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Ultimo aggiornamento
21/09/2017

Accesso agli atti amministrativi e motivazione specifica della richiesta (C. Stato 4346/2017)

Il diritto di accesso viene accordato esclusivamente ai soggetti ai quali gli atti amministrativi, detenuti dalle pubbliche amministrazioni, si possano riferire e/o verso i quali possano spiegare effetti diretti od indiretti, ovvero ai soggetti che possano utilizzare tali atti al fine di tutelare una propria posizione giuridicamente rilevante.
A cura di:
  • Rosalisa Lancia

La Sentenza Consiglio di Stato 14/09/2017 - ancora una volta e come da costante e consolidata giurisprudenza - conferma che l'accesso agli atti amministrativi (c.d. “accesso documentale”) deve essere motivato, ai sensi dell’art. 25 della L. 07/08/1990, n. 241, e pertanto la richiesta rivolta all'ente che ha formato il documento o che lo detiene stabilmente, deve indicare i presupposti di fatto e dell'interesse specifico, diretto, concreto ed attuale, che lega il documento richiesto ad una situazione giuridicamente rilevante dell’istante.

LA VICENDA PROCESSUALE - Il caso esaminato dalla pronuncia qui in commento riguardava una società proprietaria di complessi edilizi concessi in locazione al Comune di Roma la quale, dando per presupposto che gli immobili fossero essere destinati alla sistemazione alloggiativa di nuclei familiari in condizioni di disagio abitativo, chiedeva di poter accedere alla documentazione inerente alla gestione del compendio di sua proprietà ed in particolare di effettuare un accesso agli atti rivolto a richiedere e ritirare copia dei contratti a campione di sublocazione che il Comune di Roma ha stipulato con gli occupanti dei suddetti immobili. Roma Capitale respingeva però l’istanza, non ravvisando la sussistenza del requisito di interesse tutelato dalla L. 07/08/1990, n. 241, così come il TAR del Lazio respingeva il successivo ricorso della società sul presupposto che l’istanza non fosse stata adeguatamente motivata.

MOTIVAZIONI DELLA DECISIONE - Pur costituendo la prima manifestazione di “trasparenza” e pur avendo la finalità di assicurare lo svolgimento imparziale dell’azione amministrativa, il diritto di accesso di cui alla L. 241/1990 non è concepito né può essere interpretato come un diritto di “chiunque”, ma deve poggiare su una posizione giuridica qualificata e differenziata, di cui si deve dare evidenza nelle motivazioni della richiesta.
Ciò implica che il diritto di accesso viene accordato esclusivamente ai soggetti ai quali gli atti amministrativi, detenuti dalle pubbliche amministrazioni, si possano riferire e/o verso i quali possano spiegare effetti diretti od indiretti, ovvero ai soggetti che possano utilizzare tali atti al fine di tutelare una propria posizione giuridicamente rilevante.
L’ adeguata motivazione della richiesta di accesso agli atti corrisponde, pertanto, alla necessità di mettere le amministrazioni nella posizione di poter verificare l’effettiva sussistenza delle condizioni individuate dalla normativa per consentire la visione e copiatura della documentazione. Non incombe, infatti, sull’amministrazione l’onere di individuare, con propri mezzi e propria attività istruttoria, i motivi a supporto dell’istanza di accesso documentale.
Correttamente, pertanto, può essere declinata una richiesta di accesso documentale se non è stata motivata e se non è stato esplicitato il requisito dell’interesse che, stante la normativa, non può dedursi dalla richiesta, ma deve essere individuato con specificità dal richiedente.

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