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Sent. C. Cass. pen. 11/05/2006, n. 16048

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1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Restauro e risanamento conservativo - Nozione.
1. Per il restauro o risanamento conservativo, ai sensi dell'art. 3, comma 1, lett. c) e dell'art. 31 T.U., D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, s'intendono quegli interventi finalizzati a conservare l'organismo edilizio e assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con esso compatibili, comprendendo, in particolare, il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso e l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio, tenendo presente che non possono essere mutati la qualificazione tipologica del manufatto preesistente, ovvero i caratteri architettonici e funzionali di esso che ne consentono la qualificazione in base alle tipologie edilizie, gli elementi formali (disposizione dei volumi, elementi architettonici) che distinguono in modo peculiare il manufatto, configurando l'immagine caratteristica di esso, e gli elementi strutturali, ovvero quelli che materialmente compongono la struttura dell'organismo edilizio).

1a. - Sull'attività edilizia di restauro e risanamento conservativo ved. C. Stato V 28 giugno 2004 n. 4794 R (Rientra nel risanamento e restauro di immobile l'inserimento di elementi accessori e di impianti tecnici); Csi 7 luglio 2003 n. 266 R (Il restauro ed il risanamento conservativo possono comprendere interventi di recupero abitativo); C. Stato V 6 luglio 2002 n. 3715 R (Le opere interne di consolidamento statico rientrano nel risanamento conservativo); V 17 dicembre 1996 n. 1551 R (Il restauro ed il risanamento conservativo, per i quali è prevista l'autorizzazione gratuita, lasciano sostanzialmente inalterata la struttura anche interna dell'edificio, a differenza della ristrutturazione che comporta una modifica della struttura anche solo parziale); V 6 giugno 1996 n. 660 R (Non rientra nella suddetta attività la copertura di un terrazzo - che era in precedenza a cielo aperto - in coppi); V 23 luglio 1994 n. 807 R (Sono compresi in dette attività gli interventi rivolti al recupero abitativo di edificio preesistente, purché nel rispetto dei suoi elementi, senza modifiche alla sua struttura e fisionomia nè ai volumi e superfici delle singole unità immobiliari); Cass.pen. III 26 maggio 1994 n. 6197 (Come C. Stato V 94/807; è ammesso soltanto l'inserimento di elementi accessori); Csi 29 gennaio 1994 n. 6 R (Il risanamento conservativo si distingue dalla ristrutturazione in quanto nel primo le opere non devono modificare in modo sostanziale la struttura dell'edificio e l'assetto edilizio preesistente); Cass.pen. III 18 dicembre 1993 n. 11592 [Gli interventi suddetti postulano l'innovazione e la sostituzione di elementi costitutivi dell'edificio ai fini del suo consolidamento e della sua conservazione (nella specie sono stati ritenuti tali il rifacimento parziale delle pareti perimetrali e la rinnovazione completa del tetto)]; C. Stato V 12 marzo 1992 n. 211 R (Sono opere di restauro e risanamento conservativo quelle consistenti nella distribuzione di volumi e superfici in modo da creare una pluralità di più appartamenti in un contesto di conservazione dello stesso organismo edilizio e della sua funzionalità).
[T.U., D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, art. 3, c. 1, lett. c) e art. 31] R

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