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Ultimo aggiornamento
05/12/2017

Il Building Information Modeling (Bim) per le opere pubbliche

Analisi redazionale e testo del decreto, in corso di emanazione, che reca modalità e tempistiche per l’adozione del BIM nella progettazione e nei processi esecutivi dei lavori e gestionali delle opere pubbliche. Soggetti tenuti, tempistiche di introduzione obbligatoria, adempimenti delle stazioni appaltanti, specifiche tecniche, documentazione di gara e valenza contrattuale.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica
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PREMESSA, CONTENUTI DEL PROVVEDIMENTO

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha reso noto lo schema di decreto concernente l’adozione del BIM negli appalti e nelle concessioni di lavori, firmato dal Ministro ed in corso di emanazione a stretto giro.

Il provvedimento è emanato in attuazione dell’art. 23 del D. Leg.vo 50/2016 (comma 13), il quale prevede che:

- le stazioni appaltanti possono richiedere per le nuove opere nonché per interventi di recupero, riqualificazione o varianti, prioritariamente per i lavori complessi, l’uso dei metodi e strumenti elettronici specifici quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture (c.d. “BIM”, Building Information Modeling);

- con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono definiti le modalità e i tempi di progressiva introduzione dell’obbligatorietà dei suddetti metodi presso le stazioni appaltanti, le amministrazioni concedenti e gli operatori economici, valutata in relazione alla tipologia delle opere da affidare e della strategia di digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche e del settore delle costruzioni.

Il provvedimento in esame definisce pertanto gli aspetti sopra indicati, con riferimento agli appalti ed alle concessioni di lavori.



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SOGGETTI TENUTI ALL’OBBLIGO

L’adozione obbligatoria delle metodologie BIM ricade in capo alle stazioni appaltanti, come tali intendendosi (art. 3 del D. Leg.vo 50/2016, lettera o):

1) le “amministrazioni aggiudicatrici” di cui all’art. 3 del D. Leg.vo 50/2016 (lettera a), cioè:

a) le amministrazioni dello Stato;

b) gli enti pubblici territoriali;

c) gli altri enti pubblici non economici;

d) gli organismi di diritto pubblico;

e) le associazioni, unioni, consorzi, comunque denominati, costituiti da detti soggetti;

2) gli “enti aggiudicatori”, di cui all’art. 3 del D. Leg.vo 50/2016 (lettera e):

a) ai fini degli appalti di lavori, servizi e forniture, le amministrazioni aggiudicatrici e le imprese pubbliche o private che esercitano attività nei c.d. “settori speciali” (artt. 115-121 del D. Leg.vo 50/2016) operando in virtù di diritti speciali o esclusivi concessi loro dall’autorità competente;

b) ai fini delle concessioni:

- le amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici territoriali, gli organismi di diritto pubblico o le associazioni, unioni, consorzi, comunque denominati, costituiti da uno o più di tali soggetti;

- le imprese pubbliche sulle quali le amministrazioni aggiudicatrici possono esercitare, direttamente o indirettamente, un’influenza dominante o perché ne sono proprietarie, o perché vi hanno una partecipazione finanziaria, o in virtù delle norme che disciplinano dette imprese (art. 3 del D. Leg.vo 50/2016, lettera t);

- gli enti diversi da quelli indicati nei punti precedenti, ma operanti sulla base di diritti speciali o esclusivi ai fini dell’esercizio di una o più delle attività di cui all’allegato II del D. Leg.vo 50/2016 N1;

3) i “soggetti aggiudicatori” di cui all’art. 3 del D. Leg.vo 50/2016 (lettera f), cioè, ai soli fini delle parti IV e V del D. Leg.vo 50/2016 (partenariato pubblico-privato nonché infrastrutture e insediamenti prioritari), le amministrazioni aggiudicatrici, gli enti aggiudicatori nonché i diversi soggetti pubblici o privati assegnatari dei fondi;

4) gli altri soggetti privati tenuti all’applicazione del Codice dei contratti pubblici.



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TEMPISTICHE DI INTRODUZIONE OBBLIGATORIA DEL BIM

Ai sensi dell’art. 6 del decreto in esame, le stazioni appaltanti richiedono in via obbligatoria l’uso del BIM nell’ambito delle attività di progettazione e di verifica della progettazione, secondo le tempistiche riportate nella seguente tabella, che prevede la piena introduzione dell’obbligo, per qualsiasi tipologia di lavori e di importo a base di gara, a partire dal 2025.

Si segnala peraltro che, nel rispetto delle condizioni stabilite dal decreto in esame (adempimenti preliminari e contenuti obbligatori del capitolato speciale d’appalto, di cui si dirà più avanti), le stazioni appaltanti hanno facoltà di richiedere le metodologie BIM a far data dall’entrata in vigore del decreto in commento.


Tipologia di opera

Data di decorrenza dell’obbligo

Lavori complessi N2 relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 100 milioni di Euro

01/01/2019

Lavori complessi N2 relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 50 milioni di Euro

01/01/2020

Lavori complessi N2 relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 15 milioni di Euro

01/01/2021

Opere (dunque anche in caso di lavori non “complessiN2) di importo pari o superiore alla soglia comunitaria di cui all’art. 35 del D. Leg.vo 50/2016

01/01/2022

Opere (dunque anche in caso di lavori non “complessiN2) di importo pari o superiore a 1 milione di Euro

01/01/2023

Opere (dunque anche in caso di lavori non “complessiN2) di qualsiasi importo

01/01/2025



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SPECIFICHE TECNICHE

Sotto questo profilo, il decreto in commento si limita a delle generiche indicazioni, puntando in particolare sul requisito della “interoperabilitàN3. In particolare si prevede che:

- devono essere utilizzate piattaforme interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari;

- i dati presenti nel processo devono risultare connessi a modelli tridimensionali orientati a oggetti;

- i dati devono essere richiamabili in qualunque fase e da ogni attore durante il processo di progettazione, costruzione e gestione dell’intervento;

- i dati devono essere codificati secondo formati digitali aperti e non proprietari, normati a livello nazionale o internazionale e controllati nella loro evoluzione tecnica da organismi indipendenti (si veda in proposito l’allegato XIII del D. Leg.vo 50/2016, per la definizione di “norma”) utilizzabile a tali fini;

- i dati e le informazioni sono condivisibili senza che ciò comporti l’utilizzo esclusivo di applicazioni tecnologiche commerciali individuali specifiche;

- i flussi informativi interni alle stazioni appaltanti si svolgono in un ambiente di condivisione dei dati, dove avviene la gestione digitale dei processi informativi, esplicitata attraverso un processo di correlazione e di ottimizzazione tra i flussi informativi digitalizzati e i processi decisionali che riguardano il singolo procedimento N4.



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ADEMPIMENTI NECESSARI ALL’UTILIZZO DEL BIM

Il decreto pone alcuni obblighi in capo alle stazioni appaltanti per l’utilizzo del BIM.


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Adempimenti preliminari e organizzativi

Al fine di poter richiedere l’utilizzo delle metodologie BIM, le stazioni appaltanti devono (entro le scadenze sopra indicate o anche prima qualora intendano usufruire della facoltà di richiedere il BIM anche prima delle scadenze):

- adottare un piano di formazione del proprio personale in relazione al ruolo ricoperto;

- adottare un piano di acquisizione o di manutenzione degli strumenti hardware e software di gestione digitale dei processi decisionali e informativi, adeguati alla natura dell’opera, alla fase di processo ed al tipo di procedura in cui sono adottati;

- adottare un atto organizzativo che espliciti il processo di controllo e gestione, il gestore del dato e la gestione dei conflitti.


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Contenuti del capitolato speciale d’appalto

Con più specifico riferimento allo svolgimento delle gare, è previsto che il capitolato per l’espletamento di servizi di progettazione o per l’esecuzione di lavori e/o della gestione delle opere deve contenere:

- i requisiti informativi strategici generali e specifici che vengono richiesti, compresi i livelli di definizione dei contenuti informativi, tenuto conto della natura dell’opera, della fase di processo e del tipo di appalto;

- tutti gli elementi utili alla individuazione dei requisiti di produzione, di gestione e di trasmissione dei contenuti informativi, in stretta connessione con gli obiettivi decisionali e con quelli gestionali, ed in particolare il modello informativo relativo allo stato iniziale dei luoghi e delle eventuali opere preesistenti.

Altresì il capitolato è comunicato anche ai subappaltatori e ai subfornitori cui è fatto obbligo di concorrere con l’aggiudicatario nella proposizione delle modalità operative di produzione, di gestione e di trasmissione dei contenuti informativi attraverso il piano di gestione informativa.


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Valenza contrattuale del capitolato

Il decreto in esame chiarisce che ai fini della loro vincolatività tra le parti (“prevalenza contrattuale”), i contenuti informativi:

- fino alla scadenza delle date di introduzione obbligatoria del BIM, possono essere esplicitate su supporto cartaceo, cercando comunque di mantenere una stretta coerenza con il modello informativo elettronico adottato N5;

- successivamente alla scadenza delle date di introduzione obbligatoria del BIM, devono essere esplicitate su supporto elettronico, nella misura in cui ciò sia tecnicamente praticabile.





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