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Sent. C. Cass. 26/07/2005, n. 15706

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1. Edilizia ed urbanistica - Distanze - Distacchi delle costruzioni da opere autostradali in centri abitati - Min. 25 metri ex art. 9 L. 1961 n. 72.
1. In tema di distacchi delle costruzioni dalle opere autostradali, l'art. 9 della L. 24 luglio 1961 n. 729, il quale fissa la distanza minima di 25 (venticinque) metri, senza alcuna distinzione tra costruzioni nell'ambito dei centri abitati, ovvero all'esterno dei medesimi - applicabile con riferimento alle autostrade all'interno dei perimetri urbani anche dopo l'entrata in vigore della L. 6 agosto 1967 n. 765, tenuto conto che l'art. 19 di detta legge, che ha aggiunto l'art. 41 septies alla L. 17 agosto 1942 n. 1150, nel demandare la regolamentazione di tali distanze al Ministro per i lavori pubblici, fa esclusivo riferimento alle costruzioni fuori dei centri abitati - è norma inderogabile da disposizioni legislative regionali, ancorché adottate nell'ambito della materia urbanistica che l'art. 117 della Costituzione e gli statuti speciali di autonomia attribuiscono alle competenze delle Regioni, rispettivamente ordinarie e ad autonomia differenziata, atteso che il citato art. 9 attiene alla sicurezza della circolazione stradale. La violazione della predetta distanza minima di 25 metri dà titolo alla società privata concessionaria della costruzione e dell'esercizio dell'autostrada a pretendere l'eliminazione della situazione antigiuridica e a conseguire, pertanto, la riduzione in pristino nei confronti dell'autore della violazione per la completa reintegrazione del suo diritto.

1. Conforme a Cass. 11 aprile 2002 n. 5153 R 1a. - Ved. Cass. 17 marzo 2005 n. 5762 R
(L. 17 agosto 1942 n. 1150, art. 41 septies; R L. 24 luglio 1961 n. 729, art. 9; [R=L72961] L. 6 agosto 1967 n. 765, art. 19) R

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