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L. 05/08/1978, n. 457

Norme per l'edilizia residenziale.

Testo coordinato con le modifiche introdotte da:
- L. 15/02/1980, n. 25
- L. 29/07/1980, n. 385
- L. 28/02/1981, n. 47
- L. 25/03/1982, n. 94
- L. 23/12/1986, n. 899
- L. 31/05/1990, n. 128
- L. 06/06/1991, n. 175
- L. 05/02/1992, n. 104
- L. 17/02/1992, n. 179
- L. 30/03/1998, n. 61
- L. 30/04/1999, n. 136
- D. Leg.vo 30/07/1999, n. 284
- D.P.R. 06/06/2001 n. 380

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TITOLO I - PIANO DECENNALE PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE - ORGANI E FUNZIONI
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Art. 1. - (Contenuti del piano)

A partire dall’anno 1978 è attuato un piano decennale di edilizia residenziale riguardante:

a) gli interventi di edilizia sovvenzionata diretti alla costruzione di abitazioni e al recupero del patrimonio edilizio degli enti pubblici;

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Art. 2. - (Competenze del CIPE)

Il CIPE, previo parere della Commissione consultiva interregionale per la programmazione economica, indica gli indirizzi programmatici per l’edilizia residenziale e in particolare:

a) determina le linee d’intervento nel settore dell’edilizia residenziale, secondo gli obiettivi della programmazione economica nazionale, con particolare riguardo al soddisfacimento dei fabbisogni abitativi prioritari, alla riduzione dei costi di costruzione e di gestione e all’esigenza d’industrializzazione del settore;

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Art. 3. - (Competenze del Comitato per l’edilizia residenziale)

Il Comitato per l’edilizia residenziale, sulla base degli indirizzi programmatici indicati dal CIPE:

a) predispone il piano decennale, i programmi quadriennali e le eventuali revisioni;

b) provvede alla ripartizione dei fondi tra le Regioni;

c) indica i criteri generali per la scelta delle categorie degli operatori, in modo da garantire una equilibrata distribuzione dei contributi fra le diverse categorie interessate e programmi articolati in relazione alle varie forme d’intervento;

d) adotta le opportune determinazioni in ordine alle modalità di erogazione dei flussi finanziari;

e) effettua periodiche verifiche sulla attuazione dei programmi, con particolare riguardo alla utilizzaz

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Art. 4. - (Attribuzioni delle Regioni)

Le Regioni, per le finalità di cui all’art. 1, provvedono in particolare a:

a) individuare il fabbisogno abitativo nel territorio regionale, distinguendo quello che può essere soddisfatto attraverso il recupero del patrimonio edilizio esistente e quello da soddisfare con nuove costruzioni, nonché il fabbisogno per gli insediamenti rurali nell’ambito dei piani di sviluppo agricolo;

b) formare programmi quadriennali e progetti biennali dl intervento per l’utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili, includendovi anche eventuali stanziamenti integrativi disposti da loro stesse;

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Art. 5. - (Composizione del Comitato per l’edilizia residenziale)

Il Comitato per l’edilizia residenziale, istituito dall’art. 2 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, R è presieduto dal Ministro dei lavori pubblici, o da un Sottosegretario di Stato da lui delegato, ed è composto da:

1) quattro rappresentanti del Ministro dei lavori pubblici;

2) due rappresentanti del Ministro del tesoro;

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Art. 6. - (Istituzione del Comitato esecutivo)

Nell’ambito del Comitato per l’edilizia residenziale è costituito un Comitato esecutivo, presieduto dal Ministro dei lavori pubblici o da un Sottosegretar

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Art. 7. - (Segretariato generale del Comitato per l’edilizia residenziale)

Il Comitato per l’edilizia residenziale, per l’espletamento dei suoi compiti, si avvale di un Segretariato generale costituito con decreto del Ministro dei lavori pubblici, cui è preposto, in qualità di segretario generale, un dirigente generale dei ruoli dello stesso Ministero.

Il segretario generale

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Art. 8. - (Esperti e personale comandato presso il Segretariato generale Centro di documentazione)

L’aliquota massima annuale di esperti di cui all’art. 4, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1036, è determinata in venti unità da scegliersi, su proposta del Comitato esecutivo, tra gli iscritti all’albo previsto dall’articolo 2 della legge 2 aprile 1968

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Art. 9. - (Termini per la formazione e l’attuazione del piano decennale)

Le procedure di formazione ed attuazione del piano si svolgono secondo i seguenti tempi:

1) il Comitato per l’edilizia residenziale è costituito entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge;

2) le direttive di cui al precedente art. 2 sono approvate dal CIPE, in sede di prima applicazione

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TITOLO II - GESTIONE FINANZIARIA DEL PIANO DECENNALE
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Art. 10. - (Istituzione e competenze della sezione autonoma della Cassa depositi e prestiti)

N16

È istituita una sezione autonoma della Cassa depositi e prestiti, con proprio consiglio di amministrazione e con gestione e bilancio separati, per il finanziamento dell’edilizia residenziale, dell’acquisizione e della urbanizzazione delle aree occorrenti per la realizzazione dei relativi programmi.

La rappresentanza legale della sezione autonoma spetta al direttore generale della Cassa depositi e prestiti.

La sezione autonoma attua, sulla base delle indicazioni del Comitato per l’edilizia residenziale, le decisioni del CIPE in merito alla raccolta e alla utilizzazione delle risorse finanziarie,

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Art. 11. - (Composizione del consiglio di amministrazione della sezione autonoma della Cassa depositi e prestiti)

Il consiglio di amministrazione della sezione autonoma è formato dai seguenti membri:

1) Ministro del te

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Art. 12. - (Devoluzione degli utili di gestione)

L’utile netto derivante dalla gestione della sezione autonoma della Cassa depos

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Art. 13. - (Fondi per gli interventi di edilizia residenziale pubblica)

Dalla data di entrata in vigore della presente legge, i conti correnti istituiti dalle leggi 22 ottobre 1971, n. 865 e 27 maggio 1975, n. 166, sono trasferiti alla sezione autonoma della Cassa depositi e prestiti, presso la quale vengono depositate anche le somme derivanti da:

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TITOLO III - NORME PER IL CREDITO FONDIARIO
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Art. 14. - (Mutui edilizi)

Comma 1 abrogatoN3

I mutui agevolati assistiti da contributo dello Stato per la reali

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Art. 15. - (Mutui indicizzati)

N3

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Art. 16. - (Mutui agevolati)

Ai sensi del secondo comma del precedente art. 14, sono concessi, dagli Istituti e dalle sezioni di credito fondiario ed edilizio, mutui agevolati assistiti da contributo dello Stato per la realizzazione di nuove abitazioni

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Art. 17. - (Garanzie)

I mutui concessi dagli Istituti e sezioni di credito fondiario ed edilizio ai sensi del secondo comma del precedente art. 14 sono garantiti da ipoteca di primo grado sull’area e sulla costruzione e sono assistiti dalla garanzia sussidiaria dello Stato per il rimborso integrale del capitale, degli interessi e degli oneri accessori.

La garanzia dello Stato si intende prestata con l&r

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Art. 18. - (Beneficiari dei mutui agevolati)

I mutui previsti dall’art. 16 sono destinati alla realizzazione di programmi di edilizia residenziale in aree comprese nei piani di zona di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167 R e successive modificazioni ed integrazioni e sono concessi ad enti pubblici che intendano costruire abitazioni da assegnare in proprietà, a cooperative edilizie a proprietà individuale, ad imprese di costruzione ed a privati che intendano costruire la propria abitazione, con oneri iniziali a carico del mutuatario del 4,5 per cento, oltre al rimborso del capitale. L’onere a carico del mutuatario è stabilito, ai sensi del successivo art. 20, in misura differenziata, a seconda della fascia di reddito di appartenenza, al momento dell’assegnazione per gli al

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Art. 19. - (Contributo dello Stato)

Al fine di contenere l’onere a carico del mutuatario nella misura indicata nel successivo art. 20, è corrisposto agli Istituti di credito mutuanti un contributo pari alla differenza tra il costo del denaro, determinato ai sensi del titolo II del decreto-legge 6 settembre 1965, n. 1022, così come

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Art. 20. - (Limiti di reddito per l’accesso ai mutui agevolati e relativi tassi)

I limiti massimi di reddito per l’accesso ai mutui agevolati, di cui alla presente legge, da destinare all’acquisto, alla costruzione, all’ampliamento o al riattamento di un’abitazione e quelli per l’assegnazione di un’abitazione fruente di mutuo agevolato, sono fissate:

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Art. 21. - (Modalità per la determinazione del reddito)

Ai fini dell’acquisizione dei benefici previsti dal presente titolo nonché ai fini dell’attribuzione di eventu

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Art. 22. - (Limiti di reddito per l’assegnazione delle abitazioni degli IACP)

Il limite di reddito per l’assegnazione in locazione delle abitazioni realizzate dagli Istituti autonomi per le case popolari ai sensi del precedente ar

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Art. 23. - (Decadenza dal contributo dello Stato)

Qualora il socio di cooperativa edilizia o l’acquirente di impresa da costruzio

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Art. 24. - (Abitazioni realizzate con leggi anteriori)

Per l’acquisto o per l’assegnazione di abitazioni comprese in programmi di edilizia agevolata o convenzionata ovvero realizzate da cooperative edilizie, fruenti di contributo comunque a carico dello Stato, finanziate con leggi anteriori alla presente, restano fermi i req

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Art. 25. - (Principi per la legislazione regionale relativa alla individuazione dei soggetti incaricati della realizzazione dei programmi edilizi)

Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le Regioni provvedono a disciplinare legislativamente il procedimento di scelta dei soggetti incaricati della realizzazione dei programmi di edilizia agevolata e convenzionata secondo i seguenti criteri:

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Art. 26. - (Edilizia rurale)

Al fine di migliorare le condizioni di vita nelle campagne, è concesso un concorso nel pagamento degli interessi sui mutui e sugli interessi di preammortamento concessi dagli Istituti e dalle sezioni di credito fondiario ed edilizio o dagli Istituti e dalle sezioni di credito agrario di miglioramento anche in deroga alle norme legislative e statutarie che ne regolano l’attività, per la costruzione, l’ampliamento o il riattamento di fabbricati rurali ad uso di abitazione di coltivatori diretti, propri

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TITOLO IV - NORME GENERALI PER IL RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO ED URBANISTICO ESISTENTE
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Art. 27. - (Individuazione delle zone di recupero del patrimonio edilizio esistente)

I Comuni individuano, nell’ambito degli strumenti urbanistici generali, le zone ove, per le condizioni di degrado, si rende opportuno il recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente mediante interventi rivolti alla conservazione, al risanamento, alla ricostruzione e alla migliore utilizzazione del patrimonio stesso. Dette zone possono comprendere singoli immobili, complessi edilizi, isolati ed aree, nonché edifici da destinare ad attrezzature.

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Art. 28. - (Piani di recupero del patrimonio edilizio esistente)

I piani di recupero prevedono la disciplina per il recupero degli immobili, dei complessi edilizi, degli isolati e delle aree di cui al terzo comma del precedente art. 27, anche attraverso interventi di ristrutturazione urbanistica, individuando le unità minime di intervento.

I piani di recupero sono approvati con la deliberazione del consiglio comunale con la quale vengono decise le opposizioni presentate al piano, ed hanno efficacia dal momento in cui questa abbia riportato il visto di legittimità di cui all’art. 59 della legge 10 febbraio 1953, n. 62.

Ove la deliberazione del consi

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Art. 29. - (Utilizzazione dei fondi da parte dei Comuni)

Per l’attuazione dei piani di recupero da parte dei Comuni, nei casi previsti dal quinto comma del precedente ar

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Art. 30. - (Piani di recupero di iniziativa dei privati)

I proprietari di immobili e di aree compresi nelle zone di recupero, rappresentanti in base all’imponibile catastale, almeno i tre quarti del valore degli immobili interessati, possono presentare proposte di piani di recupero.

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Art. 31. - (Definizione degli interventi)

Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente sono così definiti:

a) interventi di manutenzione ordinaria, quelli che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;

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52716 3932315
Art. 32. - (Disposizioni particolari)

Gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, compresi nei piani di recupero, approvati ai sensi del secondo comma del precedente art. 28, sono inclusi nei programmi pluriennali di attuazione previsti dall’art. 13 della legge 28 gennaio 1977, n. 10.

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52716 3932316
Art. 33. - (Agevolazioni creditizie per gli interventi di recupero)

Gli interventi di cui al presente titolo e quelli previsti dai piani particolareggiati, ove esistenti, purché convenzionati ai sensi della legge 28 gennaio 1977, n. 10, R fruiscono delle agevo

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Art. 34. - (Piani esecutivi vigenti)

Ai piani particolareggiati e ai piani delle zone da destinare all’edilizia econ

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TITOLO V - FINANZIAMENTO DEL PIANO DECENNALE
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Art. 35. - (Finanziamento per l’edilizia sovvenzionata)

Per gli interventi di edilizia sovvenzionata di cui al primo comma, lettera a) e c) dell’art. 1 della presente legge, è autorizzata per il quadriennio 1978, 1979, 1980 e 1981 l’assegnazione agli Istituti autonomi per le case popolari e loro consorzi, nonché ai Comuni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, della somma di lire 3.500 miliardi, alla cui copertura si provvede mediante:

a) i proventi relativi ai contributi di cui al primo comma, lettere b) e c) del

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Art. 36. - (Finanziamento per l’edilizia convenzionata-agevolata)

Per la concessione di contributi agli interventi di edilizia residenziale fruenti di mutuo agevolato previsto dal precedente art. 16 è autorizzato in ciascuno degli anni finanziari 1978, 1979, 1980 e 1981, il limite di impegno di lire 70 miliardi.

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52716 3932321
Art. 37. - (Finanziamento per l’edilizia rurale)

Per la concessione del concorso nel pagamento degli interessi di cui al precedente art. 26 è autorizzato, per l’anno finanziario 1978, un limite di impegno di lire 30 miliardi, che sarà iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero dei lavori p

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Art. 38. - (Completamento dei programmi di edilizia convenzionata-agevolata per l’anno finanziario 1977)

È autorizzato per l’anno finanziario 1977, il limite di impegno di lire 20 miliardi da destinare, a cura delle Regioni, al completamento di iniziative in corso, di ammontare unitario tale da consentire la realizzazione di programmi funzionali.

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Art. 39. - (Accredito dei fondi alle provincie di Trento e Bolzano)

Per le provincie autonome di Trento e Bolzano, aventi competenza esclusiva in materia

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Art. 40. - (Incremento del fondo per mutui ai Comuni per l’acquisizione delle aree e per le opere di urbanizzazione)

Il fondo speciale costituito presso la Cassa depositi e prestiti ai sensi dell’art. 45 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, R

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52716 3932325
TITOLO VI - NORME FINALI E TRANSITORIE
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Art. 41. - (Prima formulazione del piano e del programma di edilizia residenziale)

In sede di prima applicazione ed entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, le disponibilità finanziarie imputabili al biennio 1978-79 sono ripartite tra le Regioni dal Comitato per l’edilizia residenziale secondo le proporzioni desumibili dalla tabella A allegata alla legge 8 agosto 1977, n. 513, R per quanto riguarda l’edilizia sovvenzionata nonché tra le Regi

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Art. 42. - (Norme tecniche)

Entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge il Comitato per l’edilizia residenziale provvede alla formulazione delle norme tecniche nazionali, tra le quali devono essere c

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Art. 43. - (Caratteristiche tecniche degli edifici e delle abitazioni)

In sede di prima applicazione e fino all’emanazione delle norme di cui al precedente art. 42, gli edifici residenziali che comprendono abitazioni fruenti di contributo dello Stato ai sensi della presente legge devono avere le seguenti caratteristiche:

a) altezza virtuale non superiore a metri 4,50, calcolata come rapporto tra i metri cubi totali vuoto per pieno dell’edificio e la somma delle superfici utili abitabili delle abitazioni;

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52716 3932329
Art. 44. - (Estensione della garanzia sussidiaria dello Stato)

N12

I mutui non fruenti di contributi statali e concernenti la realizzazione dei programmi costruttivi localizzati su aree concesse in diritto di superficie o trasferite in proprietà, comprese nell’ambito dei piani di zona di cui alla legge 18 aprile 1962 n. 167, R ovvero individuate ai sensi d

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52716 3932330
Art. 45. - (Trasferibilità e locazione di abitazioni realizzate nei piani di zona)

N11

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52716 3932331
Art. 46. - (Cessione di aree dei piani di zona)

Le aree di cui all’undicesimo comma dell’art. 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865 R pos

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52716 3932332
Art. 46-bis. - (Acquisto alloggi da parte del Ministero della difesa)

N13

Gli alloggi realizzati da imprese di costruzione e loro consorzi nell’ambito dei piani di zona di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167,

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52716 3932333
Art. 46-ter. - (Acquisto aree o fabbricati in uso al Ministero della difesa da parte dei Comuni)

N13

Al fine di consentire ai Comuni di acquisire aree o fabbricati anche demaniali disponibili in uso al Ministero della difesa, le Regioni interessate possono inoltrare al Ministero stesso specifica richiesta.

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52716 3932334
Art. 47. - (Norma transitoria in materia di oneri di urbanizzazione)

N10

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52716 3932335
Art. 48 - (Disciplina degli interventi di manutenzione straordinaria)

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52716 3932336
Art. 49. - (Modifica all’art. 18 della legge 28-1-1977, n. 10)

Il quarto comma dell’art. 18 della legge 28 gennaio 1977, n. 10

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52716 3932337
Art. 50. - (Disciplina dei programmi costruttivi finanziati prima del 31 dicembre 1977)

Per i programmi costruttivi finanziati prima del 31 dicembre 1977 con fondi stanziati

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52716 3932338
Art. 51. - (Proroga dell’efficacia dei piani di zona)

Il termine di cui all’art. 1 del decreto-legge 2 maggio 1974, n. 115, convertit

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Art. 52. - (Modifiche della legge 8 agosto 1977, n. 513)

Al secondo comma dell’art. 27 della legge 8 agosto 1977, n. 513, R è aggiunto il seguente periodo:

"Si considera stipulato e concluso il contratto di compravendita qualora l’ente proprietario o gestore abbia accertato la domanda di riscatto e comunicato all’assegnatario il relativo prezzo di cessione qualora non previsto per legge".

Il termine stabilito dal secondo comma dell’art. 27 della legge 8 agosto 1977, n. 513, per la conferma delle domande di cessione in proprietà è prorogato al 31 ottobre 1978.

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52716 3932340
Art. 53. - (Limiti di applicazione dell’art. 26 della legge 8 agosto 1977, n. 513)

Per tutti gli alloggi che, alla data di entrata in vigore della legge 8 agosto 1977, n. 513, risultassero occupati senza titolo, gli enti gestori provvedono alla regolarizzazione dei rapporti locativi, previo accertamento, ad opera della commissione di cui all’art. 6 del decreto del Presidente della Repubblic

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52716 3932341
Art. 54. - (Proroga dei termini)

Il termine di cui all’ultimo comma dell’art. 16 della legge 8 agosto 1977, n. 513,

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52716 3932342
Art. 55. - (Norme transitorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica)

Fino all’emanazione dei criteri di cui al precedente art. 3, lettera g), all’assegnazione

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52716 3932343
Art. 56. - (Fonti energetiche alternative)

Nella concessione di contributi pubblici per la costruzione di edifici residenziali sarà data la preferenza agli interventi che prevedono l’installazione di impianti di riscaldamento e di prod

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52716 3932344
Art. 57. - (Norme fiscali per le obbligazioni indicizzate)

Non costituisce reddito imponibile il maggior valore, derivante dalle variazioni dipe

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Art. 58. - (Norme fiscali per le assegnazioni a soci di cooperative)

Il limite massimo di lire 25.000.000, di cui all’art. 7-bis del decreto-legge 13 agosto 1975, n. 376, introdotto dall’art. 1 della legge di conversione 16 ottobre 1975, n. 492, previsto come valore delle ass

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52716 3932346
Art. 59. - (Norme fiscali per gli interventi di recupero)

Le prestazioni dipendenti da contratti di appalto aventi per oggetto gli interventi previsti dall’art. 31 della presente legge, con esclusione di quelli di cui alla lette

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52716 3932347
Art. 60.

Sono abrogate tutte le disposizioni incompatibili con la presente legge.

La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella G.U.

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Dalla redazione

La disciplina fiscale dei trasferimenti di immobili compresi in piani urbanistici particolareggiati

Questo articolo approfondisce dettagliatamente, attraverso un esame puntuale della normativa, della prassi e della giurisprudenza di riferimento, il tema della fiscalità in ambito urbanistico, argomento complesso e le cui disposizioni sono spesso formulate in modo approssimativo, oggetto di frequenti contrasti con l’Amministrazione. Oggetto del contributo sono le norme agevolative per gli immobili compresi nei piani particolareggiati, tematica esaminata e chiarita anche attraverso una completa esemplificazione dei vari casi pratici che possono occorrere, le agevolazioni per i trasferimenti di immobili nell’ambito di piani di recupero, gli atti di ridistribuzione fra comproprietari e gli atti di permuta tra consorziati, nonché altre importanti questioni tipiche della fiscalità urbanistica. (AGGIORNAMENTO ALLA L. 208/2015)
A cura di:
  • Stefano Baruzzi

Restauro e risanamento conservativo: le differenze con la ristrutturazione edilizia

Il Consiglio di Stato si pronuncia sulle differenze tra le nozioni di “restauro e risanamento conservativo” e “ristrutturazione edilizia”.
A cura di:
  • Anna Petricca

Ristrutturazione edilizia: legittima la diminuzione della volumetria

Secondo il Tar Campania si possono effettuare ristrutturazioni edilizie che riducono i volumi preesistenti e ciò non rappresenta un abuso edilizio.
A cura di:
  • Anna Petricca

Assemblee condominiali. Tabella completa ed aggiornata delle maggioranze per deliberare

In questo articolo si riporta, anche alla luce della riforma della legislazione in materia condominiale attuata con la L. 220/2012 e con le successive modifiche introdotte dal D.L. 145/2013 (conv. L. 9/2014), e delle conseguenti prime interpretazioni dottrinali e giurisprudenziali, una tabella esaustiva ed aggiornata di tutte le maggioranze necessarie per la valida espressione della volontà assembleare, in prima o in seconda convocazione. L’articolo contiene anche tutta la normativa di riferimento.
A cura di:
  • Dino de Paolis

Il programma di edilizia residenziale per i dipendenti pubblici impegnati nella lotta alla criminalità organizzata (D.L. 152/1991)

Questo articolo riepiloga tutto quello che c’è da sapere sul programma per la costruzione di alloggi da concedere in locazione od in godimento a dipendenti delle amministrazioni dello Stato impegnati nella lotta alla criminalità organizzata previsto dall’art. 18 del D.L. 13/05/1991, n. 152 (convertito in legge dalla L. 203/1991), alla luce delle continue modifiche apportate negli anni alla relativa disciplina (da ultimo, con il D.L. “Milleproroghe” 244/2016 che ha prorogato il termine per la ratifica degli accordi di programma ai fini della possibile rilocalizzazione degli interventi).
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

05/10/2017

25/09/2017

30/08/2017

06/04/2017