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Ultimo aggiornamento
30/11/2017

Responsabilità extracontrattuale di progettista, D.L. e impresa appaltatrice per difetti di immobili non ultimati

La sentenza della Corte di Cassazione 27/11/2017, n. 28233, specifica che la responsabilità per rovina e difetti di immobili di cui all'art. 1669 Codice civile ha natura extracontrattuale e si applica in via esclusiva anche nel caso di opera non ultimata; non trovano invece applicazione le norme in materia di risoluzione del contratto per inadempimento di cui agli artt. 1453 e ss. Codice civile. La Suprema Corte illustra l’orientamento giurisprudenziale sul tema e, mediante un’articolata motivazione, ne dimostra i limiti giungendo alla formulazione di un principio di diritto innovativo.
A cura di:
  • Emanuela Greco

Nel caso di gravissimi difetti incidenti sulle strutture portanti dell’immobile non ultimato, ascrivibili a difetti di progettazione ed errata esecuzione, si applicano esclusivamente le disposizioni di cui all’art. 1669 Codice civile per rovina e difetti di cose immobili, configurandosi la responsabilità extracontrattuale del progettista e direttore lavori, nonché del costruttore che non aveva agito come nudus minister; è esclusa invece l’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 1453 Codice civile in tema di risoluzione del contratto per inadempimento.

LA FATTISPECIE - Nel caso di specie, il progettista e direttore lavori e la società appaltatrice sono stati ritenuti responsabili ai sensi dell’art. 1669 Codice civile per gravi difetti e pericolo di crollo di un edificio non ultimato, dovuti a difetti di progettazione ed esecuzione, e condannati in solido al risarcimento del danno. I soccombenti si sono rivolti alla Corte di Cassazione sostenendo l’applicabilità dell’art. 1453 Codice civile poiché l’opera non era stata completata e dell’art. 2226 Codice civile, con i conseguenti termini di decadenza e prescrizione.

INQUADRAMENTO NORMATIVO DELLA FATTISPECIE - Inapplicabilità dell’art. 1226 Codice civile alla prestazione d’opera intellettuale La Suprema Corte ha chiarito innanzitutto che le disposizioni dell'art. 2226 Codice civile, in tema di decadenza e prescrizione dell'azione di garanzia per vizi dell'opera, sono inapplicabili alla prestazione d'opera intellettuale, ed in particolare alla prestazione del professionista che abbia assunto l'obbligazione della redazione di un progetto di ingegneria e/o della direzione dei lavori, attesa l'eterogeneità della prestazione, rispetto a quella manuale cui si riferisce l'art. 2226 Codice civile.

Applicabilità dell’art. 1453 Codice civile per opera incompleta e degli artt. 1667, 1668 e 1669 Codice civile per opera ultimata  Avuto riguardo all'asserita applicabilità dell'art. 1453 Codice civile in luogo dell'art. 1669 Codice civile in caso di opera incompleta, costituisce orientamento consolidato quello secondo cui, nell'ipotesi in cui l'appaltatore non abbia portato a termine l'esecuzione dell'opera commissionata restando inadempiente all'obbligazione assunta con il contratto, la disciplina applicabile nei suoi confronti è quella generale in materia di inadempimento contrattuale, dettata dagli artt. 1453 e 1455 Codice civile, laddove la speciale garanzia prevista dagli artt. 1667 e 1668 Codice civile trova applicazione nella diversa ipotesi in cui l'opera sia stata portata a termine, ma presenti vizi, difformità o difetti (fra le altre, Sent. C. Cass. 24/06/2011, n. 13983 e Sent.C. Cass. 06/04/2006, n. 8103).

La Corte riferisce poi che questo indirizzo è stato esteso anche all'ipotesi di rovina e difetti di cose immobili disciplinata dall'art. 1669 Codice civile (Sent. C. Cass. 17/05/2004, n. 9333 e Sent. C. Cass. 16/10/1998, n. 10255).

Alla luce di tale ampliamento, secondo l’orientamento della Cassazione la responsabilità dell’appaltatore per inadempimento contrattuale ex artt. 1453 e 1455 Codice civile sorge nel caso di omesso o ritardato completamento dell'opera, anche se questa per la parte eseguita risulti difettosa o difforme; mentre la differente responsabilità dell'appaltatore, inerente alla garanzia per i vizi o difformità dell'opera, prevista dagli artt. 1667, 1668 e 1669 Codice civile, ricorre quando il suddetto ha violato le prescrizioni pattuite per l'esecuzione dell'opera o le regole imposte dalla tecnica, ma richiede necessariamente il totale compimento dell'opera.

Natura extracontrattuale della responsabilità ex art. 1669 Codice civile Secondo la sentenza in commento tale orientamento non è però condivisibile poiché la stessa Corte ha ribadito in passato che l'ambito della responsabilità, posta dall'art. 1669 Codice civile a carico dell'appaltatore per rovina o difetti della costruzione è di natura non contrattuale (Sent. C. Cass. 04/03/2016, n. 4319). In proposito, si evidenzia che la responsabilità per rovina di cose immobili regolata dall'art. 1669 Codice civile ha natura non contrattuale poiché, costituendo un fatto idoneo a produrre obbligazioni in conformità dell'ordinamento giuridico, rientra nella fattispecie di cui all’art. 1173 Codice civile (che recita: “Le obbligazioni derivano da contratto, da fatto illecito, o da ogni altro atto, o fatto idoneo a produrle in conformità dell'ordinamento giuridico”).

La Corte ritiene dunque errato il diffuso convincimento secondo cui, in tema di inadempimento del contratto di appalto, le disposizioni speciali di cui agli artt. 1667, 1668 e 1669 Codice civile, indifferentemente intese, integrino - senza escluderne l'applicazione - i principi generali in materia di inadempimento delle obbligazioni.
I normali rimedi in materia di inadempimento contrattuale possono essere integrati esclusivamente dalle disposizioni di cui agli artt. 1667 e 1668 Codice civile sul piano della comune responsabilità contrattuale; mentre l’art. 1669 Codice civile integra una ipotesi di responsabilità non contrattuale.

PRINCIPIO ENUNCIATO - Applicabilità dell’art. 1669 Codice civile per difetti di immobili non ultimati Dall’inquadramento sopra delineato deriva che le norme generali dettate in tema di risoluzione contrattuale per inadempimento dagli artt. 1453 e ss. Codice civile non sono tout court estensibili alla fattispecie disciplinata dall'art. 1669 Codice civile. Ulteriore conseguenza del predetto inquadramento giuridico è rappresentata dal fatto che quest'ultima disposizione è applicabile anche nel caso, come quello in esame, in cui l'opera commissionata non sia stata portata a termine.

In conclusione, la responsabilità regolata dall'art. 1669 Codice civile in tema di rovina e difetti di immobili ha natura non contrattuale, derivando, ex art. 1173 Codice civile, da un fatto idoneo a produrre obbligazioni in conformità dell'ordinamento giuridico; da ciò consegue che, nel caso in cui l'opera appaltata non venga ultimata, non trovano applicazione le norme dettate in tema di risoluzione del contratto per inadempimento dagli artt. 1453 e ss. Codice civile, dovendosi far riferimento in via esclusiva all'art. 1669 Codice civile.

Da tale principio discende che l'appaltatore è responsabile ex art. 1669 Codice civile nei confronti del committente se l’opera - anche non ultimata - presenta gravi difetti o pericolo di rovina, per vizio del suolo o per difetto della costruzione. La denunzia deve essere fatta entro un anno dalla scoperta a pena di decadenza e il diritto del committente si prescrive in un anno dalla denunzia.
 

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