FAST FIND : AR1437

Ultimo aggiornamento
19/10/2017

Abuso di ufficio anche in assenza di un accordo collusivo ed in presenza di una finalità pubblicistica (Cass. Pen 43160/2017)

La sentenza della Corte di Cassazione ribadisce importanti principi relativi alla prova della sussistenza del dolo intenzionale che qualifica il reato di abuso d’ufficio. In particolare, ai fini dell’accertamento dell’intenzionalità del vantaggio patrimoniale, non è necessaria la presenza di un accordo collusivo con il beneficiario della condotta, né può rilevare la compresenza di una finalità pubblicistica al fine di escludere il dolo intenzionale.
A cura di:
  • Emanuela Greco

Nel caso di concessione edilizia, relativa proroga e concessione in sanatoria per lavori di ristrutturazione non consentiti, rilasciate illegittimamente da parte del responsabile di un ufficio tecnico comunale, si deve valutare la condotta complessiva di quest’ultimo, non essendo necessario provare un legame amicale o di interesse con il privato interessato; inoltre, la compresenza di una finalità pubblicistica non esclude il dolo intenzionale, a meno che essa non costituisca l’obiettivo principale dell’agente. Tali principi sono stati ribaditi dalla Sent. C. Cass. pen. 21/09/2017, n. 43160, brevemente commentata di seguito.

IL REATO DI ABUSO D’UFFICIO - Ai sensi dell’art. 323 del Codice penale, si configura il reato di abuso di ufficio nel caso in cui, “salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico sevizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto”. Si tratta di un reato proprio - poiché può essere commesso soltanto da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio - e richiede il dolo intenzionale per la configurabilità dell'elemento soggettivo, ossia la rappresentazione e la volizione dell'evento (procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale o arrecare un ingiusto danno) come conseguenza diretta e immediata della condotta dell'agente e obiettivo primario da costui perseguito.

LA FATTISPECIE - Nel caso di specie, il responsabile di un ufficio tecnico comunale è stato riconosciuto colpevole del reato di abuso d’ufficio per aver rilasciato una concessione edilizia per l'esecuzione di lavori di ristrutturazione non consentiti, una concessione in sanatoria successivamente al crollo dell'edificio intervenuto il giorno successivo all'inizio dei lavori e una proroga della originaria concessione nonostante l’illegittimità della sanatoria. Il responsabile dell’ufficio comunale si è rivolto alla Corte di Cassazione sostenendo la carenza dell’elemento psicologico del dolo intenzionale del reato di abuso d’ufficio in assenza della prova di un legame amicale o di interesse con la società favorita ed in presenza di un interesse pubblico. 

PRINCIPI ENUNCIATI - La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza della Corte di appello, secondo la quale tutta la condotta dell'imputato, sin dal rilascio dell'originaria concessione edilizia, è apparsa strumentalmente indirizzata a favorire il privato interessato, restando recessivo e, dunque, non significativo dell'assenza del dolo richiesto, il fine, pur eventualmente legittimo, di sanare la situazione urbanistica pregiudicata dal crollo del fabbricato.
La Corte suprema ha ricordato che la prova della sussistenza del dolo intenzionale, che qualifica la fattispecie criminosa dell’abuso di ufficio, non deve essere necessariamente desunta dall'accertamento di un accordo collusivo con la persona che si intende favorire, ma anche da elementi sintomatici come la macroscopica illegittimità dell'atto compiuto, l'evidenza, reiterazione e gravità delle violazioni, la competenza dell'agente, nonché l'intento di sanare le illegittimità con successive violazioni di legge; giacché l'intenzionalità del vantaggio ben può prescindere dalla volontà di favorire specificamente il privato interessato alla singola vicenda amministrativa. Inoltre, l’intenzionalità del dolo non è esclusa dalla compresenza di una finalità pubblicistica nella condotta del pubblico ufficiale, dovendosi ritenere necessario, per escludere la configurabilità dell’elemento soggettivo, che il perseguimento del pubblico interesse costituisca l’obiettivo principale dell’agente. 

Dalla redazione

  • Edilizia privata e titoli abilitativi
  • Appalti di lavori privati
  • Edilizia e immobili
  • Abusi e reati edilizi - Condono e sanatoria

Il reato di abuso d'ufficio in materia edilizia

Contesto normativo - Elementi costitutivi del reato: la condotta dell’agente (violazione di norme di legge o regolamento, omissione di astensione in caso di conflitto di interessi), l’evento del reato (procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale, arrecare un ingiusto danno) e la configurazione del dolo (dolo intenzionale come volontà di cagionare l’evento in via primaria, gli elementi sintomatici del dolo) - Concorso del privato nel reato.
A cura di:
  • Emanuela Greco
  • Edilizia e immobili
  • Titoli abilitativi
  • Edilizia privata e titoli abilitativi

Soppalco, titolo edilizio per la realizzazione

DEFINIZIONE DI SOPPALCO - QUALIFICAZIONE INTERVENTI PER LA REALIZZAZIONE DI UN SOPPALCO - REGIME EDILIZIO PER LA REALIZZAZIONE DI UN SOPPALCO (Regime successivo al D.L. 133/2014 ed al D. Leg.vo 222/2016; Regime precedente) - PARAMETRI DI VALUTAZIONE E RASSEGNA DI GIURISPRUDENZA.
A cura di:
  • Maria Francesca Mattei
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Edilizia e immobili
  • Edilizia privata e titoli abilitativi
  • Difesa suolo
  • Titoli abilitativi

Interventi edilizi in aree soggette a vincolo idrogeologico

Individuazione delle aree soggette a vincolo idrogeologico; Interventi soggetti a c.d. nullaosta idrogeologico; Procedura per il c.d. nullaosta idrogeologico; Abusi idrogeologici - Sanzioni; Ordine di riduzione in pristino - Autorizzazione idrogeologica in sanatoria; Pianificazione di bacino - Interventi in aree a rischio idrogeologico.
A cura di:
  • Studio Groenlandia
  • Pubblica Amministrazione
  • Edilizia e immobili
  • Edilizia privata e titoli abilitativi
  • Procedimenti amministrativi

Rifiuto o ritardo della P.A. nei procedimenti edilizi: disciplina e conseguenze

Omesso provvedimento - Silenzio-inadempimento; Ritardo nella conclusione del procedimento - Risarcimento dei danni; Lesione del legittimo affidamento del privato su una situazione determinata dalla P.A.; Illegittimità dell’atto amministrativo; Arbitraria richiesta di dichiarazioni o produzioni documentali; Inerzia della P.A. di fronte a SCIA illegittima; Inerzia della P.A. nell’esecuzione forzata di provvedimenti di demolizione e restituzione in pristino; La responsabilità civile, amministrativa e disciplinare del pubblico dipendente; Abuso d’ufficio - Rifiuto ed omissione dolosi di atti d'ufficio.
A cura di:
  • Studio Groenlandia
  • Edilizia e immobili
  • Edilizia privata e titoli abilitativi

Efficacia temporale, decadenza e proroga del permesso di costruire

Normativa sulla decadenza del permesso di costruire in caso di decorso dei termini; Proroga dei termini; Previsioni urbanistiche contrastanti sopravvenute; La giurisprudenza sui termini di efficacia del permesso di costruire: decadenza di diritto e principali conseguenze, individuazione del dies a quo per il calcolo dei termini, proroga dei termini, quando si configura l’inizio dei lavori, sopravvenute previsioni urbanistiche contrastanti.
A cura di:
  • Alfonso Mancini
  • Abusi e reati edilizi - Condono e sanatoria
  • Informatica
  • Edilizia e immobili

Puglia: messa a regime della gestione telematica dell'abusivismo edilizio

  • Pianificazione del territorio
  • Standards
  • Edilizia e immobili
  • Urbanistica

Piemonte, i regolamenti edilizi comunali devono adeguarsi al Regolamento edilizio tipo

  • Urbanistica
  • Edilizia e immobili
  • Standards
  • Pianificazione del territorio

Calabria, i regolamenti edilizi comunali devono adeguarsi al Regolamento edilizio tipo