segnaletica di sicurezza, espressamente finalizzata alla sicurezza antincendio, conforme al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, che indichi:

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10. ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA ANTINCENDIO

L’organizzazione e la gestione della sicurezza deve rispondere ai criteri contenuti nel decreto del Ministero dell’interno 10 marzo 1998 R (S.O.G.U. n. 81, del 7 aprile 1998) e per i centri commerciali deve essere di tipo unitaria.

Ai fini del necessario coordinamento delle operazioni di emergenza, deve essere predisposto un apposito locale o punto di gestione delle emergenze commisurato alla complessità della attività commer

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