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Deliberaz. G.R. Lazio 22/05/2009, n. 387

Nuova classificazione sismica del territorio della Regione Lazio in applicazione dell'Ord. P.C.M. n. 3519 del 28 aprile 2006 e della Delib. G.R. Lazio 766/03.
Con le modifiche introdotte dalle Delibb. G.R. del 03/11/2009 n.835, del 17/10/2012 n. 489
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[Premessa]



LA GIUNTA REGIONALE


Su proposta dell’Assessore all’Ambiente e Cooperazione fra i Popoli;

VISTI lo Statuto della Regione Lazio e la L.R. 18 febbraio 2002, n.6 e successive modificazioni;

VISTO il regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale n.1 del 6 settembre 2002 e successive modificazioni;

VISTA la L.R. 5 gennaio 1985, n. 4;

VISTO l’articolo 94 comma 2 lettera a) del D. Lgs. 112 del 31 marzo1998 che attribuisce alle Regioni le funzioni per l’individuazione delle zone sismiche, la formazione e l’aggiornamento degli elenchi delle medesime zone;

VISTA la Delibera di Giunta Regione Lazio n. 2649 del 18 maggio 1999 concernente le “Linee guida e la documentazione per l’indagine geologica e vegetazionale in estensione alla L. 64/74”;

VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 18 maggio 2001 - “Testo unico per l’edilizia”;

VISTA la Delibera di Giunta Regione Lazio n. 766 del 1 agosto 2003 - “Riclassificazione sismica del territorio della Regione Lazio in applicazione dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003. Prime disposizioni”;

VISTA l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3519 del 28 aprile 2006 - “Criteri generali per l’individuazione delle zone sismiche e per la formazione e l’aggiornamento degli elenchi delle medesime zone”;

VISTA la Determinazione Dipartimento Territorio n. B4080 del 27 Ottobre 2006 recante “Approvazione dello Schema di Convenzione fra la Regione Lazio e E.N.E.A. (Ente per le Nuove Tecnologie, Energia e Ambiente) per la preparazione e l’acquisizione di accelerogrammi di riferimento ai fini dell’aggiornamento della riclassificazione sismica del territorio della Regione Lazio i

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ALLEGATO 1 - Relazione Tecnica


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Nuova Classificazione sismica della Regione Lazio

(a cura dei Geologi: Antonio Colombi, Giacomo Catalano, Fulvio Colasanto, Eugenio Di Loreto e Alberto Orazi)


Con l’emanazione dell’OPCM 3519/06 lo Stato ha definito i criteri nazionali che ciascuna Regione deve seguire per l’aggiornamento della classificazione sismica del proprio territorio. Questo strumento normativo, per la prima volta, porterà a valutare la classificazione sismica del territorio secondo parametri sismologici svincolati dal solo criterio politico del limite amministrativo fin qui utilizzato.

Si sottolinea che di recente sono state poste in discussione in sede di Tavolo Tecnico Interregionale, due ipotesi di proposte di nuovi criteri di riclassificazione (da parte delle Regioni Umbria e Emilia-Romagna) che si basano sulla Pericolosità Integrale Attesa. Al momento questa discussione è in itinere e non è ancora certa la sua conclusione e la sua evoluzione.

Allo stato attuale, però, le nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni, emanate con il DM Infrastrutture del 14.01.2008, hanno sostanzialmente esautorato la zonazione sismica da uno dei suoi compiti precedenti, che era quello di ancorare la zona sismica ad un valore dell’accelerazione di picco, e quindi allo spettro di risposta elastico da utilizzare per il calcolo delle azioni sismiche per le costruzioni. Con le nuove norme, per ogni costruzione, ci si può riferire ad una accelerazione di riferimento propria in relazione sia alle coordinate geografiche dell’area di progetto, sia alla vita nominale dell’edificio stesso.

In questa ottica la classificazione sismica del territorio rimane utile, dal punto di vista amministrativo, per la gestione pianificativa e di controllo del territorio, per tre aspetti fondamentali:

- scegliere il tipo e l’entità dei controlli da parte delle Aree Decentrate dei LL.PP. regionali sull’attività di progettazione e realizzazione delle costruzioni;

- calibrare le indagini geologiche, anche per mezzo di studi di Microzonazione Sismica, al fine di garantire un idoneo e differenziato controllo della compatibilità geomorfologica in prospettiva sismica nella pianificazione territoriale;

- definire criteri di priorità nella destinazione di eventuali finanziamenti per interventi di riduzione della vulnerabilità degli edifici (OPCM 3274/04, DGR 766/03 all. 2 e DGR 532/06).

Da quando il D.Lgs. 112 del 02.02.1998

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LA PERICOLOSITÀ SISMICA DELLA REGIONE LAZIO

Negli studi per la valutazione delle azioni sismiche è indispensabile considerare la pericolosità sismica di base, intesa come la probabilità che un evento sismico di una certa Magnitudo avvenga in un’area secondo un determinato periodo di ritorno.

La Pericolosità sismica di base è definita calcolando il valore atteso di uno o più parametri che

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Tabella 1 - Suddivisione delle zone sismiche in relazione all’accelerazione di picco su terreno rigido



Le Regioni devono riclassificare il proprio territorio secondo tre vincoli importanti:

a) Mantenere omogeneità sismica nelle zone di bordo fra Regioni confinanti;

b) Prevedere che i territori comunali possono essere interessati al loro interno anche da diverse zone sismiche (il terremoto nella sua propagazione non si ferma di fronte al limite amministrativo);

c) Prevedere che in un territorio comunale possono essere presenti anche diverse sottozone sismiche;

d) Prevedere l’assenza di salti fra zone sismiche, ma che il passaggio avvenga in modo continuo (dalla zona 1 alla zona

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I CASI PARTICOLARI

Prima di affrontare la discussione sulla proposta di Riclassificazione Sismica corre l’obbligo soffermarci su alcuni casi particolari per i quali sono state previste

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Il Comune di Roma

In una proposta di nuova riclassificazione sismica, che non parta dal connubio fra un input politico-gestionale e da esigenze basate su valori di tipo prettamente sismologico, non avrebbe alcun senso continuare a considerare tutto il territorio del Comune di Roma come unica zona sismica. L’estensione areale del Comune di Roma è quella di maggiore entità della Regione Lazio e la gran parte dei suoi diciannove Municipi hanno una estensione superficiale superiore alla media dei Comuni della Regione. Anche la popolazione, e quindi i relativi investimenti produttivi e sociali, è superiore, per ogni Municipio, a moltissimi dei

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Tabella 2 - Municipi di Roma e loro zona sismica

UAS

(Municipio)

NUOVA ZONA SISMICA PROPOSTA

SOTTOZONA PROPOSTA

ZONA SISMICA DGR 766/03

VARIAZIONE ZONA SISMICA

Roma I

3

A

3

0

Roma II

3

A

3

0

Roma III

3

A

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Riclassificazione Sismica per il Comune di Roma suddiviso secondo le 19 UAS del Comune di Roma


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Il Comune di Rieti

Il Comune di Rieti presenta caratteristiche morfologiche geologiche e sismologiche ben differenziate fra la zona della Piana reatina e del Terminillo. La zona dell’area del Terminillo appartiene, dal punto di vista sismologico, alla fascia dei Comuni pedemontani della Piana di Riet

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Riclassificazione Sismica del Comune di Rieti


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Il Comune di Pescorocchiano

Anche il Comune di Pescorocchiano presenta due differenti UAS, per differenti situazioni sismologiche. La zona dell’area geograficamente delimitata delle montagne della dorsale dei Monti della Duchessa-Monte Nuria appartiene, dal punto di vista sismologico, alla fascia dei Comuni del Cicolano d

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Riclassificazione Sismica del Comune di Pescorocchiano


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Il Comune di Vejano

Il Comune di Vejano presenta la peculiarità di avere una porzione del territorio comunale inserita in un altro c

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Riclassificazione Sismica per il Comune di Vejano suddiviso in due sottozone sismiche. L’Isola Amministrativa è in sottozona 2B mentre il Comune in sottozona 3A


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Il Comune di Nepi

Il Comune di Nepi presenta la peculiarità di avere una porzione del territorio comunale inserita fra i

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Riclassificazione Sismica per il Comune di Nepi suddiviso in due sottozone sismiche. L’Isola Amministrativa è in sottozona 3B mentre il Comune in sottozona 3A


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Il Comune di Colfelice

Il Comune di Colfelice presenta la peculiarità di avere una porzione del territorio comunale inserita in un altro c

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Riclassificazione Sismica per il Comune di Colfelice suddiviso in due sottozone sismiche. L’Isola Amministrativa è in sottozona 2B mentre il Comune in sottozona 2A


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PROPOSTA DI RICLASSIFICAZIONE

La proposta di riclassificazione sismica che l’Area Difesa del Suolo sottopone alla Giunta Regionale, parte dalla filosofia di poter gestire in un modo ottimale e moderno il governo del territorio e garantire la sicurezza dei cittadini e delle opere infrastrutturali. Tale proposta si basa sulla creazione di sottozone sismiche sulla base della combinazione ponderata fra l’elaborato INGV-OPCM 3519/06 e lo Convenzione ENEA.

La riclassificazione, sviluppata come connubio fra l’elaborato INGV-DPC e Convenzione ENEA, ha una filosofia moderna con la presenza di sottozone sismiche che permett

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Tabella 3 - Suddivisione delle sottozone sismiche in relazione all’accelerazione di picco su terreno rigido utilizzate per lo scenario di riclassificazione sismica della Regione Lazio


Gran parte dei Comuni del Lazio presentano valori ag che ricadono interamente in una determinata zona o sottozona sismica, per cui è stato assegnato direttamente il valore della zona/sottozona corrispondente (Comune a zona fissa). Il problema si è posto per quei Comuni i cui valori di accelerazione di picco variavano fra due zone o sottozone diverse. Per cercare di superare questo problema si è operato in prima istanza con il metodo della superficie impegnata, assegnando al Comune il valore della zona/sottozona sismica che incidesse sul proprio territorio con una estensione maggiore dell’80%, sempre che in questa area fossero i centri abitati maggiori.

Qualora fosse rimasta ancora insoluta l’assegnazione di quei Comuni interessati da zone/sottozone che non superavano la percentuale dell’80% (per esempio sottozona 2B al 60% e sottozona 3A al 40%), per risolvere tale incertezza si è tenuto conto del dato ottenuto dall’ENEA, assegnando, di conseguenza, la zona che i dati sismologici indicavano.

Fra i Comuni

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Tabella 4: Variazioni delle zone sismiche fra la nuova riclassificazione e la Classificazione 2003(DGR 766/03) (* comprese le 18 UAS di Roma - ** comprese le 2 UAS dei Comuni di Rieti, Colfelice, Nepi, Vejano, Pescorocchiano e XX Municipio di Roma)



Frosinone

Latina

Rieti

Roma

Viterbo

Totale Lazio

Zona Sismica 1

PROPOSTA

29

0

13**

0

0

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Tabella 5: Comuni inseriti nelle sottozone sismiche ripartiti per Provincie (* comprese le 18 UAS di Roma - ** comprese le 2 UAS dei Comuni di Rieti, Colfelice, Nepi, Vejano, Pescorocchiano e XX Municipio di Roma)


Frosinone

Latina

Rieti

Roma

Viterbo

Totale Lazio

ZONA SISMICA 1

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Tabella 6: Variazione di zone sismiche ripartite per Provincia (* comprese le 18 UAS di Roma - ** comprese le 2 UAS dei Comuni di Rieti, Colfelice, Nepi, Vejano, Pescorocchiano e XX Municipio di Roma)


Frosinone

Latina

Rieti

Roma

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Riclassificazione Sismica della Regione Lazio 2009


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Variazione di Zone Sismiche fra la Riclassificazione sismica proposta e la DGR 766/03


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DEFINIZIONI

Amplificazione locale (o risposta sismica locale) - Modificazione in ampiezza, frequenza e durata dello scuotimento sismico dovuta alle specifiche condizioni lito-stratigrafiche e morfologiche di un sito. Si può quantificare mediante il rapporto tra il moto sismico alla superficie del sito e quello che si osserverebbe per lo stesso evento sismico su un ipotetico affioramento di roccia rigida con morfologia orizzontale.

Effetti locali (o di sito) - Effetti dovuti al comportamento del terreno in caso di evento sismico per la presenza di particolari condizioni lito-stratigrafiche e morfologiche che determinano amplificazioni locali e fenomeni di instabilità del terreno (instabilità di versante, liquefazioni, faglie attive e capaci, cedimenti differenziali, ecc.).

Microzonazione sismica (MS) - Valutazione della perico

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ALLEGATO 1 - NUOVA CLASSIFICAZIONE SISMICA DEL TERRITORIO DELLA REGIONE LAZIO

N1


CODICE ISTAT

COMUNE

Nuova Zona sismica

Sottozona sismica

Zona sismica ai sensi della precedente DGR 766/03

Variazione di zona sismica


PROVINCIA DI VITERBO





12056001

Acquapendente

2

B

2


12056002

Arlena di Castro

2

B

3

+ 1

12056003

Bagnoregio

2

B

2


12056004

Barbarano Romano

3

A

3


12056006

Bassano in Teverina

2

B

3

+ 1

12056005

Bassano Romano

3

B

3


12056007

Blera

2

B

3

+ 1

12056008

Bolsena

2

B

3

+ 1

12056009

Bomarzo

2

B

3

+ 1

12056010

Calcata

3

A

3


12056011

Canepina

3

A

3


12056012

Canino

2

B

3

+ 1

12056013

Capodimonte

2

B

2


12056014

Capranica

3

A

3


12056015

Caprarola

3

A

3


12056016

Carbognano

3

A

3


12056017

Castel Sant’Elia

3

A

3


12056018

Castiglione in Teverina

2

B

3

+ 1

12056019

Celleno

2

B

2


12056020

Cellere

2

B

2


12056021

Civita Castellana

2

B

3

+ 1

12056022

Civitella d’Agliano

2

B

3

+ 1

12056023

Corchiano

3

A

3


12056024

Fabrica di Roma

3

A

3


12056025

Faleria

3

A

3


12056026

Farnese

2

B

3

+ 1

12056027

Gallese

2

B

3

+ 1

12056028

Gradoli

2

B

2


12056029

Graffignano

2

B

3

+ 1

12056030

Grotte di Castro

2

B

2


12056031

Ischia di Castro

2

B

3

+ 1

12056032

Latera

2

B

2


12056033

Lubriano

2

B

3

+ 1

12056034

Marta

2

B

3

+ 1

12056035

Montalto di Castro

3

B

4

+ 1

12056037

Monte Romano

2

B

3

+ 1

12056036

Montefiascone

2

B

3

+ 1

12056038

Monterosi

3

B

3


12056040

Onano

2

B

2


12056041

Oriolo Romano

3

B

3


12056042

Orte

2

B

3

+ 1

12056043

Piansano

2

B

3

+ 1

12056044

Proceno

2

B

3

+ 1

12056045

Ronciglione

3

A

3


12056047

San Lorenzo Nuovo

2

B

2


12056048

Soriano nel Cimino

2

B

3

+ 1

12056049

Sutri

3

B

3


12056050

Tarquinia

3

B

3


12056051

Tessennano

2

B

3

+ 1

12056052

Tuscania

2

B

3

+ 1

12056053

Valentano

2

B

3

+ 1

12056054

Vallerano

3

A

3


12056055

Vasanello

2

B

3

+ 1

12056057

Vetralla

2

B

3

+ 1

12056058

Vignanello

3

A

3


12056046

Villa San Giovanni in Tuscia

2

B

3

+ 1

12056059

Viterbo

2

B

3

+ 1

12056060

Vitorchiano

2

B

3

+ 1


PROVINCIA DI FROSINONE





12060001

Acquafondata

1


2

+ 1

12060002

Acuto

2

B

2


12060003

Alatri

2

B

2


12060004

Alvito

1


1


12060005

Amaseno

3

A

2

- 1

12060006

Anagni

2

B

2


12060007

Aquino

2

A

2


12060008

Arce

2

A

2


12060009

Arnara

2

B

2


12060010

Arpino

1


1


12060011

Atina

1


1


12060012

Ausonia

2

B

2


12060013

Belmonte Castello

1


1


12060014

Boville Ernica

2

B

2


12060015

Broccostella

1


1


12060016

Campoli Appennino

1


1


12060017

Casalattico

1


1


12060018

Casalvieri

1


1


12060019

Cassino

2

A

2


12060020

Castelliri

2

A

1

- 1

12060021

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“ALLEGATO 2 - NUOVO ELENCO DELLE STRUTTURE IN CLASSE D’USO IV (STRATEGICHE) E IN CLASSE D’USO III (RILEVANTI) AI SENSI DEL D.M. INFRASTRUTTURE DEL 14.01.2008, DELLA DGR LAZIO N. 545/10 E DEL REGOLAMENTO REGIONALE N. 2/2012

N2

A) CLASSE D’USO IV: Costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti, anche con riferimento alla gestione della protezione civile in caso di evento sismico.

- Strutture Ospedaliere *

a) Ambulatori, Case di Cura, Ospedali, Presidi Sanitari

b) Sedi A.S.L.

- Strutture per l’Istruzione inserite nei Piani di Emergenza di Protezione Civile Comunali che possono ospitare funzioni strategiche (COM, COC etc)

- Strutture Civili *

a) Municipi, Sedi Comunali decentrate, Sedi Vigili Urbani

b) Sedi Prefetture

c) Sedi Protezione Civile e Capannoni adibiti a Protezione Civile

d) Sedi Regionali, Provinciali

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Sicilia, recepimento del Testo Unico dell’edilizia

Con la legge 10/08/2016, n. 16, pubblicata sulla G.U. 19/08/2016, n. 36 Suppl. Ord., la Regione Sicilia ha recepito il Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (D.P.R. 06/06/2001, n. 380). Disponibile il Testo Unico dell'edilizia per la Regione Sicilia elaborato da Legislazione Tecnica.
A cura di:
  • Anna Petricca
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Motori macchine mobili non stradali: omologazione UE e immissione sul mercato