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Sent. C. Cass. pen. 27/02/2009, n. 8847

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1. Edilizia ed urbanistica - Permesso di costruire - Mutamento destinazione d’uso – Necessità del permesso - Disciplina applicabile ex D.P.R. 01/380
1. In ordine al mutamento di destinazione d’uso di un immobile attraverso la realizzazione di opere edilizie si configura in ogni caso un’ipotesi di ristrutturazione edilizia [secondo la definizione fornita dall’art. 3, comma 1, lett. d) del T.U. 01/380], in quanto l’esecuzione dei lavori, anche se di modesta entità, porta pur sempre alla creazione di un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. L’intervento rimane assoggettato, pertanto, al previo rilascio del permesso di costruire con pagamento del contributo di costruzione dovuto per la diversa destinazione. Non ha rilievo l’entità delle opere eseguite, allorché si consideri che la necessità del permesso di costruire permane per gli interventi: - di manutenzione straordinaria, qualora comportino modifiche delle destinazioni d’uso [art. 3, comma 1, lett. b), T.U. 01/380]; - di restauro e risanamento conservativo, qualora comportino il mutamento degli «elementi tipologici» dell’edificio, cioè di quei caratteri non soltanto architettonici ma anche funzionali che ne consentano la qualificazione in base alle tipologie edilizie [art. 3, comma 1, lett. c), T.U. 01/380]. Gli interventi anzidetti, invero, devono considerarsi «di nuova costruzione» ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. e), del T.U. 01/380. Ove il necessario permesso di costruire non sia stato rilasciato, sono applicabili le sanzioni amministrative di cui all’art. 31 del T.U. 01/380 e quella penale di cui all’art. 44, lett. b).

1. Conf. Cass. pen. III 7 marzo 2008 n. 24096.
[T.U., D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, art. 1, c. 1, lett. b), c), d), e)] R

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