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Sent. C. Cass. pen. 08/07/1999, n. 10570

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1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Sospensione lavori - Limite temporale ex art. 4 comma 3 L. 1985 n. 47 - Inizio lavori senza concessione - Inapplicabilità.
1. L'art. 4 comma 3, L. 28 febbraio 1985 n. 47, nel prevedere che l'ordine di sospensione dei lavori cessa la sua efficacia se entro quarantacinque giorni il Sindaco non adotti i provvedimenti definitivi, si riferisce esclusivamente all'ipotesi di inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità di cui al comma 1 dello stesso articolo, e non al caso di inizio dei lavori senza concessione; in tale fattispecie l'ordine predetto non è subordinato al menzionato termine e la prosecuzione dei lavori anche oltre la scadenza integra gli estremi del reato previsto e punito dall'art 20 lett. b) legge cit.

1a. (ATED-W.1) Sulla sospensione dei lavori nel campo dell'attività edilizia ved. C. Stato VI 22 aprile 1997 n. 660R (Per la sospensione dei lavori prevista dall'art. 27, 4° comma, L. 17 agosto 1942 n. 1150R non occorre la previa contestazione degli addebiti); C. Stato V 8 aprile 1997 n. 325R (Nell'ordinanza di sospensione lavori non occorre indicare il termine finale di efficacia); C. Stato V 18 febbraio 1992 n. 132R (Presupposti e limiti della relativa ordinanza del Sindaco) e V 28 gennaio 1992 n. 78R (Sospensione inammissibile per illegittimità della concessione non formalmente accertata).
(L. 28 febbraio 1985 n. 47, artt. 4 e 20)R

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