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Sent. C. Cass. 26/11/1996, n. 10497

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1. Edilizia ed urbanistica - Distanze - Delibera Comune di Roma di recepimento D.M. 1968 n. 1444 - Distanza di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti - Inderogabilità - Criteri di computo - Esclusione di sporti meramente ornamentali.
1. La delibera n. 3675 del Comune di Roma che, nel recepire le prescrizioni del D.M. 2 aprile 1968 n. 1444 (emanato ai sensi dell'art. 41 quinquies L. 17 agosto 1942 n. 1150, introdotto dall'art. 17 L. 6 agosto 1967 n. 765) ha imposto, con disposizione integrativa dell'art. 873 Cod. civ., l'inderogabile distanza di m. 10 tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, implica che il computo di detta distanza debba operarsi distinguendo fra gli sporti dalle ridotte dimensioni, aventi scopo meramente ornamentale e decorativo, da quelli costituenti sporgenze di particolari proporzioni, destinate per i loro caratteri strutturali e funzionali ad ampliare la superficie abitativa dei vani che vi accedono, dei quali soltanto deve tenersi conto nel computo anzidetto, essendo veri e propri corpi di fabbrica che determinano un aumento dell'edificio in superficie ed incidono quindi sulla consistenza volumetrica dello stesso.

1. Ved. nota 1 a Cass. 16 novembre 1996 n. 10064.R
Cod. civ. art. 873; L. 17 agosto 1942 n. 1150, art. 41 quinquies; RL. 6 agosto 1967 n. 765, art. 17R; D.M. 2 aprile 1968 n. 1444

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