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Ultimo aggiornamento
29/06/2017

Responsabilità del dirigente comunale in caso di permesso di costruire illegittimo (Cass. 5439/2017)

In capo al dirigente non può aversi una responsabilità omissiva nella realizzazione di opere illegittime, pertanto per configurare un reato occorrono elementi di fatto indizianti un concorso consapevole, o quantomeno colposo, nella condotta. Superamento di un precedente orientamento giurisprudenziale. La posizione del Sindaco.
A cura di:
  • Maria Francesca Mattei

La Sentenza Corte di Cassazione 6 febbraio 2017, n. 5439, si è soffermata sulle possibili conseguenze, in capo al dirigente dell’area tecnica comunale, in caso di emanazione di un permesso di costruire illegittimo.
In particolare i giudici di legittimità hanno affermato il principio per cui in assenza di elementi di fatto indizianti un concorso consapevole, o quantomeno colposo, nella condotta di tale soggetto, lo stesso non può ritenersi responsabile.

LA DECISIONE DELLA CORTE - Sul punto, la pronuncia sottolinea che la funzione di dirigente dell’area tecnica comunale che ha rilasciato un permesso di costruire illegittimo non implica - in assenza di elementi di fatto indizianti un concorso consapevole, o quantomeno colposo, nella condotta - una responsabilità omissiva nella realizzazione di opere illegittime, in quanto il dirigente non è previsto tra i soggetti attivi del reato proprio indicati dall’art. 29 del D.P.R. 380/2001, e, ai sensi dell’art. 27 del medesimo D.P.R. 380/2001, riveste una posizione di garanzia limitata alla vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia nel territorio comunale ed alla demolizione delle opere abusive, non già di carattere generale.

PRECEDENTI GIURISPRUDENZIALI SUPERATI - Nell’assumere tale posizione, la sentenza ricorda l’esistenza di un precedente, ed invero risalente, orientamento giurisprudenziale (cfr. Sentenza Corte di Cassazione 28 aprile 2004, n. 19566) in base al quale, in materia edilizia, risponde del reato di cui all’art. 20 della L. 28 febbraio 1985 n. 47 - ora sostituito dall’art. 44 del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 - il dirigente dell’area tecnica comunale che abbia rilasciato una concessione edilizia (ora permesso di costruire) illegittima, atteso che questi, in quanto incaricato in ragione del proprio ufficio del rilascio di quello specifico atto, è titolare in via diretta ed immediata della relativa posizione di garanzia che trova il proprio fondamento normativo nell’art. 40 del Codice penale.
Tale orientamento deve tuttavia ritenersi superato, dovendosi al contrario ritenere che: per poter ritenere configurabile la responsabilità ex art. 40  del Codice penale deve venire in rilievo una omissione, dovendosi quindi ritenere non ricompresa nella previsione normativa l’ipotesi in cui l’agente abbia posto in essere una condotta commissiva, contribuendo con essa alla produzione dell’evento.
Nel caso di specie, in effetti, oggetto di contestazione è proprio il compimento di un’attività, vale a dire il rilascio di un permesso di costruire illegittimo, consentendo l’esecuzione di lavori in una zona vincolata, in quanto rientrante in fascia di rispetto.

LA POSIZIONE DEL SINDACO - La Corte infine ricorda come anche a carico del Sindaco non sia configurabile alcuna responsabilità penale per non aver impedito lo svolgimento di attività abusive incidenti sull’assetto urbanistico e paesaggistico del territorio comunale, non sussistendo in capo al medesimo un generale dovere di vigilanza sulle attività in questione (cfr. Sentenza Corte di Cassazione 21 giugno 2011, n. 36571).

 

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