FAST FIND : NW4152

Ultimo aggiornamento
28/09/2017

Mancato guadagno, perdita di chance e danno curriculare per mancata aggiudicazione appalto (C. Stato 4136/2017)

Danno derivante ad un’impresa per la mancata aggiudicazione di un appalto: il Consiglio di Stato chiarisce le modalità per quantificare mancato guadagno, perdita di chance e danno curriculare, ulteriore danno emergente, rivalutazione monetaria.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

La Sentenza Consiglio di Stato 31/08/2017, n. 4136, ha fornito interessanti delucidazioni sulle modalità con le quali deve essere quantificato il risarcimento del danno - nelle sue diverse componenti e cioè mancato guadagno, danno curriculare, perdita di chance, ulteriori danni emergenti, rivalutazione monetaria - spettante ad un’impresa a seguito della illegittima aggiudicazione di un appalto ad altra impresa.

LA VICENDA PROCESSUALE - La sentenza in commento si è occupata del caso dell’aggiudicazione di una gara indetta da un’amministrazione comunale e relativa a lavori di realizzazione di un parco giochi, con il criterio del prezzo più basso. A seguito dell’avvenuta dichiarata illegittimità dell’aggiudicazione all’impresa risultata prima in graduatoria, l’impresa risultata seconda in graduatoria - in virtù del criterio automatico di scelta del contraente - aveva avanzato richiesta di risarcimento del danno, accolta dal TAR che aveva provveduto alla relativa quantificazione. Avverso i criteri di tale quantificazione opponeva ricorso al Consiglio di Stato l’amministrazione comunale.

LA QUANTIFICAZIONE DEL RISARCIMENTO DANNI - Con l’analitica pronuncia in commento, il Consiglio di Stato ha preso in esame le varie componenti della quantificazione del risarcimento danni, fornendo i chiarimenti di seguito analizzati.

Mancato guadagno e onere della prova. La Corte ha chiarito che il risarcimento del danno richiede la prova, a carico dell’impresa ricorrente, della percentuale di utile effettivo che avrebbe conseguito se fosse risultata aggiudicataria dell’appalto e dell’inutile immobilizzazione dei mezzi tecnici, non altrimenti utilizzabili. Nella fattispecie, il non rigoroso assolvimento dell’onere della prova di non aver potuto utilizzare diversamente maestranze e mezzi è stato sufficiente a giustificare secondo la Corte la riduzione a circa la metà dell’utile mancato dichiarato dall’impresa.

Perdita di chance e danno curriculare. Secondo il Consiglio di Stato in una simile fattispecie il danno da perdita di chance ed il danno curriculare tendono a coincidere, essendo volti a riparare un pregiudizio connesso al mancato accrescimento della capacità di competere sul mercato, traducentesi in una maggiore probabilità di aggiudicarsi ulteriori e futuri appalti in virtù dell’arricchimento del curriculum professionale dell’impresa.
Il danno indiretto all’immagine della società ed al suo radicamento nel mercato è comunque arduo da provare concretamente, ragione per cui la sua quantificazione viene in genere operata in via equitativa, riconoscendo la giurisprudenza una somma pari ad una percentuale variabile tra l’1 ed il 5%, applicata in alcuni casi sull’importo globale dell’appalto, ed in altri sulla somma già liquidata a titolo di mancato guadagno. Nella fattispecie, in ragione della peculiarità delle lavorazioni oggetto dell’appalto oggetto di scrutinio, relative alla categoria prevalente “OS24”, che, riguardando lavorazioni inerenti l’arredo urbano ed il verde pubblico, costituiscono un settore nel quale non frequentemente sono indette gare, il Collegio giudicante ha quantificato tale percentuale intorno al 5% del mancato guadagno già riconosciuto.

Ulteriore danno emergente. Il Consiglio di Stato ha invece ritenuto non accoglibile la richiesta di risarcimento di un ulteriore danno causato - secondo l’impresa interessata - dalla mancata possibilità di acquistare dei macchinari per i quali era già stato ottenuto un finanziamento - a causa di una mancanza di liquidità. In questo caso si ritiene infatti necessaria la prova di un serio, stringente e proporzionato nesso di causalità tra il pregiudizio lamentato e la mancata aggiudicazione dell’appalto, prova che nella fattispecie non è stata fornita.

Rivalutazione monetaria. Il Consiglio di Stato ha infine chiarito che la rivalutazione monetaria secondo gli indici ISTAT compete dalla data della stipula del contratto da parte dell’impresa che è risultata illegittimamente aggiudicataria e fino a quella di deposito della decisione del giudice del risarcimento, momento, quest’ultimo, che costituisce l’epoca in cui, per effetto della liquidazione giudiziale, il debito di valore si trasforma in debito di valuta.

Dalla redazione

  • Appalti e contratti pubblici
  • Precontenzioso, contenzioso e giurisdizione
  • Pubblica Amministrazione
  • Procedimenti amministrativi

L’accesso civico (FOIA) e l'accesso agli atti nei procedimenti di appalti e contratti pubblici

ACCESSO AGLI ATTI E ACCESSO CIVICO (Normativa di riferimento; Differenze) - ACCESSO CIVICO E PROCEDURE DI APPALTI E CONTRATTI PUBBLICI (Disciplina specifica dell’art. 53 del Codice dei contratti pubblici; Orientamenti della giurisprudenza amministrativa e dell'ANAC) - ACCESSO AGLI ATTI E PROCEDURE DI APPALTI E CONTRATTI PUBBLICI (Indicazioni generali e finalità del diritto di accesso; Soggetti aventi diritto; Documenti oggetto dell’accesso e documenti esclusi; Tutela dei segreti industriali o commerciali; Provvedimenti o inerzia dell’amministrazione, opposizione, esecuzione differita; Termine per proporre ricorso al TAR, contenzioso).
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica
  • Appalti e contratti pubblici
  • Precontenzioso, contenzioso e giurisdizione

Rimedi alternativi per la risoluzione delle controversie nei contratti pubblici

PREMESSA E CRITERI GENERALI CONTENUTI NELLA L. 11/2016 - ACCORDO BONARIO (Generalità. Obbligatorietà dell’accordo bonario e differenza con la transazione; Accordo bonario nei contratti di lavori, attivazione; Accordo bonario nei contratti di lavori, procedimento; Accordo bonario nei contratti di servizi e forniture) - TRANSAZIONE (Generalità, residualità rispetto agli altri rimedi alternativi al contenzioso; Procedimento e caratteristiche) - ARBITRATO (Generalità e novità rispetto alla disciplina previgente; Applicazione a gare precedenti al D. Leg.vo 50/2016; Clausola compromissoria e attivazione dell’arbitrato; Camera arbitrale, composizione del Collegio arbitrale; Albo degli arbitri; Procedimento di arbitrato; Compenso degli arbitri; Compenso dei consulenti tecnici) - PARERI DI PRECONTENZIOSO E POTERI DI INTERVENTO DELL’ANAC (Pareri di precontenzioso; Poteri di intervento dell’ANAC, le nuove disposizioni introdotte dal D.L. 50/2017; Potere sanzionatorio dell’ANAC) - TABELLA RIEPILOGATIVA.
A cura di:
  • Alfonso Mancini
  • Appalti e contratti pubblici
  • Contabilità dei lavori pubblici e riserve
  • Esecuzione dei lavori pubblici
  • Disciplina economica dei contratti pubblici
  • Precontenzioso, contenzioso e giurisdizione

Inadempimenti dell’appaltatore e conseguenze negli appalti pubblici

Premessa; Inadempimenti dell’appaltatore e diffida ad adempiere; Penali; Risoluzione del contratto (per inosservanza della diffida ad adempiere, per grave inadempimento, per determinati reati e venuta meno della qualificazione, provvedimenti conseguenti); Diritto di recesso della stazione appaltante.
A cura di:
  • Studio Groenlandia
  • Appalti e contratti pubblici
  • Perizie e consulenze tecniche
  • Tariffa Professionale e compensi
  • Autorità di vigilanza
  • Precontenzioso, contenzioso e giurisdizione
  • Professioni

I compensi per i CTU negli arbitrati sui contratti pubblici

Compensi del CTU negli arbitrati sui contratti pubblici; Chiarimenti applicativi forniti dall’autorità (generalità, applicazione ai contratti pubblici dei compensi previsti per il CTU, unitarietà dell’incarico, cumulo tra compensi tabellari e “vacazioni”, aumento dell’onorario oltre il massimo tabellare, rimborsi spese); Rinvio ad approfondimenti.
A cura di:
  • Dino de Paolis
  • Appalti e contratti pubblici
  • Precontenzioso, contenzioso e giurisdizione
  • Pubblica Amministrazione

Responsabilità precontrattuale della P.A., domanda risarcitoria al Giudice ordinario (C. Stato 140/2018)

Anche il soggetto pubblico deve attenersi ai canoni di buona fede e correttezza che informano le relazioni precontrattuali tra soggetti privati, canoni la cui violazione non insiste su situazioni di interesse legittimo, ma di pieno diritto soggettivo e la cui conoscenza va pertanto devoluta alla competenza del giudice ordinario.
A cura di:
  • Mario Tocci