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Ultimo aggiornamento
29/11/2017

Disciplina delle terre e rocce da scavo: sintesi operativa dopo il D.P.R. 120/2017

Definizione di “terre e rocce da scavo” e relative categorie ed esclusioni; Riutilizzo in situ del suolo escavato naturale; Suolo naturale nel quale siano presenti “materiali di riporto”; Piano preliminare di utilizzo in sito delle terre e rocce da scavo per opere sottoposte a VIA; Condizioni per qualificare le terre e rocce da scavo come “sottoprodotti” a seconda delle dimensioni del cantiere e delle tipologie di opere; Trasporto delle terre e rocce qualificate sottoprodotti; Terre e rocce da scavo qualificabili come “rifiuti”; Deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate rifiuti; Attività di scavo in siti oggetto di bonifica.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica
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Definizione e campo di applicazione della normativa
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Definizione di “terre e rocce da scavo”

Per “terre e rocce da scavo” si intende il suolo escavato derivante da attività finalizzate alla realizzazione di un’opera. A tal proposito la normativa di riferimento (art. 2 del D.P.R. 120/2017) indica esemplificativamente:

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Categorie di terre e rocce da scavo

A seguito dell’emanazione del D.P.R. 13/06/2017, n. 120 - entrato in vigore il 22/08/2017 e con il quale sono state adottate disposizioni di riordino e di semplificazione della disciplina inerente la gestione delle terre e rocce da scavo - la disciplina prevede tre categorie di terre e rocce, elementi che, rispettivamente:

- non sono rifiuti;

- sono sottoprodotti;

- sono rifiuti.

Si ricorda che la distinzione di ciò che è rifiuto da ciò che non lo è determina l’

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Materiali provenienti da demolizioni

Sono poi esclusi dall’ambito di applicazione della disciplina delle terre e rocce da scavo i materiali provenienti d

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Immersione in mare di materiale derivante da attività di escavo e attività di posa in mare di cavi e condotte

È poi esclusa dall’ambito di applicazione della disciplina delle terre e rocce da scavo - ai sensi del citato art. 3 del D.P.

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SUOLO ESCAVATO ALLO STATO NATURALE UTILIZZATO IN SITU
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Riutilizzo in situ del suolo escavato naturale

Non costituisce né rifiuto né sottoprodotto il “suolo” in sé stesso, vale a dire il suolo che abbia queste caratteristiche:

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Suolo naturale nel quale siano presenti “materiali di riporto”

Ai sensi della definizione introdotta dall’art. 3 del D.L. 25/01/2012, n. 2 (comma 1, secondo periodo), le “matrici materiali di riporto” sono “costituite da una miscela eterogenea di materiale di origine antropica, quali residui e scarti di produzione e di consumo, e di terreno, che compone un orizzonte stratigrafico specifico rispetto alle caratteristiche geologiche e stratigrafiche naturali del terreno in un determinato si

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Piano preliminare di utilizzo in sito delle terre e rocce da scavo per opere sottoposte a VIA

La sussistenza delle condizioni e dei requisiti per escludere che il suolo abbia le qualità di rifiuto, è ef

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CONDIZIONI PER QUALIFICARE LE TERRE E ROCCE DA SCAVO COME “SOTTOPRODOTTI”
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Condizioni comuni a tutti i cantieri

Affinché le terre e rocce da scavo generate in cantieri siano qualificate come sottoprodotti e non come rifiuti, occorre che esse soddisfino i seguenti requisiti:

a) essere generate durante la realizzazione di un’opera, di cui costituiscono parte integrante e il cui scopo primario non è la produzione di tale materiale;

b) rispettare i requisiti di qualità ambientale espressamente previsti dal capo II o dal capo II

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Terre e rocce da scavo nelle quali siano presenti “materiali di riporto”

Quanto alla definizione di “matrici materiali di riporti” introdotta dall’art. 3 del D.L. 25/01/2012, n. 2 (comma 1, secondo periodo), si rinvia a quanto detto in precedenza.

L’

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Onere di attestazione del corretto avvenuto utilizzo

L’avvenuto utilizzo delle terre e rocce da scavo qualificate sottoprodotti in conformità al Piano di utilizzo o alla Dichia

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Cantieri con oltre 6.000 mc di scavo per opere soggette a VIA o AIA

In questi casi il proponente:

- esegue la caratterizzazione ambientale delle terre e rocce da scavo in base all’allegato 1 del D.P.R. 120/2017, seguendo le procedure di campionamento di cui all’allegato 2 del D.P.R. 120/2017;

- tramite le procedure di caratterizzazione chimico-fisiche di cui all’allegato 4 del D.

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Cantieri con meno di 6.000 mc di scavo per opere non soggette a VIA o AIA

Le terre e rocce da scavo non sono considerati rifiuti ma sottoprodotti in presenza dei requisiti generali previsti a tal fine dall’

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Cantieri con oltre 6.000 mc di scavo per opere non soggette a VIA o AIA

Si applicano le stesse disposizioni previste per i piccoli cantieri non soggetti a VIA o AIA.

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Trasporto delle terre e rocce qualificate sottoprodotti

Per le terre e rocce da scavo qualificate sottoprodotti, il trasporto fuori dal sito di produzione è accompagnato da apposita documentazione predisposta in triplice copia (una per il proponente o per il produttore; una per il trasportatore; una per il destinatario, anche se del sito intermedio), da

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TERRE E ROCCE DA SCAVO QUALIFICABILI COME “RIFIUTI”
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Condizioni al cui verificarsi le terre e rocce da scavo sono qualificate “rifiuti”

L’assenza o venire meno delle condizioni - viste in precedenza - alle quali la normativa subordina l’attribuzione alle terre e rocce da scavo della qualifica di sottoprodotto o la possibilità di escluderle dal regime dei rifiuti, comportano l’obbligo di gestire questi materiali come rifiuti (

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Deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate rifiuti

Le terre e rocce da scavo qualificate con i codici dell’elenco europeo dei rifiuti 17.05.04 - terre e rocce non contenenti sostanze pericolose - e 17.05.03* - terre e rocce contenenti sostan

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TERRE E ROCCE DA SCAVO IN SITI CONTAMMINATI
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Attività di scavo in siti oggetto di bonifica

Le attività di scavo da realizzare nei siti oggetto di bonifica già caratterizzati secondo le norme sui siti contaminati (

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Piano dettagliato e campionamento del suolo

Nella realizzazione degli scavi è analizzato un numero significativo di campioni di suolo insaturo prelevati da stazi

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Piano operativo

Il proponente, trenta giorni prima dell’avvio dei lavori, trasmette agli “enti interessati” - per

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Utilizzo delle terre e rocce scavate nel sito

L’utilizzo delle terre e rocce prodotte dalle attività di scavo all’interno di un sito oggetto di bonifica è sempre consentito a condizione che sia garantita la conformità alle concentrazioni soglia di contaminazione per la specifica destinazione d’uso o ai valori di fondo naturale.

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Presenza di “materiali di riporto”

Come chiarito dalla citata Circolare 11/10/2017, n. 15786, le terre e rocce da scavo contenenti matrici materiali di riporto contaminate e non conformi al test di cessione - ai sensi dell’art. 34 del D.L. 133/2014 (commi 9 e 10) e dell’art. 26 del D.P.R. 120/2017 - sono fonti di contaminazione.

In tal caso, ai sensi dell’

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Rifiuti, non rifiuti e sottoprodotti: definizione, classificazione, normativa di riferimento

Definizione di “rifiuto” - Rifiuti, non rifiuti (esclusioni dal campo di applicazione della parte IV del D. Leg.vo 152/2006) e sottoprodotti - Condizioni per la cessazione della qualità di rifiuto - Normativa di riferimento per il recupero di rifiuti - Condizioni per la qualificazione come sottoprodotto - Dimostrazione dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti (D.M. 264/2016) - Criteri per la qualificazione come sottoprodotto di specifiche tipologie di sostanze (terre e rocce da scavo, biomasse residuali).
A cura di:
  • Alfonso Mancini

Terre e rocce da scavo: il DPR di semplificazione pubblicato in GU

Principali novità contenute nel D.P.R. n. 120 del 13/06/2017, pubblicato nella G.U. del 07/08/2017, recante il regolamento attuativo del D.L. “sblocca Italia” 133/2014: deposito intermedio; trasporto; qualificazione come sottoprodotti; modifiche e proroghe Piano di utilizzo; analisi delle ARPA/APPA; deposito temporaneo rifiuti; utilizzo in sito; garanzie finanziarie; abrogazioni.
A cura di:
  • Alfonso Mancini

Classificazione dei rifiuti in base all’origine e in base alla pericolosità

Classificazione in base all’origine: rifiuti urbani e rifiuti speciali; classificazione in base al pericolo: rifiuti pericolosi e non pericolosi; novità introdotte dal D.L. 91/2017, abrogazione delle norme del D.L. 91/2014; caratteristica di pericolo HP14 “ecotossico”: norme temporanee per l’attribuzione. Norme di riferimento: Allegato D della parte IV del D. Leg.vo 152/2006; Dec. Comm. UE 18/12/2014, n. 955; Regolam. Comm. UE 18/12/2014, n. 1357; comma 9-ter dell’art. 7, del D.L. 78/2015.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

SISTRI: soggetti obbligati, adempimenti e scadenze

Pagina informativa che - alla luce del D.L. “Milleproroghe” 244/2016 (L. 19/2017) che ha prorogato il regime alternativo dei registri e del formulario cartaceo e differito l’applicazione del sistema sanzionatorio - reca il riepilogo completo dei soggetti che devono o possono iscriversi al SISTRI, e delle scadenze relative al sistema sanzionatorio ed agli adempimenti cartacei.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

MUD 2017: modello, istruzioni e chiarimenti per imprese edili. Scadenza invio 30/04/2017

Le Comunicazioni mediante Modello MUD (il modello per il 2017 non è stato emanato, resta al momento valido il D.P.C.M. 21/12/2015, che a sua volta confermava il D.P.C.M. 17/12/2014) devono essere effettuate entro il 30/04/2017. Indicazioni e riferimenti, con i chiarimenti forniti da ISPRA specifici per le imprese edili.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

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11/12/2017